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Tag Archives: Teatro alla Scala

Sulle punte a S. Silvestro per salutare l’anno nuovo

Mentre le piazze si riempiono di musica e fuochi d’artificio, nei grandi teatri d’Europa la magia prende un’altra forma: quella della danza. Il 31 dicembre 2025, le compagnie più prestigiose del continente offriranno un saluto all’anno vecchio in punta di piedi, con spettacoli che fondono tradizione, sogno e rinascita. Al Teatro alla Scala, simbolo mondiale dell’eccellenza artistica, il sipario si apre su La Bella Addormentata nel Bosco. La coreografia di Rudolf Nureyev, sulle note immortali di Čajkovskij, trasforma la sera di San Silvestro in una fiaba sospesa nel tempo. È un omaggio alla grazia, alla forza della bellezza che resiste al mutare degli anni — proprio come l’arte stessa. Al Teatro dell’Opera di Roma, l’incanto continua con Lo Schiaccianoci, il balletto natalizio per eccellenza. Le scenografie scintillanti e i movimenti dolci dei danzatori conducono lo spettatore in un mondo di sogno e stupore. Ogni passo di danza diventa un augurio per l’anno che arriva, un invito a custodire la meraviglia anche nel quotidiano. A Basilea, il Theater Basel celebra Capodanno con Der Liebhaber, una creazione moderna e sensuale che esplora le dinamiche del desiderio e dell’identità. La serata, in programma alle 20:30, culmina con una festa aperta al pubblico tra ...

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Lo Schiaccianoci di Nureyev – Rai5, Teatro alla Scala [RECENSIONE]

Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev trasmesso la sera di Natale su Rai5 dal Teatro alla Scala non è una fiaba rassicurante: è un viaggio nella memoria, nel desiderio e nella crescita. In questa storica versione, Nureyev trasforma il balletto natalizio per eccellenza in un racconto psicologico, denso di simboli, dove l’infanzia non è un rifugio ma una soglia da attraversare. La ripresa televisiva ne esalta la ricchezza coreografica e la complessità drammaturgica, permettendo allo spettatore di cogliere dettagli che in sala rischiano di sfuggire. Al centro di questa trasmissione brillano Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, una coppia che incarna con coerenza l’anima nureyeviana del balletto. Nicoletta Manni disegna una Clara intensa, mai leziosa: la sua danza è tutta costruita su una qualità interiore del movimento, su un fraseggio pulito che cresce scena dopo scena. Non interpreta una bambina, ma una giovane donna in formazione, e lo fa con una musicalità raffinata e una presenza scenica che cattura senza forzare. La sua Clara pensa, sogna, ricorda: ogni gesto sembra nascere da una necessità emotiva, non da un semplice virtuosismo. Timofej Andrijashenko affronta il doppio ruolo di Drosselmeyer e del Principe con intelligenza teatrale. La sua danza è nobile ma mai rigida, ...

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Il maestro accademico Walter Madau “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Non ho un vero e proprio balletto classico preferito ma amo tutto il periodo dell’Ottocento (sono un purista). Il balletto contemporaneo prediletto? Sono cresciuto guardando Petite Mort di Jiří Kylián ma nel tempo, maturando, ho scoperto balletti e coreografi geniali. Il Teatro del cuore? Chiaramente per senso di appartenenza la risposta è la Scala, ma il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo ha un posto speciale nel mio cuore, perché sono cresciuto divorando tutti i video della compagnia ed amo molto la forte tradizione che si legge nella loro danza. Un romanzo da trasformare in balletto? Non c’è un romanzo che trasformerei in balletto, ma adoro quando un coreografo come Cranko o MacMillan riesce a raccontare in maniera chiara una storia. Ho una passione per le tragedie! Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Essendo amante dei thriller psicologici non potrei immaginare un balletto che tratta tematiche simili. Il costume di scena indossato che hai preferito? Sicuramente il costume di Lescaut ne L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan, ricordo ancora la sensazione alla prima prova costume. Quale colore associ alla danza? Associo alla danza tutti i colori chiari perché mi rimandano alla purezza, al ...

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Il coreografo e maestro Franco Miseria “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Lezioni di ballo di Lucy Dillon. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Quarto potere di Orson Welles. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Il cigno nero. Quale colore associ alla danza? Bianco e Nero. Che profumo ha la danza? Incenso. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? West Side Story di Jerome Robbins e Robert Wise. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Rond de Jambe. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi del balletto? Rudolf Nureyev. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jerome Robbins. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? “Amo la Danza”. Un pensiero per descrivere la disciplina della danza? La danza parla con il corpo. Come ti vedi oggi allo specchio? Vecchio! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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La maestra accademica Paola Vismara “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala (prima della ristrutturazione). Un romanzo da trasformare in balletto? Novecento di Alessandro Baricco oppure La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Novecento di Bernardo Bertolucci. Il costume di scena indossato che hai preferito? Sono tanti i costumi… Tra i tutù sicuramente Kitri in Don Chisciotte e Cigno nero del Lago, poi Giulietta, Carmen e Valencienne in Vedova Allegra, etc. etc. Quale colore associ alla danza? Cipria. Che profumo ha la danza? Ombre Rose (rosa cipriata). La musica più bella scritta per balletto? Scritta espressivamente per balletto il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Développé à la seconde e Grand Pas de Chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Tatiana (Onegin). Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine e Jiří Kylián. Tornando indietro, ...

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GD AWARDS: decretata l’Eccellenza della Danza 2025 dal Giornale della Danza

DECRETATI I GD AWARD 2025 – L’eccellenza della Danza  Anche quest’anno come da tradizione dal 2010, ogni fine anno, il Giornaledelladanza.com, i lettori, tutta la redazione, il direttore Sara Zuccari, il vicedirettore Lorena Coppola, il caporedattore e coordinatore del Premio Michele Olivieri, hanno proclamato l’eccellenza dell’Anno della Danza GD AWARDS 2025. Di seguito tutte le categorie e i vincitori.   CATEGORIA STELLA INTERNAZIONALE: MAIA MAKHATELI (prima ballerina del Dutch National Ballet) JULIAN MACKAY (primo ballerino del Bavarian State Ballet) GUILLAUME DIOP (danseur étoile Ballet de l’Opéra de Paris) CHLOE MISSELDINE (prima ballerina dell’American Ballet Theatre) GIORGI POTSKHISHVILI (primo ballerino al Dutch National Ballet) MATTHEW BALL (primo ballerino al The Royal Ballet)   CATEGORIA GIOVANE STELLA INTERNAZIONALE: VSEVOLOD MAIEVSKYI (Dutch National Ballet) VICTOR CAGNIN (Wiener Staatsballett) THOMAS DILLEY (Cincinnati Ballet) JORGE GARCIA ALONSO (Philadelphia Ballet) JOAKIM VISNES (Norwegian National Ballet)   CATEGORIA STELLA ITALIANA: MARTINA ARDUINO (prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano) ANNACHIARA AMIRANTE (étoile del Teatro San Carlo di Napoli) DOMENICO DI CRISTO (solista del Teatro alla Scala di Milano) SIMONE AGRO’ (primo ballerino al Teatro dell’Opera di Roma) LINDA GIUBELLI (solista del Teatro alla Scala di Milano) ALESSANDRA AMATO (étoile del Teatro dell’Opera di Roma)   CATEGORIA ...

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Addio a Hans van Manen, il coreografo dell’essenziale

Con la scomparsa di Hans van Manen (1932-2025) il mondo della danza perde una delle sue menti più lucide, radicali e raffinate. Coreografo olandese di statura internazionale, van Manen ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del balletto e della danza contemporanea lasciando un segno indelebile: ha dimostrato che la danza può essere arte bella nel senso più profondo del termine, capace di unire rigore formale, intelligenza musicale ed emozione senza mai cedere all’eccesso. Nato nei Paesi Bassi, si forma come danzatore prima di affermarsi come coreografo. Dopo gli esordi negli anni Sessanta, entra in contatto con le grandi correnti europee del rinnovamento coreutico, ma sceglie una strada personale: non la rottura totale con il balletto classico, né l’abbandono della tecnica, bensì la sua trasfigurazione. È stato figura centrale per compagnie come il Nederlandse Dans Theater e il Dutch National Ballet, ma le sue opere sono state rappresentate dalle più importanti compagnie del mondo come quella del Teatro alla Scala. Van Manen non ha mai cercato lo scandalo o la provocazione fine a sé stessa: la sua rivoluzione è stata silenziosa, costruita passo dopo passo, gesto dopo gesto. La sua cifra stilistica è immediatamente riconoscibile. Linee pulite, geometrie perfette, movimenti ...

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“La Bella Addormentata nel Bosco”

“La Bella Addormentata nel Bosco” di Nureyev al Teatro alla Scala di Milano

Il Teatro alla Scala di Milano apre la stagione delle festività con uno dei titoli più prestigiosi del repertorio classico: La Bella Addormentata nel Bosco, nella versione di Rudolf Nureyev. Dal 18 dicembre 2025 al 13 gennaio 2026, il balletto torna in scena offrendo al pubblico un’opera che unisce fedeltà alla tradizione, complessità tecnica e intensità drammaturgica, rappresentando uno dei punti di riferimento più significativi per lo studio e l’interpretazione del repertorio classico ottocentesco. Pur rispettando la struttura originale di Marius Petipa, Nureyev apporta modifiche sostanziali ai ruoli principali e al secondo atto. Le variazioni dei solisti diventano più dense e articolate, con estensioni e combinazioni tecniche complesse, in particolare per il Principe Desiré. I passi a due sono sviluppati con maggiore attenzione alla psicologia dei protagonisti, mentre il corpo di ballo assume un ruolo attivo nella narrazione, con schemi geometrici, dinamiche di gruppo e simmetrie visive che arricchiscono la dimensione scenica complessiva. Questa versione richiede non solo una tecnica impeccabile, ma anche una consapevolezza interpretativa e un controllo scenico, elementi fondamentali per trasmettere la precisione e l’eleganza che contraddistinguono l’approccio nureyeviano. La versione di Nureyev nasce negli anni ’70 come una rilettura personale di uno dei capolavori di Marius Petipa, ...

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La Stagione Danza 2026 del Teatro Ponchielli di Cremona

  La Stagione Danza 2026 del Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona nasce come un percorso che attraversa linguaggi, estetiche e visioni differenti. Non più una rassegna isolata, ma una trama narrativa che dialoga con l’intera programmazione del teatro, rispecchiando il nuovo corso voluto dal sovrintendente Andrea Nocerino: un’unica grande stagione, dove la danza diventa voce essenziale per interpretare il presente. Per il 2026 il cartellone si compone di otto appuntamenti che, da febbraio ad aprile, porteranno sulla scena cremonese alcune tra le realtà coreutiche più rilevanti del panorama internazionale. La varietà è la chiave: il pubblico attraverserà classico, contemporaneo, danza-teatro e nuove creazioni, trovandosi di fronte a un ventaglio di possibilità che invita a osservare il movimento come un linguaggio in continua trasformazione. A inaugurare simbolicamente la stagione sono le grandi compagnie internazionali. Les Ballets de Monte-Carlo tornano al Ponchielli con una delle loro produzioni più amate, Romeo e Giulietta, che nel tempo è diventata non solo un classico del repertorio ma anche la dimostrazione di come la danza possa rinnovare la materia shakespeariana senza tradirne la forza emotiva. Accanto a loro, la presenza di compagnie come NDT2 o Tao Dance Theater porta sul palco una danza dal carattere più ...

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La Scala e il 7 dicembre: un rito civile, culturale e mondano

Ogni 7 dicembre, mentre Milano celebra il suo patrono Sant’Ambrogio, il sipario del Teatro alla Scala si alza per inaugurare la nuova stagione lirica. È un appuntamento che travalica l’ambito musicale: un rito civile, culturale e mondano che da oltre settant’anni scandisce l’identità della città e la sua relazione con il teatro d’opera più celebre del mondo. Sebbene il teatro sia stato inaugurato nel 1778, la tradizione del 7 dicembre come apertura ufficiale è relativamente recente. Solo a partire dal secondo dopoguerra la scelta del giorno del patrono milanese si impose con regolarità, trasformando l’avvio della stagione lirica in un momento simbolico della rinascita cittadina. La data, perfetta sintesi tra devozione civica e vocazione culturale, richiama ancora oggi l’idea di una Milano che trova nell’arte un elemento identitario fondamentale. L’inaugurazione della Scala non è semplicemente la prima di un’opera. È un evento che muove istituzioni, diplomazia, alta società e opinione pubblica. Gli elementi rituali restano saldi: la presenza delle autorità, tradizionalmente il Presidente della Repubblica, il Sindaco, i rappresentanti del governo e del mondo culturale siedono nei palchi istituzionali. Il red carpet milanese: un tappeto rosso non dichiarato ma socialmente percepito, dove sfilano volti della cultura, dell’imprenditoria, dello spettacolo e ...

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