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All’Opéra di Parigi torna il “Roméo et Juliette” di Noureev

A oltre quarant’anni dalla sua creazione per l’Opéra national de Paris, il mitico Roméo et Juliette di Rudolf Noureev torna per l’undicesima volta sul palcoscenico parigino. Dal 2 aprile al 12 maggio 2026, l’Opéra Bastille ospiterà 21 rappresentazioni di uno degli allestimenti più spettacolari del repertorio novecentesco, su partitura di Sergueï Prokofiev.

Portata al rango di mito universale da William Shakespeare, la tragedia degli amanti di Verona ha trovato nel XX secolo una nuova forma espressiva grazie alla musica di Prokofiev (1935), potente e vibrante, capace di tradurre in suono la violenza delle faide e l’estasi dell’amore. Nel 1984 Noureev trasformò questa partitura in un affresco coreografico fastoso e cinematografico, costruendo una Verona rinascimentale ricca di dettagli, tensione e sensualità.

L’allestimento si distingue per i suoi 286 costumi, le scenografie monumentali e la presenza in scena di oltre 80 danzatori del Balletto dell’Opéra. Balli sontuosi, schermaglie giovanili e duelli drammatici scandiscono il percorso dei protagonisti: un Romeo che matura sotto il peso della passione e una Giulietta impetuosa che entra tragicamente nell’età adulta. La coreografia di Noureev scava nei caratteri, rendendo la narrazione intensa e quasi cinematografica.

Date delle rappresentazioni:
Giovedì 2 aprile (19:30)
Sabato 4 aprile (19:30)
Domenica 5 aprile (14:30)
Martedì 7 aprile (19:30)
Mercoledì 8 aprile (19:30)
Venerdì 10 aprile (19:30)
Sabato 11 aprile (19:30)
Lunedì 13 aprile (19:30)
Martedì 14 aprile (19:30)
Giovedì 16 aprile (19:30)
Venerdì 17 aprile (19:30)
Venerdì 24 aprile (19:30)
Sabato 25 aprile (19:30)
Domenica 26 aprile (14:30)
Martedì 28 aprile (19:30)
Giovedì 30 aprile (19:30)
Lunedì 4 maggio (19:30)
Mercoledì 6 maggio (19:30)
Giovedì 7 maggio (19:30)
Sabato 9 maggio (19:30)
Martedì 12 maggio (19:30)

Anteprima giovani
Mercoledì 1° aprile 2026 alle 19:30: rappresentazione riservata agli under 28.

Durata
3 ore e 5 minuti, con due intervalli.

Informazioni e prenotazioni
Online: operadeparis.fr
Telefono: +33 1 71 25 24 23 (dall’estero)

Biglietterie:
Palais Garnier (angolo rue Scribe / rue Auber)
Opéra Bastille (120 rue de Lyon)

In uno spazio scenico imponente e contemporaneo come quello della Bastille, la visione di Noureev continua ad imporsi come un classico assoluto: un rituale teatrale dove musica, danza e dramma si fondono in un’esperienza totale. Più che una semplice ripresa, questo ritorno rappresenta la riaffermazione di un capolavoro che, a distanza di decenni, conserva intatta la sua forza emotiva e spettacolare.

Roméo et Juliette sarà oggetto di una ripresa audiovisiva, realizzata da Julien Condemine il 13 e 16 aprile 2026, coprodotta dall’Opéra national de Paris e da Pathé Live con il sostegno della Fondation Orange, mecenate delle trasmissioni audiovisive dell’Opéra national de Paris.

Il balletto sarà inoltre trasmesso nei cinema di tutto il mondo nel novembre 2026.

L’Opéra di Parigi apre inoltre le sue porte al grande pubblico e solleva il velo sulle prove degli spettacoli in cartellone in questa stagione. Venite a scoprire queste sessioni di lavoro e questo momento privilegiato di condivisione, in cui i danzatori del Balletto preparano il loro ruolo prima di salire in scena. Per Roméo et Juliette l’appuntamento è fissato in Sabato 21 febbraio 2026 alle ore 15 presso l’Anfiteatro Olivier Messiaen – Opéra Bastille (durata 1h30).“È importante che il pubblico non veda soltanto il risultato dello spettacolo, ma anche tutto ciò che c’è dietro, il modo in cui una produzione prende forma. Aprire le prove crea un rapporto di vicinanza tra l’Opéra di Parigi e il pubblico, tra i danzatori e il pubblico”. (José Martinez, Direttore della Danza)

Distribuzione Cast:
Sae Eun Park e Paul Marque (2, 7, 13, 16 aprile), Bleuenn Battistoni e Thomas Docquir (4, 8 aprile), Roxane Stojanov e Lorenzo Lelli (5, 10 aprile), Hannah O’Neill e Milo Avêque (11, 14 aprile), Valentine Colasante e Guillaume Diop (17, 24, 26 aprile, 12 maggio), Inès McIntosh e Jack Gasztowtt (25 aprile), Hohyun Kang e Pablo Legasa (30 aprile).

Rudolf Noureev, che fu il Romeo nella versione di Kenneth MacMillan insieme a Margot Fonteyn al Royal Ballet di Londra nel 1965, creò la propria coreografia nel 1977 per il London Festival Ballet (che fu vista a Parigi al Palais des Sports l’anno successivo): un grande affresco colorato, pieno di ardore e di rumore, in una Verona turbolenta, le cui piazze, bagnate dal sole, diventano teatri permanenti e i vicoli bui veri e propri “tagliagole”. Noureev mette in risalto soprattutto i personaggi di Tebaldo e Mercuzio, “capi” dei due clan in lotta: l’uno cupo e vendicativo, l’altro vivace e un po’ folle. Concentrandosi nel dare vita al popolo litigioso e pittoresco di Verona, sceglie un’atmosfera sensuale e brutale, un’epoca al tempo stesso raffinata e volgare, un Quattrocento splendido in apparenza e crudele nella realtà: la vita e la morte si contendono la ruota della Fortuna, come i giovani si scontrano in strada, fino al sangue.

Romeo e Giulietta è la storia di un giovane ragazzo che diventa uomo. Adolescente, corre dietro a tutte le sottane, ma ben presto non vuole più accontentarsi delle bellezze fredde che incontra, né degli amori platonici che esse gli fanno vivere. Desidera provare emozioni molto più intense. Sarà Giulietta a decidere tutto per lui. È appassionata, determinata, più matura di lui… Sono convinto che la Verona rinascimentale e la Londra elisabettiana, in una società divisa tra antiche superstizioni e l’appetito di un mondo nuovo, avessero in comune il sesso e la violenza. Elementi che — in modo singolare — le avvicinano a un’altra epoca: la nostra”. (Rudolf Noureev)

La musica di Prokofiev è davvero visiva: racchiude caratteristiche così chiare e vivide che ci dettavano l’espressione e il senso delle nostre azioni, dei nostri movimenti. Prokofiev ci diceva sempre: fate ciò che comanda la musica… E se oggi mi si chiedesse come debba essere la musica di un balletto su ‘Romeo e Giulietta’, risponderei: solo come quella di Prokofiev”. (Galina Ulanova, creatrice del ruolo di Giulietta al Teatro del Kirov nel 1940).

Nato a bordo del Transiberiano, non lontano dal Lago Bajkal, Rudolf Noureev (1938-1993) viene iniziato alla danza folkloristica a Ūfa (Bachkiria). Vede il suo primo balletto all’età di sette anni all’Opera di Ūfa, ma inizia una formazione come ballerino solo a quindici anni. Due anni dopo prosegue gli studi presso la Scuola Vaganova di Leningrado dal 1955 al 1958. L’anno successivo viene ammesso nel Corpo di Ballo del Kirov, diventando solista. In occasione di una tournée, Noureev fa la sua prima apparizione sul palcoscenico del Palais Garnier durante una prova generale de La Bella Addormentata. Causa grande impressione il 19 maggio 1961 nell’Atto delle Ombre de La Bayadère. In seguito chiede asilo politico ai doganieri francesi all’aeroporto di Le Bourget, poiché la direzione del Kirov aveva deciso di rimandarlo a Mosca. Dal 1983 al 1989 assume la direzione del Balletto dell’Opéra national de Paris, dopo aver danzato in numerose compagnie e aver creato Tancrède (Opera di Vienna, 1966) e Manfred (Opera di Parigi, 1979). Il repertorio del Balletto si arricchisce grazie alle sue riletture delle coreografie di Petipa: Don Chisciotte (1981), Raymonda (1983), Il Lago dei Cigni (1984), Romeo e Giulietta (1984), Lo Schiaccianoci (1985), La Bella Addormentata (1989) e La Bayadère (1992). Noureev crea inoltre coreografie contemporanee come La Tempesta (1984), Bach Suite (1984) e Washington Square (1985). In qualità di Direttore propone un repertorio diversificato (Ashton, Petit, Béjart, Balanchine, Graham, Robbins, van Manen, Tharp, Forsythe). Infine, introduce una nuova tradizione all’Opéra nominando le Étoiles sul palcoscenico, al termine dello spettacolo, davanti al loro pubblico. Saluta il suo pubblico per l’ultima volta all’Opéra al termine de La Bayadère l’8 ottobre 1992. I suoi funerali, nel gennaio 1993, vengono celebrati al Palais Garnier.

Michele Olivieri

Foto di Agathe Poupeney – OnP

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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