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Il principal dancer e direttore artistico Domenico Luciano “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? 27’52” di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Orlando di Virginia Woolf. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Espiazione (Atonement), un film del 2007, diretto da Joe Wright. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht dell’ABT con dentro il nome di Marcelo Gomes. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Profumo di rose rosa. La musica più bella scritta per balletto? Il IV atto del Lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta (The Turning Point) diretto da Herbert Ross con protagonista Mikhail Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ho un passo in particolare, ma adoro un port de bras di qualità, quello che per me fa la differenza. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Il Principe in Cenerentola. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Tersicore, ti sono ...

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Le ballerine di Degas in mostra a Rovigo con opere di Zandomeneghi

Palazzo Roverella presenta una grande mostra che mette in dialogo, per la prima volta in maniera organica, un protagonista dell’arte italiana dell’Ottocento e uno dei nomi più incisivi della scena europea: Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917) ed Edgar Degas (Parigi 1834 – Parigi 1917). L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, ricostruisce il rapporto intenso – talvolta spigoloso, sempre fecondo – che unì i due artisti nel corso di una lunga amicizia parigina. Il percorso espositivo illumina affinità, rimandi e sorprendenti convergenze tra due maestri capaci di ridefinire lo sguardo moderno ed è reso unico da prestiti nazionali e internazionali di straordinaria qualità, provenienti da importanti musei e collezioni. L’esposizione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale. La storiografia dell’epoca descrive Zandomeneghi e Degas come due personalità dal carattere non facile, ma accomunate da una profonda stima reciproca. Degas fu per Zandò un maestro e un mentore e il pittore italiano definiva il collega “l’artista il più nobile e il più indipendente dell’epoca nostra”, mentre Degas lo chiamava, con leggero sarcasmo affettuoso, ...

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Ballet BC al Grand Théâtre de Luxembourg: forza, poesia e collettività

Il Ballet BC, compagnia di punta della danza contemporanea canadese, torna in Lussemburgo con un programma ambizioso e coinvolgente in tre parti, che mette in luce la sua identità artistica: fisicità estrema, ricerca coreografica e una profonda attenzione alle emozioni umane. La serata si apre con Frontier, di Crystal Pite, una delle coreografe più influenti della scena contemporanea. L’opera è un’indagine poetica e fisica sui territori sconosciuti dell’esistenza: come l’universo è attraversato da materia oscura invisibile, così la coscienza umana è permeata da forze misteriose che sfuggono alla comprensione razionale. Con 24 danzatori in scena, Pite costruisce un paesaggio coreografico potente e ipnotico, dove il movimento diventa strumento di esplorazione e rivelazione. A seguire SWAY, creazione del direttore artistico di Ballet BC, Medhi Walerski. Intima e intensa, la pièce trae ispirazione dalla celebre poesia Hope (1862) di Emily Dickinson, trasformandone i versi in un linguaggio corporeo lirico e vibrante. Accompagnata dalla musica di Adrien Cronet, l’opera riflette sulla resilienza, sulla fragilità e sulla forza collettiva, dimostrando come la danza possa comunicare emozioni profonde senza bisogno di parole. A chiudere il programma è BOLERO X di Shahar Binyamini, una reinterpretazione audace del capolavoro musicale di Maurice Ravel. Con venti danzatori in ...

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Torna “La Divina Commedia Opera Musical”: acclamato kolossal

La Divina Commedia Opera Musical, l’acclamato kolossal, prodotto da MIC International Company, che nelle passate stagioni ha incantato i principali teatri italiani con ripetuti sold out e ha conquistato l’estero con una tournèe in Cina nel 2025, torna in Italia dal 24 gennaio 2026 e si rianima di nuova potenza e straordinaria bellezza. La Divina Commedia Opera Musical ha la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, con le musiche composte da Marco Frisina. L’edizione 2025 si arricchisce di numerose novità a completamento di testi innovativi e quadri scenici realizzati e pensati dal regista e dal team creativo per rendere l’opera musical un moderno kolossal teatrale: nuovi effetti tecnologici di luci e proiezioni, ancor più evoluti e sorprendenti, che dipingono la scena con quadri in 3D in continuo mutamento. Il più grande racconto dell’animo umano, della sua miseria e della sua potenza, tra vizi, peccati e virtù che non conoscono l’usura del tempo, riprende così la forma dello spettacolo di voci, danze e tecnologia in un allestimento così straordinario da far guadagnare a La Divina Commedia Opera Musical la Medaglia d’oro dalla Società Dante Alighieri, il titolo per ben due volte di Miglior ...

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La scarpetta da punta è il cuore pulsante dell’estetica

Le scarpette da punta rappresentano uno degli elementi più emblematici e affascinanti della danza classica accademica. Non sono soltanto una calzatura tecnica, ma il mezzo attraverso cui la ballerina realizza l’ideale estetico di leggerezza, verticalità e sospensione che caratterizza il balletto classico. Dietro l’apparente semplicità di queste scarpette si cela una complessa combinazione di storia, artigianato, scienza del movimento e preparazione fisica. La pratica della danza sulle punte nasce tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, in un periodo in cui il balletto romantico cercava un linguaggio sempre più etereo. Le prime ballerine si sollevavano sulle estremità delle dita senza alcun supporto strutturato, utilizzando calzature morbide simili a pantofole. Questo approccio richiedeva grande forza ma esponeva i piedi a notevoli rischi. Con il tempo, la necessità di sostenere il corpo in modo più sicuro portò allo sviluppo delle prime scarpette da punta rinforzate. Nel corso del XIX secolo, grazie al perfezionamento dei materiali e delle tecniche costruttive, queste calzature assunsero una forma sempre più definita, dando origine al modello che, con alcune evoluzioni, è giunto fino ai giorni nostri. Dal punto di vista strutturale, la scarpina da punta è un oggetto altamente specializzato. La parte anteriore, comunemente chiamata punta ...

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L’assistente eterna di Micha van Hoecke: Miki Matsuse “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La morte del cigno. Il balletto contemporaneo prediletto? La Sagra della Primavera di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Il Teatro Alighieri di Ravenna. Un romanzo da trasformare in balletto? Tattoos di Yasunari Kawabata. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Story of an Unknown Actor diretto da Aleksandr Zarkhi. Il costume di scena indossato che hai preferito? L’abito bianco di Marella Ferrera. Quale colore associ alla danza? Rosso scuro/bordeaux. Che profumo ha la danza? Di canfora… ha ha ha! La musica più bella scritta per balletto? Il compositore è C. W. Gluck, ma non saprei scegliere un’opera in particolare. Il film di danza irrinunciabile? West Side Story di Jerome Robbins, indimenticabile George Chakiris. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vassiliev ed Ekaterina Maximova. Il tuo “passo di danza” preferito? Il pas de liaison, in genere. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mio marito, Micha Van Hoecke. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sergej Diaghilev. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Esistere pienamente, lasciandosi attraversare dalla gioia della vita. Tre parole per descrivere ...

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Winterthur celebra l’eccellenza della danza sportiva

Il 24 gennaio 2026, Winterthur diventerà il palcoscenico europeo della danza sportiva con il Gala Swiss Dance Award, un evento che unisce competizione, spettacolo e celebrazione del talento. La città svizzera, nota per la sua vivace scena culturale, ospiterà una serata in cui tecnica, eleganza e creatività si fondono in un’esperienza unica per professionisti e appassionati. Sul palco si esibiranno i migliori ballerini sportivi della Svizzera, sia in coppie che in formazioni di gruppo, rappresentando diverse discipline di danza sportiva. Tra queste figurano: Latin & Standard: le classiche discipline del ballo da competizione, con passo deciso e coreografie sofisticate. Rock ’n’ Roll & Jazz Dance: performance ad alto impatto fisico e dinamico. Hip-Hop e Tap Dance: energia, ritmo e creatività urbana, capaci di stupire il pubblico con tecniche spettacolari. Le esibizioni spazieranno dai talenti giovanili emergenti fino ai ballerini agonisti di punta, creando una miscela di esperienza e freschezza che rende il Gala un evento inclusivo e spettacolare. Il Gala non è solo una competizione: è un vero e proprio spettacolo interattivo. Il pubblico avrà la possibilità di votare in diretta per scegliere i vincitori dei premi principali: Pair Award: premi dedicati alle coppie di ballerini più convincenti. Group Award: premi ...

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“Romeo e Giulietta” di Étoile Ballet Theatre [RECENSIONE]

Andare a teatro, soprattutto in uno di quei gioielli di provincia come lo storico Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda, è un rito che conserva ancora oggi qualcosa di profondamente poetico e necessario. È il gesto lento dell’ingresso, il brusio che si placa, il velluto rosso delle poltrone, l’attesa che si condensa sotto il soffitto affrescato: un tempo sospeso in cui la comunità si riconosce e si raccoglie attorno all’arte. In questo contesto carico di memoria e intimità, la prima assoluta di Romeo e Giulietta firmata da Étoile Ballet Theatre ha assunto un valore che va oltre il semplice evento spettacolare, trasformandosi in un autentico atto culturale. Il balletto di Romeo e Giulietta, nella sua declinazione coreutica, porta con sé una stratificazione storica e filologica importante. Dalla tragedia shakespeariana del tardo Cinquecento alle grandi versioni coreografiche del Novecento – da Lavrovskij a MacMillan, da Cranko a Nureyev – l’opera ha sempre interrogato il linguaggio della danza sul rapporto tra destino, amore e morte. Le musiche di Sergej Prokof’ev, composte tra il 1935 e il 1936, rappresentano una delle più alte traduzioni musicali del dramma: partitura potente, aspra e lirica al tempo stesso, capace di delineare psicologie e conflitti con sorprendente modernità. ...

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A Santarcangelo Festival la coreografa polacca Ewa Dziarnowska

Coreografa polacca di stanza a Berlino, Ewa Dziarnowska è la prima autrice per il 2026 ospite del Teatro Il Lavatoio, in residenza artistica con una nuova creazione insieme alle danzatrici e performer kiana rezvani e Sunayana Shetty grazie al supporto di Adam Mickiewicz Institute e al Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia. La prova aperta, ad ingresso gratuito, sabato 17 gennaio alle ore 19:00. Più che costruire narrazioni lineari o fissare significati univoci, il lavoro mira a generare momenti, confrontandosi con la coreografia come movimenti sedimentati nel tempo, nell’abitudine e nel desiderio. Invita a un modo intuitivo di osservare e di creare, che privilegia la sensazione e l’attenzione rispetto all’interpretazione. In questo senso, il lavoro si oppone alla spinta lineare della cronologia – allo scorrere regolare dell’orologio – per abbracciare un’idea di tempo come Kairos: l’istante carico di intensità in cui tutto, per un attimo, si allinea e si apre come un campo di possibilità. Nel dialogo tra passato, presente e futuro, l’opera costruisce una propria dimensione di atemporalità. Ewa Dziarnowska è una danzatrice e coreografa con base a Berlino, attiva nei campi della performance, della collaborazione e della ricerca. I suoi progetti recenti — This ...

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A Perugia in scena la danza internazionale con Maldonne di Leïla Ka

La coreografa francese Leïla Ka – tra le più interessanti della sua generazione – unisce danza urbana e contemporanea in un travolgente spettacolo che, con 40 abiti e 5 danzatrici, porta sul palco le fragilità, le ribellioni e le molteplici identità del femminile. La Stagione 25/26 del Teatro Morlacchi di Perugia ospita la danza internazionale con Maldonne della coreografa e danzatrice francese Leïla Ka, in scena mercoledì 21 gennaio alle 20.45 e giovedì 22 gennaio alle 19.30. Le cinque interpreti: Océane Crouzier, Justine Agator Adèle Bonduelle, Lise Messina, Flore Ruiz. Maldonne è il primo lavoro corale di Leila Ka che, come scrive Le Monde, “è attualmente la giovane coreografa più popolare, con oltre cento date all’anno; il suo successo è rispecchiato da tour fenomenali tutti sold out.” Lo spettacolo esplora in modo altamente evocativo le fragilità, la ribellione e le molteplici identità che coesistono all’interno della femminilità. A metà strada tra danza contemporanea e teatro, l’artista costruisce un’opera liberatoria in cui rivela e veste, in tutti i sensi, le fragilità, le ribellioni e le molteplici identità indossate da cinque danzatrici nel tentativo di restituire una personale immagine del femminile. Paillettes, tulle, animalier. Abiti da sera, camicie da notte, abiti da ...

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