
Mlada è un balletto affascinante e poco conosciuto che affonda le sue radici nella ricca tradizione musicale e teatrale russa dell’Ottocento. Nato come progetto ambizioso e collettivo, rappresenta uno degli esempi più singolari di collaborazione tra grandi compositori dell’epoca, concepito inizialmente come opera-balletto ma destinato a trasformarsi nel tempo in diverse forme artistiche. La sua storia è segnata da revisioni, incompiutezze e reinterpretazioni, che ne accrescono il fascino e lo rendono un’opera quasi “leggendaria” nel panorama della danza e della musica classica.
L’idea originale di Mlada nacque negli anni Settanta dell’Ottocento all’interno del gruppo dei cosiddetti “Cinque” della musica russa, un circolo di compositori desiderosi di creare un linguaggio musicale autenticamente nazionale.
Il progetto prevedeva una collaborazione tra più autori, ciascuno responsabile di un atto, con l’intento di fondere elementi di folklore slavo, mitologia pagana e suggestioni soprannaturali. Tuttavia, difficoltà organizzative e divergenze artistiche portarono all’abbandono del progetto iniziale. Nonostante ciò, il materiale musicale non andò perduto: uno dei compositori coinvolti rielaborò gran parte delle idee in una nuova versione, dando vita a una partitura più compatta e coerente, che avrebbe poi contribuito alla fama postuma dell’opera.
La vicenda di Mlada si sviluppa in un contesto mitologico e fiabesco, ambientato tra antiche tribù slave e mondi ultraterreni. Al centro della trama vi è la figura di Mlada, una giovane donna la cui morte misteriosa innesca una catena di eventi carichi di tensione emotiva e simbolismo. Mlada non è soltanto una vittima, ma anche una presenza spirituale che continua a influenzare il mondo dei vivi, incarnando il tema della memoria e dell’amore oltre la morte. Il suo spirito appare in visioni e sogni, guidando e tormentando i personaggi che l’hanno conosciuta.
Accanto a lei si muove Yaromir, il principe promesso sposo di Mlada, combattuto tra il ricordo dell’amata e le pressioni politiche che lo spingono verso un nuovo matrimonio. La sua figura rappresenta il conflitto tra dovere e sentimento, una tensione tipica delle narrazioni romantiche. C’è poi Voislava, antagonista della storia, una donna ambiziosa e determinata che desidera prendere il posto di Mlada e conquistare Yaromir. Il suo personaggio è spesso associato a forze oscure e pratiche magiche, rendendola una figura complessa, sospesa tra seduzione e minaccia.
Un elemento distintivo del balletto è la forte componente soprannaturale. Spiriti, demoni e creature mitologiche popolano la scena, creando un’atmosfera sospesa tra realtà e sogno. Tra le sequenze più suggestive si trovano le danze degli spiriti e le visioni notturne, in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si dissolve completamente. Queste scene offrono al coreografo e ai danzatori ampie possibilità espressive, grazie alla combinazione di musica evocativa e movimenti carichi di simbolismo.
Dal punto di vista musicale e coreografico, Mlada si distingue per la ricchezza delle sue soluzioni. Le danze includono momenti di grande virtuosismo accanto a passaggi più lirici e contemplativi, riflettendo la varietà emotiva della trama. L’influenza del folklore slavo si manifesta nei ritmi, nelle melodie e nelle ambientazioni, contribuendo a creare un’identità sonora ben definita. Allo stesso tempo, non mancano elementi innovativi, soprattutto nella costruzione delle scene corali e nell’uso del colore orchestrale.
Tra le curiosità più interessanti legate a Mlada vi è il fatto che alcune delle sue musiche, originariamente concepite per il progetto collettivo, siano state riutilizzate in altre opere o suite orchestrali. Questo ha permesso a parti del balletto di sopravvivere e circolare anche indipendentemente dalla rappresentazione scenica completa. Inoltre, proprio a causa della sua storia travagliata, Mlada non ha una versione “definitiva” universalmente riconosciuta, ma esiste in diverse forme, ciascuna con proprie peculiarità.
Nonostante non sia tra i titoli più frequentemente rappresentati nei teatri di danza, Mlada continua a esercitare un forte richiamo su studiosi, coreografi e appassionati, attratti dalla sua aura misteriosa e dalla sua ricchezza artistica. È un’opera che richiede un approccio interpretativo sensibile, capace di valorizzare tanto la dimensione narrativa quanto quella simbolica.
In definitiva, Mlada è molto più di un semplice balletto: è un esempio di come l’arte possa nascere anche da progetti incompiuti e trasformarsi nel tempo, mantenendo intatto il proprio potere evocativo. La sua trama intrisa di amore, gelosia e soprannaturale, unita a una musica suggestiva e a personaggi intensi, ne fa un’opera unica, sospesa tra storia e leggenda.
Michele Olivieri
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