Nel balletto dei secoli passati una ballerina non era definita soltanto dal suo grado nella compagnia, ma anche dalla qualità della sua arte. I teatri dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento possedevano una vera e propria aristocrazia del palcoscenico: ogni titolo raccontava una vocazione diversa, una specialità, un modo particolare di incantare il pubblico. Oggi molte di queste denominazioni sono cadute in disuso, ma un tempo potevano accompagnare il nome di una grande artista sui programmi teatrali, sui giornali e nei manifesti degli spettacoli. Nei teatri di tradizione francese il titolo di première danseuse indicava la principale ballerina della compagnia. Era l’artista destinata ai ruoli più importanti, spesso protagonista dei grandi balletti del repertorio. In Italia il termine prima ballerina aveva un valore simile, ma poteva essere accompagnato da ulteriori qualifiche che descrivevano la natura del talento dell’interprete. La prima ballerina di grazia rappresentava l’ideale della leggerezza, della purezza delle linee e dell’eleganza. Era la danzatrice della delicatezza, del port de bras raffinato, della musicalità sottile. Questo tipo di ballerina apparteneva soprattutto alla sensibilità del balletto romantico e classico: una figura eterea, capace di creare poesia attraverso la morbidezza del movimento più che attraverso il semplice virtuosismo. La prima ...
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