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Musica, danza, ricordi e nostalgia al Grande di Brescia

Mercoledì 21 ottobre alle ore 20.00 la Sala principale del Massimo cittadino ospiterà la compagnia A.I.M by Kyle Abraham con lo spettacolo Cassette Vol. 1, lavoro coreografico dal forte impatto visivo ed emotivo che saprà rievocare la memoria del pubblico in sala, sulle note dei pezzi che hanno contraddistinto i due decenni degli anni ‘80 e degli anni ‘90. Pluripremiato coreografo statunitense, Kyle Abraham ha firmato coreografie per prestigiose compagnie americane, tra cui American Ballet Theatre, Alvin Ailey American Dance Theater, New York City Ballet e The Royal Ballet. La sua ricerca coreografica, che intreccia linguaggi e sensibilità contemporanee, lo ha portato ad affermarsi come una delle voci più originali della danza di oggi. Insieme alla sua compagnia A.I.M by Kyle Abraham, fondata nel 2006 e definita dal New York Times “una delle compagnie di danza più costanti sulla scena contemporanea in quanto a eccellenza”, sviluppa creazioni ispirate alle proprie esperienze personali, esplorando le emozioni, le fragilità umane e il rapporto tra musica e danza. In Cassette Vol. 1 Kyle Abraham rende omaggio alla musica degli anni ‘80 e dei primi anni ‘90, ispirandosi alla scena afroamericana, alle icone postmoderne e alla cultura queer, influenze che hanno formato la sua ...

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Addio a Jay Augen, il maestro della Batsheva Dance Company

Dalla School of American Ballet a Tel Aviv, passando per il New York City Ballet, l’American Ballet Theatre e Parigi: la storia di un artista americano che ha dedicato la propria vita alla tecnica classica e alla formazione dei danzatori della celebre compagnia israeliana. La danza perde una figura importante della sua storia pedagogica. Jay Augen, ballerino e maestro di balletto legato per decenni alla Batsheva Dance Company, è stato ricordato in queste ore da molti professionisti che hanno avuto la fortuna di studiare e perfezionarsi con lui. Jay Allen Augen nacque a New York nel 1954. Secondo la biografia conservata nell’archivio storico della Batsheva, iniziò a studiare danza classica all’età di nove anni e fu ammesso alla prestigiosa School of American Ballet, una delle istituzioni fondamentali per la formazione dei danzatori destinati al repertorio classico americano. Durante i sei anni trascorsi alla scuola ricevette anche una borsa di studio per frequentare l’American Ballet Theatre School, dove studiò con Patricia Wilde, figura di primo piano della tradizione ballettistica statunitense. Il suo percorso proseguì al New York City Ballet, dove entrò come apprendista. Fu un passaggio importante per la sua formazione artistica: in quell’ambiente poté conoscere e interpretare una parte significativa ...

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A Bologna tra pittura e danza con Roberto Bolle in Caravaggio

S’ispira al grande pittore Michelangelo Merisi, alla sua arte rivoluzionaria che ha saputo plasmare i corpi e giocare magistralmente con luci e ombre, oltre che alla sua storia biografica, il balletto Caravaggio: un tributo alla drammaticità e teatralità dell’artista milanese, per la prima volta in scena a Bologna per la Stagione di Danza del Teatro Comunale. Protagonista delle quattro rappresentazioni in programma al Teatro EuropAuditorium – giovedì 8 ottobre e venerdì 9 ottobre alle ore 20:30, sabato 10 ottobre alle ore 16 e alle 20:30 – l’étoile scaligera Roberto Bolle, che l’anno prossimo avrà una stella sulla Walk of Fame di Hollywood: ulteriore riconoscimento a consacrare la sua carriera internazionale e un legame con gli Stati Uniti che gli è valso l’appellativo di “étoile dei due mondi”. Nato nel 2008 per lo Staatsballett Berlin, lo spettacolo è firmato dal coreografo Mauro Bigonzetti, nome di spicco nel panorama della danza contemporanea che è stato Direttore Artistico dell’Aterballetto e Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, oltre ad aver collaborato – tra gli altri – con l’English National Ballet, il New York City Ballet e il Balletto del Bolshoi. Insieme a Carlo Cerri, curatore delle scenografie e del disegno luci, ...

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Dances at a Gathering (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Ci sono balletti che raccontano una storia attraverso personaggi, conflitti e destini. E poi ci sono opere come Dances at a Gathering, nelle quali la storia sembra nascere dal semplice incontro di corpi, musica e spazio. Creato da Jerome Robbins nel 1969 sulla musica di Frédéric Chopin, questo balletto è uno dei capolavori più raffinati del repertorio neoclassico americano: un’opera apparentemente spontanea, luminosa e quasi quotidiana, costruita in realtà con straordinaria precisione. La scena è spoglia. Cinque donne e cinque uomini entrano, escono, si incontrano, si separano e ritornano. Non ci sono scenografie narrative, non ci sono protagonisti in senso tradizionale, non c’è una vicenda da seguire. Eppure, in quei gesti, negli sguardi e nelle relazioni che si formano e si sciolgono, emerge qualcosa di profondamente umano: il piacere di stare insieme. Dances at a Gathering nacque in un momento particolarmente significativo della carriera di Jerome Robbins. Dopo una lunga assenza dal New York City Ballet, durante la quale aveva lavorato intensamente anche per Broadway, il coreografo tornò alla compagnia nel 1969 con una nuova creazione. Il balletto debuttò a New York il 22 maggio 1969 al New York State Theater, oggi David H. Koch Theater. L’idea iniziale era molto ...

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Novità editoriale: Steven Caras e il balletto nell’obiettivo

Tra le pubblicazioni dedicate al mondo della danza più attese dell’autunno 2026, Through the Lens of a Dancer di Steven Caras si distingue per una ragione molto particolare: è il racconto di un uomo che il balletto lo ha vissuto prima con il proprio corpo e poi attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. In uscita il 15 settembre 2026, il memoir promette di attraversare più di una dimensione della storia della danza americana, intrecciando esperienza personale, memoria artistica e fotografia. La vicenda di Caras comincia in modo tutt’altro che scontato. Si avvicina al balletto a quindici anni, un’età considerata relativamente tarda per chi aspira a una carriera professionale nella danza. All’inizio, inoltre, deve confrontarsi con un’idea molto radicata nella società del tempo: quella secondo cui il balletto non fosse un’attività adatta a un ragazzo. È proprio da questa esitazione iniziale che prende forma un percorso destinato a cambiare completamente la sua vita. Nel giro di pochi anni, Caras entra infatti nel New York City Ballet, una delle compagnie più importanti della storia della danza americana, e si trova a lavorare sotto la guida di George Balanchine. Per un appassionato di balletto, questo è già uno degli elementi che rendono il ...

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Tchaikovsky Piano Concerto No. 2: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Tchaikovsky Piano Concerto No. 2 di George Balanchine rappresenta una delle espressioni più compiute del suo linguaggio neoclassico, in cui la danza non racconta più una storia nel senso tradizionale ma diventa una traduzione visiva della musica stessa. L’opera, creata nel 1941 (presentato in anteprima il 29 maggio), nasce dall’incontro ideale con la partitura di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, in particolare con il Concerto per pianoforte n. 2 in Sol maggiore, Op. 44 Piano Concerto No. 2 in G major, Op. 44, una composizione che, pur non essendo pensata per il balletto, offre una struttura limpida e un dialogo continuo tra pianoforte e orchestra che si presta in modo naturale alla costruzione coreografica. Balanchine, affascinato dalla chiarezza architettonica della musica, immagina una coreografia in cui il gesto danzato non illustra ma “incarna” la partitura, trasformando i ballerini in linee melodiche, contrappunti e ritmi visibili. Il balletto nasce in un periodo in cui il coreografo sta definendo sempre più nettamente la sua idea di danza astratta, lontana dalla narrazione romantica o drammatica, e si inserisce nel percorso artistico che lo porterà a diventare una figura centrale della New York City Ballet. Pur essendo spesso descritto come un balletto privo di trama, ...

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Sogno di una notte di mezza estate al Comunale di Modena

Va in scena mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 20.30 per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena, Sogno di una notte di mezza estate, recente coreografia tratta dalla commedia di Shakespeare e firmata da Davide Bombana per la COB Compagnia Opus Ballet. Davide Bombana ha seguito una personale chiave interpretativa nell’ideare la sua versione coreografica del testo per la brillante compagnia fiorentina diretta da Rosanna Brocanello. Un ensemble composto da giovani talenti messi dalla direttrice a confronto serrato con differenti cifre autoriali e nomi altisonanti della scena, come nel caso di Davide Bombana, coreografo dal linguaggio neoclassico ricco di sfumature espressive, la cui carriera ha intrecciato le più grandi compagnie di balletto europee e la direzione di due corpi di ballo italiani: MaggioDanza a Firenze e il Teatro Massimo di Palermo. Per COB Compagnia Opus Ballet, su commissione, Davide Bombana trascrive in movimento la celebre commedia del Bardo senza tuttavia stravolgerne l’essenza, inserendosi con estro sugli archetipi del balletto ispirati allo stesso testo e firmati nel Novecento da due giganti: George Balanchine per il New York City Ballet nel 1962 e John Neumeier per l’Hamburg Ballet nel 1977.  Centrale nella sua lettura il personaggio della giovane Ermia, simbolo ...

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4 ballerine del Padova Danza Project invitate a New York

Quattro danzatrici del Padova Danza Project, progetto di formazione professionale sostenuto dal Ministero della Cultura, porteranno il talento padovano sul palcoscenico di New York esibendosi allo Spark Theatre Festival, uno degli appuntamenti più dinamici della scena performativa internazionale. Le danzatrici Alice Lionello, Isabel Paladin, Clarissa Sorato e Ginevra Zaramella danzeranno il 26 aprile accanto ad Artisti affermati e di chiara fama tra cui la prima ballerina del New York City Ballet, Megan LeCrone, su coreografie di Francesca Antonacci e Caroline Brethenoux. A creare l’incontro artistico tra la realtà padovana e la scena newyorkese è stata V&NY ETS, attiva nelle relazioni culturali tra Veneto e Stati Uniti. La serata, intitolata PAUSE by KAFRA Collective and Friends, proporrà un programma articolato che riunisce coreografi e interpreti provenienti da diverse realtà della danza internazionale. Il programma prevede coreografie di danza contemporanea innovative di prestigiosi autori quali Pascal Johnson, già coreografo del Dutch National Ballet, Zarina Stahnke, seconda solista del Semperoper Ballett di Dresda, danzate su musiche di Giovanni Spinelli, compositore italiano affermatosi negli Stati Uniti. In questi giorni le danzatrici sono state accolte dal Console Generale Associato Alessandra Oliva presso il Consolato Generale d’Italia a New York. Per le quattro giovani danzatrici padovane ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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Gaîté Parisienne: storia, personaggi, curiosità e trama

Nel vasto repertorio del balletto del Novecento, Gaîté Parisienne occupa una posizione singolare, sospesa tra eleganza operettistica, nostalgia per la Belle Époque e brillante virtuosismo coreografico. L’opera nasce nel 1938 per i Ballets Russes de Monte-Carlo, compagnia che negli anni successivi allo scioglimento dei Ballets Russes di Diaghilev continuò a diffondere nel mondo l’eredità artistica del balletto russo. La coreografia fu firmata da Léonide Massine, mentre la partitura venne assemblata e orchestrata dal direttore e compositore Manuel Rosenthal a partire dalle melodie di Jacques Offenbach, il maestro dell’operetta francese dell’Ottocento. L’idea alla base del balletto era semplice ma estremamente efficace: evocare la Parigi brillante e spensierata del Secondo Impero, quella dei boulevard illuminati, dei caffè eleganti e dei locali notturni popolati da aristocratici, artisti e viaggiatori stranieri. Offenbach aveva già incarnato musicalmente questo spirito con le sue operette, piene di ritmo, ironia e vivacità melodica; Rosenthal ne selezionò numerosi temi, trasformandoli in una partitura orchestrale continua che restituisse l’atmosfera effervescente della capitale francese. La prima rappresentazione ebbe luogo nel 1938 al Théâtre de Monte-Carlo e ottenne immediatamente un grande successo. Il balletto colpiva per la sua capacità di unire spettacolo, umorismo e danza di carattere, creando un affresco teatrale vivace ...

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