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Danza tra perfezionismo, disciplina e ricerca della perfezione

Quando si parla di danza, nella nostra mente balena immediatamente l’idea di perfezione. En dehors perfetto, collo del piede da invidia e via dicendo. Ma la natura umana non è perfetta e i nostri corpi sono progettati per essere imperfetti.

Siamo quindi tutti consapevoli che la perfezione non esiste e la danza, quella vera, ci invita ad accettarlo e ci sprona a dare il massimo, ci sfida a chiedere a noi stessi il meglio che possiamo fare, niente di più.

Spesso però il ballerino corre il rischio di cadere nel tranello del perfezionismo e confondere la disciplina con un’eccessiva scrupolosità che si ripercuoterà negativamente sul suo modo di ballare e sul suo benessere psico-fisico.

Il perfezionismo, infatti, spinge a esigere da se stessi (o dagli altri) performance di qualità superiore rispetto a quelle richieste o necessarie. Porta con sé critica e autocritica sproporzionate, la sensazione di non essere mai abbastanza bravo, con conseguenti sensi di colpa e la paura di commettere errori.

Si perde di vista la lezione più importante della danza, sbagliare va bene, sbagliare è necessario per migliorare.

Dato che il perfezionista non raggiunge mai o quasi mai i suoi obiettivi insostenibili, egli vive una costante discrepanza tra ciò che vuole e ciò che può ottenere, a cui si accompagnano insoddisfazione, emozioni e pensieri negativi e limitazione della propria creatività.

Inoltre il perfezionismo aumenta il rischio di lesioni, in quanto perseguire obiettivi non realistici porta il danzatore a spingersi oltre il punto di affaticamento, e di conseguenza a infortunarsi in misura maggiore e con maggiore frequenza.

La ricerca della perfezione ed eccellenza insita nella danza è tutta un’altra faccenda. Implica la definizione di obiettivi stimolanti e raggiungibili, significa cercare di migliorarsi costantemente, attraverso il duro lavoro, la passione, la determinazione e la dedizione, valori che servono anche nella vita.

Puntare all’eccellenza non significa voler stupire gli altri, ottenerne ammirazione o cercare di sentirsi superiori, ma significa progredire nel percorso di crescita, ottenere soddisfazioni personali e sperimentare il rinforzo positivo che aumenta anche la propria autostima.

La danza, infatti, è un delicato equilibrio tra emozione e tecnica, tra il desiderio di superare i limiti e il riconoscimento che tali limiti sono potenzialità, non ostacoli.

Stefania Napoli
www.giornaledelladanza.com

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