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Marius Petipa, il maestro per eccellenza del Balletto Classico

Nel panorama della storia della danza, pochi nomi possiedono il peso e l’eredità di Marius Petipa, il coreografo che più di ogni altro ha definito l’estetica e la grammatica del balletto classico. Nel giorno dell’anniversario della sua nascita — avvenuta a Marsiglia l’11 marzo 1818 — il mondo della danza celebra non soltanto un artista straordinario, ma l’architetto di un linguaggio scenico che continua a vivere nei teatri di tutto il mondo. Figlio di una famiglia di artisti itineranti, Petipa crebbe immerso nell’atmosfera del teatro europeo dell’Ottocento. Tuttavia, fu nella Russia imperiale che il suo talento trovò il terreno più fertile. Trasferitosi a San Pietroburgo a metà del secolo, divenne progressivamente la figura centrale del balletto dei Teatri Imperiali, trasformando la compagnia in una delle istituzioni artistiche più prestigiose d’Europa. Il suo nome è indissolubilmente legato ad alcuni dei capolavori assoluti del repertorio. Tra questi spiccano La Bayadère, il monumentale Don Quixote e soprattutto The Sleeping Beauty, creato nel 1890 sulle musiche di Pyotr Ilyich Tchaikovsky. In quest’ultima opera Petipa raggiunse una sintesi perfetta tra coreografia, musica e spettacolo scenico, stabilendo uno standard estetico che avrebbe definito il balletto classico per generazioni. Il suo contributo non fu soltanto artistico, ma ...

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Al Teatro Celebrazioni di Bologna il folklore argentino con “Freedom”

È considerata una delle compagnie simbolo del folklore argentino quella dei Los Potros Malambo, ospite della Stagione di Danza del Teatro Celebrazioni di Bologna con l’ultima produzione Freedom – The power of wild instinct, in programma domenica 15 marzo alle ore 17.30. Sotto la direzione artistica e le coreografie dei fratelli Javier e Isaac Gardella, e la regia firmata insieme a Ignacio González Cano, lo spettacolo è un viaggio ritmico travolgente scandito da zapateados e cepillados. Il malambo, infatti, è la danza simbolo dei Gauchos argentini, una sfida di abilità che prende vita tra il suono dei tamburi e l’uso coreografico di boleadoras e ponchos. Elevando il malambo a linguaggio contemporaneo e superando i confini del folklore, i fratelli Gardella si consacrano maestri della contaminazione tra antico e moderno, riscuotendo successi in tutto il mondo. González Cano firma anche la drammaturgia, mettendo al centro del racconto una profonda trasformazione personale. Tutto ha inizio quando Alfonzo cattura un puledro selvatico per farne dono alla figlia Isabella, ignaro che da quell’incontro nascerà un legame magico: accudito dalla giovane, l’animale si trasforma in Fausto, entrando nel mondo umano. Ma l’equilibrio si spezza durante una festa: la gelosia di Facundo, fidanzato di Isabella, scatena ...

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SHORTCUT – Frammenti di una biografia scenica al Teatro Astra di Torino

Shortcut. Frammenti di una biografia scenica è uno spettacolo firmato da Emanuela Tagliavia, in programma il 24 marzo a Torino, presso il Teatro Astra, nell’ambito della stagione organizzata da TPE – Teatro Piemonte Europa. Shortcut raccoglie alcune delle coreografie che Tagliavia, danzatrice, coreografa e docente di danza contemporanea, ha firmato negli ultimi anni per teatri, festival ed eventi. Si tratta di lavori cari all’autrice, che rinascono e tornano in scena anche grazie alla partecipazione del gruppo di danzatori particolarmente interessanti: Stefania Boanta, Andrea Cipolla, Federica D’Aversa, Fabiana Laneve, Marcello Malchiodi, Massimiliano Santagostino, che hanno studiato con Tagliavia alla Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala o alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Le musiche dello spettacolo sono curate da Giampaolo Testoni, i costumi sono di Lou Antinori mentre Fabio Passerini e Sharon Remartini si occupano del progetto luci. Shortcut è una scorciatoia nel tempo. Un attraversamento di frammenti, lampi, affinità segrete. Non una cronologia, ma una costellazione di opere che si richiamano, si riflettono, si riconoscono. Frammenti di una biografia scenica emergono e si ricompongono nel segno di un linguaggio che, nel tempo, ha trovato la propria voce. Il corpo diventa archivio sensibile, luogo di memoria e di trasformazione; ...

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Il libro “Movement at the Still Point”, un’ode fotografica alla danza

Ci sono momenti nella danza che sfuggono alle parole. Attimi sospesi, gesti che sembrano immobili eppure vibrano di energia, pause che raccontano più di mille parole. Movement at the Still Point: An Ode to Dance di Mark Mann, è un libro che prova a catturare proprio questa essenza: il battito della danza congelato in immagini, fotografie che diventano poesia visiva. Il volume non è una guida tecnica né un racconto autobiografico: è un invito a osservare, a percepire la danza attraverso l’occhio attento di un fotografo che ha passato anni a seguire ballerini sul palcoscenico e dietro le quinte. Ogni pagina propone un momento unico, uno sguardo intimo e sorprendente sui corpi in movimento, sulle luci che modellano le forme, sulle emozioni che traspaiono dai volti e dalle posture. La grande sfida di Mann è chiara fin dalle prime immagini: catturare il movimento senza ridurlo a staticità, fermare l’istante senza cancellarne la vita. Eppure, guardando le fotografie, ci si accorge che il fotografo riesce a trasmettere la sensazione di energia e tensione, la leggerezza dei salti, la concentrazione dei ballerini. Ogni scatto racconta una storia, un piccolo frammento di vita artistica, un’emozione che va oltre il gesto fisico. Il titolo ...

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Il Teatro dell’Opera al Circo Massimo dal 29 giugno al 31 luglio 2026

Dall’amatissima Aida ai grandi capolavori del cinema, passando per la danza e la musica sinfonico-corale. È il cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma, dal 29 giugno al 31 luglio 2026al Circo Massimo, uno dei luoghi più emblematici del patrimonio archeologico della capitale. L’annuncio della stagione oggi, 10 marzo 2026, in concomitanza con nomina del nuovo Direttore Artistico dell’Opera di Roma Alessandro Galoppini. Cambio di sede dunque, mentre le Terme di Caracalla sono sottoposte a lavori di restauro: al Circo Massimo la capienza sale a circa 6000 posti, con diverse novità. Il festival si caratterizza infatti come ampio e trasversale, pensato per dialogare con pubblici diversi, coniugando il repertorio classico con linguaggi contemporanei, in uno spazio in grado di accogliere un numero più alto di spettatori, incorniciato dalle vestigia del più grande edificio per spettacoli dell’Antica Roma. I biglietti, dai 15 ai 170 euro, saranno disponibili da venerdì 13 marzo 2026. ALESSANDRO GALOPPINI NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DELL’OPERA DI ROMA Dopo il rinnovo della collaborazione con i tre vertici della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, il Direttore Musicale Michele Mariotti, la Direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza Eleonora Abbagnato e il Maestro del Coro Ciro Visco, tutti confermati fino al 2030, è stato nominato ...

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Al Teatro Valli la danza di Anne Teresa de Keesmaeker e Rosas

Con Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga intraprendono un’esplorazione delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi. Il punto di partenza di questa creazione coreografica, in scena al Teatro Municipale Valli mercoledì 11 marzo alle ore 20.30, è la raffinata incisione della composizione vivaldiana realizzata dalla virtuosa violinista Amandine Beyer – da lungo tempo collaboratrice di Rosas – insieme al suo ensemble Gli Incogniti. Le Quattro Stagioni rappresentano uno dei brani più celebri, iconici e reinterpretati della storia della musica: un autentico “classico” del repertorio, nonché una straordinaria ode alla natura. De Keersmaeker e Mriziga, che avevano già collaborato in 3ird5 @ w9rk (2020), condividono un profondo interesse per l’osservazione della natura, la geometria e l’astrazione corporea, oltre ad una comune preoccupazione per il nostro rapporto con l’ambiente naturale, sempre più complesso e inquietante. Contemplare le quattro stagioni attraverso la struttura di questa composizione musicale non solo apre nuove esplorazioni sui patterns presenti nel mondo naturale e nelle configurazioni celesti come possibili punti di partenza per la coreografia, ma porta in superficie, con urgenza, il tema della crisi climatica. Esistono ancora, davvero, quattro stagioni? A ciò si aggiunge un’ulteriore dimensione storica e geografica: Vivaldi scrisse questa ...

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Ribelle e in punta di piedi: il libro di Georgina Pazcoguin

Nel mondo del balletto classico, la perfezione è spesso il valore più celebrato: corpi rigorosi, movimenti armoniosi e un rispetto quasi ossessivo della tradizione. Ma cosa succede quando una ballerina decide di rompere le regole senza perdere la grazia? Swan Dive: The Making of a Rogue Ballerina, memoir di Georgina Pazcoguin, racconta proprio questo: la storia di una danzatrice che ha trovato la propria voce sul palcoscenico, pur muovendosi all’interno di uno dei mondi più rigidi e codificati dell’arte. Fin dalle prime pagine, Pazcoguin conduce il lettore dietro le quinte del balletto professionistico, svelando le sfide, i sacrifici e le contraddizioni di una carriera che spesso appare scintillante dall’esterno. La sua narrazione è intensa e personale: non si limita ad elencare successi e premi, ma esplora le battaglie interiori di una donna che ha lottato per emergere in un ambiente in cui ogni deviazione dalla norma può essere percepita come rischio. Il termine rogue ballerina non è scelto a caso. Georgina racconta di come, sin dai primi anni di carriera, abbia sentito il bisogno di reinterpretare le regole del balletto senza snaturarlo. Che si tratti di piccole variazioni in una coreografia classica, di scelte stilistiche audaci o di prese di ...

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La femminilità sdoppiata nell’illusione del balletto romantico

Il balletto romantico non nasce come semplice trasformazione stilistica all’interno della storia della danza, ma come fenomeno intimamente legato alla riorganizzazione politica, sociale e tecnologica dell’Europa post-rivoluzionaria. Ridurlo a un repertorio di immagini — la ballerina in bianco, le punte, la foresta notturna — significa isolarlo dal sistema di forze che ne ha reso possibile l’emergere. Per comprenderne la portata occorre collocarlo dentro la Parigi degli anni Trenta dell’Ottocento, in quel momento in cui la città diventa simultaneamente capitale finanziaria, laboratorio industriale e centro simbolico della modernità europea. Dopo il 1830, con l’ascesa al trono di Luigi Filippo d’Orléans, la Francia entra in una fase che la storiografia ha definito monarchia borghese. Non è soltanto un mutamento dinastico: è la consacrazione politica di una classe sociale che aveva già conquistato un ruolo determinante nell’economia. Questa borghesia urbana, alfabetizzata, imprenditoriale, attenta alle dinamiche del mercato e della rispettabilità sociale, costruisce nuovi spazi di visibilità e di autorappresentazione. Il teatro, e in particolare l’Académie Royale de Musique, diventa uno di questi spazi privilegiati. L’Opéra parigina non è un semplice luogo di spettacolo. È un’istituzione ibrida, sostenuta dallo Stato ma costretta a confrontarsi con la logica del profitto, regolata da gerarchie interne rigide, ...

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Torinodanza Extra: “Juliet & Romeo” di Ben Duke

Il 31 marzo 2026, al Teatro Gobetti, torna Torinodanza Extra, il percorso dedicato alla danza e al teatro performativo che, dopo il successo ottenuto nelle due stagioni passate, continua a definire e sottolineare il carattere multidisciplinare e contemporaneo della programmazione del Teatro Stabile di Torino. Nella stagione 2025/2026 Torinodanza Extra si articola in tre appuntamenti. Il primo sarà Juliet & Romeo, ideato e diretto da Ben Duke, talento visionario della scena britannica, e sviluppato dallo stesso Duke insieme a Solène Weinachter a partire dall’opera di William Shakespeare. In scena la performer e coreografa Emily Terndrup e il danzatore John Kendall. Regista associata Raquel Meseguer, progettazione luci Jackie Shemesh, scenografia e costumi James Perkins. Lo spettacolo è stato rappresentato più di centoquaranta volte in sette Paesi diversi ed è prodotto da Lost Dog e commissionato da Battersea Arts Centre e da The Place, con il supporto di Arts Council England. Lo spettacolo ‒ in lingua inglese con sopratitoli in italiano ‒ rimarrà in scena al Teatro Gobetti per la stagione in abbonamento dello Stabile fino a giovedì 2 aprile 2026. E se Romeo e Giulietta fossero sopravvissuti per vivere davvero la loro storia d’amore? Immaginiamoli in crisi di mezza età, costantemente ...

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Tamara Karsavina, eterna nel respiro e nell’anima del balletto

Nel grande affresco della storia del balletto europeo tra XIX e XX secolo, la figura di Tamara Karsavina emerge con una luminosità singolare, come incarnazione di un’epoca nella quale la tradizione imperiale russa si incontrò con le avanguardie artistiche della modernità. La sua vicenda artistica non rappresenta soltanto la carriera di una ballerina straordinaria, ma si intreccia profondamente con le trasformazioni estetiche e culturali che ridefinirono il linguaggio della danza nel primo Novecento. In lei si condensarono infatti la disciplina raffinata della scuola accademica di San Pietroburgo, la sensibilità drammatica del teatro moderno e l’audacia sperimentale che caratterizzò la rivoluzione dei Ballets Russes. Nata a San Pietroburgo il 9 marzo 1885, in una città che allora costituiva uno dei più splendidi centri artistici dell’Europa imperiale, Karsavina crebbe in un ambiente nel quale la danza non era soltanto professione ma autentica tradizione familiare. Suo padre, il ballerino Platon Karsavin, apparteneva al prestigioso corpo di ballo del Teatro Mariinsky, istituzione nella quale la tradizione coreutica russa aveva raggiunto uno dei vertici della propria perfezione tecnica e stilistica. In quel contesto, la giovane Tamara venne educata secondo i severi principi della scuola accademica imperiale, frequentando la Scuola di Balletto Imperiale, laboratorio pedagogico nel ...

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