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BallaTorino Social Dance 2026: nove giorni di danza per trasformare la città in una grande pista a cielo aperto

Dal 17 al 25 ottobre torna a Torino BallaTorino Social Dance, alla sua quarta edizione. Un programma diffuso tra piazze, musei, scuole, ospedali, mercati e luoghi di lavoro, dove il ballo diventa strumento di inclusione, benessere e partecipazione. Torino si prepara a danzare. Da sabato 17 a domenica 25 ottobre 2026, torna BallaTorino Social Dance, il progetto che porta il ballo fuori dai suoi spazi tradizionali per trasformarlo in un’esperienza collettiva, capace di attraversare la città e mettere in relazione persone, generazioni e culture differenti. Per nove giorni, strade, piazze, musei, scuole, ospedali, parchi, mercati, ristoranti e luoghi di lavoro diventano scenari di una manifestazione che riconosce nella danza una straordinaria occasione di incontro e condivisione. Giunta alla quarta edizione, la rassegna prosegue il percorso avviato nel 2023, consolidando un progetto che, dopo tre edizioni e oltre 35.000 presenze complessive, ha saputo costruire un dialogo sempre più articolato tra la comunità del ballo e il tessuto urbano. Dal Palazzetto dello Sport Gianni Asti a via Roma, da via Po alla Galleria San Federico, dal Polo del ’900 a Villa della Regina, fino al Parco del Valentino e all’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, Torino si trasforma in una grande pista ...

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Il danzatore professionista Leonardo Baghin “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Season’s Canon di Crystal Pite, ballato di recente all’Opéra di Parigi e Wings of Wax di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? L’Opéra de Paris è da anni il mio sogno, anche se il Czech National Ballet di Praga rimarrà sempre nel mio cuore. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Il piccolo Principe. Quale film trasformeresti in un balletto? Spaceman con Adam Sandler. Non so se si riuscirebbe a ricavare un balletto intero, ma sicuramente mi piacerebbe tradurre in danza la profondità della solitudine così com’è trattata nel film. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Il costume di scena indossato che ho preferito sono stati quelli ideati da Margherita Palli in occasione della prima assoluta de Lo Schiaccianoci di George Balanchine al Teatro alla Scala nella stagione 2018/2019 dove ho interpretato il Giovane Principe Schiaccianoci. Di che colore è la danza? Il colore che associo alla danza è il blu. Che profumo ha la danza? Se devo pensare al profumo che possiede la danza mi viene in mente l’odore delle luci accese ...

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Nel ricordo degli anni ’80 e ’90 a FOG: Kyle Abraham Dance Vanguard

La nostalgia non è solo un sentimento: è un ritmo, un groove, una danza che vibra nel corpo. Intrecciando i suoni pop, R&B e New Wave della propria giovinezza, il coreografo americano Kyle Abraham crea un’opera che rende omaggio alla cultura dei videoclip, alle immagini e alla musica degli anni Ottanta che hanno segnato la sua formazione, dalle canzoni di M/A/R/R/S, Suzanne Vega, Salt–N–Pepa, The B–52’s, LL Cool J e Prince, alle influenze artistiche di Trisha Brown, Bill T. Jones e Kevin Wynn. Cassette Vol.1 dà vita a un linguaggio coreografico ibrido che attraversa le collisioni culturali degli anni Ottanta e Novanta negli Stati Uniti. Tra gioia, allegria e riflessione, uno spettacolo al tempo stesso personale e universale che mostra come la musica pop contribuisca a plasmare l’immaginario collettivo, rendendoci ciò che siamo. Dopo la prima di mercoledì 14 ottobre, a partire dalle ore 21.00 Voce – lo spazio di Triennale Milano dedicato al suono e alla sua sperimentazione – ospita Dance Jam, una serata speciale a cura di Radio Raheem, antenna culturale milanese attiva dal 2017 e partner storica di FOG: un viaggio negli anni Ottanta e Novanta guidato da R.ocks, dj e selezionatrice milanese nota per la sua capacità di ...

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Dance Umbrella Festival: “After After” di Arno Schuitemaker

Il celebre festival internazionale Dance Umbrella presenta l’attesissima prima britannica di After After, l’ipnotico e travolgente lavoro del pluripremiato coreografo olandese Arno Schuitemaker. L’appuntamento è fissato per mercoledì 21 ottobre 2026 sul palco del prestigioso teatro londinese The Place. In After After, sette interpreti danno vita a una performance ad altissimo impatto fisico ed emotivo. L’opera esplora il concetto del “dopo”: un mondo in transizione, che si trasforma in un vero e proprio inno alla ricreazione in ogni suo senso: dalla rigenerazione fisica alla gioia, fino alla reimmaginazione collettiva di nuove realtà possibili. Non si tratta di un “dopo” distopico o pessimista, bensì di uno spazio aperto alla ricreazione intesa in tutte le sue sfumature: dalla rigenerazione fisica ed energetica al piacere corporeo, fino alla gioia condivisa. Nel cast Angelo Petracca, Jim Buskens, Julie Derrien, Ashley Ho, Frederik Kaijser, Orla McCarthy, Paolo Yao. Noto per il suo stile iperfisico, Schuitemaker fonde la danza con le influenze delle arti visive, azzerando i confini tra linguaggi: la coreografia si unisce in un unicum fluido con la musica originale, il disegno luci e lo spazio scenico. Il risultato è un’esperienza immersiva e radicale che interroga i meccanismi nascosti del cambiamento, la percezione del ...

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Il Danseur Étoile Roman Mikhalev “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? L’idiota di Fëdor Dostoevskij. Quale film sarebbe perfetto per essere trasformato in un balletto? Somebody Has Seen My Girl (un film russo). Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Il costume del Principe ne La Bella Addormentata. Quale colore associ alla danza? Il blu. Che profumo ha la danza? Come la vaniglia. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per il balletto? Senza dubbio, Lo Schiaccianoci. Qual è il film di danza al quale non si può rinunciare? Il sole a mezzanotte (White Nights). Chi sono le tue due leggende della danza del passato? Mikhail Baryshnikov e Galina Mezentseva. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il tour en l’air. Quale personaggio del repertorio classico avresti voluto essere? Vaslav Nijinsky, perché, fortunatamente, ho avuto la possibilità di vedere dal vivo il mio idolo, Mikhail Baryshnikov, esibirsi. Chi è il più grande genio della ...

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“Il Fuoco della Georgia”: la tournée che infiamma i teatri italiani

Il Royal National Ballet of Georgia sta per tornare in Italia dopo gli strepitosi successi delle scorse stagioni con lo show Fire of Georgia, appuntamento lungo tutta la penisola dal 3 al 12 dicembre 2026. La Colchide, terra del mito di Medea e Giasone, oggi conosciuta come Georgia, rivivrà attraverso le straordinarie performance dell’ensemble diretto da Gela Potskhishvili e Maia Kiknadze. Uomini forti e fieri, donne eleganti e leggiadre: Fire of Georgia accosta alla spettacolarità degli strepitosi virtuosismi maschili, fatti di salti acrobatici, giri incredibili e combattimenti con le spade, la grazia dei movimenti femminili. Il talento atletico, la tecnica virtuosa e le prodezze maschili “sulle punte”, con stivali sottili e senza imbottitura, si intrecciano infatti con i passi leggeri e la bellezza eterea delle ragazze che, in raffinati abiti di seta, sembrano fluttuare lievi sul ghiaccio. Fire of Georgia è una straordinaria celebrazione della danza e della cultura georgiana. Lo spettacolo presenta un vibrante mosaico, con ogni passo, movimento e costume che racconta la storia delle diverse regioni della Georgia. Alcune danze hanno ispirazione nell’VIII secolo a.C. e, nonostante l’origine così remota, mantengono un dinamismo ed una modernità tale da ispirare le più note pop-star dei nostri giorni. Alle danze di ...

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Muette di Boris Charmatz, il corpo oltre il silenzio [RECENSIONE]

Ci sono spettacoli che chiedono al pubblico di ascoltare. Muette, di Boris Charmatz, pretende invece che il pubblico impari nuovamente a vedere. È una differenza sostanziale. Perché in questo assolo di cinquanta minuti, costruito quasi per sottrazione assoluta, la danza non cerca l’effetto, non si appoggia alla musica, non concede allo spettatore la consolazione di una partitura che accompagni o orienti ciò che accade. Charmatz si presenta a Triennale Milano FOG solo, nudo, a distanza ravvicinatissima, e mette il proprio corpo nella condizione più difficile: quella di non poter nascondere nulla. Il risultato è un lavoro di grande intensità, ma anche volutamente scomodo. E proprio per questo merita di essere giudicato con severità. Muette nasce dalla volontà di interrogare ciò che non può essere detto: il silenzio come condizione fisica, emotiva e persino politica. Il corpo diventa il luogo nel quale la parola si arresta, dove un grido rimane intrappolato prima di diventare voce. La bocca, il respiro, la saliva, il tremore diventano materiali coreografici. Non è un caso che il Festival d’Avignon abbia definito il silenzio di Charmatz un fenomeno insieme sonoro e politico. Ma qui comincia anche la mia riserva. La radicalità, nel contemporaneo, è diventata da tempo ...

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XIV Premio Internazionale ApuliArte: svelati i premiati del 2026. Il Gala al Teatro Curci nel segno dell’inclusione

Domenica 25 ottobre, alle ore 18.30, il Teatro Comunale Giuseppe Curci di Barletta ospiterà il Gala della XIV edizione del Premio Internazionale ApuliArte, appuntamento dedicato alle eccellenze della danza e alle personalità che contribuiscono alla diffusione dell’arte coreutica in Italia e nel mondo. I nomi dei premiati sono stati annunciati il 25 settembre, nel corso della conferenza stampa di presentazione della stagione 2026/2027 del teatro pugliese. Ideato nel 2005 dal coreografo e danzatore Mauro de Candia, il Premio nasce come omaggio alla sua terra d’origine e come riconoscimento agli artisti che si distinguono quali ambasciatori culturali e promotori della danza. Nel corso delle sue edizioni, ApuliArte ha saputo coniugare respiro internazionale e attenzione alle eccellenze pugliesi e del Sud Italia, valorizzando interpreti, coreografi e protagonisti di percorsi artistici significativi. Per questa quattordicesima edizione, la commissione composta da Madeleine Onne, già direttrice di importanti compagnie internazionali; Gemma Di Tullio, programmatrice danza per Puglia Culture; Alessio Carbone, già primo ballerino dell’Opéra di Parigi; Giulio De Leo, direttore artistico del Festival Le Danzatrici en plein air e della compagnia Menhir; e Giorgio Mancini, coreografo ed ex direttore del Ballet du Grand Théâtre de Genève, ha selezionato alcuni tra gli artisti più meritevoli della ...

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Romaeuropa Festival, Four Seasons Changed: Vivaldi e Max Richter incontrano la storia della danza

L’11 ottobre al Teatro Argentina, in prima nazionale, il concerto coreografico di Vandevelde con l’ensemble BRYGGEN e la danzatrice Amanda Barrio Charmelo. Due le repliche, alle ore 16 e alle 21, per un viaggio tra musica, memoria e movimento. La musica di Antonio Vivaldi incontra la danza del Novecento in Four Seasons Changed, il concerto coreografico che arriva in prima nazionale a Roma l’11 ottobre, nell’ambito del Romaeuropa Festival, con una doppia replica alle ore 16 e alle 21 al Teatro Argentina. Un progetto che intreccia la celebre rilettura de Le quattro stagioni firmata dal compositore Max Richter con una riflessione sul patrimonio coreografico moderno e contemporaneo, trasformando una delle partiture più conosciute della storia della musica in un’esperienza scenica in cui suono e movimento dialogano costantemente. Il punto di partenza è Recomposed by Max Richter: Vivaldi – The Four Seasons, presentato in anteprima mondiale al Barbican Centre di Londra con la Britten Sinfonia e il violinista Daniel Hope. Con questa composizione, Richter ha scelto di confrontarsi con il capolavoro vivaldiano senza cancellarne l’identità, ma intervenendo sulla struttura musicale attraverso ripetizioni, frammentazioni, variazioni e nuove stratificazioni sonore. Un’operazione che ha aperto un dialogo tra la tradizione barocca e la sensibilità ...

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Thamar (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Nel panorama scintillante e rivoluzionario dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, poche creazioni hanno saputo incarnare il mito dell’Oriente decadente, sensuale e crudele con la stessa forza magnetica di Thamar. Questo dramma coreografico in un atto, andato in scena per la prima volta il 20 maggio 1912 al Théâtre du Châtelet di Parigi, rappresenta una delle vette più alte del sodalizio artistico tra il coreografo Michail Fokin e il pittore e costumista Léon Bakst. Ispirato all’omonimo e cupo poemetto romantico del grande scrittore russo Michail Lermontov — a sua volta radicato nelle leggende oscure sulle rovine della torre di Tamara lungo le gole del fiume Kura in Georgia —, il balletto nacque dal disperato desiderio di replicare il trionfo esotico e selvaggio ottenuto pochi anni prima da Schéhérazade. Per farlo, Diaghilev si affidò alle ipnotiche e orientaleggianti musiche sinfoniche di Milij Balakirev, un brano originariamente concepito come poema sinfonico che fu adattato per la scena per sostenere la tensione drammatica e il crescendo febbrile della rappresentazione. L’azione si svolge all’interno di una torre cupa e solitaria situata tra le aspre montagne della Georgia, un luogo dominato da un’atmosfera di perenne minaccia e mistero. La scena, concepita magistralmente da Léon Bakst, ...

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