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Le coppie leggendarie della danza classica: incontri d’arte

Nel corso della storia del balletto classico, alcune partnership artistiche hanno raggiunto una tale perfezione da diventare leggendarie. Più che semplici collaborazioni tra un ballerino e una ballerina, queste coppie hanno rappresentato un incontro irripetibile di talento, sensibilità, tecnica e carisma scenico, contribuendo a ridefinire gli ideali interpretativi di intere generazioni. Sul palcoscenico sembravano parlare un linguaggio segreto, fatto di sguardi, respiri, equilibri perfetti e movimenti che trasformavano la danza in una forma di poesia. Ancora oggi i loro nomi evocano alcuni dei momenti più alti della storia del balletto. Tra le partnership più celebri figura quella composta da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev, probabilmente la coppia più iconica del Novecento. Quando si incontrarono nel 1961, nessuno avrebbe immaginato che la differenza di quasi vent’anni d’età sarebbe diventata irrilevante davanti all’eccezionale intesa artistica che nacque tra loro. Fonteyn era già una stella assoluta del Royal Ballet di Londra, simbolo dell’eleganza e della purezza della scuola inglese, mentre Nureyev era il giovane talento sovietico appena fuggito in Occidente, dotato di un temperamento impetuoso e di una tecnica rivoluzionaria. Insieme interpretarono capolavori come Giselle, Il lago dei cigni, La bella addormentata, Raymonda e Romeo e Giulietta, dando vita a spettacoli entrati nella ...

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Fêtes Galantes 2027: torna la grande festa di Versailles

C’è una notte all’anno in cui la Reggia di Versailles sembra tornare indietro nel tempo, riportando in vita l’eleganza, lo sfarzo e il fascino della corte di Luigi XIV. L’appuntamento è fissato per il 31 maggio 2027, quando lo straordinario scenario del celebre palazzo francese ospiterà una nuova edizione delle Fêtes Galantes, uno degli eventi più suggestivi e attesi dedicati alla storia, all’arte e alla cultura del Settecento. Per una sera, gli ospiti avranno la possibilità di immergersi completamente nell’atmosfera della monarchia francese, passeggiando tra gli splendidi saloni della Reggia e i suoi giardini indossando raffinati costumi d’epoca, maschere e abiti ispirati al XVIII secolo. Musica dal vivo, danze storiche, spettacoli e animazioni contribuiranno a ricreare l’incanto delle feste aristocratiche che hanno reso Versailles un simbolo universale di lusso e magnificenza. Le Fêtes Galantes non sono soltanto un evento in costume, ma una vera esperienza immersiva che permette di vivere il patrimonio storico del Palazzo da una prospettiva unica. Le sale illuminate, le scenografie curate nei minimi dettagli e l’atmosfera senza tempo trasformano ogni partecipante nel protagonista di una fiaba ambientata nella Francia dell’Ancien Régime. Anno dopo anno, questa manifestazione richiama visitatori provenienti da tutto il mondo, affascinati dall’opportunità di ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Kurt Jooss

Kurt Jooss appartiene a quella rara schiera di artisti capaci di trasformare la danza in un linguaggio capace di interrogare l’uomo e il suo tempo. La sua arte non nasceva dal semplice desiderio di creare movimento, ma dalla necessità di dare forma visibile ai sentimenti, ai conflitti e alle inquietudini che attraversano l’esistenza. Nelle sue composizioni il gesto non era mai un elemento decorativo: ogni passo, ogni pausa, ogni linea del corpo possedeva un significato profondo, diventando parola silenziosa di una narrazione intensa e universale. La grandezza di Jooss risiede nella capacità di unire la precisione della tecnica classica con la libertà espressiva della danza moderna. Egli seppe superare i confini tradizionali del balletto, cercando una nuova armonia tra disciplina e autenticità, tra bellezza formale e verità umana. Il corpo, nelle sue creazioni, non era soltanto uno strumento estetico, ma un mezzo attraverso cui raccontare fragilità, passioni, paure e speranze. La danza diventava così un teatro dell’anima, dove il movimento rivelava ciò che spesso le parole non riescono a esprimere. La sua poetica si distingue per un equilibrio raffinato tra intensità drammatica e chiarezza compositiva. Jooss possedeva uno sguardo profondamente teatrale: costruiva immagini capaci di rimanere impresse nella memoria, affidandosi ...

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Recensione del libro “La forma della percezione”

Ci sono libri sulla danza che raccontano una traiettoria artistica e libri che, più radicalmente, provano a interrogare il modo in cui quella traiettoria modifica il nostro sguardo. La forma della percezione. Daniele Albanese, coreografo del presente, scritto da Daniele Albanese, Iolanda Del Pozzo e Alessandro Pontremoli e pubblicato da Cue Press (176 pagine), appartiene alla seconda categoria: non è soltanto un volume dedicato a un autore della scena contemporanea, ma un dispositivo critico attraverso il quale osservare la danza mentre accade, nella sua dimensione più instabile, concreta e percettiva. Il titolo costituisce già una dichiarazione di poetica. La percezione, infatti, non è qui un semplice effetto dello spettacolo: è la materia stessa della coreografia. Nella ricerca di Albanese il corpo non sembra chiedere allo spettatore di essere interpretato quanto, prima ancora, di essere percepito. La danza si colloca in quello spazio sottile nel quale il movimento precede il significato e la presenza fisica diventa una forma di pensiero. È forse questo il tratto più riconoscibile e insieme più sfuggente del lavoro di Albanese: la capacità di sottrarre il corpo all’evidenza immediata senza mai privarlo della sua fisicità. Il gesto è preciso, ma non illustrativo; il movimento è costruito, ma ...

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Milano Dance Week 2026 al Teatro della Quattordicesima

La prima edizione della Milano Dance Week si appresta a trasformare il capoluogo lombardo nel punto di riferimento della danza e della formazione di alta qualità. Dal 21 al 27 settembre 2026, il Teatro della Quattordicesima apre le sue porte a chiunque faccia della danza il proprio linguaggio d’elezione, con l’obiettivo di creare un ponte tra professionismo e formazione d’eccellenza. Promossa con il patrocinio del Comune di Milano – Municipio 4 e con la media partnership di DanzaDance.com, la manifestazione proporrà un’intensa settimana di esposizioni, audizioni di rilievo e spettacoli dal vivo. La rassegna è stata fortemente voluta da Pietro Froiio, Direttore Moma Studios e Teatro della Quattordicesima e da Simone Ranieri, Direttore Artistico del Teatro. “La danza rappresenta da sempre il cuore e l’anima di Moma Studios. È da lì che siamo partiti più di vent’anni fa ed è quindi naturale che, nel progetto del Teatro della Quattordicesima, non potesse mancare uno spazio importante interamente dedicato alla danza. – afferma Pietro Froiio. Con la Milano Dance Week, dal 21 al 27 settembre, vogliamo creare una settimana capace di mettere al centro i danzatori, le compagnie, le scuole e il pubblico, offrendo occasioni di spettacolo, incontro e condivisione. Milano è una ...

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Novità editoriale: Steven Caras e il balletto nell’obiettivo

Tra le pubblicazioni dedicate al mondo della danza più attese dell’autunno 2026, Through the Lens of a Dancer di Steven Caras si distingue per una ragione molto particolare: è il racconto di un uomo che il balletto lo ha vissuto prima con il proprio corpo e poi attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. In uscita il 15 settembre 2026, il memoir promette di attraversare più di una dimensione della storia della danza americana, intrecciando esperienza personale, memoria artistica e fotografia. La vicenda di Caras comincia in modo tutt’altro che scontato. Si avvicina al balletto a quindici anni, un’età considerata relativamente tarda per chi aspira a una carriera professionale nella danza. All’inizio, inoltre, deve confrontarsi con un’idea molto radicata nella società del tempo: quella secondo cui il balletto non fosse un’attività adatta a un ragazzo. È proprio da questa esitazione iniziale che prende forma un percorso destinato a cambiare completamente la sua vita. Nel giro di pochi anni, Caras entra infatti nel New York City Ballet, una delle compagnie più importanti della storia della danza americana, e si trova a lavorare sotto la guida di George Balanchine. Per un appassionato di balletto, questo è già uno degli elementi che rendono il ...

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Site Dance 2026: gli appuntamenti conclusivi del Festival

Prosegue in settembre la settima edizione di SITE DANCE, la rassegna di danza contemporanea itinerante che vede alla direzione artistica Simona Bucci e Marika Errigo, progetto della Compagnia degli Istanti, con il sostegno di MIC, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Fondazione CR Firenze. Il 19 settembre 2026, alle ore 18:00, al Piccolo Teatro delle Rose di Scandicci andrà in scena Ritorno Altrove, di e con Luca Campanella e Françoise Parlanti. Il duetto riflette sul tema della nostalgia, complesso, pregno di sfumature e ambivalenze. È un’immersione emotiva, guidata dai ricordi, che fa emergere non solo la mancanza di relazioni, luoghi e tempi vissuti, ma anche la malinconia per dimensioni dell’animo come un criptico “altrove”: uno spazio interiore di progetti sognati e mai realizzati. Seguirà la Compagnia Egribianco Danza con She Screams, firmato da Raphael Bianco, un lavoro sull’amore: frammenti di passione e dolore fragilità e forza, dolcezza e follia. Il potere immenso dell’amore, che può essere devastante o vivificante visto attraverso un caleidoscopico ritratto gestuale focalizzato su tre donne accompagnato dalle ruvide, appassionate, graffianti canzoni di Janis Joplin. Chiuderà la serata Miniatures: Ground Studies, una creazione di Camilla Giani che esplora il corpo nella sua scala più intima, dove ...

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Gran Galà di danza: a Marcellina la danza celebra trent’anni di emozioni con La Gioia di Danzare

Sabato 12 settembre, alle ore 21, Piazza Cesare Battisti a Marcellina si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto per il Gran Galà di danza della scuola di danza e di balletto, diretta da Sara Zuccari “La Gioia di Danzare”, una realtà che dal 1997 accompagna intere generazioni attraverso l’arte, la disciplina e la magia della danza. Una serata speciale, voluta dalla Pro Loco di Marcellina nell’ambito dei festeggiamenti dedicati a Santa Maria delle Grazie, patrona del paese, che quest’anno assume un significato ancora più importante: la scuola, infatti, dà ufficialmente il via ai festeggiamenti per il suo trentennale di attività, 1997-2027. Sarà un vero viaggio attraverso epoche, atmosfere e linguaggi differenti, con protagonisti tutti gli allievi della scuola, dai più piccoli ai più grandi, chiamati a condividere con il pubblico il frutto di un intero anno di studio, passione e lavoro. La storia de “La Gioia di Danzare” è impreziosita, in questi trent’anni, anche dalla presenza di grandi ospiti del mondo della danza e dello spettacolo. Tra gli incontri più significativi, impossibile non ricordare Carla Fracci, étoile internazionale e icona della danza italiana, che nel 2015 è diventata cittadina onoraria di Marcellina, anche grazie al legame di amicizia ...

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Il direttore artistico Ted Brandsen “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La bella addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Troppo difficile sceglierne uno! Adoro The Four Seasons di David Dawson, Solitude di Alexei Ratmansky, la serie Blake Works di William Forsythe, qualsiasi lavoro di Hans van Manen… e la lista potrebbe continuare! Il Teatro del cuore? Il nostro teatro di Amsterdam, il Dutch National Opera & Ballet, dove ho trascorso quarant’anni, fin dalla sua apertura. Un romanzo da trasformare in balletto? Nessuno. Il balletto può fare a meno delle storie, anche se adoro un buon balletto narrativo. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lo stesso: nessuno in particolare. Il costume di scena indossato che hai preferito? Semplici body e calzamaglie. Quale colore associ alla danza? L’azzurro del cielo. Che profumo ha la danza? Di sudore e di rose. La musica più bella scritta per balletto? Agon di Igor Stravinskij, oppure qualsiasi composizione di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse (The Red Shoes) e Due vite, una svolta (The Turning Point). Due miti della danza del passato, uomo e donna? La nostra coppia d’oro della danza olandese: Han Ebbelaar e Alexandra Radius. Il tuo “passo di danza” preferito? Impossibile sceglierne uno solo dall’intero ...

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Recensione del libro “Giselle nostra contemporanea”

  Ci sono balletti che il tempo consegna alla storia e balletti che, al contrario, sembrano sottrarsi alla storia proprio per continuare a interrogarla. Giselle appartiene a questa seconda, più rara categoria. Ogni epoca che l’ha incontrata ha finito per riconoscervi qualcosa di sé: il Romanticismo vi proiettò il desiderio dell’assoluto, la fascinazione per il soprannaturale e la morte, il Novecento ne fece un banco di prova per la grande tradizione accademica, mentre la contemporaneità ha scoperto nel suo fragile fantasma una materia sorprendentemente disponibile alla reinvenzione. È da questa inesauribile capacità di mutare senza cessare di essere Giselle che prende le mosse Giselle nostra contemporanea. Conversazioni, ricostruzioni e riletture, il volume curato da Roberta Albano e Maria Venuso, pubblicato da Piretti Editore (348 pagine con numerosi contributi critici in italiano e inglese e fotografie). Il titolo contiene già una dichiarazione di poetica. Quel “nostra” non indica soltanto la vicinanza cronologica, né pretende di attualizzare artificiosamente un capolavoro dell’Ottocento. Indica piuttosto un’appartenenza: Giselle continua a essere nostra perché ogni generazione è costretta a ridefinire il proprio rapporto con la memoria della danza. E proprio la memoria, in questo libro, assume un valore tutt’altro che nostalgico. È materia viva, instabile, continuamente ...

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