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Dalla fragilità alla poesia: l’Opéra Bastille celebra i corpi danzanti

Tra febbraio e marzo 2026 l’Opéra Bastille di Parigi diventa uno spazio di ascolto profondo, dove la danza smette di essere solo forma e si fa linguaggio condiviso, capace di attraversare i limiti e ridefinire l’idea stessa di corpo. All’Amphithéâtre Olivier Messiaen, due programmi coreografici e un progetto musicale mettono al centro l’inclusione non come tema astratto, ma come esperienza viva, incarnata, emozionale.

Il primo appuntamento, Danser la faille / À perte de vue et au-delà (13 febbraio 2026), invita il pubblico a guardare la fragilità non come mancanza, ma come forza generativa. Danser la faille prende la forma di una conferenza danzata in cui Sylvère Lamotte e Magali Saby interrogano cosa significhi davvero corpo danzante, soprattutto quando questo corpo si muove in sedia a rotelle. Il gesto coreografico nasce dalle fratture, dalle interruzioni, da ciò che solitamente si tenta di nascondere, e proprio lì trova una nuova potenza espressiva.

A dialogare con questa proposta, À perte de vue et au-delà, creato da Maxime Thomas del Balletto dell’Opéra national de Paris, è un duo intimo e poetico dedicato alla scrittrice guadalupense Maryse Condé. La danza diventa qui memoria in movimento, un omaggio delicato che attraversa parole non dette, assenze e orizzonti lontani.

Dal 19 al 21 marzo è la volta di 9.2, un’opera che nasce dall’esperienza personale del coreografo e danzatore Cai Glover, non udente. La sua storia diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla percezione, sul linguaggio e sulla differenza. Sulle note monumentali della Nona Sinfonia di Beethoven, cinque interpreti intrecciano movimento e lingua dei segni del Québec, dando vita a una danza al tempo stesso sensibile e virtuosistica. Il suono, qui, non è solo ciò che si ascolta: è ciò che si vede, si intuisce, si sente attraverso il corpo.

A completare questo percorso dedicato all’accessibilità e alla trasmissione culturale, lo Studio Bastille ospita dal 26 al 28 marzo un recital con mediazione dedicato a Florence Price, figura pionieristica della musica classica statunitense. Prima compositrice afroamericana a vedere una propria opera eseguita da un’orchestra sinfonica nel 1933, Price emerge oggi come una voce fondamentale, capace di unire tradizione europea e radici afroamericane in una scrittura musicale intensa e profondamente umana. Il recital sarà seguito da un momento di dialogo tra artisti, famiglie e studenti, sottolineando ancora una volta l’importanza dell’incontro e della condivisione.

In questo ciclo di eventi, l’Opéra Bastille non propone semplicemente spettacoli, ma apre spazi di riflessione dove l’arte diventa strumento di inclusione reale. La danza e la musica si affermano così come territori comuni, in cui ogni corpo, ogni percezione e ogni storia trovano il diritto di essere visti, ascoltati e celebrati.

Michele Olivieri

Foto di Bernard Brault

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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