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Tag Archives: New York City Ballet

L’ultimo passo di una stella: il congedo di Megan Fairchild

C’è un momento, nella vita di ogni grande artista, in cui il tempo sembra rallentare. Le luci si abbassano, il respiro del pubblico si fa sospeso e ogni gesto acquista il peso della memoria. Per Megan Fairchild, quel momento arriverà questa primavera, quando darà il suo ultimo saluto sulle scene come membro della compagnia del New York City Ballet, chiudendo un capitolo che ha segnato in modo indelebile la storia recente della danza americana. Entrata giovanissima nella compagnia, Fairchild ha incarnato per oltre due decenni un’idea di classicismo luminoso e di modernità disciplinata. Tecnica cristallina, musicalità raffinata, presenza scenica capace di unire rigore e spontaneità: la sua cifra artistica si è sempre distinta per un equilibrio raro tra precisione e calore umano. Non solo interprete impeccabile del grande repertorio neoclassico, ma anche musa per coreografi contemporanei che in lei hanno trovato intelligenza, velocità e profonda consapevolezza stilistica. Nel corso della sua carriera ha attraversato ruoli iconici, trasformando ogni variazione in un racconto personale. La sua danza non è mai stata mero virtuosismo: dietro ogni pirouette si avvertiva una narrazione interiore, una tensione emotiva trattenuta con eleganza. È questa qualità — la capacità di rendere umano ciò che è tecnicamente straordinario ...

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George Balanchine e la forma assoluta della danza

Nella cartografia del balletto del Novecento, il nome di George Balanchine si staglia con la solennità di un monumento intellettuale e artistico. Coreografo di statura universale, teorico della forma, demiurgo di geometrie corporee, egli non si limita a creare danze: plasma un linguaggio in cui ogni gesto, ogni arabesque, ogni plié è sintesi di rigore formale e intuizione poetica. Alla guida del New York City Ballet, istituzione da lui fondata nel 1948, Balanchine innalza la tecnica accademica a paradigma estetico e simbolico, trasformandola in uno strumento capace di incarnare la musica, l’armonia e lo spirito del tempo. La sua prima affermazione in territorio americano, Serenade (1934), inaugura quella che può definirsi la poetica balanchiniana: un sistema coreografico in cui il gruppo e il singolo dialogano come archi di un’orchestra, traducendo in gestualità la partitura di Tchaikovsky con sublime naturalezza. In quest’opera emerge già la tensione tra precisione matematica e lirismo sospeso: ogni corpo è misura, ritmo e immaginazione, quasi una microcosmica architettura del movimento. Successivamente, opere come Symphony in C (1947) consacrano la capacità di Balanchine di fondere virtuosismo tecnico e costruzione formale. In questo capolavoro, il tessuto musicale di Bizet si trasfigura in geometria corporea, ciascun movimento risultando calcolato ...

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Fernando Bujones: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Prodigio precoce: Fernando Bujones nacque a Miami nel 1955 da genitori cubani. Iniziò a ballare da bambino e a soli 12 anni vinse il Concorso internazionale di danza di Varna, uno dei più prestigiosi al mondo. Questo lo fece notare subito dagli ambienti professionali del balletto internazionale. Stella del Miami City Ballet e del Balletto di New York: Bujones diventò primo ballerino del American Ballet Theatre e poi del New York City Ballet, distinguendosi per la leggerezza nei salti e la precisione tecnica. Era celebre per la sua capacità di combinare virtuosismo tecnico e profondità interpretativa. Amore per la coreografia: Oltre ad essere un grande interprete, Fernando aveva anche talento per la coreografia. Creò alcune opere originali e spesso collaborava con grandi coreografi per portare un tocco personale alle produzioni classiche, come Giselle e Lo Schiaccianoci. Premi e riconoscimenti: Bujones fu il primo americano a vincere il prestigioso Premio Gold Medal al Concorso Internazionale di Varna. Ricevette numerosi altri riconoscimenti durante la carriera, tra cui premi per l’eccellenza artistica e il contributo al balletto internazionale. Impegno nella formazione dei giovani: Dopo aver lasciato le scene, Fernando si dedicò alla formazione dei giovani ballerini, fondando scuole e programmi di perfezionamento. Credeva ...

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Benjamin Millepied a Nizza reinventa Lo Schiaccianoci

Lo Schiaccianoci torna finalmente all’Opéra di Nizza, dove mancava da molti anni. Per marcare questo grande ritorno, il teatro affida a Benjamin Millepied una nuova creazione, audace, personale e profondamente segnata dalla poetica del celebre coreografo. 
Lontano dall’idea di una semplice ripresa, Millepied sceglie di confrontarsi di nuovo con un balletto che occupa un posto cruciale nella sua storia artistica: vent’anni fa, infatti, Lo Schiaccianoci fu il suo primo grande balletto, creato per il Ballet du Grand Théâtre de Genève. Un’opera che rivelava già allora la sua capacità di fondere il rigore del vocabolario accademico con una libertà immaginativa nutrita dai suoi anni al New York City Ballet. Un ritorno alle origini, ma non alla nostalgia Tornare oggi a Lo Schiaccianoci non significa per Millepied guardare indietro con malinconia, bensì rimettere in gioco un materiale narrativo e musicale che continua ad offrirgli infinite possibilità. In due decenni, la sua scrittura coreografica si è trasformata: si è fatta più essenziale, più musicale, più complessa.
 La storia rimane quella che conosciamo — Clara, la notte di Natale, i giocattoli che prendono vita, lo schiaccianoci che diventa un principe — ma Millepied la racconta attraverso una sensibilità rinnovata, che privilegia l’emozione, la fluidità ...

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Lo Schiaccianoci oltre il palco: media, merchandising e impatto

Lo Schiaccianoci non è solo uno dei balletti più rappresentati al mondo: è un fenomeno culturale che si estende ben oltre il teatro, permeando media, merchandising e persino la vita sociale di intere generazioni. Negli ultimi decenni, studiosi e critici hanno cominciato a indagare come questo balletto natalizio sia diventato un simbolo culturale globale, capace di influenzare gusti estetici, pratiche commerciali e narrazioni sociali. Il balletto ha trovato nel cinema, nella televisione e nelle piattaforme digitali un terreno fertile per reinterpretazioni e diffusione di massa. Film, documentari e adattamenti animati hanno reso accessibile la magia della storia anche a chi non ha mai messo piede in un teatro. Alcuni punti chiave: Cinema e animazione: da versioni fedeli come il film di Emile Ardolino (1993) a rivisitazioni animate o in CGI, il balletto si adatta a contesti narrativi diversi senza perdere il nucleo fiabesco. Televisione e streaming: produzioni di compagnie internazionali come il Bolshoi o il New York City Ballet sono trasmesse a livello globale, aumentando l’accessibilità culturale e democratizzando l’esperienza teatrale. Social media e virale: clip di esibizioni, tutorial di danza e challenge ispirati al balletto contribuiscono alla sua presenza costante nella cultura pop. Gli studi media‑sociologici evidenziano che Lo ...

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Prix de Lausanne 2026: annunciata la giuria internazionale

La 54ª edizione del Prix de Lausanne, che si terrà dal 1° all’8 febbraio 2026 al Beaulieu Lausanne, sarà presieduta da Kevin O’Hare, Direttore del Royal Ballet. La terza edizione di Rising Stars avrà luogo la domenica successiva alla Finale e vedrà la partecipazione degli artisti ospiti Inès McIntosh e Shale Wagman. Il programma includerà anche le variazioni vincitrici dello Young Creation Award, oltre ad una coreografia originale di Edwaard Liang, coreografo e Direttore Artistico del Washington Ballet, creata nell’ambito del Partner School Choreographic Project. Inoltre, saranno eseguite variazioni classiche e contemporanee dai Vincitori e Finalisti del Prix de Lausanne 2026. Questo spettacolo di 90 minuti offre un’opportunità unica per vivere il meglio del Prix de Lausanne 2026. Quest’anno, la giuria è composta da nove membri. Ognuno di loro è affiliato ad una delle scuole e compagnie partner, oppure è un ex vincitore del Prix o una figura di spicco nel mondo della danza. La composizione della giuria tiene conto anche di altri criteri, come la diversità geografica, un equilibrio generazionale e di livelli di esperienza, e una pluralità di stili di danza. Kevin O’Hare – Presidente della Giuria Direttore, The Royal Ballet Gigi Hyatt – Vicepresidente della Giuria 
Direttrice, ...

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New Dances 2025 – Il futuro della danza contemporanea

Dal 10 al 14 dicembre 2025, il Teatro Peter Jay Sharp di New York si trasforma in un laboratorio di creatività pura grazie a New Dances: Edition 2025, l’evento annuale della Juilliard School dedicato alla danza contemporanea. Quattro giorni intensi in cui il teatro diventa spazio di scoperta, sperimentazione e dialogo tra generazioni di coreografi. A differenza di altre rassegne, New Dances non celebra solo la tecnica: è una finestra sul pensiero corporeo in azione, sul modo in cui il movimento può raccontare storie, esprimere identità e riflettere sulle contraddizioni del mondo contemporaneo. Qui, ogni coreografia è una prima mondiale, un atto creativo che nasce e si manifesta davanti agli occhi dello spettatore senza mediazioni. Giovani talenti e maestri affermati: il cuore della stagione. L’elemento distintivo della rassegna è il dialogo tra nuove leve e artisti consolidati. I coreografi emergenti portano freschezza, audacia e curiosità, sperimentando materiali scenici inusuali, linguaggi contaminati e strutture narrative non lineari. Accanto a loro, i maestri già riconosciuti dalla scena internazionale aggiungono profondità, sapienza tecnica e capacità di sorprendere con idee consolidate ma reinterpretate in chiave moderna. Questa contaminazione genera un effetto unico: lo spettatore assiste a un mosaico di stili e linguaggi che, pur ...

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Lo Schiaccianoci: un universo di fantasiosi libri da scoprire

Quando si pensa a Lo Schiaccianoci, la mente corre subito alla musica di Čajkovskij, ai tutù svolazzanti e alla magia dell’inverno. Ma al di là del teatro, questo balletto iconico ha generato un vero e proprio filone editoriale che attraversa generazioni e fasce d’età, trasformando una favola in un patrimonio di libri straordinariamente variegato. Il fascino di Lo Schiaccianoci non si limita alla danza: la storia del giovane Clara, il magico Schiaccianoci e la lotta contro il Re dei Topi offre un terreno fertile per raccontare sogni, musica, coreografie e tradizione. Da qui nasce un fenomeno editoriale unico, che spazia tra: Libri illustrati e adattamenti per bambini, che trasformano il balletto in racconto accessibile; Guide artistiche e saggistiche, che esplorano musiche, costumi e coreografie; Memoir e testimonianze di ballerini, che raccontano l’esperienza vissuta sul palco; Versioni interattive e board-book, per i più piccoli, con illustrazioni ispirate alle scenografie dei grandi teatri. Il balletto, quindi, diventa un ponte tra narrazione, cultura e pratica artistica, offrendo a ogni lettore una prospettiva diversa. Tra i titoli più interessanti emergono: “A Child’s Introduction to the Nutcracker” di Heather Alexander: un libro illustrato che introduce bambini e ragazzi alla storia, ai costumi e alla coreografia, ...

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A Modena la nuova creazione di Wayne McGregor

Con “Deepstaria”, Wayne McGregor crea un’esperienza sonora e di danza pura, altamente sensoriale e meditativa, che riflette sul nostro profondo rapporto con il vuoto e sulla nostra mortalità. Il titolo dello spettacolo è ispirato ad una specie enigmatica di medusa con un nome dal suono stellare, una creatura bella, che cambia forma, vive nelle profondità del mare e si autogenera, evocando il tema dell’immortalità in modo poetico, con risonanze alle profondità abissali del mare e a quelle siderali dello spazio. Fin dall’inizio dei tempi, l’umanità ha subito il fascino del vuoto. Dagli abissi marini allo spazio profondo, queste zone oscure e misteriose accendono la nostra immaginazione e il nostro desiderio di esplorare il mondo fino ai suoi limiti. Nello spettacolo che ha debuttato nel 2024 al festival “Montpellier Danse”, Wayne McGregor sfrutta il potenziale creativo delle più recenti tecnologie dell’intelligenza artificiale, della ricerca acustica e del calcolo spaziale per esplorare la relazione fra esperienza reale e digitale. Un progetto sviluppato anche grazie al “Centre for Creative and Immersive eXtended Realities” della University of Portsmouth nel contesto di una coproduzione internazionale presentata con il Festival dei Due Mondi di Spoleto, Pfalzbau Bühnen di Ludwigshafen, Sadler’s Wells di Londra. Pluripremiato coreografo e ...

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George Balanchine, classico, rivoluzionario e visionario “Padre” del Balletto

Il 22 gennaio del 1904 nasceva a San Pietroburgo George Balanchine. Quarant’anni fa a New York (30 aprile 1983) , il mondo della danza perdeva uno dei coreografi neoclassici più importanti dello scorso secolo: George Balanchine. George Balanchine in realtà è la forma francese del suo vero nome Georgi Balanchivadze. Era un georgiano, nato A San Pietroburgo il 22 gennaio del 1904, oggi ricorre 120 anni dalla morte,  da un compositore e studiò presso la scuola imperiale a San Pietroburgo. Ha iniziato a prendere lezioni di pianoforte a cinque anni e, all’età di nove anni, inizia a studiare danza presso la Scuola Imperiale di San Pietroburgo, dove ebbe come maestri Pavel Gerdt e Samuil Andrianov (genero di Pavel) e, successivamente, Enrico Cecchetti. Era finito per puro caso alla scuola di balletto del teatro Mariinsky, perché i genitori, che sognavano di vederlo ufficiale della marina, avevano ritardato agli esami d’ingresso all’istituto nautico. Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti, nel 1921, Balanchine si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo per studiare pianoforte e composizione musicale riuscendo a far conciliare i doveri di ballerino del Teatro Accademico di Stato per l’Opera e il Balletto (GATOB), che prima della rivoluzione si chiamava Balletto Mariinskij (nome con il quale è ...

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