
Il balletto classico preferito?
Don Quixote.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Obsidian Tear di Wayne McGregor.
Il Teatro del cuore?
L’Opera di Vienna.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Il grande Gatsby di Baz Luhrmann.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Albrecht in Giselle.
Quale colore associ alla danza?
Rosso.
Che profumo ha la danza?
Odora di pelle calda e respiro trattenuto, un misto di legno del palcoscenico e attesa, come un ricordo che sta per nascere.
La musica più bella scritta per balletto?
L’Adagio di Aram Khachaturian per il balletto Spartacus.
Il film di danza irrinunciabile?
Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Michail Baryshnikov e Carla Fracci.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Cabriole.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Basilio
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Marius Petipa.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Le direi che la danza oggi non cerca la perfezione, ma la verità: ognuno porta la propria storia, ed è questo che la rende eterna.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Metamorfosi, trasparenza, vibrazione.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Vedo qualcuno che sta imparando a riconoscere la propria forza non solo nei gesti perfetti, ma nel coraggio di restare curioso.
Michele Olivieri
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