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I grandi coreografi nella storia della danza: Antony Tudor

Antony Tudor occupa un posto singolare nella storia della danza per aver saputo trasformare il balletto in un luogo di introspezione, dove il movimento diventa rivelazione dell’animo umano. La sua arte si distingue per una profondità psicologica rara, per una sensibilità capace di cogliere le sfumature più nascoste dei sentimenti e per una ricerca espressiva che supera la semplice armonia delle forme. Nei suoi balletti il gesto non è mai decorativo: ogni passo, ogni pausa, ogni relazione tra i corpi possiede un significato emotivo e contribuisce a delineare un universo interiore complesso. La grandezza di Tudor risiede nella capacità di unire la purezza della tecnica classica a una visione profondamente moderna della danza. Pur radicandosi nella tradizione del balletto, egli ne amplia le possibilità comunicative, portando sulla scena personaggi autentici, attraversati da fragilità, desideri e conflitti. La danza diventa così uno strumento per esplorare la condizione umana, con una sensibilità vicina al teatro e alla psicologia, ma sempre affidata alla forza evocativa del corpo in movimento. La sua coreografia possiede un’eleganza discreta, lontana dall’effetto spettacolare fine a sé stesso. Tudor predilige la precisione del dettaglio, la verità del gesto e la costruzione di atmosfere dense di significato. Nei suoi lavori ...

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Danish Dance Theatre: “Summer Dance”

Dal 26 al 30 agosto 2026 Copenaghen torna a essere uno dei luoghi privilegiati della scena coreutica internazionale con il ritorno di “Summer Dance”, il festival en plein air promosso dal Danish Dance Theatre, realtà di riferimento nel panorama della danza contemporanea scandinava. Per questa edizione la manifestazione inaugura una nuova cornice performativa di straordinario impatto: la banchina antistante la Opera House di Copenaghen, affacciata sul porto di Holmen, con la presenza monumentale di Amalienborg sullo sfondo e l’acqua come elemento scenografico naturale. Un contesto che amplia il dialogo tra corpo, architettura e spazio pubblico, principio fondante del progetto artistico del festival. Al centro del programma Le Scénario, creazione del coreografo svedese Philip Berlin, interpretata dagli undici danzatori del Danish Dance Theatre. La pièce è una ricerca sul concetto di climax permanente: una progressione ininterrotta di energia cinetica, dove movimento, luce e paesaggio sonoro concorrono alla costruzione di una tensione scenica in costante trasformazione. I corpi dei danzatori attraversano lo spazio con una fisicità potente e dinamica, tra accelerazioni, sospensioni e slanci che sembrano mettere continuamente in discussione il rapporto con la gravità. L’universo visivo dello spettacolo, sviluppato in collaborazione con Daniel Åkerström-Steen, intreccia riferimenti apparentemente lontani: suggestioni della moda rinascimentale ...

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Uni-Tanz arriva a Foggia: quattro giorni tra danza contemporanea e l’eredità di Pina Bausch

Quattro giornate dedicate alla formazione, alla ricerca coreografica, alla performance urbana e allo spettacolo. Dal 3 al 6 settembre arriva per la prima volta a Foggia la quattordicesima edizione di Uni-Tanz, il Campus internazionale di danza contemporanea ideato da Koreoproject, con la direzione artistica di Giorgia Maddamma e il coordinamento di Sara Bizzoca. Le iscrizioni sono ancora aperte. Un appuntamento che porta nel capoluogo dauno un progetto ormai consolidato nel panorama della danza contemporanea italiana e internazionale, sostenuto dalla Regione Puglia, realizzato in collaborazione con il Comune di Foggia e con il Teatro dei Limoni. Cuore delle attività sarà il Teatro Umberto Giordano, che ospiterà lezioni, laboratori e l’appuntamento conclusivo del Campus. Protagonista di questa edizione sarà Daphnis Kokkinos, danzatore e coreografo greco e storico interprete del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Al fianco di Pina Bausch per molti anni, anche come collaboratore e assistente, Kokkinos porterà a Uni-Tanz una testimonianza diretta di uno dei percorsi artistici che hanno maggiormente rivoluzionato il teatro danza europeo. Accanto a lui, Giorgia Maddamma, docente dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, condurrà le lezioni di tecnica contemporanea, mentre Kokkinos sarà impegnato in un laboratorio coreografico dedicato alla ricerca e alla pratica scenica. Particolarmente significativo sarà ...

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Rudolf Nureyev scrisse il suo testamento artistico con “La Bayadère”

Fu l’ultima grande impresa creativa della sua vita, il coronamento di un percorso artistico straordinario e, al tempo stesso, un commovente congedo dalle scene. Quando ne completò la coreografia per il Balletto dell’Opéra di Parigi nel 1992, Nureyev era ormai gravemente malato, ma la sua inesauribile energia creativa e il suo perfezionismo lo spinsero a lavorare fino all’ultimo, consegnando alla storia una delle più imponenti e raffinate riletture del capolavoro di Marius Petipa. Il rapporto di Nureyev con La Bayadère affondava le sue radici molto lontano nel tempo. Già nel 1963, pochi anni dopo la sua clamorosa fuga dall’Unione Sovietica, aveva allestito una versione della sola scena de Il Regno delle Ombre, considerata da sempre uno dei vertici assoluti del balletto classico. Quel celebre quadro, con la sua interminabile discesa delle trentadue Ombre lungo la rampa, incarnava per Nureyev l’essenza stessa dell’accademismo: purezza della linea, assoluto controllo del movimento, musicalità e spiritualità fuse in una visione quasi metafisica della danza. Per quasi trent’anni il desiderio di affrontare l’intero balletto rimase vivo. L’occasione arrivò con il Balletto dell’Opéra di Parigi, compagnia della quale era stato direttore della danza dal 1983 al 1989 e che aveva profondamente trasformato, imponendo una nuova concezione ...

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Ciò che la danza toglie e ciò che la danza restituisce: il bilancio

Esiste una contabilità invisibile che ogni ballerino impara a conoscere fin dai primi passi nella sala danza. È un bilancio di sottrazioni e addizioni, un dare e avere continuo con una disciplina che non accetta mezze misure. Perché danzare è un processo in cui ciò che viene tolto getta le fondamenta di ciò che verrà restituito. La danza toglie e lo fa senza sconti. Toglie la comodità e il superfluo. Alla sbarra non c’è spazio per la pigrizia o l’approssimazione. Si deve rinunciare alla via più facile, superare costantemente la propria zona di comfort, si deve familiarizzare con il limite fisico e con la fatica. Toglie sovrastrutture e maschere. Davanti allo specchio non contano le scuse, le parole si azzerano. Non si può di mentire a se stessi: il corpo o è pronto o non lo è. Toglie l’illusione del tutto e subito. La danza non tollera l’impazienza. Pretende mesi di lavoro per conquistare la padronanza anche di un solo passo. Toglie la dimostrazione della fatica. Nel momento dell’esibizione o delle prove, la danza chiede di nascondere lo sforzo e la stanchezza dietro la leggerezza e la grazia. Ma ciò che la danza rende in cambio ha un valore incommensurabile. ...

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La fille mal gardée: storia, personaggi, curiosità e trama

La fille mal gardée è un balletto comico e luminoso che racconta una storia semplice ma piena di vitalità rurale e ironia, ed è considerato uno dei titoli più antichi del repertorio ancora oggi rappresentati. La sua prima esecuzione avvenne il 1º luglio 1789 al Grand Théâtre de Bordeaux, in un periodo storico estremamente delicato, a ridosso della Presa della Bastiglia. L’idea originale fu del coreografo francese Jean Dauberval, che costruì un intreccio leggero e popolare, lontano dalle grandi tragedie mitologiche tipiche del tempo. La vicenda si svolge in un villaggio di campagna e ruota attorno a Lise, una ragazza vivace e indipendente che ama segretamente Colas, giovane contadino pieno di energia e sinceramente ricambiato. La madre di Lise, la vedova Simone, ha però in mente un destino diverso per la figlia e vorrebbe darla in sposa ad Alain, un ragazzo ricco ma goffo e impacciato, più interessato alle apparenze che ai sentimenti. Anche il padre di Alain sostiene il progetto matrimoniale, convinto che l’unione sia conveniente per entrambe le famiglie. Da qui nasce una serie di incontri furtivi, travestimenti, tentativi maldestri e situazioni comiche in cui Lise e Colas cercano in ogni modo di vedersi senza essere scoperti. La ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Frederick Ashton

Frederick Ashton apparteneva a quella rara specie di artisti capaci di trasformare la disciplina in grazia e la tecnica in una forma di pensiero poetico. Nel suo modo di concepire il balletto non vi era nulla di ostentato: ogni gesto sembrava nascere con naturalezza, come se il movimento fosse la lingua più sincera dell’anima. Eppure, sotto quella apparente leggerezza, si celava una costruzione rigorosa, una sensibilità musicale finissima e una conoscenza profondissima del corpo umano e delle sue possibilità espressive. La sua arte non cercava mai l’effetto immediato o la spettacolarità fine a sé stessa; preferiva insinuarsi lentamente nello sguardo dello spettatore, conquistandolo con dettagli, sfumature, piccoli miracoli di precisione. Ashton amava il silenzio tra i passi quanto i passi stessi, e in quei vuoti si poteva cogliere la sua cifra più autentica: un’eleganza che non imponeva, ma suggeriva. Nei suoi balletti, la danza si faceva conversazione. Le linee non erano mai rigide, ma morbide, quasi respirassero insieme ai danzatori. Le braccia disegnavano traiettorie che parevano sospese, mentre i piedi lavoravano con una precisione quasi invisibile, come se il virtuosismo dovesse rimanere nascosto, custodito all’interno della forma. Era un equilibrio sottile tra controllo e libertà, tra disciplina e abbandono. Ashton ...

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Operaestate Festival e Circuit-Est: Giorgia Lolli in residenza creativa a Bassano del Grappa

Un nuovo importante appuntamento internazionale segna il percorso artistico della coreografa e danzatrice Giorgia Lolli, che dal 17 agosto al 7 settembre 2026 sarà protagonista di una residenza creativa a Bassano del Grappa, nell’ambito della programmazione di Operaestate Festival Veneto e Circuit-Est. L’iniziativa nasce da una residenza incrociata promossa e organizzata dal Comune di Bassano del Grappa – Operaestate Festival/CSC Centro per la Scena Contemporanea, in collaborazione con Circuit-Est Centre Chorégraphique, il Conseil des Arts et des Lettres du Québec e l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal. Il progetto si colloca all’interno delle strategie di sostegno alla creazione contemporanea sviluppate dalle istituzioni partner, con l’obiettivo di favorire processi di ricerca, attraversamenti internazionali e nuove modalità di accompagnamento alla produzione coreografica. La residenza conferma il ruolo del CSC – Centro per la Scena Contemporanea come piattaforma dedicata allo sviluppo degli artisti e alla costruzione di reti transnazionali per la danza contemporanea. Giorgia Lolli appartiene a una generazione di autrici e interpreti impegnate nell’ampliamento dei linguaggi performativi contemporanei, attraverso pratiche che interrogano il corpo come luogo di relazione, trasformazione e produzione di senso. La sua ricerca si sviluppa attorno alla composizione del movimento e alla relazione tra presenza, percezione e spazio scenico, con ...

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Vera Colombo, la signora della danza scaligera

Ci sono artisti che appartengono alla memoria di un teatro e altri che, con il tempo, finiscono per appartenere alla sua storia. Vera Colombo appartiene alla storia della Scala. Il suo nome evoca una stagione irripetibile della danza italiana, gli anni della rinascita del grande teatro milanese dopo la guerra, quando la tradizione della scuola scaligera incontrava i nuovi linguaggi della coreografia internazionale e sul palcoscenico si alternavano personalità destinate a diventare leggenda. Ricordare Vera Colombo significa dunque ricordare non soltanto una grande prima ballerina, ma una donna che ha rappresentato, con una rara combinazione di eleganza, rigore e sensibilità, una precisa idea della danza e del teatro. Nata a Milano il 10 agosto 1931, Vera Colombo entrò giovanissima nella Scuola di Ballo della Scala, una delle istituzioni più severe e prestigiose della formazione coreutica europea. Lì apprese quella disciplina quotidiana, quasi ascetica, che è alla base della grande danza: la pazienza, la precisione, il controllo del corpo, l’ascolto della musica, il rispetto assoluto della coreografia. Si diplomò nel 1952 e appena due anni dopo, nel 1954, venne nominata prima ballerina. Avrebbe mantenuto quel ruolo fino al 1975, per oltre vent’anni di straordinaria attività artistica. Erano gli anni in cui ...

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ORIZZONTI VERTICALI 2026: “Alba e Tramonto”

Il Festival Orizzonti Verticali, giunto alla sua quattordicesima edizione e conclusosi il 2 agosto a San Gimignano, approda quest’anno a Castiglione d’Orcia dal 10 al 22 agosto 2026, integrando e ampliando l’ottava edizione di “Alba e Tramonto”, guidata per la prima volta da Patrizia de Bari e Tuccio Guicciardini. Prende il via così un progetto che guarda alla costruzione di un festival diffuso, capace di mettere in relazione territori, comunità e patrimoni culturali attraverso un disegno condiviso e di lungo periodo. Il riconoscimento di Patrimonio Mondiale UNESCO e il passaggio della Via Francigena sono due elementi di straordinario valore che accomunano San Gimignano e Castiglione d’Orcia, e non si tratta solo di una coincidenza geografica, ma di un legame culturale profondo. Se nel Medioevo la Francigena era il cammino dei pellegrini, delle idee, delle merci e delle culture, oggi – dichiarano i direttori artistici – può tornare a essere una via di attraversamento e di incontro, un itinerario capace di collegare esperienze artistiche, comunità e luoghi attraverso un autentico pellegrinaggio culturale.  Il nostro orizzonte è quello di costruire una rete che superi i confini del singolo festival e trasformi il territorio in uno spazio condiviso di ricerca, creazione e partecipazione. Favorendo ...

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