C’è un momento, sulla scena, in cui il corpo sembra sospeso tra gravità e desiderio. È in quell’istante che vive ancora oggi lo stile di Rudolf Nureyev — non solo nella memoria del balletto, ma nelle trame, nei tagli e nei volumi della moda contemporanea. Nureyev non è stato semplicemente un interprete straordinario: è stato un’estetica vivente. Ribelle e aristocratico, disciplinato e selvaggio, capace di trasformare ogni gesto in dichiarazione identitaria. La moda, da sempre sensibile alle personalità che superano il proprio tempo, ha trovato in lui una musa inesauribile. Nel 2011, John Galliano firma uno degli omaggi più intensi e stratificati al mondo ballettistico. La sua collezione uomo Autunno/Inverno diventa un racconto scenico ispirato all’universo dei Ballets Russes, in dialogo ideale con la grande mostra dedicata alla compagnia al Victoria and Albert Museum di Londra. Non è una semplice citazione stilistica. È una messa in scena. Cappotti monumentali, pellicce teatrali, silhouette allungate, maglieria aderente da sala prove, stratificazioni drammatiche: Galliano costruisce un personaggio che attraversa la Russia imperiale, l’esilio, la disciplina, l’eccesso. In filigrana si legge la biografia emotiva di Nureyev — il danzatore che fuggì verso l’Occidente portando con sé un’estetica di tensione e splendore. Il corpo, in ...
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