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Presentata la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi

Presentata la nona edizione di POMPEII THEATRUM MUNDI in scena dal 18 giugno al 12 luglio 2026 al Teatro Grande di Pompei. Il Festival Pompeii Theatrum Mundi che ogni anno il Teatro Nazionale di Napoli realizza in collaborazione con il Parco Archeologico è una preziosa occasione di confronto tra i classici della cultura greca e i grandi temi della contemporaneità. Un maestro della scena come Theodoros Terzopoulos sceglie ancora una volta Le Baccanti e dichiara che il viaggio di Dioniso segue lo stesso destino dell’arte del teatro, “un viaggio infinito percorso da persone in fuga”. Per il regista greco Dioniso rappresenta infatti l’archetipo del rifugiato che, partito da Tmolos tremila anni fa, ha attraversato il Medio Oriente in guerra per approdare infine sulle coste di Creta o di Lampedusa. Ma è anche il medium per un viaggio nel paesaggio intricato della memoria, “una ricerca delle chiavi perdute dell’unità fra il corpo e il linguaggio”, come diceva molto bene Heiner Müller. Àlex Ollè dirige la tragedia I Persiani e dice che metterla in scena oggi significa parlare al nostro presente di “guerre, politica, potere e dolore collettivo”. Il regista catalano sembra voler mostrare attraverso la sua rilettura del testo di Eschilo ...

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L’8 aprile 1924 nasceva l’illustre Vittoria Ottolenghi

Nel giorno dell’anniversario di nascita di Vittoria Ottolenghi, il ricordo si fa inevitabilmente riflessione sul peso che una singola voce può esercitare nel plasmare un intero panorama culturale. Non si tratta soltanto di celebrare una figura eminente della critica di danza, ma di riconoscere un’intelligenza capace di attraversare epoche, linguaggi e mutamenti sociali, mantenendo sempre una lucidità rara e una passione inesauribile. Nata a Roma l’8 aprile 1924, Ottolenghi cresce in un contesto in cui l’arte è già parte integrante della vita quotidiana, ma sarà la danza, in particolare, a diventare il suo territorio privilegiato di indagine. In un’Italia che usciva lentamente dalle macerie della guerra e cercava nuovi codici espressivi, la sua voce si impose con un rigore e una sensibilità fuori dal comune. Non era una semplice osservatrice: era una mediatrice tra il gesto scenico e il pubblico, tra l’effimero della performance e la permanenza della parola scritta. La sua scrittura si distingueva per una qualità rara: la capacità di rendere visibile ciò che per natura è destinato a svanire. La danza vive nell’istante, si consuma nel tempo di un’esecuzione; Ottolenghi, invece, riusciva a fissarla sulla pagina senza tradirne l’essenza. Nei suoi articoli e saggi, il movimento non ...

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Prima tournée italiana per la compagnia norvegese di Jo Strømgren

La JO STRØMGREN KOMPANI, una delle più importanti compagnie indipendenti della Scandinavia, è pronta per la sua prima tournée italiana con un titolo che punta dritto al cuore della più grande passione nazionale. A dance tribute to the art of football, in scena al Teatro Municipale di Casale Monferrato (10 aprile) per le stagioni di Piemonte dal Vivo, a Il Maggiore di Verbania (12 aprile) e al Teatro della Tosse di Genova (14 aprile), rende omaggio a una pratica sportiva che non ha uguali nel nostro paese e nel mondo intero, il calcio. La scelta del coreografo norvegese Jo Stromgren di dedicare uno spettacolo allo sport più seguito e praticato al mondo, porta con sé un evidente quesito: cosa accomuna il calcio, lo sport della “working class”, alla danza, a lungo privilegio delle classi sociali più abbienti? La risposta è uno spettacolo che, proprio come una partita di pallone, porta in scena agonismo, rabbia, gioia, sudore e momenti di appassionante e collettiva esaltazione. Dal suo debutto, nel 1998, A dance tribute to the art of football ha dimostrato di essere un unico nel suo genere. Per questo motivo, dopo una pausa, il titolo va in scena ininterrottamente dal 2009. Fondata ...

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Le Corsaire (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Le Corsaire occupa un posto peculiare nella storia del balletto romantico ottocentesco, configurandosi come un’opera che, pur nascendo nel solco dell’estetica esotica e narrativa dell’epoca, si distingue per la complessità delle sue stratificazioni coreografiche e drammaturgiche. Ispirato al poema omonimo di Lord Byron, il balletto debutta a metà del XIX secolo e, nel corso del tempo, subisce numerose revisioni, aggiunte e rielaborazioni, fino a diventare una sorta di organismo vivente che riflette le trasformazioni del gusto teatrale europeo e russo. La sua identità attuale è infatti il risultato di un processo cumulativo, nel quale diversi coreografi e compositori hanno contribuito a ridefinire non solo la struttura narrativa, ma anche il linguaggio coreografico, rendendo Le Corsaire un caso esemplare di opera aperta all’interno del repertorio classico. La vicenda si sviluppa attorno alla figura di Conrad, un corsaro animato da ideali di libertà e giustizia che lo distinguono da una rappresentazione stereotipata del pirata. Egli incarna piuttosto una versione romantica dell’eroe byroniano: tormentato, generoso e disposto a sfidare le convenzioni sociali per affermare un principio morale superiore. Il suo incontro con Medora, giovane donna ridotta in schiavitù e destinata a un harem, costituisce il fulcro emotivo dell’opera. Medora non è semplicemente un ...

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Noesis

“NOĒSIS”: il divenire verso l’ignoto

La siepe del divieto, e dietro, le infinite possibilità della libertà. La libertà di fare, la libertà di scegliere e di rompere in fine i lacci del potere. Cinque danzatori esplorano il dubbio, si interrogano sul significato della parola equilibrio, ricercano il fondamento della condizione umana. E portano in scena il divenire verso l’ignoto. L’11 e il 12 aprile 2026 il Teatro Bellini di Napoli accoglierà NOĒSIS, creazione coreografica di Vincenzo Capasso che interroga il corpo come luogo primario del pensiero, spazio in cui equilibrio e libertà non si definiscono come stati acquisiti, ma come processi continuamente esposti al rischio della trasformazione. Il titolo rimanda alla noēsis della filosofia greca: l’atto del comprendere intuitivo, una conoscenza che precede la parola e che si manifesta come esperienza diretta. In questa prospettiva, il movimento diventa gesto pensante, capace di produrre senso senza bisogno di traduzione verbale. La scena si configura così come un campo percettivo in cui il sapere non viene rappresentato, ma accade. La siepe del divieto, e dietro, le infinite possibilità della libertà. La libertà di fare, la libertà di scegliere e di rompere in fine i lacci del potere. Cinque danzatori abitano uno spazio instabile, attraversato da forze opposte: ...

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L’arte dell’American Ballet Theatre in tournée ad aprile 2026

Nel mese di aprile 2026 l’attività dell’American Ballet Theatre si inserisce in quella fase intermedia della stagione che, pur priva della stabilità di una lunga tenitura nella sede newyorkese, rivela con particolare chiarezza la natura itinerante e internazionale della compagnia. Fondata nel 1939 da Lucia Chase e Richard Pleasant, l’ABT nacque con l’ambizione di creare negli Stati Uniti una compagnia capace di raccogliere e rappresentare l’intero patrimonio del balletto classico e moderno. Questo spirito enciclopedico è rimasto una costante nel corso dei decenni e continua a riflettersi anche nella programmazione contemporanea. Dopo aver concluso a marzo la propria stagione primaverile al David H. Koch Theater di New York, dove sono stati presentati lavori che spaziano dal repertorio classico alle creazioni del Novecento e contemporanee, la compagnia prosegue in aprile con una tournée che la porta sulla costa occidentale degli Stati Uniti. In particolare, tra il 9 e il 12 aprile 2026, l’ABT è impegnato al Segerstrom Center for the Arts con una serie di rappresentazioni di Sylvia, balletto su musica di Léo Delibes che occupa un posto significativo nella storia del repertorio ottocentesco. Sylvia, presentato per la prima volta nel 1876 all’Opéra di Parigi, rappresenta uno dei primi esempi di ...

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Crystal Pite: quando la danza smette di essere solo danza

Nel panorama della danza contemporanea internazionale, la figura di Crystal Pite si impone come una presenza capace di ridefinire in profondità il modo in cui il corpo, la parola e la scena possono dialogare tra loro. Il suo lavoro non si limita a costruire coreografie, ma sviluppa veri e propri sistemi di pensiero incarnato, in cui il movimento diventa una forma di linguaggio complessa, stratificata, capace di attraversare territori emotivi, politici e filosofici senza mai rinunciare a una chiarezza comunicativa sorprendente. La sua formazione, radicata nel mondo del balletto e della danza contemporanea nordamericana, si intreccia con una sensibilità teatrale che la porta a concepire ogni creazione come una drammaturgia in movimento. In questo senso, il suo stile non può essere ridotto a un insieme di caratteristiche formali riconoscibili, ma va compreso come una tensione costante tra controllo e perdita, tra struttura e caos. Nei suoi lavori, il corpo non è mai soltanto estetico: è un luogo di conflitto, di memoria, di trasformazione. Le sequenze coreografiche si sviluppano spesso come organismi viventi, in cui gruppi di danzatori si muovono come masse fluide, attraversate da impulsi collettivi che sembrano emergere da una coscienza condivisa. Uno degli aspetti più distintivi del linguaggio ...

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Gala 2026 del Wiener Staatsballett dedicato a Frederick Ashton

La stagione di balletto 2025/2026 del Wiener Staatsballett diretto da Alessandra Ferri culmina in una serata di straordinaria eleganza e valore storico-artistico: il Ballett-Gala 2026, dedicato a Sir Frederick Ashton. In programma a Vienna lunedì 29 giugno 2026 alle ore 19 nella Großer Saal, con due intervalli, questo evento rappresenta molto più di una semplice serata di danza: è un viaggio attraverso una delle linee coreografiche più influenti del Novecento e del presente. Un omaggio a Frederick Ashton, figura centrale del balletto britannico, che è stato uno dei grandi architetti del linguaggio coreografico moderno. Fondatore dello stile del Royal Ballet, Ashton ha saputo coniugare musicalità, raffinatezza tecnica e una profonda sensibilità narrativa. La serata di gala si inserisce nel contesto di Ashton Worldwide 2024–2028, il festival internazionale promosso dalla Frederick Ashton Foundation, volto a celebrare e diffondere il suo immenso patrimonio artistico. Uno dei punti di forza della serata è rappresentato da due importanti debutti in programma. Il primo è Rhapsody, capolavoro di Ashton creato nel 1980 su musica di Sergej Rachmaninov. Quest’opera è celebre per la sua brillantezza virtuosistica e per il dialogo serrato tra danza e partitura musicale, offrendo ai danzatori occasioni di altissimo livello tecnico e interpretativo. ...

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“THE FRIDAS”: l’esplorazione delle complessità dell’identità

  Dal 16 al 17 maggio 2026, il Teatro Bellini di Napoli ospiterà THE FRIDAS, una nuova e potente creazione coreografica firmata da Sofia Nappi ispirata al celebre dipinto Le due Frida di Frida Kahlo. Lo spettacolo ‒ una produzione Komoco, coproduzione Festival Danza in Rete – Teatro Comunale Città di Vicenza con il sostegno di Oriente/Occidente, Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto residente a progetto presso il Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza Scenario Pubblico/CZD ‒ si immerge nell’esplorazione delle complessità dell’identità, della vulnerabilità umana e del caos che caratterizza l’esistenza, temi che la stessa Kahlo ha magistralmente espresso attraverso la sua arte e la sua vita. La figura di Frida Kahlo, con le sue visioni radicali e la sua straordinaria capacità di tradurre il dolore e la resistenza in immagini potenti, continua a ispirare le arti visive e performative. In particolare, Le due Frida del 1939 si erge come simbolo di dualità, conflitto interiore e dell’esperienza di essere frammentati ma anche capaci di ricomposizione. Questo dipinto diventa il nucleo della performance, in cui le due danzatrici esploreranno le tensioni tra due versioni di sé, legate dalla sofferenza e dalla consapevolezza, ma separate nelle loro esperienze emotive. In scena Paolo ...

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Il debutto dei Momix al Teatro Celebrazioni di Bologna

A distanza di oltre quarant’anni dalla sua prima volta come coreografo nel teatro di Via Saragozza, Moses Pendleton torna per presentare l’evoluzione del suo storico capolavoro. È un doppio debutto quello che vede i Momix calcare per la prima volta il palcoscenico del Teatro Celebrazioni di Bologna con la prima assoluta di Botanica – Season 2, l’ultimo spettacolo a firma del coreografo e fondatore della compagnia internazionale Moses Pendleton, in programma da martedì 7 a sabato 11 aprile. Per il coreografo americano il Teatro Celebrazioni non è comunque un luogo nuovo. Nel 1983, le sue coreografie per la rivoluzionaria compagnia Pilobolus Dance Theatre – di cui fu anche cofondatore e dalla cui esperienza nacquero i Momix – tennero a battesimo questo palcoscenico a soli tre giorni dalla storica inaugurazione ufficiale del Teatro, che proprio nel gennaio di quell’anno aprì le porte di quella che sarebbe diventata la prima di tante fortunate stagioni. «Si rinnova il sodalizio tra Moses Pendleton e il Teatro Celebrazioni di Bologna – dice il Direttore artistico Filippo Vernassa. Già nel 1983, sotto la gestione del Teatro Comunale, il nostro palco ospitò il Pilobolus Dance Theatre quando Pendleton ne era interprete: un legame che oggi si rafforza ...

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