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A Bologna “An Echo, A Frame” ideato da Philippe Kratz

Venerdì 13 marzo, alle ore 18:30 e alle ore 19.30, e domenica 15 marzo alle ore 11:30 e alle ore 12:30, in occasione della mostra I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, in programma fino al 28 giugno 2026 al Centro Arti e Scienze Golinelli, Fondazione Golinelli promuove, in collaborazione con il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, il progetto performativo AN ECHO, A FRAME, ideato dal coreografo Philippe Kratz.

AN ECHO, A FRAME
Fondazione Golinelli
Via Paolo Nanni Costa, 14, 40133 Bologna
13 marzo 2026 H 18:30 e 19:30
15 marzo 2026 H 11:30 e 12:30

La performance si declina in due forme complementari, entrambe pensate per dialogare in modo diretto con le opere e con lo spazio espositivo: una versione site-specific dal vivo, proposta in date selezionate all’interno degli spazi del Centro Arti e Scienze, e una versione in realtà virtuale, fruibile attraverso i visori presenti in mostra.

La versione site-specific dal vivo nasce dal desiderio di creare una danza capace di guidare lo sguardo tra le opere, attraversarle e metterle in moto, attivando lo spazio espositivo come un organismo vivo. All’interno della mostra, le opere sono disposte secondo le grandi transizioni del nostro tempo, non come una sequenza da percorrere passivamente, ma come un vero e proprio campo di forze. Due corpi in movimento attraversano la mostra e il pubblico li segue, condividendo un’esperienza che si costruisce passo dopo passo. Il frame è la cornice delle opere, ma anche il tentativo di contenere ciò che è in continuo mutamento. Il corpo del danzatore abita questa tensione, diventando eco perché risponde allo spazio e alle immagini che incontra, e quadro perché, per un istante, si fa immagine esso stesso. Ancora una volta il mare è il punto di partenza, con il suo moto continuo, instabile e irripetibile, che ipnotizza e apre a uno stupore quasi spirituale. Qui il movimento non spiega le transizioni del nostro tempo, ma le accompagna, mettendo in relazione pubblico, spazio e opere senza mai fermare il flusso.

Nella versione VR, “AN ECHO, A FRAME” è un lavoro di danza immersiva in cui il gesto non rappresenta, ma reagisce. La realtà virtuale non congela il movimento: lo espone alla sua instabilità, rendendo visibile la tensione tra flusso e arresto, tra eco e fotogramma. Il punto di partenza è il mare, forse la visione che più di ogni altra ci avvicina all’idea di eternità, non per la sua infinità, ma per la sua continua trasformazione. Nel fluire dei danzatori riaffiora lo stesso moto naturale, ipnotico e instabile, che non conserva, ma ritorna. Il lavoro culmina nei costumi di Agglomerati, realizzati appositamente per le riprese: attraverso questi abiti il corpo smette di essere solo veicolo del movimento e diventa esso stesso opera, superficie sensibile e materia attraversata dal tempo. AN ECHO, A FRAME non racconta le grandi transizioni del nostro tempo – ecologiche, geopolitiche, demografiche, tecnologiche, culturali – ma le mette in vibrazione, come il mare, che non spiega, ma misura chi lo guarda.

La performance è firmata da Philippe Kratz con sound design di Tommaso Michelini e costumi di Nuvia Valestri, con modifiche e adattamenti di _Agglomerati_. I danzatori coinvolti sono Alessia Giacomelli e Kiran Gezels per la versione site-specific, e Federica Lamonaca e Giovanni Leone per la versione VR. Sviluppo tecnologico, user experience design, riprese video, montaggio ed editing Impersive.

Ogni appuntamento prevede 20 minuti di performance seguiti da una visita guidata alla mostra della durata di 40 minuti.

Michele Olivieri

Foto di Neven Petrovic

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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