Cara signora Prina, Sono stato un danzatore per circa dieci anni e in questo mio percorso artistico mi è capitato di affrontare in scena dei ruoli emotivamente profondi e complessi. Le volevo chiedere se, nel corso della Sua lunga carriera ha mai interpretato un ruolo che rispecchiava aspetti più intimi del Suo inconscio e se ha mai avuto difficoltà ad uscirne fuori. (Piero da Milano) Caro Piero, ho sempre pensato che affrontare l’interpretazione di un personaggio fosse più una questione culturale e psicologica, piuttosto che emotiva. Trovo che le nostre interpretazioni debbano arrivare al pubblico e coinvolgerlo emotivamente; non dobbiamo soffrire noi, ma far soffrire. Il grande attore è quello che provoca reazioni ed emozioni, non colui che si coinvolge fino alla sofferenza. Parlo di sofferenza perché è uno dei sentimenti che più spesso possono coinvolgere un artista e dal quale ci si libera con maggiore difficoltà. Quindi, sperando di non averla delusa, le dico che non ho mai avuto difficoltà nell’entrare e uscire da un personaggio. Gentile Signora Prina Vorrei un Suo parere su come oggi la danza classica sia presentata nelle trasmissioni televisive come ad esempio i talent show. Secondo lei può essere una giusta vetrina culturale nei confronti della ...
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