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Carla Fracci attraverso gli occhi del Maestro Beppe Menegatti

Carla Fracci attraverso gli occhi del Maestro Beppe Menegatti

Compie 80 anni Carla Fracci, la regina della danza, icona di eleganza e di arte. Interprete sublime dei ruoli romantici del repertorio classico, incarna l’ideale della perfezione in quest’arte così sublime. Ha dedicato l’intera vita alla danza e in quest’intervista esclusiva, la conosciamo attraverso gli occhi del Maestro Beppe Menegatti. Di cosa ha più bisogno la Danza? Esiste in molti artisti la necessità assoluta di rimettersi in discussione sul piano prettamente scenico, anche se nel contempo rappresentano molte altre cose e questa necessità nasce dall’esigenza di diventare privilegiati, non dagli altri, ma dalla loro intensità, dalla loro preparazione. Io ne ho conosciuto tanti, in tutti i campi dell’Arte, ad esempio Léonide Massine, Pablo Picasso, Balanchine, Anne Bancroft, grandi nomi che   si sono sempre rimessi in discussione sperando in se stessi di avere accesso a quel mondo estremamente alto che è quello dei maestri, di cui, in questo momento storico, la danza ha la massima necessità. Al momento ci sono persone molto grandi all’apparenza che in definitiva non hanno fatto questo passo attraverso il quale si può giungere a insegnare ciò di cui la danza in questo momento ha più bisogno: lo stile. Il ruolo della poesia oggi in questo mondo ...

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Carla Fracci l’eterna Giselle, compie 80 anni. Auguri!!!

Carla Fracci è per tutti la personificazione della danza. È il sogno di tutte le bambine che vogliono studiare danza classica. È una donna caratterizzata da dedizione assoluta alla danza: un mito vivente del balletto. Dietro al mito costruto di Carla, c’è la forza che lo ha creato: lei stessa. Non si è infatti costruita un personaggio, non è dovuta ricorrere a continue revisioni e adeguamenti dell’immagine, come tante persone di successo, perché non è un tipo, è lei. Il suo è un successo che non ha conosciuto periodi di crisi, ma solo una continua crescita. Eppure non è diva tradizionale; ha mantenuto la sua spontaneità e genuinità popolare; anche nella vita quotidiana, fuori dal teatro, ha la stessa eleganza, lo stesso equilibrio, la stessa nobiltà d’animo che solitamente esterna attraverso la danza: è come se fosse sempre “in punta di piedi”. Questo suo modo di essere e di porsi agli altri ha fatto nascere sin dall’inizio alla gente una spontanea adesione alla sua persona. La danza le ha offerto, nella società delle immagini, l’opportunità di diffondere di sé un’immagine gradevole e naturale, senza forzature, nella quale spiccano i suoi occhi scuri e profondi, un corpo esile e nobile, le lunghe braccia e le ...

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Un libro per l’Estate… “Luciana Savignano. L’eleganza interiore”, il ritratto dell’étoile nel libro di Emanuele Burrafato

“Luciana Savignano. L’eleganza interiore”, il ritratto dell’étoile nel libro di Emanuele Burrafato

«Mi è sempre piaciuta Luciana Savignano. Si distingueva dalle altre ballerine per una rara maestria e un raffinato senso dello stile. Lei sapeva sempre perché entrava in scena. La ricordo bene nei balletti di Béjart, La Luna, Terza sinfonia di Mahler, nel Bolero di Ravel. Era diversa in ogni opera, convincente e in totale sinfonia con la musica. E per inciso la sua tecnica non lasciava trasparire lo sforzo. Luciana la possedeva in modo assoluto. Scrivo volentieri queste righe su di lei, una ballerina che mi ha sempre affascinato» (Majja Pliseckaja, 18 maggio 2014. La testimonianza si legge sulla prima pagina del volume). Dopo La danza, la mia vita, (LEGGI ANCHE: LA DANZA, LA MIA VITA. IL LIBRO AUTOBIOGRAFICO CHE DA’ CORPO ALLA VOCE DI NATALIA MAKAROVA),  l’acuta e romanzata biografia dell’étoile russa Natalia Makarova, la casa editrice romana Gremese regala al pubblico dei lettori, appassionati e non, un’altra avvincente biografia tersicorea, su una stella del balletto italiano ed internazionale, Luciana Savignano. Scritta da Emanuele Burrafato, la monografia sulla accecante ballerina milanese ha un titolo molto eloquente: Luciana Savignano. L’eleganza interiore. Soffermerei, infatti, l’attenzione proprio sull’espressione, molto azzeccata, “L’eleganza interiore”, dal momento che riesce a rendere quello che è il ...

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“Danza, chi, come e perché” – La Posta di Anna Maria Prina

"Danza chi, come e perché?" - La Posta di Anna Maria Prina

  Gentilissima Signora Prina, non crede che le scuole di danza private dovrebbero indirizzare gli allievi anche ad una ricerca culturale, piuttosto che mirare solo alla realizzazione dei saggi di fine anno? Mi piacerebbe conoscere il Suo parere sull’argomento. (Maria da Napoli) Cara Maria, certamente le scuole di ballo dovrebbero occuparsi anche dell’Educazione culturale e artistica degli allievi : Educazione alla musica e conoscenza teorica delle varie scuole, stili e vera e propria storia della Danza e del Balletto. E’ importante, infatti, inquadrare i periodi storici e quando e dove sono nate le varie danze. Questo vale anche per la salsa, tango, bachata, hip hop e tutti quei balli considerati minori, ma che hanno sempre origini storiche più o meno antiche! Naturalmente nel pianificare gli orari bisogna tenere conto degli impegni scolastici dei ragazzi e cercare di mediare inserendosi con garbo, ma con determinazione, nelle attività curriculari. Questo tipo di educazione, che non dovrebbe mancare nelle grandi scuole, viene presa in considerazione in pochissimi casi ed è purtroppo negativo poiché pochi allievi diverranno ballerini professionisti mentre tutti faranno parte della nostra società e il loro bagaglio culturale e la loro sensibilità, arricchiti da musica e danza, potranno essere utili nel ...

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PROSPETTIVE01 – Roberta Siciliano: “Attraverso la mia Arte cerco di esprimere la coscienza delle cose”

PROSPETTIVE01 – Flash Mob Alice in Wonderland

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di raccogliere una serie di interviste e di articoli mirati a dar voce e spazio a tutte le fasce creative del mondo coreutico che costituiscono giovani realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi, o realtà già consolidate, di spiccato talento, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive. Volto angelico, eleganza e armonia di linee… si chiama Roberta Siciliano, è una danzatrice del Teatro San Carlo di Napoli, che ha saputo coniugare lo spirito della danza con il glamour, maturando una nuova visione espressiva ed artistica. Nata a Napoli, laureanda in Lettere e Filosofia, dopo aver conseguito il diploma di danza classica presso la Scuola di Ballo del Teatro San Carlo, inizia la sua carriera di ballerina professionista nel Corpo di Ballo del Lirico Partenopeo con cui tuttora collabora. La sua singolare bellezza ha catturato l’attenzione del maestro internazionale Fabrizio Ferri, che l’ha resa protagonista di un suo servizio fotografico. Testimonial della campagna pubblicitaria del Teatro di San Carlo, è stata coprotagonista del programma “Ballerini ...

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Daniele Cipriani dice addio al Premio Positano

Daniele Cipriani dice addio al Premio Positano

  RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Lettera aperta indirizzata al Sindaco di Positano Michele De Lucia Alla Città di Positano e alle persone menzionate nella presente.  Roma, 17 agosto ’16 Scrivere questa lettera è come scrivere un addio ad una persona amata: nonostante la vita “ti porti… a fare altre scelte”, Positano rimarrà per sempre impressa nel tuo cuore e nella tua anima. Positano ti entra dentro fino a far parte di te stesso e del tuo sangue. È, semplicemente, un legame per l’eternità. L’uscire di scena mi piace farlo senza scandali, con eleganza, dignità e rispetto, parole che appartengono a quella danza che amo, la danza del mondo che ho avuto l’opportunità di portare sulla Spiaggia Grande di Positano a partire dal 2011 negli anni della mia direzione artistica di “Positano Premia la Danza Léonide Massine”. Cinque anni bellissimi, indimenticabili, trascorsi con gli artisti più celebri, protagonisti del momento e del passato, tutti catturati dalla bellezza e dalla magia di questo luogo che ha un indissolubile legame con la danza fin dai primi del ‘900. Positano e le sue Isole Li Galli sono la Danza. Alicia Alonso, Eleonora Abbagnato, Christopher Wheeldon, Ivan Vassiliev, Natalia Osipova, Uliana Lopatkina, Yuri Grigorovich, Lutz Forster, Mats Ek e Ana Laguna, Elisabetta Terabust, Kevin O’Hare, Silvia Azzoni, Oleksandr Ryabko, Davide Dato, Carlo Di Lanno, Claudio Coviello, Edward Watson, Friedman Vogel, sac Hernandez, Osiel Gouneau, Tiler Peck, La La La Human Steps – Edouard Lock, Olga Smirnova, Steven McRae, Oksana Skorik, Xander Parish, Brigel Gjoka e Riley Watts: questi alcuni dei nomi dei premiati di questi anni, sotto la mia direzione. Sempre con immensa emozione ricordo altri importanti eventi legati al premio: Il gemellaggio con Roma, con la presentazione del Premio Massine 2012 in Campidoglio, davanti ai Sindaci delle due città; il gemellaggio con il prestigioso Prix Benois de ...

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Giuseppe Picone: “Dirigere il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo per me è una grande emozione” [ESCLUSIVA]

  Giuseppe Picone, étoile internazionale con alle spalle una carriera svolta nei principali teatri di tutto il mondo, dove è sempre stato apprezzato ed acclamato come uno dei danzatori più talentuosi, è stato nominato direttore del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, lo stesso teatro da cui è iniziato il suo percorso artistico. In questa intervista esclusiva si racconta al Giornale della Danza. Lo scorso 29 luglio è stato nominato Direttore del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, un grande ritorno per un grande artista come Lei, di calibro internazionale. Che effetto fa ritornare nella Sua città natale? Rientrare a Napoli è come rientrare a casa, è un’emozione molto forte. Lavorare con il Corpo di Ballo del Teatro dove sono cresciuto e iniziare proprio con loro quest’esperienza da Direttore è sicuramente una grandissima emozione, perché questi ragazzi adesso sono grandi ma io li ho visti crescere sin dalla Scuola di Ballo. Per me è davvero ritornare a casa. Da étoile a Direttore, un passaggio artistico che presenta nuovi stimoli e nuove sfide, come pensa di svolgere il Suo ruolo? Il ruolo da Direttore sicuramente non è facile, però ero già abbastanza pronto per affrontarlo. ...

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Pierluigi Abbondanza, il fotografo della danza

Pierluigi Abbondanza, il fotografo della danza

Pierluigi Abbondanza nasce in una famiglia di fotografi, comincia fin da piccolo a interessarsi del lavoro dei genitori, continua a seguire il lavoro di famiglia parallelamente agli studi fino a 27 anni quando apre uno studio proprio eseguendo foto per pubblicità e ritratti. Verso i 38 anni viene affascinato dalla disciplina della danza classica, segue lezioni in sala per averne una comprensione migliore e comincia a fotografare spettacoli e lezioni. Viene invitato in Scala alla Scuola di Ballo, segue e fotografa le lezioni per quattro anni con risultati apprezzati a tal punto che le sue foto vengono utilizzate per il calendario Porselli del 1998. Nello stesso periodo segue e fotografa per due anni all’Accademia Nazionale di danza di Roma le lezioni di danza e viene invitato a fotografare lo spettacolo finale dell’Accademia Princesse Grace a Montecarlo dalla direttrice Marika Besobrasova. Dal 1997 segue come fotografo ufficiale gli stage estivi della Royal Academy of Dance di Londra in Italia e dei maestri di San Pietroburgo a Rapallo. Da questa collaborazione viene realizzato il calendario ufficiale Royal Academy italiano del 2000. Dal 1999 segue costantemente le Scuole di danza e ha avviato una linea propria di poster, cartoline e calendari. Prosegue ad ...

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Alberto Pretto ci racconta in esclusiva l’affascinante mondo de Les Ballets Trockadero

Alberto Pretto è nato a Vicenza nel 1985. Comincia lo studio della danza classica all’età di 14 anni nella sua città natale. Nel 2004 viene ammesso all’Acadèmie de Danse Classique Princesse Grace di Monte Carlo, sotto la direzione di Marika Besobrasova. Si diploma il 24 marzo del 2008. Sempre nel 2008 viene assunto dall’English National Ballet di Londra per la produzione “Strictly Gershwin” con la coreografia di Derek Deane. Ha ballato per la Fondazione Arena di Verona nell’Opera “Aida” con la regia di Hugo de Ana. Dal 2008 al 2010 ha lavorato nella compagnia Stadttheater Koblenz in Germania diretta dal coreografo Anthony Taylor. Nel gennaio 2011 è entrato a far parte della compagnia Les Ballets Trockadero de Montecarlo, della quale fa tuttora parte. Nella compagnia ha danzato ruoli solistici in La Tarantella, Paquita Walpurgishnacht, La Morte del Cigno, Esmeralda Pas de Six, Chopiniana, Le Grand Pas de Quatre, La Naïade et Le Pêcheur.   Carissimo Alberto, il mondo della danza è sicuramente affascinante. Puoi descriverlo per i nostri lettori, dal tuo punto di vista? Per te, da piccolo, è stato subito un colpo di fulmine? Il mondo della danza è per me un mondo chiuso ed esclusivo, fatto di arte, ...

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“Stoffa per la Danza” – La danza in abiti comuni: Pina Bausch

  Philippine, ma da tutti conosciuta come Pina, Bausch nasce a Solingen il 27 luglio 1940 e muore di cancro il 30 giugno 2009 a Wuppertal. Inizia la sua carriera artistica da adolescente nella città nativa , poi si trasferisce a New York grazie ad una borsa di studio dove approfondisce la sua tecnica. Viene scritturata dal New American Ballet e dal Metropolitan Opera. Rientra in Germania dove danza ed inizia a comporre le sue prime coreografie nel 1968. Nel ’73 fonda il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. I suoi spettacoli sono apprezzati ovunque: Le Sacre du printemps, Nelken, Bandeneon, Aqua …e tra le sue opere più importanti Café Muller.  Pina Bausch è sicuramente tra le più importanti e note coreografe mondiali, espressione della danza moderna e massima esponente del Teatro-danza tedesco. I suoi ballerini, prendono il nome di “danzattori” in quanto interpreti attraverso l’improvvisazione generata dalle domande che la coreografa pone loro. Essi stessi chiamati ad esprimere le proprie personali sensazioni, sentimenti, infatti essi non ricoprono solo il ruolo di danzatori, ma anche quello di attori e di autori dell’opera. Pina per le sue coreografie si avvale di costumi che in realtà sono abiti comuni: per esempio una semplice vestaglia con sotto uno slip indossata dalla protagonista di “Café Muller”, ...

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