
Si è spenta a Los Angeles all’età di 91 anni Simone Forti, tra le figure più innovative e influenti della danza e della performance del Novecento. Forti ha rivoluzionato il linguaggio del movimento con le sue celebri Dance Constructions, anticipando la danza postmoderna e influenzando generazioni di artisti. Il suo lavoro, fondato su improvvisazione, gesto quotidiano e ricerca sul corpo, ha lasciato un’eredità fondamentale nella storia dell’arte contemporanea.
Nata a Firenze il 25 marzo 1935 in una famiglia ebraica, emigrò negli Stati Uniti nel 1938 per sfuggire alle leggi razziali fasciste. Dopo gli studi con Anna Halprin in California, si trasferì a New York, dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti dell’avanguardia americana, tra cui Robert Morris, Yvonne Rainer, Trisha Brown e Steve Paxton. Nel 1961 presentò le celebri Dance Constructions, opere destinate a cambiare il corso della storia della danza, introducendo un linguaggio basato su gesti essenziali, improvvisazione, strutture minimali e azioni quotidiane.
Nel corso della sua lunga carriera, Simone Forti ha intrecciato danza, scrittura, disegno, musica e arti visive, sviluppando una ricerca originale che ha esplorato il movimento come forma di conoscenza e di percezione del mondo. Le sue opere sono state presentate nei più importanti musei e festival internazionali e continuano a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per la danza contemporanea.
Con la sua scomparsa il mondo della danza perde una delle sue voci più autorevoli e visionarie, un’artista capace di trasformare il corpo in uno straordinario strumento di ricerca poetica e di libertà creativa.
Sara Zuccari
Foro Jason Underhill
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