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Addio a Dulce Wohner, pioniera del balletto cubano

Con la scomparsa di Dulce Wohner, poi conosciuta come Dulce Anaya, il mondo della danza perde una delle protagoniste della generazione che contribuì alla nascita e all’affermazione della scuola cubana di balletto. Nata a L’Avana il 26 dicembre 1931 e scomparsa a Jacksonville il 13 luglio 2026, ha dedicato l’intera vita all’arte coreutica, distinguendosi sia come interprete sia come apprezzata insegnante, lasciando un’eredità destinata a vivere attraverso i suoi allievi e la storia del balletto internazionale. La sua carriera attraversò alcuni dei momenti più importanti della danza del Novecento: dagli esordi accanto ad Alicia, Fernando e Alberto Alonso alla consacrazione nei maggiori teatri europei, fino alla lunga attività didattica negli Stati Uniti, dove formò nuove generazioni di danzatori. Nata come Dulce Wohner Ventayol nei pressi dell’Avana, era figlia di un pianista di origine austriaca stabilitosi a Cuba e di un’insegnante cubana. L’ambiente familiare favorì sin dall’infanzia la sua inclinazione artistica e la indirizzò verso lo studio della danza classica. La sua formazione ebbe inizio presso la prestigiosa Sociedad Pro-Arte Musical, la più importante istituzione cubana dedicata alla diffusione della cultura musicale e coreutica prima della rivoluzione. Qui studiò inizialmente sotto la guida del maestro bulgaro Georges Milenoff, figura fondamentale nella ...

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Divi & Divine: Rudolf Nureyev, il ribelle che cambiò per sempre il volto della danza

«La tecnica è ciò a cui ricorri quando finisci l’ispirazione.» Poche frasi raccontano l’essenza di Rudolf Nureyev meglio di questa. Per lui la perfezione tecnica non era il traguardo, ma soltanto il punto di partenza. Sul palcoscenico cercava qualcosa di più: verità, passione, rischio, intensità. È questa ricerca incessante ad aver trasformato il ballerino nato in Unione Sovietica in una delle figure più rivoluzionarie della storia del balletto. Nato il 17 marzo 1938 su un treno della Transiberiana, nei pressi del lago Bajkal, Rudolf Khametovič Nureyev trascorse l’infanzia a Ufa, in una famiglia di origini tatare. Il suo talento si manifestò tardi rispetto agli standard della danza accademica, ma l’ammissione alla prestigiosa Accademia Vaganova di Leningrado cambiò definitivamente il suo destino. Entrato nel Balletto Kirov nel 1958, si impose in pochissimo tempo come un interprete fuori dal comune, capace di unire virtuosismo, musicalità e una presenza scenica magnetica. Il momento destinato a cambiare non solo la sua vita, ma anche la storia culturale del Novecento, arrivò il 16 giugno 1961 all’aeroporto di Le Bourget, a Parigi. Durante una tournée del Kirov, Nureyev chiese asilo politico alla Francia, sfuggendo agli agenti sovietici che volevano rimpatriarlo. La sua clamorosa defezione divenne uno ...

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English National Ballet 26/27: una stagione tra classici e novità

L’English National Ballet presenta la stagione 2026/27 sotto il segno di un invito preciso al pubblico: “sentire di più”. Un messaggio che racchiude la visione del direttore artistico Aaron S. Watkin e che definisce un programma capace di unire il grande repertorio del balletto, nuove commissioni coreografiche, riletture contemporanee e progetti pensati per avvicinare alla danza spettatori di tutte le età. La nuova stagione si aprirà al Sadler’s Wells Theatre di Londra nel settembre 2026 con Rhythm Riot, un trittico che celebra il rapporto tra musica, movimento ed energia scenica. Il programma riunisce tre linguaggi coreografici differenti: per la prima volta l’English National Ballet presenterà Symphony in Three Movements di George Balanchine, capolavoro neoclassico costruito sulla musica omonima di Igor Stravinskij, caratterizzato da velocità, precisione e brillantezza tecnica. Accanto a Balanchine arriveranno due nuove creazioni in prima mondiale: Auguries of Innocence di Jae Man Joo, ispirata alla poesia di William Blake e alla sua riflessione sul rapporto tra innocenza, esperienza e condizione umana, e Bow Out di Micaela Taylor, un lavoro che trae ispirazione dall’energia della scena jazz degli anni Trenta e dal suo ritmo travolgente. La stagione proseguirà con uno dei titoli più amati dal pubblico internazionale: Romeo and ...

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Divinamente Diva, Mathilde Kschessinska

Vi fu un tempo in cui il palcoscenico non era soltanto uno spazio, ma un regno, e in quel regno Mathilde Kschessinska non entrava: regnava. Non si limitava a danzare, ma affermava una presenza, una volontà luminosa che trasformava ogni passo in dichiarazione, ogni gesto in potere. In lei la grazia non era mai fragile. Era consapevole, scolpita, quasi aristocratica per natura e per scelta. Il suo corpo parlava una lingua precisa, netta, priva di esitazioni: non l’abbandono, ma il controllo; non il sogno, ma la sua realizzazione. Dove altre evocavano l’etereo, Kschessinska incarnava la certezza. Era la linea perfetta che non tremava, l’equilibrio che non si incrinava, la sicurezza che non chiedeva conferma. La sua arte non cercava di sfuggire al mondo, lo dominava. Ogni apparizione portava con sé il riflesso di un ordine superiore, quasi imperiale, in cui bellezza e disciplina si fondevano senza sforzo visibile. Nulla sembrava lasciato al caso, e proprio in questa precisione assoluta si celava il suo fascino più sottile: la sensazione che dietro ogni movimento esistesse una volontà inaccessibile, una distanza che rendeva impossibile possederla davvero. Non era una danza che si offriva, ma una danza che si imponeva con eleganza. Il pubblico ...

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Roberto Bolle and Friends incanta il Circo Massimo: il gala delle stelle illumina l’estate romana

La grande danza internazionale torna protagonista dell’estate del Teatro dell’Opera di Roma con Roberto Bolle and Friends, in scena martedì 14 luglio alle ore 21.00 nella straordinaria cornice del Circo Massimo. Un appuntamento ormai imprescindibile della stagione estiva capitolina che, dal 2011, rappresenta uno degli eventi più attesi dal pubblico, capace di coniugare l’eccellenza artistica con il fascino senza tempo di uno dei luoghi simbolo della storia di Roma. Il gala ideato da Roberto Bolle conferma anche quest’anno la propria vocazione internazionale, riunendo alcune delle più prestigiose stelle del balletto mondiale in un programma che attraversa il repertorio classico e la danza contemporanea, offrendo un percorso artistico ricco di virtuosismo, emozione e ricerca coreografica. «Terme di Caracalla, Circo Massimo… esibirsi a Roma è sempre uno spettacolo dentro lo spettacolo. Sono sempre luoghi che vibrano insieme a noi, che danzano insieme a noi. La Storia si fa sentire, sembra che ti stia a guardare. C’è sempre qualcosa di magico e sospeso in queste occasioni, qualcosa che riecheggia e che sembra raggiungerci attraverso i secoli, unendo le arti in un moto universale e perpetuo», racconta Roberto Bolle, descrivendo il profondo legame che lo unisce alla Capitale e ai suoi scenari monumentali. Accanto ...

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L’Accademia Nazionale di Danza rende omaggio al Maestro Zarko Prebil a dieci anni dalla scomparsa

  Il 16 luglio alle ore 21.30 al Teatro Grande dell’Accademia Nazionale di Danza una serata-evento tra memoria, testimonianze e grandi protagonisti della danza internazionale Sarà una serata di grande emozione, memoria e celebrazione quella che si terrà il prossimo 16 luglio presso il Teatro Grande dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dedicata al ricordo del Maestro Zarko Prebil, figura straordinaria della danza internazionale, nel decimo anniversario della sua scomparsa. L’evento, fortemente voluto dall’Accademia Nazionale di Danza e dalla Direttrice Annamaria Galeotti, riunirà alcuni tra i più importanti nomi del panorama coreutico italiano e internazionale per rendere omaggio a un artista e grande maestro che ha lasciato un segno profondo nel mondo della danza e nella formazione di intere generazioni di danzatori. «Sono felice e onorata di presentare questa serata dedicata alla memoria del Maestro Zarko Prebil, figura fondamentale per la danza italiana e internazionale e punto di riferimento per generazioni di artisti. Per oltre trent’anni legato all’Accademia Nazionale di Danza, ha trasmesso con passione il valore della tradizione coreutica, formando danzatori, maestri e professionisti. Con questo omaggio desideriamo ricordare non solo il grande maestro e professionista, ma anche l’uomo che ha lasciato un segno profondo nella storia dell’Accademia e ...

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Auguri ad Azari Plisetski, maestro di eleganza e passione

In occasione del compleanno di Azari Plisetski, è l’occasione per celebrare la storia di un artista che ha attraversato il Novecento della danza con eleganza, rigore e una straordinaria capacità di unire tradizione e innovazione. Il suo nome richiama una grande famiglia artistica, ma il suo percorso ha saputo affermarsi con una propria identità, costruita attraverso anni di studio, disciplina e ricerca. Nato in un ambiente profondamente legato alla musica e al balletto, Azari Plisetski ha respirato fin dall’infanzia la cultura della scena. Fratello della celebre ballerina Maya Plisetskaya, una delle icone assolute della danza del XX secolo, ha scelto una strada personale, dedicandosi non soltanto all’interpretazione, ma anche alla creazione e alla trasmissione del sapere coreutico. La sua formazione presso la scuola del Teatro Bol’šoj di Mosca gli ha dato una solida base nella grande tradizione del balletto russo, fondata su precisione tecnica, espressività e profondità artistica. Nel corso della sua carriera ha lavorato come ballerino, coreografo e pedagogo, portando la sua esperienza in diversi contesti internazionali e contribuendo alla crescita di numerosi interpreti. Uno degli aspetti più significativi della figura di Plisetski è la capacità di essere stato un ponte tra culture diverse. La danza, per lui, non ...

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Lezioni di repertorio: il ponte tra tecnica e interpretazione

Le lezioni di repertorio rappresentano uno dei momenti più affascinanti e formativi nello studio della danza classica. A differenza delle lezioni di tecnica alla sbarra o al centro, il repertorio introduce gli allievi all’interpretazione dei grandi balletti della tradizione, trasformando lo studio del movimento in un’esperienza artistica completa. Si tratta di un passaggio fondamentale nella formazione del danzatore: qui la tecnica non è più un fine, ma uno strumento al servizio del racconto. Dalla tecnica alla narrazione Nelle lezioni di repertorio, gli allievi studiano estratti dai grandi capolavori del balletto classico. Tra i più utilizzati troviamo Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e Giselle. Ogni variazione o passo a due non è soltanto una sequenza di movimenti, ma una vera e propria scena teatrale. Il ballerino deve imparare a comprendere il contesto narrativo, il carattere del personaggio e le emozioni da trasmettere. L’importanza dell’interpretazione Uno degli aspetti più complessi del repertorio è l’interpretazione. Nella danza classica, la precisione tecnica è fondamentale, ma non sufficiente. Durante queste lezioni, l’insegnante guida gli studenti a sviluppare espressività, musicalità e presenza scenica. Un semplice gesto della mano o uno sguardo possono cambiare completamente il significato di una variazione. Per questo motivo, il repertorio ...

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SITE DANCE 2026 – “Groove”/“La veglia”

Torna l’appuntamento con la danza contemporanea più atteso dell’estate toscana: SITE DANCE giunge alla sua settima edizione. Sotto la direzione artistica di Simona Bucci e Marika Errigo, il progetto della Compagnia degli Istanti si conferma un punto di riferimento per chi cerca il connubio perfetto tra performance, territorio e innovazione. La rassegna, sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Toscana e dalla Fondazione CR Firenze, propone un fitto calendario di appuntamenti che, dal 3 luglio al 26 settembre 2026, trasformerà parchi, cortili e luoghi urbani di Vaglia, Firenze, Lastra a Signa e Scandicci in palcoscenici a cielo aperto. Tra i momenti più attesi di questa edizione, il 15 luglio alle ore 17:30, il MAD-Murate Art District di Firenze ospiterà il primo studio di Groove, un progetto di Camilla Giani, in collaborazione con SADI. Il termine “groove” porta con sé una doppia anima: quella musicale, legata a un ritmo che invita al movimento, e quella semantica, che rimanda al “solco”. Il groove è un atto relazionale. È l’esplosione che nasce dall’incontro tra tempo e spazio, tra suono e danza, tra individuale e collettivo” – spiegano Giani e SADI. Lo spettacolo indaga la ripetizione non come ritorno all’identico, ma come dispositivo di ...

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Tra tulle e spirito: i costumisti dell’età romantica

Nel chiarore lattiginoso dei teatri ottocenteschi, quando il gas disegnava ombre tremule sulle quinte dipinte, il balletto romantico prendeva forma non solo nei corpi eterei delle ballerine, ma anche nelle mani sapienti di coloro che ne vestivano i sogni: i costumisti. Figure spesso dimenticate, eppure decisive, essi furono gli artefici silenziosi di un’estetica che ancora oggi abita l’immaginario collettivo. Il balletto romantico nasceva da un desiderio di evasione: silfidi, wilis, spiriti e creature ultraterrene popolavano le scene. Per rendere credibile questa sospensione del reale, il costume divenne linguaggio. I costumisti compresero presto che non si trattava più di imitare la moda contemporanea, come avveniva nei secoli precedenti, ma di evocare l’invisibile. Così nacque il tutù romantico: una nuvola di tulle leggero, lungo fino a metà polpaccio, capace di dissolvere i contorni del corpo e suggerire un’esistenza fatta d’aria. Dietro questa apparente semplicità si celava un lavoro complesso. I tessuti dovevano reagire alla luce, vibrare al minimo movimento, amplificare la danza senza appesantirla. Le tinture, spesso realizzate a mano, ricercavano tonalità diafane: bianchi lattiginosi, azzurri polverosi, verdi acquatici. Il costume non doveva dominare la scena, ma fondersi con essa, diventare un prolungamento dell’atmosfera. I grandi costumisti dell’epoca — spesso collaboratori stretti ...

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