
Esistono molte attività che allenano il corpo e altrettante forme d’arte che elevano lo spirito e stimolano le emozioni.
Tuttavia, solo la danza possiede una natura ibrida. Si colloca esattamente all’incrocio tra la disciplina fisica e l’espressione artistica pura. È un atto totale che coinvolge l’essere umano in ogni sua dimensione: fisica, mentale, emotiva e sociale.
Mentre altre attività isolano i singoli distretti o si focalizzano su un unico obiettivo, come la performance estetica o il punteggio atletico, la danza unifica tutto.
Vediamo in sei punti come essa sia un’attività totalizzante e un’arte senza eguali.
- Il corpo come strumento
La danza non si limita a sviluppare forza muscolare e resistenza cardiorespiratoria, ma esige flessibilità, coordinazione, velocità ed equilibrio, statico e dinamico.
Il ballerino deve saper gestire il proprio corpo con precisione millimetrica. Rispetto ad altre attività fisiche che ripetono schemi motori stereotipati, la danza varia costantemente i piani di movimento, attivando anche le fasce muscolari più profonde. È un allenamento totale che modella il corpo e lo rende forte e straordinariamente agile.
- La mappa cognitiva ed emisferica: un super-lavoro per il cervello
Dal punto di vista neuroscientifico, ballare è una delle attività più complesse e rigeneranti per il cervello. L’allievo deve memorizzare sequenze coreografiche, calcolare lo spazio e coordinare arti diversi in direzioni opposte. Questo sforzo allena la plasticità cerebrale e la prontezza mentale, richiede al cervello di mappare, muovere ed equilibrare l’intera massa corporea. Il coinvolgimento dell’uso del corpo, dunque, sposta la danza su un livello neurologico superiore.
- Propriocezione e intelligenza spaziale
La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del corpo e lo stato di attivazione muscolare, anche senza il supporto della vista. Il ballerino impara a sentire l’allineamento della colonna, l’apertura delle spalle e la distribuzione del peso. Questa consapevolezza corporea si traduce in una postura migliore, in una presenza sicura e in una maggiore capacità di coordinazione.
- Tradurre l’invisibile in movimento
La danza possiede anche una funzione espressiva e catartica. Il corpo diventa un canale per dare forma e voce a emozioni, tensioni, vissuti e sfumature psicologiche che spesso la parola non riesce a descrivere. Ballare permette di elaborare e liberare ansie, gioie, traumi, passioni, trasformando l’energia mentale in gesto estetico. È una terapia che alleggerisce la mente attraverso la verità del corpo.
- Diventare lo strumento
Mentre in altre attività la musica è un sottofondo motivazionale per coprire la fatica, nella danza la musica è la linea guida, la partner e la struttura stessa dell’azione. Il ballerino non si limita ad ascoltare il ritmo: lo incarna. Il corpo diventa strumento, interpreta le pause, i crescendo ed esprime la melodia attraverso i muscoli. La danza è l’unica arte in grado di ‘mostrare’ la musica e di far ‘ascoltare’ il movimento.
- Un’arte effimera che vive solo nel presente
A differenza della pittura, della scultura o della letteratura, che creano oggetti destinati a durare nel tempo, la danza ha una caratteristica unica: esiste solo nell’istante in cui viene eseguita. Una volta finito il movimento, il gesto svanisce, lasciando traccia solo nella memoria visiva dello spettatore e nella memoria muscolare di chi ha ballato. Questa natura transitoria impone all’allievo e all’artista una presenza mentale assoluta. Nella danza non esiste il passato o il futuro: esiste solo il qui e ora, il presente.
La danza quindi si distingue da ogni altra attività perché non accetta compromessi: richiede il rigore dell’atleta, l’orecchio del musicista, la sensibilità del poeta e la presenza mentale dello scienziato.
Chi danza non allena solo il corpo: mette in gioco tutte le sue risorse, coltiva la totalità dell’essere e le sue potenzialità.
Stefania Napoli
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