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Tag Archives: La Bayadére

Il balletto classico racconta l’eterno paradosso dell’amore

Nel grande tempio del balletto classico, dove la musica si fa respiro e il gesto diventa destino, le coppie leggendarie non sono soltanto amanti: sono archetipi. Figure speculari che incarnano luce e ombra, carne e spirito, istinto e redenzione. Ogni passo a due è un dialogo cosmico, un’ellisse tracciata nell’aria che unisce il visibile all’invisibile. Tra tutte, Odette e Siegfried – anime eterne de Il lago dei cigni – danzano il dramma dell’illusione e della fedeltà. Lei, cigno bianco, è la purezza imprigionata, la luna riflessa sull’acqua scura del sortilegio; lui, principe inquieto, è l’uomo diviso tra l’apparenza e la verità. Nel loro adagio il tempo si sospende: le braccia di Odette sono ali e preghiera, promessa e addio. Il loro amore non redime il mondo, ma lo rivela nella sua fragilità. Speculare e ingannevole è la fiamma che arde tra Kitri e Basilio in Don Chisciotte. Qui l’amore è terra rossa e sole verticale, è ventaglio che si apre come un segreto svelato. I loro fouettés e i salti brillano come lame di luce: non c’è tragedia, ma trionfo; non incantesimo, ma astuzia e vitalità. Sono l’eros che ride, l’arguzia popolare che vince sull’autorità, la celebrazione del corpo come ...

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Il solista scaligero Gioacchino Starace “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Senza dubbio il Boléro di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Ogni teatro mi ha lasciato qualcosa, ma il Teatro alla Scala è diventato la mia casa da circa dieci anni. Un romanzo da trasformare in balletto? Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. Infanzia, paura, coraggio. Movimento istintivo, fisico, vero. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Shape of Water di Guillermo del Toro. È già una favola danzata, dove il corpo è il vero protagonista. Trasformarlo in balletto significherebbe togliere le parole per lasciare parlare il movimento: esattamente ciò che la danza sa fare meglio. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ogni costume ha la sua storia, il suo peso, il suo incanto. Forse però, quello che mi viene in mente su due piedi è lo Schiavo ne La Bayadère di Rudolf Nureyev. Quale colore associ alla danza? Ogni giorno la danza ha un colore diverso: a volte bianco, altre uno dei mille colori dell’arcobaleno, a seconda dei sentimenti che porto sul palco. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico, del legno, del linoleum, della lacca per capelli. ...

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Il danzatore e coreografo Oliviero Bifulco “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Legata anche a ricordi personali, probabilmente. Il balletto contemporaneo prediletto? Non mi stanco mai di guardare il lavoro di Crystal Pite. Il Teatro del cuore? Non ci ho mai ballato, ma il Sadler’s Wells Theatre di Londra lo trovo profondamente innovativo e democratico. Mi affascina molto anche il pubblico che lo frequenta. Un romanzo da trasformare in balletto? Ci sto lavorando… Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Past Lives, scritto e diretto da Celine Song. Il costume di scena indossato che hai preferito? In Accademia alla Scala, durante l’annuale Schiaccianoci. Erano costumi storici del Teatro, riutilizzati dai produzioni precedenti: leggere certe etichette all’interno, all’epoca, fece un certo effetto. Quale colore associ alla danza? Il blu. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico. La musica più bella scritta per balletto? Pëtr Il’ič Čajkovskij resta, per me, insuperabile Il film di danza irrinunciabile? White Nights. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Anna Pavlova e Mikhail Baryšnikov. Il tuo “passo di danza” preferito? Il fondu. Senza esitazioni. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Da bambino sognavo sicuramente ...

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L’epopea de ‘La Bayadère’ con pregiati ospiti all’Opera di Roma

Non solo intrighi d’amore, gelosia e tradimento ne La Bayadère in scena dal 3 all’8 febbraio al Costanzi nella versione coreografica creata da Benjamin Pech, da Petipa, proprio per l’Opera di Roma nel 2023. «È un balletto epico – dichiara Pech – una vera epopea. Questa produzione è una sfida che coinvolge, assieme agli ospiti, ai danzatori del Corpo di Ballo e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che lavorano nell’ombra, dietro le quinte impegnati nei numerosi cambi di scena». L’ambizioso spettacolo si avvale delle scene firmate dall’artista Ignasi Monreal, dei costumi di Anna Biagiotti e delle luci di Vinicio Cheli, per trasportare il pubblico in un universo onirico senza tempo, elegantemente esotico e contemporaneo. La musica di Ludwig Minkus, composta per il balletto ideato da Marius Petipa nel 1877, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui che dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma. I protagonisti de La Bayadère, come nel poema indiano Sakuntala di Kalidasa cui Petipa si è ispirato, sono il guerriero Solor e della sua amante segreta, la baiadera Nikiya. Ad interpretarli sono chiamati quattro ospiti internazionali: le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque (3 e 5 febbraio), entrambi al debutto ...

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La prima ballerina internazionale Maria Eichwald “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? Ne ho diversi: Giselle, La Bayadère, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Staatstheater Stuttgart e Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Onegin, La signora delle camelie. Il costume di scena che hai preferito indossare? La signora delle camelie di Jürgen Rose. Che colore associ alla danza? Bianco. Che odore ha la danza? Per me ha l’odore che si sente dietro il sipario (colofonia, pavimento in linoleum, lacca per capelli e così via…). La musica più bella mai scritta per il balletto? Quella di Čajkovskij (Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata). Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi avresti voluto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio classico? Clara dello Schiaccianoci: amo il dramma in scena, ma non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza dell’arte coreografica? John Neumeier. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Concentrazione, costanza, grande pazienza. Come ti vedi oggi allo specchio? Rilassata. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il danzatore Vincenzo Petronzi “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère. Balletto contemporaneo preferito? Woolf Works di Wayne McGregor. Teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime tempestose di Emily Brontë, per l’intensità emotiva e la ricchezza dei personaggi, perfettamente traducibili nel linguaggio del balletto. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il Gattopardo di Luchino Visconti. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del primo atto del pas de deux de Lo Schiaccianoci all’Accademia del Teatro alla Scala, perché non mi faceva sentire distante da ciò che sono, anche fuori dal palcoscenico. A quale colore associ la danza? Bianco. Che odore ha la danza? Ambra, perché è un profumo che si costruisce lentamente e resta nel tempo, proprio come la danza. La musica più bella mai scritta per il balletto? Ludwig Minkus, La Bayadère. Un film di danza indimenticabile? Dancer (2016), il documentario su Sergei Polunin, perché racconta il talento assoluto insieme alla fragilità del percorso. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Carla Fracci e Vladimir Vasiliev. Il tuo passo di danza preferito? L’arabesque, perché è il passo in cui la danza rinuncia a tutto ciò che è superfluo ...

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Il direttore artistico e coreografo Roberto Forleo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Il Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Gli Scorta di Laurent Gaudé. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? 8 Femmes (8 Donne e un mistero) di François Ozon. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? La Morte, dal balletto Don Juan di Thierry Malandain. Quale colore associ alla danza? Verde. Che profumo ha la danza? Lavanda. La musica più bella scritta per balletto? La Bayadère. Il film di danza irrinunciabile? White Nights. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Monique Loudières Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Ce ne sono tanti, ma Mats Ek è uno dei miei preferiti. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie di cuore per proteggere l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Perseveranza, umiltà e amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo ricco di esperienze, ma con una sete ...

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Le scene più famose nei balletti classici del grande repertorio

Immaginate di entrare in un teatro illuminato da luci calde, dove il sipario si apre lentamente, e davanti a voi prende vita un mondo sospeso tra sogno e realtà. Nel grande repertorio classico, alcune scene rimangono indelebili nella memoria, non solo per la loro tecnica impeccabile, ma per la loro capacità di farci sentire la poesia del movimento. Si comincia con Giselle. Nel primo atto, il villaggio idilliaco sembra normale e reale, ma la tragedia si avvicina. Quando Giselle crolla consumata dalla follia e dalla disperazione, il silenzio cala sul pubblico. E poi, nel secondo atto, le Willi emergono come fantasmi eterei: linee perfette, movimenti sospesi, braccia leggere come piume. Giselle danza tra loro, ora spirito, ora figura umana, e il contrasto tra la sua pietà e l’energia implacabile di Myrtha crea una tensione che lascia senza fiato. È la quintessenza del romanticismo, un equilibrio tra terrore e bellezza. Allo stesso modo, nel secondo atto de Il Lago dei Cigni, Odette fluttua sul lago insieme alle sue sorelle cigni. Le loro linee perfettamente sincronizzate, la leggerezza dei salti, il port de bras che sembra sfidare la gravità, tutto contribuisce a un effetto ipnotico. Poi arrivano i piccoli cigni, con le ...

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Il direttore artistico e coreografo Vasily Medvedev “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère. Balletto contemporaneo preferito? Swan Lake di Matthew Bourne. Teatro del tuo cuore? Teatro Mariinskij, Opéra di Parigi. Un romanzo che vorresti trasformare in un balletto? Il Fantasma dell’Opera di Gaston Leroux. Un film/serie che potrebbe diventare un balletto? Bridgerton (basato sui romanzi di Julia Quinn). Il costume di scena che hai amato di più? Un costume da “Principe”. A quale colore associ la danza? Bianco. Che odore ha la danza? Sudore, pece e libertà. La musica più bella mai scritta per il balletto? Il Lago dei Cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Un film di danza indimenticabile? La troisième jeunesse (su Petipa). Due miti della danza del passato: uomo e donna? Anna Pavlova e Vaslav Nižinskij. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Quale personaggio del balletto classico ti piacerebbe essere nella vita reale? Conrad de Il Corsaro. Chi era il genio dei geni della coreografia? Marius Petipa. Se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? “Grazie”. Tre parole che descrivono la disciplina della danza? Lavoro, fede, abnegazione. Come ti vedi allo specchio oggi? Cerco di non guardarmi troppo allo specchio. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il danzatore e coreografo Ahmad Joudeh “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère (“la danzatrice del tempio”). Porta con sé l’essenza del desiderio spirituale, del destino e della devozione. Il balletto contemporaneo prediletto? Boléro: il suo ritmo ipnotico è come un battito cardiaco che non si ferma mai. Il Teatro del cuore? Il Teatro Romano di Palmira, in Siria. È lì che ho ballato la mia prima esibizione… e la mia ultima in Siria. Ho ballato lì da solo per dire agli estremisti che i teatri sono per l’arte, non per uccidere. Un mese dopo è stato bombardato. Sono diventato l’ultimo ballerino ad esibirsi su quel palco. Sarà per sempre il mio tempio. Un romanzo da trasformare in balletto? L’Alchimista di Paulo Coelho: perché ogni ballerino è un viaggiatore alla ricerca del tesoro interiore. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Fountain – L’albero della vita diretto da Darren Aronofsky: i suoi temi di amore, sacrificio e rinascita sono pura coreografia in attesa di essere realizzata. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Rothbart nel Lago dei Cigni. Potere, mistero e libertà in un unico ruolo. Quale colore associ alla danza? Il bianco: perché è divino, pacifico e porta con ...

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