
Tra i grandi balletti narrativi del Novecento, L’histoire de Manon occupa un posto speciale per la sua capacità di fondere dramma psicologico, sensualità e tragedia in una coreografia intensa e cinematografica. Creato dal celebre coreografo britannico Kenneth MacMillan, questo balletto in tre atti racconta l’ascesa e la caduta della giovane Manon, protagonista di una storia d’amore passionale che si trasforma lentamente in una tragedia inevitabile.
L’histoire de Manon debuttò il 7 marzo 1974 presso la Royal Opera House di Londra, interpretato dal Royal Ballet con protagonisti i primi ballerini Antoinette Sibley (Manon) e Anthony Dowell (Des Grieux) insieme a David Wall (Lescaut), Dereck Rencher (Monsieur G.M.), Monica Mason (l’amante di Lescaut), David Drew (il carceriere). Sir Kenneth MacMillan si ispirò al romanzo del XVIII secolo Histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut scritto dall’abate Antoine François Prévost nel 1731.
L’opera letteraria aveva già dato origine a famose versioni operistiche, come Manon di Jules Massenet e Manon Lescaut di Giacomo Puccini. Per la partitura del balletto, tuttavia, MacMillan non utilizzò una di queste opere: scelse invece una selezione orchestrale di brani del compositore francese Jules Massenet, arrangiati e orchestrati appositamente dal direttore e compositore Leighton Lucas.
Il balletto ruota attorno a pochi personaggi centrali, ma estremamente intensi dal punto di vista drammatico: Manon – giovane donna affascinante e ambiziosa, divisa tra l’amore e il desiderio di ricchezza. Des Grieux – studente idealista che si innamora perdutamente di Manon. Lescaut – fratello di Manon, opportunista e interessato soprattutto al denaro. Monsieur G.M. – ricco libertino che rappresenta il mondo del lusso e della corruzione. Questi personaggi incarnano il conflitto centrale dell’opera: l’opposizione tra amore sincero e seduzione della ricchezza.
La trama del balletto vede nel primo atto L’incontro e la fuga: la storia inizia in una locanda sulla strada per Parigi. Manon arriva con suo fratello Lescaut, destinata a entrare in convento per evitare scandali. Tuttavia, la sua bellezza attira subito l’attenzione degli uomini presenti. Tra loro c’è Des Grieux, giovane studente che si innamora immediatamente di lei. I due decidono di fuggire insieme a Parigi, convinti che l’amore basti a renderli felici. Ma presto la realtà si dimostra più dura: la povertà e l’ambizione di Manon aprono la porta a tentazioni sempre più pericolose. Nel secondo atto Il lusso e la corruzione: a Parigi, Manon viene introdotta nel mondo dell’alta società grazie al ricchissimo Monsieur G.M. La giovane si lascia sedurre dal lusso, dagli abiti eleganti e dalla vita mondana. Des Grieux, disperato ma ancora innamorato, tenta di riconquistarla. I due progettano di ingannare Monsieur G.M. e fuggire con il suo denaro, ma il piano fallisce: vengono scoperti e arrestati. Per Manon inizia così la vera discesa verso la tragedia. Nel terzo atto L’esilio e la morte: condannata per prostituzione e truffa, Manon viene deportata nelle colonie francesi della Louisiana. Des Grieux, ancora fedele al suo amore, la segue fino al Nuovo Mondo. I due tentano di fuggire nella palude per ricominciare una nuova vita, ma la fatica e la malattia sono troppo forti. In una delle scene più struggenti del repertorio coreografico, Manon muore tra le braccia di Des Grieux.
Curiosità sul balletto: Il ruolo di Manon è considerato uno dei più complessi del repertorio classico: richiede virtuosismo tecnico ma soprattutto grande capacità interpretativa. Il balletto contiene alcuni dei pas de deux più intensi del Novecento, in particolare quello della camera da letto nel primo atto e quello tragico finale nella palude. Kenneth MacMillan era noto per il suo stile drammatico e psicologico. In Manon la danza è spesso quasi cinematografica, con gesti e movimenti che raccontano emozioni profonde. Oggi il balletto è nel repertorio di molte compagnie importanti, tra cui l’American Ballet Theatre, l’Opéra di Parigi e il Teatro alla Scala.
L’histoire de Manon continua a conquistare il pubblico grazie alla sua combinazione di passione, sensualità e tragedia. La figura di Manon resta una delle più affascinanti e ambigue del teatro danzato: una donna divisa tra amore e ambizione, capace di suscitare allo stesso tempo compassione e inquietudine. È proprio questa complessità emotiva che rende il balletto di Kenneth MacMillan uno dei drammi coreografici più intensi e memorabili del repertorio contemporaneo.
Michele Olivieri
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