Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Libri e Video / Un nuovo libro su Agnes de Mille e il balletto del West americano

Un nuovo libro su Agnes de Mille e il balletto del West americano

Il volume intitolato Cowboys at the Ballet: The Story of Choreographer Agnes de Mille di Claire Wrenn Bobrow (in lingua inglese, per bambini dai 4 agli 8 anni) si inserisce nella tradizione delle biografie narrative dedicate ai protagonisti delle arti performative, ma lo fa con uno sguardo particolare: raccontare ai lettori più giovani la storia di una figura che contribuì in modo decisivo alla nascita di un linguaggio coreografico autenticamente americano. Attraverso una narrazione fluida e accompagnata dalle illustrazioni di Ilaria Urbinati, il libro ricostruisce la vicenda artistica di Agnes de Mille non solo come storia personale, ma come momento cruciale nella trasformazione della danza del XX secolo.

Agnes de Mille nacque nel 1905 in una famiglia profondamente immersa nel mondo dello spettacolo e della cultura cinematografica. Crescere in un ambiente creativo non significò tuttavia trovare subito una strada chiara. Fin da giovane Agnes fu attratta dalla danza, ma non si riconosceva pienamente nel modello del balletto classico che dominava allora la scena internazionale. Nei primi decenni del Novecento, infatti, il balletto era ancora fortemente legato alla tradizione europea, modellata dalle scuole russe e francesi e diffusa nel mondo attraverso compagnie come i Ballets Russes di Sergej Djagilev. Negli Stati Uniti, nello stesso periodo, stava emergendo un movimento parallelo: la danza moderna, rappresentata da figure come Martha Graham, Doris Humphrey e Charles Weidman, che cercavano di liberare il movimento da alcune convenzioni accademiche e di costruire una nuova estetica espressiva.

La giovane Agnes si trovò esattamente tra questi due mondi. Studiò danza con disciplina, lavorò duramente per affinare la tecnica, ma sentiva che il suo interesse non era soltanto l’esecuzione dei passi codificati. Ciò che la affascinava davvero era la possibilità di raccontare storie attraverso il movimento. Questa tensione narrativa divenne presto il cuore della sua ricerca artistica. Nei suoi primi anni di carriera, tra New York e Londra, sperimentò coreografie che cercavano di combinare elementi del balletto con una sensibilità più teatrale e psicologica, in sintonia con la grande stagione della danza narrativa che attraversava l’Europa e l’America tra gli anni Trenta e Quaranta.

Il momento decisivo della sua carriera, e anche il punto centrale evocato dal libro di Bobrow, arrivò quando Agnes ebbe l’intuizione di trasformare un frammento della cultura popolare americana in materia coreografica. L’episodio è ormai entrato nella leggenda della storia della danza: assistendo ad un rodeo, osservò i movimenti spontanei dei cowboy, la loro fisicità energica, l’equilibrio instabile ma potente con cui cavalcavano e si muovevano nell’arena. In quelle azioni quotidiane riconobbe un potenziale coreografico inatteso. Il West americano, con il suo immaginario di praterie, ranch e cavalcate, poteva diventare materia di balletto.

Da questa intuizione nacque Rodeo, il balletto creato nel 1942 con musica di Aaron Copland. L’opera rappresentò una svolta nella storia della danza statunitense. Ambientato nel mondo dei ranch, il balletto racconta la storia di una giovane cowgirl che cerca di conquistare il proprio spazio in un ambiente dominato dagli uomini. La protagonista non è la classica figura eterea della tradizione romantica: è goffa, determinata, spesso impacciata, ma profondamente autentica. Attraverso questa figura Agnes de Mille introdusse un nuovo tipo di personaggio nel balletto, più vicino alla vita reale e alla psicologia dei protagonisti del teatro moderno.

Il successo della prima rappresentazione fu straordinario. Il pubblico riconobbe immediatamente la novità di quella danza che univa il rigore tecnico del balletto con movimenti ispirati alla vita quotidiana del West, creando una coreografia vibrante e narrativa. Rodeo divenne rapidamente uno dei capolavori del balletto americano e consolidò la reputazione di Agnes de Mille come una delle coreografe più originali della sua generazione.

Il libro ricorda implicitamente come questa esperienza non fu un episodio isolato, ma parte di una trasformazione più ampia della scena teatrale americana. Negli stessi anni Agnes de Mille contribuì infatti a ridefinire il linguaggio del musical di Broadway. Quando collaborò alla coreografia di Oklahoma! nel 1943, introdusse una sequenza coreografica narrativa — il celebre dream ballet — che non era semplicemente un momento spettacolare, ma un passaggio essenziale per comprendere la psicologia dei personaggi. Questa idea, oggi familiare al pubblico del teatro musicale, era allora una novità radicale: la danza diventava strumento drammaturgico, capace di esprimere conflitti interiori e sviluppi narrativi.

La biografia proposta da Claire Wrenn Bobrow non si limita a presentare Agnes de Mille come una figura storica di successo. Il racconto insiste piuttosto sul processo creativo, sulle difficoltà incontrate e sulla determinazione necessaria per costruire una visione artistica personale. In questo senso la storia assume anche un valore simbolico: mostra come l’arte possa nascere dall’osservazione del mondo quotidiano e trasformare elementi apparentemente lontani dalla tradizione accademica in nuove forme di espressione.

Le illustrazioni di Ilaria Urbinati accompagnano questa narrazione con immagini dinamiche e luminose, capaci di restituire sia la grazia della danza sia l’energia della cultura del West. La dimensione visiva diventa così parte integrante del racconto, suggerendo il movimento e l’atmosfera dei luoghi in cui la vicenda si svolge.

Letto nel suo insieme, Cowboys at the Ballet non è soltanto la storia di una coreografa, ma anche il racconto di un momento in cui la danza americana trovò una propria identità. Attraverso l’immaginazione e la determinazione di Agnes de Mille, il balletto riuscì a dialogare con la cultura popolare e con il paesaggio simbolico degli Stati Uniti, dimostrando che l’arte del movimento può nascere ovunque: in un teatro d’opera, in uno studio di danza, oppure nell’arena polverosa di un rodeo. In questo incontro inatteso tra il mondo dei cowboy e quello del balletto si riflette l’idea, profondamente moderna, che la danza non sia soltanto una tradizione da conservare, ma un linguaggio vivo, capace di reinventarsi continuamente.

Editore: ‎ Atheneum Books for Young Readers
Data di pubblicazione ‏ : ‎ 31 marzo 2026
Lingua: ‎Inglese
48 pagine
Età di lettura: ‎4-8 anni

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

Check Also

Les Étoiles 2026, in volo sulle punte, agli Arcimboldi di Milano

Les Étoiles, il gala internazionale a cura di Daniele Cipriani che offre la possibilità di ...

Audizioni Moravian Theatre Olomouc ‒ Stagione 2026/2027

Il Moravian Theatre Olomouc, sotto la direzione artistica di Jan Fousek, è lieto di annunciare le ...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi