Nel firmamento della danza classica del secondo Novecento, il nome di Patrick Dupond brilla con una luce singolare: quella dei talenti destinati a trasformare la disciplina in poesia e il gesto in memoria. Nato a Parigi il 14 marzo 1959, Dupond incarnò per oltre tre decenni l’eleganza ardente della scuola francese, diventando uno dei più carismatici interpreti della sua generazione. La sua formazione avvenne nel tempio stesso del balletto nazionale, l’Opéra National de Paris, dove entrò ancora bambino nella celebre scuola di danza. Il suo talento, precoce e travolgente, emerse con rapidità quasi vertiginosa: nel 1980, a soli ventun anni, venne nominato étoile del Balletto dell’Opéra, consacrazione riservata ai pochi artisti capaci di incarnare l’eccellenza assoluta. Dupond univa alla perfezione tecnica una presenza scenica magnetica. Il suo stile, potente e solare, sembrava fondere il rigore accademico con una vitalità quasi teatrale, rendendo ogni apparizione un evento. Nei grandi ruoli del repertorio classico — da Giselle al Lago dei cigni, fino ai capolavori del Novecento coreografico — la sua danza era insieme slancio e precisione, energia e lirismo. Nel 1990, lo Stato francese gli affidò una responsabilità storica: divenne direttore della danza dell’Opéra National de Paris. In quel ruolo guidò una ...
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