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Romaeuropa Festival, Four Seasons Changed: Vivaldi e Max Richter incontrano la storia della danza

L’11 ottobre al Teatro Argentina, in prima nazionale, il concerto coreografico di Vandevelde con l’ensemble BRYGGEN e la danzatrice Amanda Barrio Charmelo. Due le repliche, alle ore 16 e alle 21, per un viaggio tra musica, memoria e movimento.

La musica di Antonio Vivaldi incontra la danza del Novecento in Four Seasons Changed, il concerto coreografico che arriva in prima nazionale a Roma l’11 ottobre, nell’ambito del Romaeuropa Festival, con una doppia replica alle ore 16 e alle 21 al Teatro Argentina. Un progetto che intreccia la celebre rilettura de Le quattro stagioni firmata dal compositore Max Richter con una riflessione sul patrimonio coreografico moderno e contemporaneo, trasformando una delle partiture più conosciute della storia della musica in un’esperienza scenica in cui suono e movimento dialogano costantemente.

Il punto di partenza è Recomposed by Max Richter: Vivaldi – The Four Seasons, presentato in anteprima mondiale al Barbican Centre di Londra con la Britten Sinfonia e il violinista Daniel Hope. Con questa composizione, Richter ha scelto di confrontarsi con il capolavoro vivaldiano senza cancellarne l’identità, ma intervenendo sulla struttura musicale attraverso ripetizioni, frammentazioni, variazioni e nuove stratificazioni sonore. Un’operazione che ha aperto un dialogo tra la tradizione barocca e la sensibilità contemporanea, ampliando la percezione del tempo e della memoria.

Da questa idea di riscrittura prende forma il lavoro di Vandevelde, che trasferisce il principio della ricomposizione dal linguaggio musicale a quello del corpo. «Dove Richter riscrive Vivaldi, io ho scelto di ispirarmi a quattro coreografe che, insieme, hanno plasmato in larga parte la danza moderna e contemporanea del Novecento», racconta il coreografo.

Le quattro stagioni diventano così altrettanti riferimenti a figure fondamentali della storia della danza: Isadora Duncan per la primavera, Anna Halprin per l’estate, Pina Bausch per l’autunno e Trisha Brown per l’inverno. Quattro personalità, quattro visioni del corpo e del movimento che hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra gesto, spazio, emozione e composizione coreografica.

In collaborazione con la danzatrice Amanda Barrio Charmelo, Vandevelde ha elaborato quattro frasi di movimento, una per ciascuna stagione, costruite in relazione alla partitura di Richter. Come nella musica, anche nella danza la ripetizione diventa uno strumento creativo: i gesti ritornano, si trasformano, cambiano intensità e significato, dando vita a una scrittura coreografica che non si limita a illustrare la musica, ma ne attraversa le strutture e ne mette in discussione gli equilibri.

In scena, l’ensemble d’archi BRYGGEN suona interamente a memoria e abbandona la disposizione tradizionale del concerto. I musicisti attraversano lo spazio seguendo traiettorie continue, componendo un organismo collettivo in movimento. Al centro di questa architettura sonora e visiva si inserisce una sola danzatrice, il cui corpo entra in relazione con i musicisti, talvolta assecondando la musica, talvolta opponendosi alle sue direzioni, fino a generare nuove tensioni espressive.

La struttura dello spettacolo segue quella dei tre movimenti di ciascuna stagione vivaldiana: nel primo l’orchestra suona da sola, nel secondo entra la danzatrice, mentre nel terzo musica e movimento si intrecciano progressivamente. Ne emerge una composizione in cui la partitura musicale e quella coreografica procedono in parallelo, incontrandosi e allontanandosi, senza rinunciare alla propria autonomia.

Four Seasons Changed si configura così come una riflessione sulla possibilità di abitare nuovamente i classici, sottraendoli a una concezione museale e restituendoli alla dimensione della ricerca. Se Richter attraversa Vivaldi per ricomporne il linguaggio secondo una sensibilità contemporanea, Vandevelde guarda alla storia della danza per individuare nuove possibilità di scrittura del corpo. Il passato non viene semplicemente citato, ma diventa materia viva, capace di generare nuove forme e nuove domande.

La presenza di BRYGGEN rafforza questa prospettiva. L’ensemble belga, nato a Bruges, ha sviluppato una ricerca che coniuga innovazione musicale, sperimentazione e attenzione alle possibilità sceniche del concerto. Senza direttore e con una particolare cura per il suono d’insieme e il colore timbrico, l’orchestra esplora repertori che spaziano dalla tradizione classica alle composizioni del XX e XXI secolo, aprendosi a progetti multidisciplinari in cui musica, immagine, testo e movimento si incontrano.

Sotto la direzione artistica di Jolente De Maeyer, BRYGGEN ha partecipato a importanti festival europei e collaborato con artisti provenienti da differenti ambiti. Nel 2024 ha ricevuto l’Ultima per la Musica, riconoscimento della cultura fiamminga assegnato per il modo in cui l’ensemble mette in relazione l’innovazione con la grande tradizione musicale.

Con Four Seasons Changed, la musica di Richter e la ricerca coreografica di Vandevelde si incontrano dunque in un territorio comune, dove la memoria diventa strumento di creazione e il movimento permette di ascoltare la musica da una prospettiva diversa. Un appuntamento del Romaeuropa Festival che mette in dialogo epoche, linguaggi e sensibilità artistiche, ricordando come i grandi classici possano continuare a vivere proprio attraverso la loro capacità di trasformarsi.

Sara Zuccari

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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