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Teatro alla Scala storia dell’iconica istituzione milanese

Sta per andare in scena la prima di “A riveder le stelle” con l’orchestra, in platea, diretta da Riccardo Chailly. Per l’occasione vogliamo ripercorrere la storia del Teatro alla Scala di Milano che, proprio oggi, ospiterà i ballerini con assoli e balletti classici, tra loro Roberto Bolle e Nicoletta Manni. Per un 7 dicembre che non dimenticheremo. Saranno Rai 1, Radio3 e Raiplay a trasmettere A riveder le stellelunedì 7 dicembre a partire dalle ore 17, per quasi tre ore di programma, registrato nei giorni scorsi ovviamente senza pubblico.

Ventiquattro i cantanti tra i maggiori del nostro tempo che, in arrivo da tutto il mondo con permessi speciali, hanno accettato l’invito. Ma non sarà un semplice Gala d’opera bensì uno spettacolo drammaturgico ideato dal regista Davide Livermore, con scene operistiche di Verdi, Donizetti, Rossini, Cilea, Giordano, Puccini, ma anche Bizet, Massenet, Wagner, scandite da testi di poesia e prosa interpretati da noti attori, inclusi alcuni estratti di balletto.

Il Teatro alla Scala: storia dell’istituzione che nacque sulle ceneri del Teatro Ducale nel 1776 per volontà dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria

La Scala nacque in seguito ad un incendio. Il nome deriva dal luogo sul quale il teatro fu edificato, su progetto dell’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini. Il sito della chiesa di Santa Maria alla Scala, demolita per far posto al Nuovo Regio Ducale Teatro alla Scala, storia che riporta che fu inaugurato sotto l’allora regno di Maria Teresa D’Austria. A partire dall’anno di fondazione è sede dell’omonimo coro, dell’orchestra, del corpo di Ballo, e dal 1982 anche della Filarmonica. Il complesso teatrale è situato nell’omonima piazza, affiancato dal Casino Ricordi sede del Museo teatrale della Scala. Quando fu distrutto il Regio Ducale, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria decise di farne edificare uno nuovo sull’area della chiesa trecentesca di Santa Maria della Scala (così chiamata in onore di Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti). Nel 1778 l’architetto Giuseppe Piermarini porta a termine il teatro, inaugurato il 3 agosto con un’opera di Antonio Salieri, L’Europa riconosciuta.

Marie-Henri Beyle Stendhal rimase a bocca aperta per essersi trovato di fronte, scrisse, «al più bel teatro del mondo, quello che dà il massimo godimento musicale. È impossibile immaginare nulla di più grande, più solenne e nuovo». Il celebre teatro milanese ha cambiato varie volte pelle nel corso degli anni.

Il Corpo di Ballo della Scala è tra le più prestigiose compagnie di danza classica al mondo

Una compagnia di danzatori si esibì per la prima volta alla Scala il 3 agosto 1778, in occasione dell’inaugurazione del teatro. Formata da 50 ballerini, sia maschi che femmine (una novità, giacché per molti anni alle donne era stato proibito di esibirsi sul palcoscenico. Tra i primi e più famosi coreografi che lavorarono alla Scala, si possono ricordare Gasparo Angiolini e Salvatore Viganò, ed il famoso maestro di danza Enrico Cecchetti. I coreografi Leonide Massine e Mikhail Fokin, portarono sul palcoscenico scaligero diversi ballerini.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il Corpo di Ballo è tornato ad esibirsi sul palcoscenico scaligero e ad ospitare celebri danzatori come Rudolf Nureyev, Liliana Cosi, Carla Fracci, Vera Colombo, Luciana Savignano, Alessandra Ferri. Gli Attuali ètoile sono Roberto Bolle, Massimo Murru e Svetlana Zakharova.

Teatro alla Scala storia: nasce in risposta all’ Opera di Vienna, all’epoca la più grande struttura di tutti i tempi

Nel 1929 con l’avvento del fascismo Toscanini lascia la direzione del Teatro alla Scala e se ne va a New York

Il fascismo regala al Teatro alla Scala il primo palco a ponte mobile, ma la guerra la ferisce duramente. Il 16 agosto del 1943 un bombardamento colpisce Milano. Della Scala rimangono distrutti il tetto, la volta e lunghi tratti dei quattro ordini dei palchi, i magazzini. Dal ‘45 al ‘46 la ricostruzione. E il ritorno a grande richiesta di Toscanini, con un’opera inaugurale, La gazza ladra, l’11 maggio del 1946. Fu lo spettacolo simbolo della rinascita. Erano presenti 5 mila persone all’interno del teatro e diverse migliaia in Piazza della Scala e nelle vie adiacenti. Erano ancora i tempi in cui la gente comune canticchiava i motivi dell’opera, conosceva bene i suoi protagonisti, come oggi conosce i cantanti di musica leggera e gli attori. Seguì il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta. Ma la Scala fu testimone soprattutto delle contestazioni del decennio seguente.

Nel corso degli anni Claudio Abbado e Riccardo Muti furono rispettivamente direttore artistico e direttore musicale negli anni Ottanta

Vennero risistemati tutti gli arredi anche in base alle nuove norme di sicurezza. Con la gestione di Carlo Fontana iniziarono le tournée della Scala all’estero, come nel caso del Requiem di Verdi, portato nella cattedrale di Notre-Dame, a Parigi. Il Teatro alla Scala si è molto evoluto fra il 2002 e il 2004, con un restauro conservativo, nuovi ambienti per gli artisti. È stata rimossa la moquette rossa e sistemato un pavimento a base di legno altrettanto acustico. Ben 3 mila metri aggiuntivi di damasco rosso hanno ravvivato il tempio della musica.

 
Elena Parmegiani
 
www.giornaledelladanza.com 
 

 

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