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Home / Rubriche / Allo Specchio / Il primo ballerino scaligero Claudio Coviello “allo specchio”

Il primo ballerino scaligero Claudio Coviello “allo specchio”

Il balletto classico preferito?
Giselle.

Il balletto contemporaneo prediletto?
Non saprei sceglierne uno, mi piacciono tanti stili diversi.

Il Teatro del cuore?
Per forza di cose, Teatro alla Scala.

Un romanzo da trasformare in balletto?
Una vita come tante di Hanya Yanaghiara.

Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
La vita è bella.

Il costume di scena indossato che hai preferito?
Romeo di Kenneth McMillan perché era il mio sogno fin da bambino.

Quale colore associ alla danza?
Non si può associare un solo colore, la danza è un’arte piena di diverse sfumature, associarle un solo colore sarebbe riduttivo.

Che profumo ha la danza?
Il profumo del palcoscenico, inconfondibile!

La musica più bella scritta per balletto?
Onegin di Tchaikovsky.

Il film di danza irrinunciabile?
Billy Elliot, oggi più che mai perché è un potente inno alla libertà, al coraggio di inseguire i propri sogni ed è una rottura degli stereotipi di genere.

Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Sono troppi i miti del passato, non riuscirei ad essere categorico. Da ogni artista ho imparato e bisogna imparare qualcosa.

Il tuo “passo di danza” preferito?
Non ho un passo di danza preferito. La danza non si può ridurre ad un solo passo, la danza è un insieme di passi che rendono arte il movimento. Mi piace quando un passo prende vita e riesce a raccontare qualcosa.

Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Romeo. Romantico, coraggioso e passionale.

Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Kenneth McMillan, perché è riuscito a trasformare la danza in racconto.

Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
La ringrazierei perché ha portato la danza nella mia vita.

Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Rigore, passione, fatica.

Come ti vedi oggi allo specchio?
Non mi soffermo mai a guardare chi sono oggi, a volte al contrario cerco di capire come sarò un domani.

Michele Olivieri

Foto di Rudy Amisano, Teatro alla Scala

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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