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Roberto Zappalà protagonista a OperaEstate con due nuove creazioni: dal dialogo tra i vulcani di Brother to Brother alla spiritualità di Bach Dance Concert

Due nuove creazioni, due percorsi artistici profondamente differenti ma accomunati da una stessa ricerca: quella di un dialogo costante tra musica e movimento. È con questa doppia proposta che Roberto Zappalà e la Compagnia Zappalà Danza saranno protagonisti di una personale all’interno di OperaEstate Festival Veneto, portando in scena al Teatro al Castello “Tito Gobbi” di Bassano del Grappa due lavori che confermano la maturità di uno dei più autorevoli coreografi della scena contemporanea italiana.

Il primo appuntamento, in programma il 7 agosto, è Brother to Brother – Dall’Etna al Fuji, una creazione che nasce dall’incontro ideale tra due montagne simbolo: l’Etna e il Monte Fuji. Due vulcani, due culture, due identità lontane geograficamente ma accomunate dalla forza primordiale della natura e dal valore spirituale che entrambe rivestono per le rispettive comunità.

Zappalà costruisce così un ponte artistico tra Sicilia e Giappone, trasformando il paesaggio naturale in una metafora del dialogo tra popoli. Fondamentale è la presenza dei Munedaiko, maestri del tradizionale tamburo giapponese taiko, la cui esecuzione dal vivo non rappresenta un semplice accompagnamento musicale, ma diventa parte integrante della coreografia. Il ritmo incessante delle percussioni attraversa i corpi dei danzatori, dando vita a un flusso continuo di energia nel quale gesto, respiro e suono si fondono in un’unica partitura scenica.

La riflessione sul rapporto tra uomo e natura, da sempre centrale nella poetica del coreografo catanese, assume qui anche una dimensione interculturale, raccontando come linguaggi artistici differenti possano dialogare senza perdere la propria identità.

Il secondo appuntamento, 9 agosto, rappresenta invece una delle proposte più attese dell’edizione 2026 di OperaEstate: Bach Dance Concert, presentato in anteprima nazionale. Il progetto nasce dall’incontro tra Roberto Zappalà e Ramin Bahrami, tra i più importanti interpreti contemporanei dell’opera pianistica di Johann Sebastian Bach, in una collaborazione che mette al centro la forza universale della musica bachiana.

Più che uno spettacolo di danza accompagnato dal pianoforte, Bach Dance Concert si presenta come un vero “concerto danzato”: una forma scenica nella quale musica e movimento convivono sullo stesso piano, senza alcuna gerarchia. Il pianoforte dialoga con i sei interpreti della Compagnia Zappalà Danza in una continua osmosi tra gesto coreografico e frase musicale, fino a trasformare palco e sala in uno spazio condiviso di ascolto e contemplazione.

Secondo Bahrami, Bach rappresenta ancora oggi “un messaggio musicale e artistico sempre vivo, attuale e luminoso”, capace di unire rigore formale ed emozione. Zappalà raccoglie questa visione traducendola in un linguaggio fisico essenziale, dove il corpo sembra disegnare nello spazio le architetture del contrappunto bachiano. È un lavoro che rinuncia alla narrazione per privilegiare la forza evocativa della relazione tra musica e danza, fino a creare un dialogo privo di parole ma ricco di significato.

Per il coreografo siciliano, Bach è da sempre una fonte inesauribile d’ispirazione. La sua musica diventa materia viva, respiro, tensione e impulso creativo. Da questa convinzione nasce un progetto che, nelle parole dello stesso Zappalà, vuole essere “non un concerto, non una coreografia, ma un atto d’amore condiviso verso la musica e la danza”.

La doppia presenza a OperaEstate conferma inoltre il momento particolarmente significativo che sta vivendo la Compagnia Zappalà Danza. Fondata nel 1990 e riconosciuta oggi come Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza, la compagnia ha costruito negli anni un percorso artistico fondato sulla ricerca coreografica, sul linguaggio MoDem (Movimento Democratico) ideato da Zappalà e sulla capacità di intrecciare filosofia, antropologia, musica e arti performative. Con oltre ottantacinque produzioni realizzate e una presenza costante nei principali festival internazionali, rappresenta una delle realtà più autorevoli della danza italiana contemporanea.

Con Brother to Brother – Dall’Etna al Fuji e Bach Dance Concert, Roberto Zappalà propone dunque due esperienze profondamente diverse ma complementari. Da un lato il battito ancestrale dei tamburi giapponesi e il dialogo simbolico tra Oriente e Mediterraneo; dall’altro la spiritualità universale di Bach affidata al pianoforte di Ramin Bahrami e alla scrittura coreografica. Due spettacoli che raccontano come la danza possa diventare luogo di incontro tra culture, suoni e sensibilità differenti, riaffermando il suo ruolo di linguaggio universale capace di parlare oltre ogni confine.

Sara Zuccari

Foto Valeria Zanaga

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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