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Tag Archives: The Four Temperaments

Il maestro internazionale Raymond Lukens “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Les Sylphides, nella versione originale di Michel Fokine, preservata da Dimitri Romanoff. Non la versione resa celebre dal film con Mikhail Baryshnikov: quella oggi in repertorio è stata riportata in scena da Kirk Peterson su richiesta di Kevin McKenzie. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Rodeo. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Metropolitan Opera House di New York. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) di John Kennedy Toole. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Frida. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Quello di The Four Temperaments. Quale colore associ alla danza? Il bianco. Perché contiene tutti i colori, come la danza contiene tutte le emozioni. È il colore della luce, dell’eleganza e di quella pagina ancora vuota sulla quale il corpo comincia a scrivere. Di che profumo sa la danza? Sa di palcoscenico: di legno, di resina, di sudore e di fiori. Ma soprattutto sa di passione. È un profumo che non si può comprare e che, una volta respirato, rimane per sempre. Qual è il brano musicale più ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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