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Addio a Lyubov Kunakova, stella del Kirov/Mariinsky

Il mondo della danza internazionale è in lutto per la scomparsa di Lyubov Kunakova, storica Prima Ballerina del Kirov/Mariinsky Ballet, morta il 30 maggio 2026 all’età di 74 anni.

Con lei se ne va una delle più autorevoli interpreti della scuola classica russa, artista di grande eleganza e insegnante capace di trasmettere la propria esperienza a intere generazioni di danzatori.

Nata a Izhevsk l’8 agosto 1951, Kunakova si formò presso la prestigiosa Scuola Coreografica di Perm, diplomandosi nel 1970 nella classe di Galina Kuznetsova.

Nello stesso anno debuttò al Teatro Accademico dell’Opera e del Balletto Čajkovskij di Perm, dove si impose rapidamente come giovane talento interpretando ruoli di primo piano quali Swanilda, Odette-Odile, Kitri, Aurora e la Fata dei Lillà. In quegli anni fu protagonista anche di produzioni come Paquita e Lo Schiaccianoci, dimostrando una maturità artistica rara per una ballerina così giovane.

Nel 1974 entrò a far parte del celebre Teatro Kirov di Leningrado, oggi nuovamente noto come Mariinsky Theatre, dove rimase fino al 1992 come solista e prima ballerina del repertorio classico.

Sul palcoscenico del teatro pietroburghese interpretò alcuni dei più importanti ruoli della danza accademica: Giselle e Myrtha in Giselle, Aurora e la Fata dei Lillà ne La bella addormentata, Nikija e Gamzatti ne La Bayadère, Odette-Odile ne Il lago dei cigni, Raymondanell’omonimo balletto, Kitri in Don Chisciotte, Medora e Gulnare ne Il Corsaro, oltre alla Silfide ne La Sylphide, Zarema ne La fontana di Bachčisaraj e Mekhmeneh-Bahnu ne La leggenda dell’amore.

La sua carriera fu accompagnata da importanti riconoscimenti. Nel 1969 ottenne un diploma al Concorso Internazionale di Balletto di Mosca, mentre nel 1972 fu premiata al prestigioso Concorso Internazionale di Balletto di Varna, considerato uno dei più importanti al mondo.

Nel 1974 ricevette il titolo di Artista Onoraria della RSFSR e nel 1983 quello di Artista del Popolo della RSFSR, una delle massime onorificenze artistiche dell’epoca sovietica.

Negli anni successivi le furono inoltre conferiti la Medaglia dell’Ordine al Merito per la Patria di II classe (2009) e l’Ordine al Merito nella Cultura e nell’Arte (2025), a testimonianza del suo straordinario contributo alla vita culturale russa.

Terminata la carriera sulle scene, Lyubov Kunakova si dedicò con passione all’insegnamento e alla trasmissione della tradizione del balletto classico.

Dal 1997 al 2002 insegnò danza classica presso la celebre Accademia Vaganova, formando numerose giovani ballerine destinate a importanti carriere internazionali. Tra le sue allieve figurano Anastasia Kolegova, Tatiana Tkachenko, Natalia Sharapova, Vera Garbuz e Yulia Repet.

Parallelamente svolse un’intensa attività internazionale come docente e maître de ballet in Giappone, Brasile e Corea del Sud.

Dal 1997 lavorò inoltre come répétiteur al Mariinsky Theatre, seguendo e perfezionando i ruoli di alcune delle principali stelle della compagnia, tra cui Viktoria Tereshkina, Elena Yevseyeva, Maria Iliushkina, Svetlana Savelieva, Valeria Bespalova e Valeria Kuznetsova.

La sua attività non si limitò all’insegnamento. Kunakova contribuì anche alla diffusione del repertorio classico del Mariinsky nel mondo, curando produzioni di Don Chisciotte e Chopiniana a Minsk, La bella addormentata ad Atene, Paquita a Tokyo e Giselle in Brasile.

Chi l’ha conosciuta la ricorda come una donna di grande rigore morale e professionale, profondamente rispettata dagli allievi e dai colleghi. Le testimonianze apparse dopo la sua scomparsa sottolineano non solo il valore dell’artista, ma anche le qualità umane di una persona che ha dedicato tutta la propria vita alla danza, con generosità, passione e straordinaria dedizione.

Con la scomparsa di Lyubov Kunakova il balletto perde una delle sue interpreti più rappresentative e una delle più autorevoli custodi della tradizione accademica russa.

La sua eredità continuerà a vivere nei ruoli che ha interpretato, negli spettacoli che ha contribuito a creare e soprattutto negli artisti che ha formato e ispirato nel corso di oltre mezzo secolo di attività.

Il suo nome resterà per sempre legato alla storia del Mariinsky e alla grande scuola del balletto russo, patrimonio culturale che ha saputo onorare e trasmettere fino agli ultimi anni della sua vita.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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