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Tag Archives: “L’Après-midi d’un Faune”

Nijinsky e Bronislava: il legame che trasformò la danza del ‘900

Ci sono fratelli nella storia dell’arte la cui vicinanza sembra appartenere alla biografia; e ce ne sono altri per i quali la parentela diventa una vera e propria forma di collaborazione creativa. Vaslav Nijinsky e Bronislava Nijinska appartengono alla seconda categoria. La loro storia non è semplicemente quella di un genio e della sorella che gli rimase accanto: è la storia di due artisti cresciuti nello stesso laboratorio familiare, formatisi attraverso la medesima disciplina, capaci per alcuni anni di sviluppare quasi un linguaggio privato del movimento e destinati infine a prendere strade differenti, pur rimanendo legati da un’eredità artistica comune. Per comprendere il rapporto fra i due bisogna liberarsi, anzitutto, da una delle distorsioni più persistenti nella storiografia del balletto: l’idea che Bronislava Nijinska sia importante soltanto perché fu la sorella di Nijinsky. La documentazione oggi disponibile racconta qualcosa di molto più interessante. Nijinska fu una danzatrice di primo piano e, soprattutto, una delle grandi coreografe del XX secolo. La sua enorme raccolta di documenti, conservata presso la Library of Congress, comprende carte personali, corrispondenza, quaderni coreografici, fotografie, programmi, disegni e scritti; una parte considerevole del materiale riguarda proprio il fratello. Il loro rapporto nasce in una famiglia di danzatori ...

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Arte e destino di Vaslav Nijinsky: l’istante dell’eternità

Nella storia della danza esistono figure che appartengono pienamente al loro tempo e altre che sembrano provenire da una regione più rara dell’esperienza artistica, dove il talento si mescola al mistero e alla fragilità. Tra queste ultime si colloca Vaslav Nijinsky, una delle presenze più enigmatiche e folgoranti del balletto del Novecento, un interprete che trasformò il movimento in un linguaggio quasi metafisico e la scena in un luogo di rivelazione. Nato il 12 marzo 1889 a Kiev, Nijinsky crebbe all’interno di una famiglia di danzatori itineranti. Il teatro fu per lui un ambiente naturale prima ancora che una scelta. Il bambino fragile e silenzioso mostrò presto una sensibilità fuori dal comune, accompagnata da una disciplina fisica straordinaria. Quando entrò alla Scuola Imperiale di Balletto a San Pietroburgo, gli insegnanti compresero quasi immediatamente di trovarsi davanti a qualcosa di eccezionale. Non si trattava soltanto di una tecnica impeccabile, ma di una qualità scenica difficilmente definibile: Nijinsky sembrava abitare la danza con una concentrazione assoluta, come se ogni gesto fosse parte di un rito antico. I contemporanei rimasero soprattutto colpiti dalla sua capacità nel salto. Molti raccontarono di aver avuto l’impressione che il suo corpo sfidasse la gravità, che il tempo ...

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Il mito nel mito: cento anni dalla creazione di “L’Après-midi d’un Faune”

  Quest’anno ricorre il Centenario del balletto L’Après-midi d’un Faune,  uno dei titoli più rappresentativi del repertorio dei Ballets Russes, la famosa compagnia che nei primi anni del Novecento rivoluzionò il modo di creare, danzare e fruire il balletto del XX secolo. A ricordare questa esperienza artistica, avvenuta il 29 maggio del 1912 al Théâtre du Châtelet di Parigi, una mostra dal titolo “Il mito nel mito“,  curata dal noto ballerino e coreografo Toni Candeloro e dallo storico del costume Federica Tornese, organizzata dall’Associazione Michel Fokine con la collaborazione del Comune di Brindisi. La mostra sarà ospitata al Museo Teatrale alla Scala e aperta al pubblico dal 7 novembre al 9 dicembre. Le opere esposte rievocheranno l’incanto di quell’evento, tuttora stimolo alla creatività, di quel fondamentale momento coreografico e teatrale in cui la danza raggiunse uno scopo unico ed irripetibile, dove l’illusoria leggerezza del balletto classico lasciò il posto  alla concezione pura dell’artista coreografo, musicista o pittore. Per la creazione di scene e costumi di L’Après-midi d’un Faune, il famoso impresario dei Ballets Russes Sergej Diaghilev si affidò all’intuizione artistica di Leon Bakst e scelse Vaslav Nijinskij come interprete e coreografo: ispirandosi ai bassorilievi greci ed egizi, Nijinskij diede alla ...

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