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Tag Archives: John Cranko

La maestra accademica Giulia Rossitto “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin di John Cranko. Il balletto contemporaneo prediletto? L’ultimo che ho visto The Barre Project di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala dal 1998 quando vi ho messo piede per la prima volta. Avevo undici anni. Non dimenticherò mai quell’incredibile sensazione di immensità e bellezza. Magico! Un romanzo da trasformare in balletto? Piccole donne di Louisa May Alcott. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il film della Pixar Inside Out. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti quelli stile impero, leggero, dalle linee morbide. Quale colore associ alla danza? Il rosa cipria. Che profumo ha la danza? Ha il profumo di pulito. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Pëtr Il’ič Čajkovskij per Lo Schiaccianoci. Il film di danza irrinunciabile? Ce ne sono troppo pochi… Due vite una svolta insuperabile e intramontabile. Consiglio ai giovani di oggi anche Center stage diretto da Nicholas Hytner (in italiano Il ritmo del successo) offre dei buoni spunti ed è sempre attuale. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Carla Fracci (regina del nostro teatro, ha portato la danza a tutti). Il tuo “passo ...

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La prima ballerina e maestra Gilda Gelati “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Non esattamente un romanzo ma la biografia di Camille Claudel. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lezioni di piano di Jane Campion. Il costume di scena indossato che hai preferito? Davvero difficile scegliere tra tutti… ma indossare per il mio debutto il costume di Giulietta, dopo averlo visto da ragazzina addosso alle più grandi ballerine, è stata una emozione che non dimenticherò mai! Quale colore associ alla danza? Bianco! Il colore dei tutù romantici e della mia ballerina di riferimento, Carla Fracci. Che profumo ha la danza? Ancora un ricordo da ragazzina legato a Carla Fracci… Un meraviglioso profumo alla Rosa di cui lasciava la scia ovunque passasse. Quindi, la ROSA. La musica più bella scritta per balletto? Il Lago dei cigni è il mio preferito tra le musiche composte per balletto. Ma incredibilmente belle quelle usate per i passi a due di Romeo e Giulietta (Prokofiev), Onegin (Tchaikovsky), Histoire de Manon (Massenet). Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross Due miti della danza ...

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Giunge alla quinta edizione il Gala Fracci al Teatro alla Scala

Prosegue il tributo del Teatro alla Scala e dei suoi artisti a Carla Fracci, figura cardine della storia della danza e fonte di ispirazione per intere generazioni di giovani non solo nel mondo del balletto. Il direttore Frédéric Olivieri porta avanti la tradizione istituita dal 2022 da Manuel Legris volta a celebrare la danza e il balletto nel nome di questa artista eccezionale. Sulla scia del tutto esaurito delle precedenti edizioni l’appuntamento raddoppia: nell’anno che coincide con i 5 anni dalla scomparsa e con i 90 anni dalla nascita di Carla Fracci saranno due le date in cui viene omaggiato il suo mito attraverso lo smisurato e ricchissimo repertorio dei suoi ruoli d’elezione e dei balletti da lei interpretati, che rivivranno attraverso il Corpo di Ballo, i Solisti, i Primi ballerini, le Étoile e gli ospiti internazionali: il 3 febbraio torna alla Scala Marianela Nuñez, stella del Royal Ballet, e il 31 gennaio Jacopo Tissi, primo ballerino presso il Dutch National Ballet; in debutto sul palcoscenico del Piermarini sempre il 31 gennaio Maia Makhateli, prima ballerina al Dutch National Ballet, e su entrambe le recite Patricio Revé, già primo ballerino del Queensland Ballet e del Balletto Nazionale di Cuba, guest ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Il maestro accademico Walter Madau “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Non ho un vero e proprio balletto classico preferito ma amo tutto il periodo dell’Ottocento (sono un purista). Il balletto contemporaneo prediletto? Sono cresciuto guardando Petite Mort di Jiří Kylián ma nel tempo, maturando, ho scoperto balletti e coreografi geniali. Il Teatro del cuore? Chiaramente per senso di appartenenza la risposta è la Scala, ma il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo ha un posto speciale nel mio cuore, perché sono cresciuto divorando tutti i video della compagnia ed amo molto la forte tradizione che si legge nella loro danza. Un romanzo da trasformare in balletto? Non c’è un romanzo che trasformerei in balletto, ma adoro quando un coreografo come Cranko o MacMillan riesce a raccontare in maniera chiara una storia. Ho una passione per le tragedie! Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Essendo amante dei thriller psicologici non potrei immaginare un balletto che tratta tematiche simili. Il costume di scena indossato che hai preferito? Sicuramente il costume di Lescaut ne L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan, ricordo ancora la sensazione alla prima prova costume. Quale colore associ alla danza? Associo alla danza tutti i colori chiari perché mi rimandano alla purezza, al ...

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La Stagione 2026 all’Australian Ballet: tradizione e innovazione

La stagione 2026 del The Australian Ballet si presenta come una dichiarazione d’intenti: un anno pensato per unire mondi, linguaggi e sensibilità diverse, celebrando tanto la potenza del repertorio classico quanto la ricchezza delle nuove voci della danza contemporanea. Il cartellone, articolato e ambizioso, traccia un percorso che dal mito romantico di Romeo and Juliet arriva fino alla sofisticata modernità di Justin Peck, passando per un progetto culturale di grande respiro come Flora, creato in collaborazione con Bangarra Dance Theatre. Quello che emerge è un mosaico coerente: un balletto nazionale che abbraccia la scena globale, che dialoga con la propria identità e che guarda al futuro con una curiosità rarefatta nel panorama internazionale. Tra le nuove creazioni, Flora rappresenta il baricentro emotivo e artistico dell’intera stagione. Firmata da Frances Rings, direttrice artistica di Bangarra Dance Theatre, l’opera intreccia danza classica e linguaggi coreografici contemporanei, raccontando il rapporto tra esseri umani, terra e memoria culturale. Con oltre trenta danzatori sul palco e una poetica che nasce dall’incontro tra due realtà iconiche della danza australiana, Flora promette di essere non solo uno spettacolo, ma un’esperienza identitaria: un modo per interrogarsi sulle radici e sulle storie che abitano il corpo. Il 2026 segna ...

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L’insegnante e coreografo Vinicio Mainini “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin di John Cranko. Il balletto contemporaneo prediletto? Lo Spazio di Leonardo di Louis Falco. Il Teatro del cuore? Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Un biglietto per il Paradiso di Domenico Titubante. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? C’era una volta in America di Sergio Leone. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello usato nello Spazio di Leonardo nel ruolo di Gesù. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Sicuramente dolce e caldo come la vaniglia. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Louis Falco e Luciana Savignano. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Michail Baryšnikov. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie, hai dato un senso alla mia vita. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Formativa, educativa, emozionante. Come ti vedi oggi allo specchio? ...

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Il maître de ballet Ugo Ranieri “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta / Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? La Sagra della Primavera di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il Gattopardo di Luchino Visconti. Il costume di scena indossato che hai preferito? Lenskij in Onegin di John Cranko / Franz in Coppélia di Roland Petit. Quale colore associ alla danza? Tutti. Che profumo ha la danza? Il profumo della rugiada. La musica più bella scritta per balletto? Quelle di Tchaikovsky e Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta diretto da Herbert Ross. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand Jeté e Tours à la seconde. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Romeo se non morisse, quindi scelgo Franz. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa, Sir Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Mi hai folgorato! Tre parole per descrivere la disciplina della ...

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Al Regio di Torino il balletto più amato al mondo: Il lago dei cigni

La danza chiude il 2025 del Regio di Torino con un titolo-icona del repertorio classico. Dopo l’apertura di novembre con Caravaggio di Roberto Bolle e il ritorno del Romeo e Giulietta di Prokof’ev nella storica coreografia di John Cranko, dal 19 al 28 dicembre il Balletto dell’Opera Nazionale di Riga (The Latvian National Ballet), ospite per la prima volta in Teatro, porta Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij nel nuovo allestimento firmato dal Direttore artistico della Compagnia Aivars Leimanis: una versione che esalta la chiarezza del gesto, la linea poetica e teatrale, e crea un viaggio visivo di grande impatto, ispirato ai castelli bavaresi di Ludwig II. Il balletto sarà in scena per dieci rappresentazioni. Un classico assoluto per le feste Con la sua favola d’amore e incantesimi, Il lago dei cigni è il balletto “per eccellenza”: un titolo amatissimo dal pubblico di ogni età, che al Regio arriva in una versione di grande eleganza, fedele alla coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov e ripresa da Aivars Leimanis, Direttore artistico del Balletto dell’Opera Nazionale di Riga dal 1993. La nuova produzione conserva il lieto fine — con il trionfo dell’amore tra Odette e il Principe Siegfried — ...

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Il Gala Fracci alla Scala giunge alla quinta edizione e raddoppia 

Prosegue il tributo della Scala e dei suoi artisti a Carla Fracci che è stata e rimane una figura-cardine della storia della danza, fonte di ispirazione per generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto. Il direttore Frédéric Olivieri porta avanti la tradizione istituita dal 2022 da Manuel Legris, per celebrare nel nome di questa grandissima stella la danza e il balletto. Sulla scia del tutto esaurito delle precedenti edizioni, l’appuntamento raddoppierà: nell’anno che coincide con i 5 anni dalla scomparsa e con i 90 anni dalla nascita di Carla Fracci saranno due le date in cui omaggiare il suo mito attraverso lo smisurato e ricchissimo repertorio dei suoi ruoli d’elezione e dei balletti da lei interpretati, che rivivranno attraverso il Corpo di Ballo, i Solisti, i Primi ballerini, le Étoile e gli ospiti internazionali. Tornano alla Scala (il 3 febbraio) Marianela Nuñez, stella del Royal Ballet e, il 31 gennaio, Jacopo Tissi, primo ballerino presso il Dutch National Ballet; sarà invece un debutto sul palcoscenico scaligero il 31 gennaio per Maia Makhateli, prima ballerina al Dutch National Ballet e su entrambe le recite per Patricio Revé, già primo ballerino del Queensland Ballet e del Balletto Nazionale di Cuba, ...

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