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Sara Renda, giovanissima étoile internazionale

Sara Renda, nasce ad Alcamo nel 1991, entra all’età di 11 anni presso la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala in cui si diploma brillantemente nel 2010, immediatamente entra a far parte nell’organico del Corpo di Ballo dell’Opéra National de Bordeaux in Francia diretta dal maestro Charles Jude. Si è aggiudicata la Medaglia di bronzo alla 50ª edizione del prestigioso “International Ballet Competition di Varna” in Bulgaria. Nel dicembre del 2014, saltando il gradino di solista, viene nominata Prima ballerina a Bordeaux e a distanza solo di un anno, nel dicembre 2015 arriva la nomina ad étoile, annunciata direttamente in scena dal Direttore del Balletto Charles Jude e dal Direttore generale dell’Opéra National Thierry Fouquet, alla fine di un’emozionate serata in cui ha interpretato per la prima volta il ruolo principale della “Bella addormentata nel bosco” nell’edizione firmata dallo stesso Jude. Nel suo repertorio “Roméo et Juliette”, “Giselle”, “I Quattro Temperamenti” e “Who Cares?” di George Balanchine, “Paquita”, “La bella addormentata (L’Oiseau bleu)”, “Coppélia”, “Pneuma” di Carolyn Carlson, “Don Quichotte”, “If to Leave is to Remember”, “Schiaccianoci”.   Carissima Sara, innanzitutto i miei più sinceri complimenti per la tua nomina ad étoile, uno splendido traguardo e un vanto tutto ...

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Alberto Testa: “Jeux” e “Le Sacre du Printemps” un miracolo di bellezza e di creatività

 Provatevi a pensare oggigiorno alla possibilità di vedere in uno stesso mese, alla distanza di soli quindici giorni, l’uno dall’altro due balletti della potenza creativa (musica, scenografia, coreografia) di due balletti divenuti famosi quali “Jeux” e “Le Sacre du Printemps” il primo con la musica di Debussy, il secondo con quella di Stravinsky, tutti e due con la coreografia di Nijinsky, nel primo anche interprete, e poi mi direte se ciò sarebbe possibile oggi. Intanto occorre riflettere; una data, il 1913, Parigi, lo scadere della Belle Epoque, l’anno dopo un putiferio europeo, quasi quanto cento anni dopo, l’odierno, esclusa soltanto la guerra, quella mondiale detta anche “La grande guerra”. Qualcuno a pensato a quegli anni che in un ventennio successivo formarono l’epoca favolosa dei Balletti di Diaghilev (1909 – 1929), di Nijinsky, della partitura teatrale e non teatrale (Roerich, Bakst, Valentine, Gross e Hugo), dei musicisti fra gli innovativi del ventesimo secolo e di infiniti altri apporti diversi e decisivi per la formazione di una nuova era teatrale. Sono cose oggi pressoché irrealizzabili e impensabili. Eppure, nella rinnovata, bellissima Torino, tornata ai suoi regali splendori si è pensato a quell’avvenimento che diviene evento d’arte e di cultura. Due serate, il ...

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Un libro per l’Estate… La Danza, la mia vita: il libro autobiografico che dà corpo alla voce di Natalia Makarova

Finalmente tutti i lettori appassionati di danza e balletto, oppure semplicemente incuriositi da quest’arte molto affascinante, potranno emozionarsi leggendo La Danza, la mia vita, l’autobiografia di una stella del balletto russo come Natalia Makarova. La celebre étoile scrisse la sua lunga e consapevole confessione in lingua russa, sebbene la prima pubblicazione, avvenuta nel 1979 con il titolo A Dance Autobiography, fosse apparsa in lingua inglese. Bisognerà attendere, infatti, il 2011, affinché la casa editrice moscovita Art dia alle stampe la versione originaria in lingua russa, ampliata però con approfondimenti inerenti alcune cruciali questioni artistiche. Ora questa splendida autobiografia, da cui trapela l’elevato senso di autocoscienza critica palesato dall’autrice, finalmente è stata tradotta anche in italiano, grazie al lavoro di Marta Mele e con il sempre prezioso appoggio della casa editrice Gremese. Il mondo della danza italiana dovrebbe quindi considerare questo libro un pregiato regalo perché, oltre ad essere lo specchio della vita e dell’arte di una grande personalità artistica, è anche, e soprattutto, la proiezione diretta di quell’edificio di idee e concezioni sulla Danza e il balletto che la Makarova ha costruito, mattone dopo mattone, nel corso di tutta la sua brillante carriera. Dalla formazione impeccabile ricevuta in patria, presso ...

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“Danza chi, come e perché” – La posta di Anna Maria Prina

"Danza chi, come e perché?" - La Posta di Anna Maria Prina

Gentilissima, la Signora Fracci ha festeggiato il suo compleanno in scena, molti l’hanno criticata per il fatto che danza ancora, Lei cosa ne pensa? (Giovanna da Lecce) Cara Giovanna, io credo che ogni artista sia responsabile, anche e soprattutto verso il pubblico, delle proprie scelte e azioni. Deludere una platea di fan decennali non è un’opzione accettabile. Sicuramente la signora Fracci avrà valutato il pro e il contro e in tutta libertà ha preso la decisione che in questo momento della sua vita più le faceva piacere. Carla Fracci si è voluta fare un bel regalo di compleanno ritornando sulle tavole del palcoscenico a lei tanto care e bene ha fatto. Conoscendo Carla so che lei ama follemente la scena e non la lascerebbe mai. Auguriamo alla nostra étoile 100 di questi giorni! Carissima Signora Prina, attualmente c’è grande clamore intorno al danzatore Sergei Polunin, Lei pensa che possa essere considerato il Nureyev dei tempi moderni? (Elisabetta da Roma) Cara Elisabetta, diamo tempo al tempo! Polunin è certamente un danzatore bravo, dotato e interessante, ma intorno a lui ci sono molti competitor (che Nureyev a suo tempo non aveva). Ai giorni nostri per diventare il numero 1 assoluto nella danza ...

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Vito Pansini, con successo al “Béjart Ballet Lausanne” [ESCLUSIVA]

Vito Pansini è nato a Molfetta (Bari) nel 1989, inizia il suo percorso di studi professionali all’età di undici anni alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Durante i suoi otto anni di studi, prende parte a diverse parti da solista in balletti firmati da celebri coreografi internazionali come Bournonville, Lichine e Mats Ek, danzando anche al fianco dell’étoile Luciana Savignano. Si diploma con eccellenti voti nel giugno 2008 e viene subito scelto in una produzione intitolata “Cassandra” di Luciano Cannito come solista danzando nel ruolo di Ulisse con Eleonora Abbagnato per il Teatro Massimo di Palermo. Nello stesso periodo entra come Solista al Balletto Teatro di Torino con il coreografo Matteo Levaggi e vi rimane sei anni prima di unirsi al “Béjart Ballet Lausanne” nell’agosto 2014. Carissimo Vito, apriamo il libro dei ricordi e iniziamo con le prime emozioni “in danza”?   L’artefice per questa grande passione è stata mia sorella Carmela, grazie a lei è nata la voglia e il sogno di danzare. Da bambini giocavamo e ballavamo sul lettone dei nostri genitori con le canzoni di Michael Jackson. In seguito, a otti anni, ho iniziato con la danza moderna e sono stato nominato campione ...

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Il “Fantastico” mondo di Galyn Gorg

Galyn Gorg è nata a Los Angeles. Attrice e ballerina statunitense; è figlia d’arte, infatti il padre è regista di documentari e la madre attrice. Cresciuta alle Hawaii, si è laureata in “Liberal Arts” al “Santa Monica College”. Ha esordito in Italia durante il varietà televisivo “Fantastico 6” nel 1985 con Steve La Chance, con cui formò una coppia di ballerini di grande successo. Galyn ha poi preferito il cinema e la Tv, recitando in svariati film e telefilm come “Storie incredibili”, “I segreti di Twin Peaks”, “Willy, il principe di Bel Air”, “Xena – Principessa guerriera”, “Crossing Jordan”, “CSI: Miami”, “Lost”. Quando è libera dal suo lavoro, si dedica al sociale in organizzazioni come l’UNICEF, Pachamama Alliance, The Herb Alpert Foundation, Yoga for Youth, The International House of Blues Foundation e World Festival of Sacred Music.     Carissima Galyn, piacere di ritrovarti a nome del pubblico italiano. Come è nato il tuo amore per la danza?    La mia passione e il mio amore per la danza sono iniziati fin da bambina sulla Grande Isola delle Hawaii. Mia madre mi portava con lei, alle sue lezioni di danza e fui incoraggiata a partecipare. Era un corso di danza ...

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Carla Fracci, 80 anni in Tv speciale su Rai Tre

Speciale ‘Colpo di scena’ per festeggiare gli 80 anni di Carla Fracci. Nella prestigiosa cornice della Gagosian Gallery di Roma – che, per la prima volta, grazie all’eccezionalità dell’evento, ospita al suo interno una troupe televisiva – Pino Strabioli incontrerà la grande étoile milanese amata ed apprezzata in tutto il mondo, sabato 20 agosto 2016 alle ore 20.10 su Rai Tre. Un omaggio alla carriera di questa straordinaria artista che settant’anni fa approdò al Teatro alla Scala di Milano, quasi per caso. Lei, che da bambina sognava di fare la parrucchiera, passò l’esame di ammissione e si distinse presto per carattere e determinazione. E così, da “tranvierina”, soprannome che le era stato dato in riferimento al mestiere di suo padre, divenne, poco più che ventenne, una “Giulietta d’alto stile”, come la definì il poeta Eugenio Montale quando la vide danzare in ‘Giulietta e Romeo’ nel 1958. Dalla Scala all’American Ballet Theatre, fino ai successi internazionali di Mosca e Tokyo, sempre accanto a grandi partner. Tra i più amati, Erik Bruhn e Rudolf Nureyev con i quali l’étoile ha interpretato balletti che hanno segnato la storia della danza: ‘Giselle’, ‘Les Sylphides’, ‘La bella addormentata’, per citarne soltanto alcuni dei più celebri. ...

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Fabio Molfesi: dai grandi varietà televisivi ai palcoscenici internazionali

Fabio Moltesi la danza in televisione

  Fabio Molfesi, non ancora al termine degli studi, vince il 1° premio al Concorso Internazionale “Nati per la Danza” promosso da Rai 3. Conseguito il diploma, viene scritturato dalla Rai per il programma “Fantastico 4” nel ruolo di primo ballerino al fianco di Heather Parisi con la quale parteciperà ad altre produzioni come Serata d’Onore, Serata da Campioni e Fantastico 9. Richiesto da Franco Brusati sarà nel cast di “Il buon Soldato” al fianco di Mariangela Melato. Poi nuovamente primo ballerino in Rai con Beppe Grillo in “Te lo do io il Brasile”. In seguito collabora, per produzioni sia classiche che contemporanee, con affermate compagnie quali Ater Balletto, il Ballet National de Zaragoza, la Deutche Oper am Rhein e grandi coreografi quali: G. Tetley, W. Forsythe, A. Amodio, A. Ailey e P. Bortoluzzi. Invitato dal “Ballet Français de Nancy”, sarà l’acclamato interprete di brani  firmati da S. Lifar, A. De Mille, M. Petipa, J. Cranko, B. Cullberg, G. Balanchine, M. Bejart, J. Neumeier, J. Kyliàn. Viene richiesto dal Palladium Theatre di Londra e si produrrà al fianco di Rudolph Nureyev nel “Canto di un compagno errante” di Bejart. Nel 1988, danza il ruolo di étoile nel balletto “Four Schumann ...

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L’arte in danza vista da Laura Caccialanza

Laura Caccialanza si diploma presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala nel 1984 e nello stesso anno entra a far parte della Compagnia scaligera. Partecipa a tutte le produzioni classiche e moderne, tra le quali quali: Schiaccianoci (Nureyev), Don Chisciotte (Nureyev), Bella Addormentata (Nureyev), Lago dei Cigni (Nureyev), Giselle (Bart, Ruanne), Bayadere (Makarova), La Silfide (Flindt), Rubies da Jewels (Balanchine), Sogno di una notte di mezza estate (Balanchine), Romeo e Giulietta (McMillan) ecc. Grazie ai notevoli successi ottenuti in Italia e a livello internazionale, nel 1990 la Direzione del Teatro alla Scala la nomina “Solista”. Lavora con i più grandi coreografi classici da Nureyev a Flindt, dalla Makarova a Grigorovic, da Balanchine a Taylor, da Ailey a Petit, da Van Hoecke a Schulze. Viene scelta personalmente da Rudolf Nureyev per interpretare il Passo a due di “Napoli” e il passo a due di “Infiorata a Genzano” nelle serate di gala “Nureyev and Friends. Nel corso della stagione 2010/2011 viene chiamata dalla Direzione per ricoprire il ruolo di “professeur” della compagnia scaligera e nella primavera del 2011 è assistente alla coreografia del balletto “L’altro Casanova” di Gianluca Schiavoni, in prima assoluta alla Scala. Nel Luglio 2011 conclude la sua ...

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“Stoffa per la danza” – La Maschera

La maschera trova le sue origini nell’antichità come strumento propiziatorio per la caccia o legato a pratiche divinatorie, riti guerrieri e rituali funebri. Costruita di materiali come sughero e paglia, legno, tela stuccata  etc…colorata in maniera naturale che va a coprire solo gli occhi oppure l’intero volto di chi la indossa. Nell’antica Grecia diventa uno strumento per poter comunicare col defunto. Al mondo greco romano si deve l’uso teatrale della maschera che mano a mano caratterizza un personaggio e ne amplifica la voce.  La Commedia dell’Arte fa uso della maschera che si estende diventando costume che copre tutto il corpo (Arlecchino, Balanzone, Pulcinella…). La maschera copre il volto di Romeo che riesce così a ballare con la sua Giulietta, la maschera “the mask” dei fumetti della Dark Horse che indossata rendeva invulnerabili oppure la maschera sul volto di Don Diego de la Vega che in nome della povera gente lottava contro la tirrannia, col nome di Zorro. Il cubismo, le maschere del Congo di Picasso…  Oscar Wilde utilizza proprio questo simbolo per esprimere il suo pensiero: “ogni uomo mente dategli una maschera e sarà sincero…” alla maschera di Pirandello per indicare il “male del vivere”, ogni persona indossa una maschera per interagire ...

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