
Balletto classico preferito?
Lago dei cigni.
Balletto contemporaneo preferito?
Petite Mort di Jiří Kylián.
Teatro del tuo cuore?
Teatro Casinò de Paris.
Un romanzo da trasformare in balletto?
La Casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
L’attimo fuggente di Peter Weir.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Carmen.
A quale colore associ la danza?
Bianco: l’eleganza.
Che odore ha la danza?
Fiori freschi e muschio, una combinazione di freschezza e profondità.
La musica più bella mai scritta per il balletto?
La morte del cigno di Camille Saint-Saëns.
Un film di danza indimenticabile?
Fame di Alan Parker. Un film che mi ha fatto capire che per danzare bisogna fare sacrifici.
Due miti della danza del passato: uomo e donna?
Vladimir Vassiliev e Silvie Guillem: due personaggi con grande forza interpretativa, tecnici, versatili poliedrici ed eclettici.
Il tuo passo di danza preferito?
Il fouetté, il passo noto per la sua grande difficoltà tecnica e per il suo effetto spettacolare.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
La Carmen. È un personaggio maturo, non “giovane e ingenuo”: richiede forza interiore, consapevolezza e una femminilità piena.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
George Balanchine.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Cerca di essere più presente per sostenere le nuove generazioni di danzatrici/ori, aiutandole a comprendere che l’impegno e il sacrificio sono il vero nutrimento del nostro mestiere: formano, rafforzano e rendono possibile ogni percorso artistico autentico.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Dedizione – impegno – amore.
Come ti vedi allo specchio oggi?
Soddisfatta, molto soddisfatta.
Michele Olivieri
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