
Una materia incandescente che scorre sotto la superficie, invisibile ma potente, pronta a emergere e trasformare il paesaggio. È da questa immagine primordiale che prende vita L.A.V.A., la nuova coproduzione internazionale che riunisce sullo stesso palcoscenico due importanti realtà della danza contemporanea europea: la Compagnia Zappalà Danza di Catania e ICK Dans Amsterdam.
A firmare l’opera sono Emio Greco e Pieter C. Scholten, figure di riferimento della scena olandese e internazionale, insieme a Roberto Zappalà, tra i più autorevoli protagonisti della danza italiana contemporanea. Un incontro artistico che dà vita a un progetto nato dal dialogo tra poetiche differenti e destinato a lasciare il segno nel panorama della danza europea.
Lo spettacolo debutterà in prima assoluta il 3 e 5 luglio 2026 nell’ambito del prestigioso Julidans Festival di Amsterdam, ospitato dal Meervaart Theater. Dopo la tournée nei Paesi Bassi, L.A.V.A. arriverà in Italia per la sua prima nazionale, dal 23 ottobre al 1° novembre 2026 al Teatro Verga di Catania, inaugurando la nuova stagione del Teatro Stabile di Catania diretto da Marco Giorgetti.
L.A.V.A. costruisce un intenso parallelismo tra le forze geologiche che modellano la Terra e le tensioni che attraversano individui e società contemporanee. Come il magma si accumula nelle profondità prima di trovare una frattura attraverso cui emergere, allo stesso modo nei corpi e nelle comunità si stratificano pressioni, conflitti, desideri e trasformazioni.
Il titolo stesso suggerisce una traiettoria simbolica: lotta, avversione, vuoto e astrazione, un percorso che attraversa il conflitto per approdare a nuove possibilità di cambiamento. Non una narrazione lineare, ma un processo dinamico in cui l’energia si accumula, esplode e si rigenera.
Ne nasce un viaggio intensamente fisico, dove il movimento diventa materia viva. All’interno di uno spazio performativo condiviso, i linguaggi coreografici dei due ensemble si incontrano e si scontrano, dando origine a forme di danza imprevedibili e stratificate. I corpi si attraggono e si respingono, collidono e si ricompongono, creando una continua alternanza tra vicinanza e distanza, resistenza e trasformazione.
Uno degli aspetti più affascinanti dell’opera risiede nella sua riflessione sulla differenza. L.A.V.A. suggerisce che la vera intensità non nasce dall’armonia, ma dall’attrito; non dalla separazione, ma dalla prossimità. Le differenti identità artistiche dei danzatori diventano il motore stesso della creazione, trasformando il confronto in una forza generativa capace di aprire nuove possibilità espressive.
Fondamentale è anche il contributo del sound designer Salvador Breed, che costruisce un paesaggio sonoro pulsante fatto di texture elettroniche, ritmi e profonde risonanze. Il suono non accompagna semplicemente la danza, ma agisce come una presenza autonoma che attraversa lo spazio scenico, amplificando la tensione e la sensazione di trovarsi all’interno di un fenomeno naturale in continua evoluzione.
In questo universo vibrante, i danzatori non sono soltanto interpreti, ma portatori di energia. Ogni corpo custodisce una tensione, una frequenza, una materia pronta a manifestarsi. Come il magma che lentamente si muove sotto la crosta terrestre, anche questa creazione nasce dall’incontro di forze differenti. E proprio nello spazio tra una lettera e l’altra di L.A.V.A., in quella distanza minima e carica di tensione, si concentra tutta l’energia dell’opera.
Un’energia pronta a emergere sulla scena e a coinvolgere il pubblico in un’esperienza sensoriale intensa, fisica e profondamente contemporanea.
Sara Zuccari
Foto di Serena Nicoletti
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