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Yoy Performing Arts e Stefania Tansini al Grande di Brescia

Nella seconda metà dell’anno torna la Serata Danza al Teatro Grande di Brescia, l’appuntamento dedicato interamente alla danza contemporanea che mette in luce visioni e prospettive di alcuni tra i più interessanti artisti della scena italiana. Mercoledì 28 ottobre il Teatro Grande ospiterà la performance Ti ricordi il futuro? della compagnia YoY Performing Arts – alle ore 19.00 e alle ore 21.30 nel Salone delle Scenografie – e il lavoro Madeleine della coreografa Stefania Tansini alle ore 20.00 in Sala Palcoscenico Borsoni. YoY Performing Arts – giovanissima compagnia che esplora contaminazioni e nuove forme espressive attraverso la fusione di danza, musica e arti visive – presenterà un lavoro ispirato alla mostra personale di Valerio Berruti “C’è troppa luce per non credere nella luce”. Ti ricordi il futuro? è nato dall’idea di esplorare le molteplici possibilità interpretative del futuro e dell’utopia, intesi come spazi in cui speranze, ideali, incertezze e paure si intrecciano e affiorano nella vita degli uomini, per diventare tracce di pensieri dimenticati. L’utopia, rappresentazione fantastica, è qualcosa di fragile e prezioso, ma anche di fondamentale importanza per la nostra immaginazione e il nostro sguardo verso ciò che verrà. Scrutare, aspettare, immaginare che “tutto possa ancora avvenire” è il ...

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Romaeuropa Festival, Four Seasons Changed: Vivaldi e Max Richter incontrano la storia della danza

L’11 ottobre al Teatro Argentina, in prima nazionale, il concerto coreografico di Vandevelde con l’ensemble BRYGGEN e la danzatrice Amanda Barrio Charmelo. Due le repliche, alle ore 16 e alle 21, per un viaggio tra musica, memoria e movimento. La musica di Antonio Vivaldi incontra la danza del Novecento in Four Seasons Changed, il concerto coreografico che arriva in prima nazionale a Roma l’11 ottobre, nell’ambito del Romaeuropa Festival, con una doppia replica alle ore 16 e alle 21 al Teatro Argentina. Un progetto che intreccia la celebre rilettura de Le quattro stagioni firmata dal compositore Max Richter con una riflessione sul patrimonio coreografico moderno e contemporaneo, trasformando una delle partiture più conosciute della storia della musica in un’esperienza scenica in cui suono e movimento dialogano costantemente. Il punto di partenza è Recomposed by Max Richter: Vivaldi – The Four Seasons, presentato in anteprima mondiale al Barbican Centre di Londra con la Britten Sinfonia e il violinista Daniel Hope. Con questa composizione, Richter ha scelto di confrontarsi con il capolavoro vivaldiano senza cancellarne l’identità, ma intervenendo sulla struttura musicale attraverso ripetizioni, frammentazioni, variazioni e nuove stratificazioni sonore. Un’operazione che ha aperto un dialogo tra la tradizione barocca e la sensibilità ...

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Boris Charmatz a Milano per FOG con un assolo intimo e radicale

Tra le figure più influenti della danza internazionale, Boris Charmatz presenta a FOG un assolo intimo e radicale che lavora sulla danza come atto essenziale, trasformando il silenzio e il non detto in gesto. Concepito come prosecuzione di SOMNOLE, presentato in Triennale nell’ambito di FOG 2022, Muette riduce al minimo ogni elemento scenico per lasciare emergere una coreografia minimalista che tuona nel silenzio. Di fronte alle incertezze di una realtà indicibile e all’impossibilità di pronunciare una parola Charmatz crea una danza sospesa sul filo del respiro: una danza silenziosa, fragile come una bolla di saliva, che racchiude una profusione di tensioni, nodi e slanci. Un assolo essenziale, nel quale la bocca e il volto costituiscono il centro nevralgico. Come un sismografo, la danza dà forma a un magma di sensazioni, facendo vibrare la pelle come una membrana sensibile alle più lievi variazioni: interno ed esterno si intrecciano, portando in superficie un confine invisibile, spartiacque tra il disordine intimo e il clamore del mondo. Tra momenti sospesi e una profusione di movimenti, Muette coreografa un lungo minuto di silenzio, tendendo alla ricerca di una calma interiore. Nell’immediata prossimità con il pubblico, il movimento nasce dall’ascolto del corpo e delle sue vibrazioni ...

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La Lalangue: una coreografia di Giacomo Luci tra pianoforte e corpo

Daniele Cipriani Entertainment LA LALANGUE: UNA COREOGRAFIA DI GIACOMO LUCI Kreisleriana, Op. 16 di Robert Schumann — tra pianoforte e corpo Dopo l’anteprima, in programma al Teatro Abeliano di Bari (8 ottobre, ore 21:00), la performance La Lalangue debutterà al Romaeuropa Festival nell’ambito del programma della sezione Dancing Days presso il Mattatoio (10 ottobre, ore 19). Sarà poi al Teatro Civico di Sassari (11 ottobre, ore 20:30) e, infine, al Visavì Gorizia Dance Festival presso il Teatro Comunale di Cormons (GO) (17 ottobre, ore 18). La Lalangue nasce dall’ascolto di Kreisleriana, il ciclo che Robert Schumann scrisse nel 1838, e dalla lettura che ne offre Roland Barthes nel saggio Rasch (1975), dove riconosce nella partitura musicale l’irruzione di un linguaggio che precede la parola — fatto di colpo, ritmo e pulsione. Nella trasposizione coreografica e registica di Giacomo Luci, quel quasi parlando, che la musica conosce come indicazione espressiva, prende corpo e diventa immagine enigmatica che conduce alla soglia del dire. Non si tratta di un commento coreografico alla musica, ma di un tentativo di rendere visibile la semantica musicale che Barthes individua nel ciclo schumanniano. Kreisleriana viene eseguita dal vivo e integralmente dalla pianista Beatrice Barison, e costituisce l’ossatura ...

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Dancing Days, a Romaeuropa Festival la nuova coreografia europea tra corpi, identità e nuovi linguaggi

Torna anche quest’anno, nell’ambito della 41ª edizione del Romaeuropa Festival, Dancing Days, la rassegna curata da Francesca Manica dedicata ai nuovi linguaggi della scena coreografica europea. Un percorso che mette al centro le identità di una nuova generazione di coreografi, danzatori e performer e che rinnova il dialogo con Aerowaves, la piattaforma europea dedicata alla danza cofinanziata dal programma dell’Unione Europea Europa Creativa. Un viaggio attraverso poetiche differenti, accomunate dalla volontà di interrogare il presente attraverso il corpo, il movimento e la relazione con lo spazio e con il pubblico. Dancing Days si conferma così uno degli appuntamenti più interessanti del Romaeuropa Festival per osservare da vicino le trasformazioni della danza contemporanea e le nuove direzioni della ricerca coreografica. Il programma prende il via giovedì 8 ottobre alle ore 19.00 con la coreografa e performer greca Chara Kotsali, già ospite del Festival nel 2024 con l’assolo to be possessed. L’artista torna a Roma con la prima nazionale di IT’S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE, una maratona coreografica che intreccia dimensione personale e memoria collettiva. Kotsali mette in discussione l’idea di progresso, osservando le conseguenze di quella rivoluzione tecnologica e sociale che ha promesso un futuro radicalmente nuovo e che, ...

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Christos Papadopoulos torna al Romaeuropa Festival con Landless

Prosegue il percorso di collaborazione tra il Romaeuropa Festival, diretto da Fabrizio Grifasi, e il coreografo greco Christos Papadopoulos, artista tra i più interessanti della scena contemporanea internazionale. Dopo il debutto al Festival nel 2016 con Elvedon e i successivi successi di Mycelium, presentato al Teatro dell’Opera di Roma per l’inaugurazione dell’edizione 2024, e di My Fierce Ignorant Step, in scena nel 2025 all’Auditorium Parco della Musica, Papadopoulos torna alla quarantunesima edizione del Festival con ** Landless **. Lo spettacolo, in programma dal 18 al 20 settembre al Teatro Vascello, è presentato nell’ambito del programma realizzato con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels e porta la ricerca dell’artista greco in una dimensione ancora più intima e radicale. Un solo corpo in scena, quello del danzatore Georgios Kotsifakis, diventa il centro di un’indagine sullo spazio, sul movimento e sulla possibilità stessa di reinventare il gesto. Landless, letteralmente “senza terra”, suggerisce già nel titolo l’idea di uno spazio che non è dato, ma che nasce e si modifica attraverso il corpo che lo attraversa. La performance si sviluppa così come la costruzione progressiva di un paesaggio immaginario. Papadopoulos porta al vertice il minimalismo che caratterizza la sua scrittura coreografica, concentrandosi sui ...

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William Forsythe e Ioannis Mandafounis per Romaeuropa Festival 2025

Dopo l’apertura al Teatro Costanzi con il coreografo Marcos Morau e il prestigioso Ballet Nacional de España diretto da Rubén Olmo, il programma della prima settimana della quarantesima edizione del Romaeuropa Festival diretto da Fabrizio Grifasi, prosegue all’insegna della danza internazionale e del dialogo generazionale. Se l’8 e il 9 settembre al Teatro India, in co-realizzazione con Short Theatre, Anne Teresa De Keersmaeker presenta in prima nazionale A little bit of the moon, lavoro al confine tra danza e teatro costruito insieme al regista, autore e artista visivo libanese Rabih Mroué, il 9 e il 10 settembre l’Auditorium Conciliazione ospita la Dresden Frankfurt Dance Company con un double bill che affianca Undertainment, l’ultima coreografia (co-commissionata da Romaeuropa) destinata al palcoscenico firmata da William Forsythe, figura cardine della danza contemporanea,  e Lisa di Ioannis Mandafounis. Presentata nell’ambito del percorso costituito con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, la serata è un dialogo tra generazioni, un passaggio di testimone che attraversa la storia stessa della compagnia fondata nel 1984 da William Forsythe come Frankfurt Dance Company e oggi diretta da Mandafounis.  Nel 1996 William Forsythe (New York, 1949), apriva l’undicesima edizione di Romaeuropa con il Ballet Frankfurt, la compagnia che aveva diretto e con cui aveva già rivoluzionato la grammatica della danza, partendo dal linguaggio del balletto classico solo per destrutturarlo, trasformando la coreografia in un sistema aperto: un campo dinamico dove geometrie, spazio e tempo si incontrano con l’improvvisazione. Dopo la chiusura del Ballet ...

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Al via la 40esima edizione di Romaeuropa Festival 2025: il programma

Nel 1986 Romaeuropa Festival nasceva come un’utopia, con l’entusiasmo di chi crede che la cultura possa cambiare una città, una stagione, una generazione. Oggi, a distanza di quarant’anni, quella visione culturale che si riteneva audace e impossibile è la realtà concreta di un operare sempre attento alle diverse sensibilità del presente. Quest’anno Romaeuropa torna con un’edizione che non è solo un festeggiamento, ma un atto di futuro, un invito a guardare avanti, ancora una volta. Ecco allora un programma che, in oltre due mesi di programmazione (dal 4 settembre al 16 novembre), supera i confini tra musica, danza, teatro, arti digitali e creazione per l’infanzia presentando oltre 110 spettacoli per 250 repliche e ospitando oltre 700 artiste e artisti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo.  «Il percorso che qui presentiamo è, come sempre, il risultato del lavoro di una squadra composta da molti giovani che affiancano coloro che hanno vissuto gli esordi del Festival, nato nel 1986 su impulso di Jean-Marie Drot, allora direttore dell’Accademia di Francia e di Monique Veaute che ne ha curato e sviluppato l’architettura artistica, assieme al sostegno di Giovanni Pieraccini che ne è stato a lungo Presidente. L’incontro con Elisabeth Wolken, allora direttrice di Villa Massimo e con le Accademie e gli Istituti Culturali europei a Roma, permise un ulteriore sviluppo artistico e istituzionale. Questo spirito di ...

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Romaeuropa Festival 2025 presentato il programma della Danza

Nel 1986 Romaeuropa Festival nasceva come un’utopia, con l’entusiasmo di chi crede che la cultura possa cambiare una città, una stagione, una generazione. Oggi, a distanza di quarant’anni, quella visione culturale che si riteneva audace e impossibile è la realtà concreta di un operare sempre attento alle diverse sensibilità del presente. Quest’anno Romaeuropa torna con un’edizione che non è solo un festeggiamento, ma un atto di futuro, un invito a guardare avanti, ancora una volta. Ecco allora un programma che, in oltre due mesi di programmazione (dal 4 settembre al 16 novembre), supera i confini tra musica, danza, teatro, arti digitali e creazione per l’infanzia presentando oltre 110 spettacoli per 250 repliche e ospitando oltre 700 artiste e artisti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. «Il percorso che qui presentiamo è, come sempre, il risultato del lavoro di una squadra composta da molti giovani che affiancano coloro che hanno vissuto gli esordi del Festival, nato nel 1986 su impulso di Jean-Marie Drot, allora direttore dell’Accademia di Francia e di Monique Veaute che ne ha curato e sviluppato l’architettura artistica, assieme al sostegno di Giovanni Pieraccini che ne è stato a lungo Presidente. L’incontro con Elisabeth Wolken, allora direttrice di Villa Massimo e con le Accademie e gli Istituti Culturali europei a Roma, permise un ulteriore sviluppo artistico e istituzionale. Questo spirito di ...

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Romaeuropa Festival 2022 inaugura con Emio Greco e Pieter C. Scholten

La trentasettesima edizione del Romaeuropa Festival diretto da Fabrizio Grifasi, in programma dall’8 settembre al 20 novembre, è come una persona: attendeva l’uscita dalla crisi sanitaria e il ritorno a una normalità (seppure cambiata), è precipitato nello sgomento per le immagini atroci dell’invasione dell’Ucraina, cercherà di reagire con lo sguardo delle artiste e degli artisti del REF2022 contrapponendo idee e passione alla guerra e rivendicando una centralità umana senza frontiere geografiche, riconoscendo il valore delle differenze e della diversità. È una sorta di manifesto culturale per il dialogo, questo ‘fare festival’- annunciato nella splendida cornice dei giardini dell’Accademia Tedesca di Roma di Villa Massimo – che programmerà 80 spettacoli per 74 giorni, con oltre 400 protagonisti da 14 Paesi del mondo per un cartellone di musica, teatro, danza, nuovo circo, arti digitali e creazioni per l’infanzia. Alle prese con un pensiero sulla storia, sui nostri tempi e sulla società che verrà. Con auspici, tra gli altri, del presidente Guido Fabiani, di Salvatore Nastasi del Ministero della Cultura e dell’assessore Miguel Gotor del Comune. Con proposte anche radicali per opporsi al disagio in modo solidale e straordinario. Fin dalle battute propulsive d’apertura.  L’inaugurazione avrà luogo l’8 e 9 settembre en plein air nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica ...

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