Capolavoro del balletto classico, Sylvia fa il suo ingresso nel repertorio del Balletto dell’Opéra di Parigi nelle coreografie di Manuel Legris. Ambientata sulla musica accattivante di Léo Delibes, quest’opera trae ispirazione dalla mitologia greca e raffigura gli amori contrastati della ninfa cacciatrice Sylvia e del pastore Aminta.
Ideato inizialmente da Louis Mérante, “Sylvia” è il primo balletto creato all’Opéra Garnier – appena inaugurata nel 1876 – ed è quindi la quinta versione che l’Opéra di Parigi presenterà dall’8 maggio al 4 giugno 2025 per diciannove rappresentazioni.
Fauni, driadi e pastori: questo è l’universo bucolico da cui evolve Sylvia, la ninfa di Diana, dea della caccia. Costretta alla castità, dovrà rinunciare al suo amore Aminta, come Diane ha dovuto sacrificare la sua passione per Endymion?
La versione in tre atti di Manuel Legris, già Étoile dell’Opéra Nazionale di Parigi, apporta profondità psicologica al libretto aggiungendo un prologo che mostra il mondo conflittuale di Diana e dà una quota maggiore ai ruoli maschili.
Con l’ingresso in repertorio della coreografia di Manuel Legris questa è la quinta versione dell’opera presentata dall’Opéra di Parigi. Si ricordano precedentemente quelle di Louis Mérante (1876), Serge Lifar (1941), Lycette Darsonval (1979), John Neumeier (1997).
Balleranno sul palcoscenico del Palais Garnier dal 8 maggio al 4 giugno le Étoiles, Premières Danseuses, Premiers Danseurs e le Corps de Ballet de l’Opéra diretto da José Martinez. In alternanza nel ruolo di SYLVIA Amandine Albisson, Bleuenn Battistoni, Valentine Colasante, Sae Eun Park, Roxane Stojanov. Nel ruolo di AMINTA Guillaume Diop, Germain Louvet, Paul Marque, Thomas Docquir. Nel ruolo di ORION Marc Moreau, Florent Melac, Jérémy-Loup Quer, Andréa Sarri. Nel ruolo di EROS Guillaume Diop, Jack Gasztowtt. Nel ruolo di DIANA Roxane Stojanov, Héloïse Bourdon, Silvia Saint-Martin.
Dirige l’Orchestra de l’Opéra national de Paris il maestro Kevin Rhodes. Scene e costumi di Luisa Spinatelli.Drammaturgia e libretto di Manuel Legris e Jean-François Vazelle da Jules Barbier e Baron Jacques de Reinach.
Il libretto è ispirato alla mitologia greca, più precisamente al racconto pastorale Aminta di Torquato Tasso, poeta italiano del XVI secolo. Anche se la produzione originale non ebbe un successo immediato, la partitura di Léo Delibes è oggi considerata come una delle più belle composizioni per balletto del XIX secolo. Il balletto ha subìto diverse riletture: George Balanchine, Serge Lifar, Léo Staats e quella di Frederick Ashton nel 1952, che ne creò una versione diventata un classico del repertorio del balletto. La storia di Sylvia si svolge in un ambiente pastorale e mitologico. La ninfa Silvia, devota alla caccia e alla dea Diana, è amata dal pastore Aminta. Tuttavia, Sylvia viene rapita da Orion, un cacciatore malvagio. Con l’aiuto di varie divinità, Aminta riesce a salvare Sylvia e conquistare il suo amore.
PER INFO: operadeparis.fr
Michele Olivieri
Foto di 2018 © Wiener Staatsballett / Ashley Taylor
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