
Qual è il tuo balletto classico preferito?
Giselle, per la sua narrativa ed estetica senza tempo.
Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito?
Bella Figura di Jiří Kylián.
Il teatro a cui sei più legato?
Ogni teatro in cui ho danzato ha un posto speciale nel mio cuore, ma la Royal Swedish Opera di Stoccolma, dove ho mosso i primi passi della mia carriera professionale e dove ho scoperto la mia passione per l’opera lirica, occupa un posto particolare.
Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti?
Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, essendo uno dei miei romanzi preferiti.
Quale film trasformeresti in un balletto?
Il Gattopardo, di Luchino Visconti, si presterebbe a una grande reinterpretazione danzata.
Qual è il costume di scena che hai amato di più?
Quello de Lo Specchio di Biancaneve, nella reinterpretazione coreografica di Jörg Mannes. Il costume di Louise Flanagan prevedeva anche delle applicazioni argentate sul viso e sui capelli. Mi ha particolarmente ispirato e fatto sentire nel personaggio.
Di che colore è la danza?
La danza è una moltitudine di colori, perché cambia continuamente sfumature con ciò che racconta e con il momento della vita in cui la si attraversa.
Che profumo ha la danza?
La danza ha il profumo della polvere che si respira sui palcoscenici.
Qual è la musica di balletto più bella mai scritta?
Non è stata scritta per un balletto, ma è stata utilizzata egregiamente da Béjart: Canto di un compagno errante di Mahler, che è uno dei miei compositori preferiti.
Un film sulla danza indispensabile?
The Turning Point (Due vite, una svolta).
Una leggenda della danza: un uomo e una donna.
Pina Bausch e Maurice Béjart, per aver trasformato e ampliato i confini della danza e averci aperto a nuovi modi di interpretare quest’arte.
Qual è il tuo passo o movimento preferito?
Il grand pas de chat.
Tra i personaggi del balletto classico, chi vorresti essere nella vita reale?
Romeo, per il suo amore assoluto, puro e senza compromessi, per la capacità di abbandonarsi completamente a un sentimento fino a farne la propria ragione di vita.
Chi è il più grande genio della coreografia?
Mats Ek, per essere riuscito a reinterpretare il repertorio classico con un linguaggio riconoscibile e raffinato e per aver trovato livelli di narrativa ancora più profondi. Ho avuto la fortuna di assistere alla messa in scena del suo Juliet & Romeo e vedere lui e Ana Laguna in prova ha segnato la mia anima. Artisti straordinari.
Se potessi incontrare Tersicore, cosa le diresti?
La ringrazierei per avermi guidato in questa meravigliosa arte, ma le chiederei anche qualche dote fisica in più, che non guasta mai.
In tre parole, come descriveresti la disciplina della danza?
Perseveranza, curiosità e passione.
Quando oggi ti guardi allo specchio, cosa vedi?
Mi vedo maturato, ho imparato a riconoscermi e ad essere più riconoscente verso me stesso.
Michele Olivieri
Foto di Ida Zenna
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