La riproposizione su Rai5 de La bella addormentata nella versione di Rudolf Nureyev, registrata alla Scala nel 2019, ha offerto l’occasione di rivedere uno dei titoli più monumentali del repertorio classico in un allestimento di grande rigore stilistico e ambizione coreografica. In questo contesto complesso e densissimo, l’interpretazione dei due protagonisti, Polina Semionova e Timofej Andrijashenko, si è imposta come vero fulcro espressivo della serata. Polina Semionova affronta il ruolo di Aurora con un’eleganza che va oltre la pura perfezione tecnica. Il suo è un debutto (o comunque una lettura) che privilegia la musicalità e la qualità del movimento, rendendo credibile l’evoluzione del personaggio dall’adolescenza luminosa del primo atto alla regalità pienamente consapevole dell’atto finale. Nei celebri equilibri dell’Adagio della Rosa, Semionova mostra un controllo assoluto, ma senza ostentazione: ciò che colpisce è la naturalezza con cui la difficoltà tecnica viene assorbita in un fraseggio morbido, continuo, sempre sostenuto da un port de bras raffinato. Nel secondo atto, la sua Aurora “in visione” è eterea, sospesa, quasi irreale, mentre nel terzo atto la ballerina restituisce una principessa matura, serena, capace di dominare la scena con autorità quieta e luminosa. Accanto a lei, Timofej Andrijashenko costruisce un Principe Desiré di spessore. ...
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