
Il balletto classico preferito?
La Bayadère. Legata anche a ricordi personali, probabilmente.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Non mi stanco mai di guardare il lavoro di Crystal Pite.
Il Teatro del cuore?
Non ci ho mai ballato, ma il Sadler’s Wells Theatre di Londra lo trovo profondamente innovativo e democratico. Mi affascina molto anche il pubblico che lo frequenta.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Ci sto lavorando…
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Past Lives, scritto e diretto da Celine Song.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
In Accademia alla Scala, durante l’annuale Schiaccianoci. Erano costumi storici del Teatro, riutilizzati dai produzioni precedenti: leggere certe etichette all’interno, all’epoca, fece un certo effetto.
Quale colore associ alla danza?
Il blu.
Che profumo ha la danza?
Il profumo del palcoscenico.
La musica più bella scritta per balletto?
Pëtr Il’ič Čajkovskij resta, per me, insuperabile
Il film di danza irrinunciabile?
White Nights.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Anna Pavlova e Mikhail Baryšnikov.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Il fondu. Senza esitazioni.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Da bambino sognavo sicuramente di essere un principe. Oggi sono diventato più realista, forse. I personaggi delle fiabe, alla fine, probabilmente non esistono. Ma se pensiamo che “essere principe” significhi ciò che cerchi di essere ogni giorno, allora sì: un principe.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
I grandi maestri li conosciamo bene, ed è sempre difficile scegliere. D’istinto direi Jiří Kylián.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Di continuare a metterci in crisi. Perché, in fondo, è questo che ci tiene vivi e motivati, nonostante le molte problematiche che la sua arte sta attraversando.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Totalizzante, profonda, sensibile.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Appassionato e complesso.
Michele Olivieri
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