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Il balletto su Chanel debutta all’Opera di Dubai

C’è un filo invisibile che attraversa oltre un secolo di storia della moda e della danza, un legame fatto di avanguardia, disciplina e libertà del corpo. Quel filo porta il nome di Gabrielle Chanel e oggi torna a intrecciarsi con il palcoscenico grazie a MODANSE, il grande spettacolo coreografico che il 17 maggio approda al Dubai Opera. Il cuore della produzione è Le Ballet Gabrielle Chanel, opera firmata dal coreografo Yury Possokhov, dal compositore Ilya Demutsky e dal regista Alexei Frandetti. Non un semplice ritratto biografico, ma una trasfigurazione scenica della donna che ha rivoluzionato il guardaroba femminile trasformando il movimento in eleganza. A incarnare Chanel è la stella del balletto internazionale Svetlana Zakharova, accompagnata da danzatori provenienti dal Teatro Bol’šoj. La produzione debuttò proprio al Bol’šoj nel 2019, raccogliendo immediatamente l’attenzione della critica per la sua capacità di fondere linguaggio classico e sensibilità contemporanea. La relazione tra Chanel e la danza non nasce certo oggi. Negli anni Venti, la stilista entrò nel circolo artistico di Sergej Djagilev, figura visionaria dei Ballets Russes che trasformò il balletto in un laboratorio estetico totale, coinvolgendo artisti come Pablo Picasso, Igor Stravinskij e Jean Cocteau. Fu proprio Chanel a finanziare parte delle attività ...

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Martha Graham, il corpo come destino

Nel panorama del Novecento artistico, Martha Graham appare come una creatura quasi incompatibile con la propria epoca: troppo feroce per il gusto decorativo del suo tempo, troppo moderna persino per la modernità che contribuì a inventare. Non entrava in scena per essere ammirata; entrava per mettere a nudo qualcosa. Nei suoi spettacoli non vi era alcuna ricerca della grazia intesa come leggerezza o seduzione: il corpo diventava un luogo di tensione morale, una superficie attraversata dalla paura, dal desiderio, dalla memoria. Chi la vide danzare negli anni della maturità raccontò spesso la sensazione di assistere non a una coreografia, ma a una specie di rito severo, quasi antico. Era nata nel 1894 in Pennsylvania, in un’America ancora provinciale, protestante, attraversata da un senso rigidissimo del dovere. Suo padre, medico specializzato nei disturbi nervosi, osservava i pazienti con attenzione quasi investigativa e sosteneva che il corpo tradisce sempre ciò che la mente tenta di nascondere. Martha assimilò quell’idea con una radicalità impressionante: avrebbe passato la vita a cercare nei movimenti involontari la verità emotiva dell’essere umano. È significativo che abbia iniziato a studiare danza relativamente tardi. Non fu una bambina prodigio; arrivò all’arte già abitata da un’urgenza interiore adulta, da un ...

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Presentata l’edizione 2026 di Torinodanza Festival

L’edizione 2026 di Torinodanza Festival, rassegna diretta da Anna Cremonini, è in programma alle Fonderie Limone di Moncalieri dal 9 settembre all’11 ottobre 2026 e proporrà 16 rappresentazioni, tra cui 4 prime assolute, 7 prime nazionali e 4 coproduzioni, insieme a laboratori e masterclass, ospitando 17 compagnie con artisti provenienti da 10 diversi Paesi. A questo programma si sommano i quattro appuntamenti al Teatro Carignano di Torinodanza EXTRA, che arricchiscono la stagione del Teatro Stabile di Torino con spettacoli di danza e teatro performativo. Uno spazio corposo di Torinodanza festival è da sempre dedicato agli artisti e alle artiste internazionali: anche l’edizione 2026 sarà un vero e proprio giro del mondo. Partendo dall’Asia, si esplorerà l’Europa da sud a nord e si arriverà all’America. In questo affresco diversificato e plurale, composto da tante visioni ed espressioni, ci sarà spazio per voci affermate della coreografia internazionale e per talenti nuovi; per artisti che al Festival sono ormai di casa e per compagnie che verranno a Torino per la prima volta. Tra gli ospiti internazionali che segnano il proprio ritorno al Festival ci saranno Hofesh Shechter, Damien Jalet, Christos Papadopoulos e il portoghese Marco da Silva Ferreira; inedite sono invece le partecipazioni ...

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Les Ballets de Monte-Carlo festeggiano i loro 40 anni

Il loro coreografo-direttore Jean-Christophe Maillot ha immaginato una stagione celebrativa che rispecchia ciò che la compagnia ha saputo offrire in quattro decenni: una danza generosa, diversificata nell’approccio al repertorio e sempre orientata all’eccellenza, qualunque sia lo stile presentato. Il 19 e 20 giugno 2026, alla Salle Garnier dell’Opéra de Monte-Carlo, la cinquantenne Académie Princesse Grace terrà il suo tradizionale Gala di fine anno, momento di coronamento per danzatori molto più giovani di lei, destinati a entrare a breve in compagnie internazionali. Questa stagione speciale porterà con sé numerose sorprese, eccone una di grande rilievo: il 3 e 4 luglio 2026 si terrà al Grimaldi Forum la Serata di Gala che celebrerà i 40 anni dei Ballets de Monte-Carlo. Cosa ci sarà in programma? Il contenuto resta segreto, ma ecco qualche indizio: una sfilata di danzatori, coreografi, musicisti e artisti che hanno contribuito a scrivere la storia della compagnia. Una serata assolutamente da non perdere. L’estate proseguirà con la presenza della Compagnie Humaine, il 10 e 11 luglio 2026, alla Salle Garnier dell’Opéra de Monte-Carlo, nell’ambito del Monaco Dance Forum. Il coreografo Éric Oberdorff presenterà la sua nuova creazione Waku Doki, un’opera che rivoluziona i codici mescolando la virtuosità della danza ...

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“Note e Passi di Speranza” al Teatro Municipale di Casale Monferrato

L’evento Note e Passi di Speranza che si terrà domenica 10 maggio 2026 alle ore 18.30 presso il Teatro Municipale di Casale Monferrato, è un Gala benefico di musica, canto e danza che si inserisce nelle iniziative legate alla Commemorazione delle vittime di amianto. Organizzato e promosso da Associazione AFeVA in collaborazione con la Città di Casale Monferrato e il Teatro Municipale, vuole sensibilizzare l’attenzione della comunità casalese sulla triste realtà che ha interessato e tutt’ora segna tante famiglie trasmettendo, attraverso le arti, un forte messaggio di speranza. L’evento, della durata indicativa di un paio d’ore, sarà coordinato dall’artista di origini monferrine, Elisa Cipriani, ballerina professionista che collabora con la Fondazione Arena di Verona e che da sette anni segue la direzione artistica del Sut la Cupola Festival di Camagna Monferrato. Il 10 maggio, sul palcoscenico, si alterneranno momenti di musica, canto e danza interpretati sia da artisti professionisti sia da studenti che hanno uno stretto legame con la città di Casale e che hanno dimostrato una sincera sensibilità verso questa tragedia che tocca Casale ma che è di rilevanza nazionale ed europea. Tra i nomi più illustri troviamo i primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano, i torinesi ...

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Il direttore artistico Joshua Beamish “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Mayerling di Kenneth MacMillan. Il balletto contemporaneo prediletto? Infra di Wayne McGregor Il teatro del cuore? Il mio teatro preferito è la Royal Opera House di Londra (Royal Ballet & Opera). Un romanzo da trasformare in balletto? Atonement di Ian McEwan. Ho creato per la prima volta un balletto in un atto basato su questa storia nel 2010. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Power of the Dog oppure The Lost Daughter, entrambi in realtà anche libri. Il costume di scena che hai preferito indossare? I miei pantaloni per Restless Creature con Wendy Whelan. Erano perfettamente realizzati da Karen Young. Quale colore associ alla danza? C’è così tanta diversità nella danza. Nessun singolo colore potrebbe definirla. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Black Swan. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Wendy Whelan e Vaslav Nijinsky. Il tuo passo di danza preferito? Pirouette. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Apollo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine, Kenneth MacMillan, William ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Jack Vettriano

Nel dipinto The Singing Butler, spesso indicato anche come I ballerini, Jack Vettriano mette in scena una coppia che danza su una spiaggia battuta dal vento, costruendo un’immagine in cui eleganza e teatralità convivono con un’atmosfera malinconica e cinematografica. La scena è apparentemente semplice: un uomo in abito scuro e una donna in un lungo vestito nero si muovono insieme sulla sabbia, accompagnati da due domestici che cercano di proteggere la coppia con un ombrello e di gestire gli effetti del vento. Tuttavia, proprio in questa apparente semplicità si nasconde una riflessione più profonda sul significato della danza. Il movimento dei due protagonisti non è spettacolare né tecnicamente definito, ma suggerisce un ballo lento, probabilmente un tango o un lento elegante, in cui la connessione tra i corpi conta più della complessità dei passi. La danza diventa così un momento di intimità sospeso nel tempo, quasi un’isola emotiva all’interno di un ambiente ostile. Il vento che agita gli abiti e increspa la superficie del mare introduce un elemento di tensione, ma allo stesso tempo amplifica la percezione del movimento, rendendo visibile l’aria stessa che circonda i danzatori. Vettriano costruisce la scena come se fosse un fotogramma di un film: la ...

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Al Comunale di Modena la Martha Graham Dance Company

La Martha Graham Dance Company sarà in scena al Teatro Comunale di Modena martedì 12 maggio 2026 alle ore 20.30 con uno spettacolo che celebra i cento anni di attività. In programma, un excursus nel repertorio della compagnia, con gli storici Errand Into the Maze, Diversion of Angels, Steps in the Street e Immediate Tragedy, firmati dall’iconica coreografa americana, e la novità in prima italiana We the People, di Jamar Roberts. La compagnia era già stata ospite della stagione del Teatro Comunale nel febbraio 2004. Tra le pioniere della modern dance americana agli albori del Novecento, Martha Graham (Pittsburgh 1894 – New York 1991) fu la prima a individuare una tecnica di movimento diversa dal balletto classico, capace di fondere corpo ed emozioni in un linguaggio di danza unico ed eloquente. Aprì la sua prima scuola nel 1926 a New York, dalla quale nacque una compagnia, inizialmente di sole donne chiamata Dance Group, per rappresentare le sue coreografie. La Graham ha costruito la sua poetica intorno a una danza svincolata dall’intrattenimento: voleva stimolare, far conoscere, provocare. Ha anticipato i conflitti della donna prima del femminismo, ha raccontato i problemi delle persone reali e la loro psiche, attraversando la storia a ...

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Tortelli, Preljocaj, Pite con il CCN/Aterballetto a Modena

Torna a Modena il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, che venerdì 22 maggio alle ore 20.30 danzerà sul palco del Teatro Comunale Luciano Pavarotti per una serata all’insegna della grande danza contemporanea. Il programma presentato è un trittico di grande qualità, con le firme di tre grandi coreografi del panorama internazionale: Diego Tortelli con Glory Hall, Angelin Preljocaj con il duetto Reconciliatio e la canadese Crystal Pite con Solo Echo. Apre lo spettacolo il pezzo corale Glory Hall del bresciano Diego Tortelli, coreografo che collabora con il CCN da molto tempo e al quale è stata recentemente affidata la creazione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. In uno spazio nero ma mai realmente oscuro, la coreografia si sviluppa come un rito estatico dove sensualità e spiritualità si intrecciano, creando un gioco continuo tra piacere, virtuosismo e la ricerca di una personale versione di gloria. Segue il passo a due della serata, tutto al femminile, Reconciliatio, firmato da Angelin Preljocaj, coreografo di fama internazionale, che propone una suggestione poetica tratta da una lettura attenta, ma non letterale, del testo dell’Apocalisse di San Giovanni, sulle note della Sonata al chiaro di luna di Beethoven. Infine, i danzatori del CCN/Aterballetto ...

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Don Quixote dell’American Ballet Theatre per l’estate 2026

L’annuncio del ritorno di Don Quixote al Metropolitan Opera House di New York segna uno dei momenti più attesi della stagione estiva dell’American Ballet Theatre, una compagnia che da decenni rappresenta uno dei punti di riferimento assoluti per la danza classica a livello internazionale. Dal 29 giugno al 7 luglio, nell’ambito della rassegna #ABTMet26, il celebre balletto ispirato al capolavoro di Miguel de Cervantes tornerà a incantare il pubblico nella prestigiosa cornice del Metropolitan Opera House, confermando il legame profondo tra questa compagnia e uno dei palcoscenici più iconici al mondo. Questa nuova produzione si distingue per una visione artistica che unisce rispetto per la tradizione e sensibilità contemporanea. La messa in scena è firmata dalla direttrice artistica Susan Jaffe, figura di grande esperienza e autorevolezza nel panorama della danza, affiancata dalla regista Susan Jones. Insieme, le due artiste propongono una rilettura capace di valorizzare l’energia, i colori e il ritmo travolgente che hanno reso Don Quixote uno dei balletti più amati dal pubblico, mantenendo intatta la sua anima festosa e virtuosistica. Il balletto, originariamente coreografato su musica di Ludwig Minkus, è noto per il suo carattere brillante e per le sue scene spettacolari, che alternano momenti di grande tecnica ...

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