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Bianca Gallizia: la custode del balletto italiano tra palco e scuola

Tra le grandi protagoniste della danza italiana del Novecento, Bianca Gallizia si distingue non solo come stella del palcoscenico, ma soprattutto come artefice instancabile della rinascita e della formazione del balletto nel nostro paese.

Nata a Milano nel 1902, Bianca si formò nella prestigiosa Accademia della Scala, dove assorbì i principi tecnici e artistici di maestri come Enrico Cecchetti, nome leggendario della danza classica.

Fu proprio questa solida base a permetterle di muovere i primi passi da prima ballerina nei teatri più importanti d’Italia, da Napoli a Venezia, da Genova a Palermo, senza dimenticare le esperienze internazionali che ne arricchirono il percorso.

Ma Bianca Gallizia non si limitò a brillare sotto i riflettori. Negli anni difficili della guerra, quando il mondo della danza in Italia attraversava una fase di crisi, fu chiamata a un compito di grande responsabilità: ricostruire il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, un simbolo della tradizione coreutica italiana.

Ancora più importante fu la sua opera di riapertura della storica Scuola di Ballo del San Carlo, soppressa da più di un secolo.

Con passione e rigore, Bianca mise in piedi un istituto che tornò a formare generazioni di ballerini, fondendo la tecnica classica Cecchetti con influenze moderne come la scuola russa di Agrippina Vaganova.

Il suo approccio pedagogico privilegiava la disciplina, ma anche l’espressività, trasformando ogni allievo in un interprete completo.

Durante la sua direzione, durata più di due decenni, la scuola produsse decine di spettacoli, sia balletti indipendenti sia coreografie inserite nelle opere liriche, dando nuova vita a un repertorio italiano spesso dimenticato.

Bianca Gallizia è ricordata oggi come una figura che seppe guardare oltre il proprio ruolo di interprete, diventando una custode e una guida per il futuro della danza in Italia.

La sua eredità vive ancora oggi, nei passi di chi danza e insegna sulle tracce che lei ha tracciato con cura e passione.

Michele Olivieri

Foto di Archivio Teatro San Carlo di Napoli

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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