
Il balletto classico preferito?
Don Chisciotte.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Wolf works di Wayne McGregor.
Il Teatro del cuore?
Teatro alla Scala.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Cime tempestose di Emily Brontë.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Orgoglio e pregiudizio.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Gamzatti.
Quale colore associ alla danza?
Rosa, come le scarpette da punta.
Che profumo ha la danza?
Fresia.
La musica più bella scritta per balletto?
Ovviamente, la musica di Čajkovskij.
Il film di danza irrinunciabile?
Due vite e una svolta.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Rudolf Nureyev e Carla Fracci.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Grand jeté e gli equilibri.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Kitri.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Dal più classico come Nureyev, ai più innovativi, Balanchine e Forsythe.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Considerando che sono anche la figlia di una maestra di Danza, penso che la ringrazierei per aver doppiamente condiviso l’arte di danzare nella mia famiglia.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Disciplina, forza e determinazione.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Oggi guardandomi allo specchio penso: si la strada non è stata facile ma sono stata determinata a raggiungere i miei obiettivi. In questo mestiere siamo sempre in evoluzione, il corpo cambia e acquisisce esperienza, quindi continuerò a cerare di migliorarmi per vedere fin dove arriverò in futuro.
Michele Olivieri
Foto di Brescia e Amisano – Teatro alla Scala
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