Un ritorno alla dimensione teatrale per Balletto Civile, un focus di lavoro tra gesto coreografico e parola. Le fenicie di Euripide nella visione di Balletto Civile si trasforma in una profonda riflessione sugli orrori della guerra. I corpi dei performer di Balletto Civile disegnano la caduta inarrestabile della casata dei Labdaciti narrata da Euripide ne Le fenicie. Un ritorno alla dimensione teatrale per il collettivo che ritrova nella sofferenza di Tebe tremende «assonanze con le guerre che sono alle porte dei nostri confini». La tragedia prende il titolo dal coro di donne straniere, fredde e marginali osservatrici delle drammatiche vicende proprio come noi «di fronte agli orrori che ogni giorno vediamo […] e al massacro di intere generazioni», scrive Balletto Civile. Il collettivo intreccia gesto coreografico e parola, per una danza che non sia descrittiva bensì narrativa: «non c’è per noi bellezza estetica se non quella piegata al senso – scrivono gli artisti – e ora più che mai ci sembra urgente danzare una partitura di parole, prestando i nostri corpi come testimoni a un vero e proprio elogio alla democrazia, un ennesimo rifiuto della tirannia e una viscerale riflessione sul non senso della lotta civile». Durata: 80 minuti Balletto Civile, fondato nel ...
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