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“Note e Passi di Speranza” al Teatro Municipale di Casale Monferrato

L’evento Note e Passi di Speranza che si terrà domenica 10 maggio 2026 alle ore 18.30 presso il Teatro Municipale di Casale Monferrato, è un Gala benefico di musica, canto e danza che si inserisce nelle iniziative legate alla Commemorazione delle vittime di amianto. Organizzato e promosso da Associazione AFeVA in collaborazione con la Città di Casale Monferrato e il Teatro Municipale, vuole sensibilizzare l’attenzione della comunità casalese sulla triste realtà che ha interessato e tutt’ora segna tante famiglie trasmettendo, attraverso le arti, un forte messaggio di speranza. L’evento, della durata indicativa di un paio d’ore, sarà coordinato dall’artista di origini monferrine, Elisa Cipriani, ballerina professionista che collabora con la Fondazione Arena di Verona e che da sette anni segue la direzione artistica del Sut la Cupola Festival di Camagna Monferrato. Il 10 maggio, sul palcoscenico, si alterneranno momenti di musica, canto e danza interpretati sia da artisti professionisti sia da studenti che hanno uno stretto legame con la città di Casale e che hanno dimostrato una sincera sensibilità verso questa tragedia che tocca Casale ma che è di rilevanza nazionale ed europea. Tra i nomi più illustri troviamo i primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano, i torinesi ...

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Audizioni per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

La Fondazione Teatro alla Scala ha indetto una Audizione e un Concorso internazionale a posti nel Corpo di Ballo del Teatro per le seguenti posizioni: BALLERINA DI FILA ingresso obbligo mimo N. 6 POSTI BALLERINO DI FILA ingresso obbligo mimo N. 1 POSTO La fase finale del concorso produrrà una graduatoria di audizione, espressa dalla Commissione Giudicatrice ed approvata con provvedimento della Direzione della Fondazione, valida 12 mesi dall’approvazione ai sensi della vigente normativa contrattuale, che verrà utilizzata per contratti a tempo determinato, di lavoro autonomo o subordinato, da definirsi di volta in volta in base alle necessità di programmazione anche in riferimento ad una singola produzione. La non idoneità al concorso non invalida la graduatoria di audizione. Requisiti per l’ammissione al Concorso/Audizione: a) età non inferiore ai 18anni. b) cittadinanza di un paese dell’Unione Europea o cittadinanza extra‐UE con permesso di soggiorno, o status di rifugiato. c) idoneità fisica alla mansione. Una visita medica verrà disposta della Direzione della Fondazione Teatro alla Scala. Domanda di ammissione: I candidati devono presentare la domanda di ammissione e la documentazione richiesta esclusivamente attraverso la seguente pagina web entro e non oltre il 9 maggio 2026. Alla domanda dovrà essere allegato un video, ...

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Intervista a Gianluca Petrucci: “Il Pianista del Balletto” [ESCLUSIVA]

Gianluca Petrucci è un pianista e maestro collaboratore, con oltre trent’anni di esperienza nei più prestigiosi teatri internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, l’Arena di Verona e l’Opera di Roma. Riconosciuto come punto di riferimento nell’accompagnamento musicale per il balletto, ha avuto il privilegio di collaborare con artisti di fama mondiale, tra cui Eleonora Abbagnato e Lorca Massine. La sua ricerca artistica ha trovato espressione nella trilogia editoriale Il Pianista del Balletto, un’opera che esplora e codifica il profondo legame tra musica e movimento. Questo lavoro non solo arricchisce la pratica quotidiana in sala, ma rappresenta anche un importante contributo metodologico alla cultura coreutica contemporanea. La Sua carriera nel balletto è iniziata per puro caso nel 1993, quando ha sostituito un collega durante una sessione di esami di danza classica promossa dalla società ISTD. Cosa ha provato in quel primo impatto con la danza e quando ha capito che sarebbe diventata una parte fondamentale della sua identità pianistica? Arrivavo dal concertismo e per me era un’esperienza completamente nuova. Per l’occasione suonavo seguendo gli spartiti specifici della società ISTD, concentrato sulla tecnica e sulla precisione, senza ancora capire quanto la musica dovesse dialogare con il movimento dei danzatori. Solo col ...

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“Sogno di una notte di mezza estate” al Municipale di Piacenza

Si conclude domenica 12 aprile alle ore 16 la Stagione Danza del Teatro Municipale di Piacenza, con il balletto Sogno di una notte di mezza estate, nuova produzione della compagnia piacentina Étoile Ballet Theatre, nella messa in scena e con le coreografie di Ines Albertini e Walter Angelini. Ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare, sulle musiche di Felix Mendelssohn, il balletto trasporta gli spettatori in una notte incantata, dove si alternano i destini di quattro giovani innamorati che incontreranno fate e folletti. Le loro avventure si intrecciano con le dispute dei sovrani delle fate, Oberon e Titania, creando un mondo di magia, amore e comicità. Oberon, astuto e vendicativo, ordina al suo servo Puck di scatenare sortilegi, capovolgendo desideri e amori. Titania, ignara, cade vittima di un sortilegio, innamorandosi di una creatura grottesca. Ma la notte, come ogni sogno, non è destinata a durare e, tra risa e incantesimi, ogni cosa torna a posto. Composta in parte già in giovanissima età, la celebre ouverture fu scritta da Mendelssohn nel 1826, a soli diciassette anni. A distanza di anni, nel 1842, il compositore completò le musiche di scena su incarico del re di Prussia, integrando nuovi numeri alla pagina giovanile. ...

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Al Piermarini la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Giovedì 2 aprile 2026, alle ore 20, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna sul palcoscenico del Teatro alla Scala per l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la versatilità e la maturità interpretativa di allieve ed allievi, spazia dal virtuosismo ottocentesco di Paquita alle visioni contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini. Ad accompagnare i danzatori sarà l’Orchestra dell’Accademia sotto la bacchetta di Maria Seletskaja, Direttrice Musicale dell’English National Ballet, la cui esperienza come ballerina solista nelle massime compagnie europee conferisce alla sua direzione una rara intesa con il respiro del palcoscenico. L’apertura della serata è affidata alla Presentazione ideata da Frédéric Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria “mappa visiva” della didattica scaligera, il pezzo vede schierata tutta la Scuola, dal 1° all’8° corso. In una progressione che evidenzia l’evoluzione che si compie nell’arco del programma di studi, in una sequenza di passi e movimenti sempre più complessi, la coreografia permette di osservare il nesso fecondo tra formazione tecnica e pratica di palcoscenico, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia guidato da Olivieri. Segue la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico fra i più noti del repertorio, rimontato dai ...

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Auguri a Roberto Bolle: un compleanno in danza

Roberto Bolle compie gli anni e, come spesso accade quando si parla di figure che hanno segnato un’epoca, l’occasione diventa un invito a guardare oltre il presente, intrecciando memoria, storia e biografia. Non è soltanto un anniversario personale: è un momento che permette di riflettere sul percorso di uno dei danzatori più influenti della scena contemporanea, capace di ridefinire il rapporto tra balletto classico e pubblico globale. Nato a Casale Monferrato il 26 marzo 1975, Bolle si forma giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, un’istituzione che porta con sé secoli di tradizione e che ha contribuito a plasmare generazioni di artisti. In questo ambiente rigoroso, dove disciplina e dedizione sono imprescindibili, il talento del giovane Roberto emerge con chiarezza precoce. A soli quindici anni viene notato da Rudolf Nureyev, figura leggendaria della danza del Novecento, che lo vorrebbe per il ruolo di Tadzio in Morte a Venezia. L’autorizzazione non arriva, ma quell’episodio resta una sorta di presagio: il riconoscimento di un talento destinato a travalicare i confini nazionali. La carriera di Bolle si sviluppa lungo una traiettoria internazionale che riflette l’evoluzione stessa del balletto tra fine Novecento e inizio Duemila. Diventa étoile del Teatro alla ...

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Venti anni di palcoscenico: la vita di Claudina Cucchi, étoile

Claudina Cucchi nacque a Monza il 6 marzo 1834, in una famiglia che riconosceva e incoraggiava il talento artistico fin dalla tenera età. Fin da bambina mostrò una naturale inclinazione per la danza: i suoi movimenti erano agili, armoniosi e pieni di un’eleganza innata che catturava chiunque la osservasse. La sua passione la portò presto a entrare nella prestigiosa Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, uno dei centri nevralgici della danza ottocentesca. Qui, sotto la guida di maestri rigorosi e visionari come Carlo Blasis e Auguste Hus, Claudina affinò la tecnica, sviluppando un equilibrio raro tra precisione tecnica e leggerezza poetica. La sua formazione non era solo fisica: veniva istruita anche nella teatralità, nella musica e nell’interpretazione, ingredienti fondamentali per diventare una vera étoile del suo tempo. Il debutto di Claudina sui grandi palcoscenici avvenne giovanissima, ma già allora la sua presenza scenica e la sua capacità di comunicare emozioni attraverso il corpo conquistarono il pubblico e la critica. La sua danza era un connubio di virtuosismo e delicatezza: ogni passo, ogni arabesque, sembrava naturale e al contempo studiato nei minimi dettagli. La sua fama crebbe rapidamente, e ben presto i Teatri d’Europa cominciarono a cercarla. Gli anni in cui ...

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Frédéric Olivieri presenta un nuovo trittico al Teatro alla Scala

Il trittico McGregor / Maillot / Naharin, al Teatro alla Scala dal 18 al 28 marzo 2026, è ricco di novità e di debutti per il Corpo di Ballo diretto da Frédéric Olivieri, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico nazionale, essendo due delle tre produzioni mai prima d’ora rappresentate nel nostro Paese. Novità ma anche continuità: torna la firma di Wayne McGregor; proprio con Frédéric Olivieri si era inaugurata una collaborazione proseguita poi in maniera costante che si rinnova ora al suo ritorno alla direzione del Ballo, con uno dei pezzi più rappresentativi, Chroma, che arriva per la prima volta su un palcoscenico italiano nel ventennale dalla sua creazione. Entra nei programmi del Ballo scaligero per la prima volta il nome di Jean-Christophe Maillot, la visione artistica di questo coreografo, molto articolata, con un lavoro profondo e delicato, Dov’è la luna, in prima nazionale, con Roberto Bolle in scena nelle recite di apertura. In maniera dirompente chiude il trittico Minus 16 di Ohad Naharin: incorporando tracce musicali che spaziano da Dean Martin al mambo, dalla techno alla musica tradizionale, Minus 16 è un’opera che elimina la barriera tra i ballerini e ...

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Una rosa nella serata che consacrò la giovane Fracci

Il 3 marzo 1955 rimane una data sospesa nella memoria del teatro italiano, una di quelle sere in cui il destino intreccia talenti, visioni e profezie. Al Teatro alla Scala andava in scena La Sonnambula di Vincenzo Bellini, con protagonista Maria Callas e la regia di Luchino Visconti. In quella medesima serata, al termine dell’opera, una giovanissima allieva della scuola scaligera, Carla Fracci, danzava Lo spettro della rosa di Mikhail Fokin accanto al futuro primo ballerino Mario Pistoni. Fu un passo d’addio. E insieme, paradossalmente, un passo d’inizio. Nella Milano del secondo dopoguerra, la Scala era più di un teatro: era un laboratorio di rinascita culturale. Le produzioni firmate da Visconti non erano semplici allestimenti, ma affreschi estetici di altissima precisione storica e poetica. La Sonnambula del 1955, con la Callas nel ruolo di Amina, rappresentò uno dei vertici del sodalizio fra il regista e il soprano: un’interpretazione di raro lirismo, costruita su una recitazione misurata e struggente, lontana dai manierismi, intrisa di verità teatrale. Eppure, quella sera, qualcosa accadde anche dopo l’ultima nota belliniana. Tradizione voleva che, terminata l’opera, parte del pubblico si congedasse senza attendere il “saggio” di danza che spesso chiudeva la serata. La danza, per molti ...

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“La gioia di danzare” tra memoria e presente [RECENSIONE]

Nello storico Teatro Ponchielli di Cremona, tra ori antichi e velluti che custodiscono memorie ottocentesche, il gala La gioia di danzare, prodotto da ARTEDANZA srl, ha trovato la sua naturale dimora. In una sala gremita in ogni ordine di posti, l’emozione non era frutto di attesa mondana, ma di autentica partecipazione a un’arte che qui si è mostrata nella sua continuità, dal grande repertorio classico alle scritture contemporanee. Protagonisti della serata, il primo ballerino Timofej Andrijashenko e l’étoile Nicoletta Manni, interpreti di riferimento del Teatro alla Scala, hanno dato forma a un programma articolato e coerente, capace di intrecciare virtuosismo e consapevolezza stilistica. L’apertura con La bella addormentata di Marius Petipa, sulle immortali architetture musicali di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ha subito inscritto il gala nella linea aurea del classicismo imperiale. Nel passo a due, Manni e Andrijashenko hanno restituito la purezza accademica del dettato petipiano: equilibri nitidi, linee distese, un dialogo limpido fra sostegno e abbandono. Non vi era ostentazione tecnica, bensì la chiarezza di un linguaggio che vive di proporzione e di ascolto musicale. Con Almost Blue, creazione di Mauro Bigonzetti sulle malinconiche sonorità di Chet Baker, Maria Celeste Losa ed Emanuele Cazzato hanno abitato uno spazio più intimo, ...

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