Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Attualità / Sosta Palmizi ‒ Zugzwang: “Saprà l’incrinatura farsi spiraglio?”

Sosta Palmizi ‒ Zugzwang: “Saprà l’incrinatura farsi spiraglio?”

Sosta-Palmizi-Zugzwang

ZUGZWANG è il titolo del nuovo lavoro coreografico di e con Elisabetta e Gennaro Lauro, che sarà presentato da Sosta Palmizi in anteprima il 2 novembre 2022 al Teatro Akropolis di Genova, nell’ambito della Rassegna Testimonianze Ricerca Azioni XIII. Chi tenta di interpretare il mondo come un enigma è mosso da un istinto serio, ferreo, profondo, violento, quasi per il presentimento che in fondo alle cose vi sia un filo conduttore, scoperto il quale sia possibile tracciare il disegno per uscire dal labirinto della vita; e insieme da un istinto giocoso, lieve, avido di imprevisto, dall’ebbrezza di chi toglie con meditata lentezza i veli dell’ignoto ‒ è da questo scritto di Giorgio Colli, pubblicato in Filosofia dell’espressione, che prende spunto lo spettacolo.

Nel gioco degli scacchi lo “Zugzwang” indica il momento in cui si è obbligati a fare una mossa, nonostante ci si senta impossibilitati a farlo, poiché si sa che, muovendo, qualcosa andrà sicuramente perduto, se non addirittura tutto. E allora cosa muovere, e soprattutto come muovere? Fino a che punto il movimento è uno slancio vitale e quando diventa una fuga o uno stallo? Due individui, fratello e sorella, si ritrovano come pedine all’interno di una scacchiera, un labirinto di figure in cui sono racchiuse tutte le loro possibilità di movimento e di relazione. Ad ogni figura corrisponde un mondo, un enigma da attraversare e decifrare. Tra deviazioni, incastri e impasses i due provano a disinnescare il gioco, piegandone le regole e chiedendosi quanta libertà sia concessa in un ordine prestabilito.

La nostra ricerca è incentrata sull’immagine dello ZugZwang, ovvero quel momento del gioco degli scacchi in cui, tecnicamente, il giocatore è obbligato a fare una mossa, benché muovere non gli porterà alcun vantaggio né lo farà avanzare. In questo preciso momento il giocatore è quindi costretto a un movimento, per così dire, di inerzia che servirà a tenere in vita il gioco in generale più che il suo personale disegno affermano i coreografi Ciò che ci interessa di questa particolare circostanza è che in essa il giocatore per la prima volta prende consapevolezza del fatto di non essere lui a condurre il gioco ma di farne parte. Il gioco allora si fa giogo e la logica costrittiva della scacchiera diventa di primo piano rispetto alla libertà d’azione del giocatore. Per continuare ad agire come tale, il giocatore dovrà ora tenere conto, con nuova consapevolezza, del fatto che qualunque sua possibilità di movimento è già iscritta nel labirinto di direzioni e relazioni dettato dalla logica del gioco.

Trasposta in altri ambiti della vita, la sintassi della scacchiera ci ricorda una certa logica costrittiva che definisce la nostra identità, la nostra presenza nel mondo, il disegno gerarchico di relazioni in cui siamo cresciuti e quindi le nostre presunte possibilità. Il dilemma per noi è quindi se, come il giocatore, dobbiamo continuare a muoverci seguendo le regole o invece abbandonarle, o ancora, terza possibilità, accogliere l’impasse come una sfida e cercare un modo nuovo di muoversi, un modo che ci aiuti ad andare oltre.  Partendo da tali riflessioni, ci siamo concentrati su un lavoro di composizione teso a rilevare una scrittura di base, individuando, a richiamo delle caselle degli scacchi, uno spettro di 64 movimenti.

Questo spettro è dotato di una struttura familiare, una sorta di albero genealogico, in cui le figure intrattengono una relazione prestabilita tra di loro. Con ciò, il nostro interesse è stato quello di tessere una ‘rete’, creare un labirinto di direzioni, in cui la possibilità di muoversi ha una natura costrittiva, ma anche di comprendere se e come questo impianto può incrinarsi concludono gli artisti ‒  In scena saremo accompagnati dal musicista Amedeo Monda, con cui abbiamo lavorato a un reticolato di figure sonore che potesse abbinarsi al nostro intreccio coreografico. Nella ricerca illuminotecnica siamo accompagnati dalla disegnatrice luci Tea Primiterra. La domanda che ci accompagna è: saprà l’incrinatura farsi spiraglio?

ORARI & INFO

Mercoledì 2 novembre 2022, ore 20:30

Teatro Akropolis

Via Mario Boeddu 10 – Genova

Infoline: +39 329.1639577

info@teatroakropolis.com

www.teatroakropolis.com

Lorena Coppola

© www.giornaledelladanza.com

Photo Credits: Press Office Sosta Palmizi

Check Also

San Carlo di Napoli Raymonda e i giovani coreografi

Il Balletto del Teatro di San Carlo diretto da Clotilde Vayer si trasferisce al Teatro ...

Édith PIAF, hymne à l’amour di Alberto Canestro a Fiesole

Nel nuovissimo teatro di Fiesole, aperto recentemente, debutta in prima nazionale Édith PIAF, hymne à l’amour’. ...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Puoi consultare per maggiore informazione l'apposita pagina sulla nostra Privacy Policy

Chiudi