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Josephine Baker, un secolo di coraggio e rivoluzione

Celebrare oggi la nascita di Josephine Baker significa ricordare una delle figure più straordinarie del Novecento, un’artista capace di attraversare e incarnare alcune delle grandi trasformazioni culturali, sociali e politiche del suo tempo. Cantante, ballerina, attrice, resistente, attivista per i diritti civili, Baker fu molto più di una stella dello spettacolo: divenne un simbolo internazionale di emancipazione, libertà e lotta contro ogni forma di discriminazione. Nata il 3 giugno 1906 a Saint Louis, nel Missouri, come Freda Josephine McDonald, crebbe in un’America profondamente segnata dalla segregazione razziale. La sua infanzia fu segnata dalla povertà e dalla violenza sociale che caratterizzavano la condizione degli afroamericani negli Stati Uniti dell’inizio del secolo. Ancora bambina lavorò come domestica e conobbe da vicino le disuguaglianze di una società rigidamente divisa secondo il colore della pelle. Quelle esperienze avrebbero lasciato un segno profondo nella sua coscienza civile e nella sua futura attività politica. Fin da giovanissima mostrò uno straordinario talento per la danza e il palcoscenico. Dopo le prime esperienze nei circuiti del vaudeville e del musical afroamericano, negli anni Venti si trasferì a New York, dove prese parte all’effervescente stagione artistica della Harlem Renaissance, il grande movimento culturale che vide scrittori, musicisti e artisti ...

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120 anni dalla nascita di Dmitrij Šostakovič: il genio del balletto sovietico

Nel 2026 ricorrono i 120 anni dalla nascita di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, figura centrale della musica del XX secolo, la cui opera ha attraversato i confini della musica sinfonica, del cinema e, non meno importante, della danza. Ha composto tre balletti principali negli anni ’30, caratterizzati da satira, realismo socialista e melodie vivaci: L’età dell’oro (1930), Il bullone (1931) e Il rivo chiaro (1935). Nato il 25 settembre 1906 a San Pietroburgo, Šostakovič si affermò come uno dei compositori più innovativi e controversi della sua epoca, capace di combinare modernismo e lirismo in forme musicali spesso complesse e drammatiche. Nonostante Šostakovič sia universalmente noto per le sue sinfonie e i suoi quartetti, il balletto rappresenta un capitolo fondamentale della sua carriera musicale. Le sue composizioni per balletto dimostrano una sensibilità unica nel tradurre la narrativa e l’emozione in musica, sfruttando ritmi intricati, armonie sorprendenti e orchestrazioni che rivelano una profonda comprensione del corpo e del movimento. Uno dei suoi lavori più celebri è La Preghiera dei Cantori (anche se meno noto rispetto alle sinfonie), in cui il compositore sovietico sperimenta con temi folkloristici russi e coreografie astratte, anticipando in parte il linguaggio musicale contemporaneo. Tuttavia, il balletto che ha consolidato ...

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Il principal dancer Federico Ievoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il balletto classico per eccellenza che preferisco è La Bella Addormentata. Amo però più titoli drammatici come Manon, Onegin, Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Gods and Dogs di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Il Teatro Nazionale di Praga e l’Opera di Stato. Un romanzo da trasformare in balletto? Memorie di una Geisha di Arthur Golden. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del ballo di Romeo, disegnato da Jürgen Rose nella produzione di John Cranko. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Il profumo del backstage di un teatro. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? Center Stage. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Anthony Dowell. Il tuo “passo di danza” preferito? Le Pirouettes. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Des Grieux in Manon di Kenneth MacMillan. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se ...

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Festival Aperto celebra la sua XVIII edizione a Reggio Emilia

Oltre 30 spettacoli, più di 60 repliche, 15 tra produzioni e coproduzioni, prime assolute e prime italiane. Musica e danza contemporanea, performance, jazz, circo contemporaneo. Tra Teatro Municipale Valli, Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza, Sala Verdi, Collezione Maramotti, Reggiane Parco Innovazione, Teatro Piccolo Orologio, Palestra della Scuola Aosta e altri luoghi della città. “Benvenuti in tempi interessanti” è il titolo di un libro di Slavoj Žižek, che riprende quella che viene spesso citata come un’antica maledizione cinese: possa tu vivere in tempi interessanti.  Eppure, in quella formula, convivono minaccia e promessa. Augurio e maledizione, interessante e inquietante, sono come il sorriso e il ghigno: lo scarto è minimo, ma grande è la differenza che esso innesca, quella fra una chiusura e un’apertura di prospettiva. L’arte, il pensiero, il teatro, scorgono e abitano quel piccolo spostamento d’asse fecondo di conseguenze, visioni, immaginazione: il destino non è scritto, l’impossibile accade. Il programma è costruito tra musica, danza, arti performative, una fitta rete di partner italiani ed europei, e una schiera di artisti — italiani e internazionali — che attraversano le frontiere dei linguaggi e delle geografie. Le Reggiane, dentro la città Aperto esce dai teatri. Quest’anno con più decisione che mai. Il Parco Innovazione ...

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Hofesh Shechter sfida il destino con “Unluck”: la nuova creazione per Gauthier Dance debutta a Orsolina28

Dopo aver esplorato il tema della fortuna con la coreografa canadese Aszure Barton, il progetto Luck / Unluck approda al suo capitolo più oscuro e affascinante. Sabato 6 giugno, alle ore 19.30, l’Open Air Stage di Orsolina28 Art Foundation ospita Unluck, la nuova creazione firmata da Hofesh Shechter per Gauthier Dance // Dance Company Theaterhaus Stuttgart. Lo spettacolo nasce come una riflessione provocatoria sul concetto di sfortuna e sulla sua influenza nei processi creativi. Coreografo, regista e compositore tra i più influenti della scena contemporanea internazionale, Shechter trasforma la creazione artistica in una sorta di sfida al destino, interrogandosi su quanto il successo di un’opera dipenda realmente da rituali, superstizioni o semplicemente dal caso. Durante la residenza artistica a Orsolina28, la compagnia ha lavorato a stretto contatto con il coreografo per sviluppare una personale interpretazione della sfortuna. Da questa ricerca prende forma Unluck, un viaggio coreografico intenso in cui rischio, dubbio e intuizione diventano materia scenica. L’incertezza non è più un ostacolo da evitare, ma una forza generativa capace di alimentare nuove possibilità espressive. La cifra stilistica di Shechter emerge con tutta la sua potenza: una danza fisica, pulsante e profondamente emotiva, sostenuta da una drammaturgia del movimento che alterna ...

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Buon compleanno a Maguy Marin, la danza come atto di resistenza

Nel giorno del suo compleanno, rendiamo omaggio a Maguy Marin, una delle personalità più significative e innovative della danza contemporanea internazionale. Nata a Tolosa il 2 giugno 1951 da una famiglia di esuli repubblicani spagnoli, Marin ha costruito nel corso di oltre quarant’anni una ricerca artistica rigorosa e profondamente originale, capace di trasformare la scena in uno spazio di interrogazione politica, sociale e umana. Formatasi al Mudra di Bruxelles, la scuola fondata da Maurice Béjart, Maguy Marin ha presto sviluppato una voce autonoma, distante dalle forme spettacolari della danza tradizionale e orientata invece verso una riflessione critica sul mondo contemporaneo. Fin dagli esordi, il suo lavoro si è distinto per la capacità di fondere movimento, teatro, musica e arti visive in un linguaggio personale, dove il corpo non è mai semplice strumento espressivo, ma luogo di memoria, conflitto e trasformazione. Il suo nome è indissolubilmente legato a May B (1981), opera diventata un classico della danza contemporanea. Ispirata all’universo di Samuel Beckett, la creazione mette in scena un’umanità fragile, grottesca e commovente: figure ricoperte di argilla che avanzano, attendono, resistono. A oltre quarant’anni dalla sua prima rappresentazione, May B continua a essere presentata nei teatri di tutto il mondo, confermando ...

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La prima ballerina Maria Lozanova-Buzincu “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Radio and Juliet di Edward Clug. Il Teatro del cuore? La mia prima compagnia — Balletto Nazionale di Sofia. Un romanzo da trasformare in balletto? Via col vento. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Le sei mogli di Enrico VIII. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutù di Odile. Quale colore associ alla danza? Rosa. Che profumo ha la danza? Libertà e gioia. La musica più bella scritta per balletto? Čajkovskij, Il lago dei cigni — IV atto. Il film di danza irrinunciabile? Center Stage. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Vladimir Vasiliev. Il tuo “passo di danza” preferito? Piroette. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Kitri — Don Chisciotte. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Per favore, danza per me. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Mente forte, desiderio, forza. Come ti vedi oggi allo specchio? Felice. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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The Giant See-Through Body

Orsolina28 – “The Giant See-Through Body” di Bosmat Nossan: un’esplorazione del concetto di vulnerabilità

La vulnerabilità non come un concetto astratto o una metafora, ma come una condizione quotidiana, tangibile, quasi urgente. È questo il fulcro attorno a cui ruota The Giant See-Through Body, la nuova opera della coreografa Bosmat Nossan, che verrà presentata in prima nazionale sabato 30 maggio 2026 alle ore 19:30 sul palco dello Studio Ailey a Orsolina28, a Moncalvo. L’appuntamento si inserisce nella cornice di “Focus on Creation”, il programma con cui il centro piemontese si conferma, ancora una volta, un punto di riferimento internazionale e un luogo di indagine radicale sulla danza contemporanea. Il lavoro nasce da una riflessione profonda e intima della coreografa: come muta la percezione della vita quando la possibilità di una fine si fa costantemente presente? In questo scenario, il tempo smette di essere uno spazio aperto all’infinito e si trasforma in una risorsa limitata, soggetta a pressioni, distorsioni e compressioni. Durante la sua residenza artistica a Orsolina28, Bosmat Nossan ha tradotto questo stato di precarietà in un linguaggio coreografico essenziale, in cui l’azione è ridotta ai minimi termini. Il risultato è la costruzione di un “nuovo corpo” che si spoglia di ogni esperienza passata per farsi un puro veicolo di azione immediata, rivolgendosi in ...

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Addio a Lyubov Kunakova, stella del Kirov/Mariinsky

Il mondo della danza internazionale è in lutto per la scomparsa di Lyubov Kunakova, storica Prima Ballerina del Kirov/Mariinsky Ballet, morta il 30 maggio 2026 all’età di 74 anni. Con lei se ne va una delle più autorevoli interpreti della scuola classica russa, artista di grande eleganza e insegnante capace di trasmettere la propria esperienza a intere generazioni di danzatori. Nata a Izhevsk l’8 agosto 1951, Kunakova si formò presso la prestigiosa Scuola Coreografica di Perm, diplomandosi nel 1970 nella classe di Galina Kuznetsova. Nello stesso anno debuttò al Teatro Accademico dell’Opera e del Balletto Čajkovskij di Perm, dove si impose rapidamente come giovane talento interpretando ruoli di primo piano quali Swanilda, Odette-Odile, Kitri, Aurora e la Fata dei Lillà. In quegli anni fu protagonista anche di produzioni come Paquita e Lo Schiaccianoci, dimostrando una maturità artistica rara per una ballerina così giovane. Nel 1974 entrò a far parte del celebre Teatro Kirov di Leningrado, oggi nuovamente noto come Mariinsky Theatre, dove rimase fino al 1992 come solista e prima ballerina del repertorio classico. Sul palcoscenico del teatro pietroburghese interpretò alcuni dei più importanti ruoli della danza accademica: Giselle e Myrtha in Giselle, Aurora e la Fata dei Lillà ne ...

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Trasfigurazioni: alla Ricci Oddi il femminile prende forma tra danza, musica e arti visive

Un dialogo tra corpo, suono e immagine per celebrare una delle conquiste più significative della storia italiana: il diritto di voto alle donne. In occasione dell’ottantesimo anniversario del suffragio femminile, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza ospita dal 2 al 7 giugno Trasfigurazioni. Ritratti femminili in movimento, progetto ideato dal coreografo Riccardo Buscarini e dall’associazione de Arte Saltandi. L’iniziativa propone una serie di creazioni site-specific concepite appositamente per gli spazi museali, affidate ad artiste e artisti della scena contemporanea chiamati a confrontarsi con le opere della collezione permanente. Un percorso multidisciplinare che intreccia danza, arti visive e musica per riflettere sulla rappresentazione del femminile e sulla sua continua trasformazione. Tra gli appuntamenti più attesi figura Appunti su Toilette di Stefania Ballone, performance che esplora il sottile confine tra intimità e osservazione pubblica, prendendo spunto dall’omonima opera di Giacomo Grosso e giocando sull’ambiguità dello sguardo, sia artistico sia spettatoriale. Jacopo Jenna presenta invece RITRARSI, installazione video ispirata a La colazione del mattino di Amedeo Bocchi. Al clima di quiete e armonia evocato dal dipinto si contrappone l’inquietudine del volto della performer Petra Audrey Mangoua Youaleu, in un confronto tra immobilità pittorica e tensione contemporanea. Con Nulla dies sine linea, ...

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