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Interviste

Compagnia MK: suggestioni performative oltre il tempo e lo spazio

Compagnia MK: suggestioni performative oltre il tempo e lo spazio

  Fondatore della compagnia MK, Michele Di Stefano intraprende la sua carriera nel mondo della danza con un bagaglio culturale sulle spalle colmato dagli studi universitari e la scena musicale punk/new wave degli anni Ottanta. Il suo debutto in qualità di coreografo avviene nel 1999 con e-ink, lavoro riproposto lo scorso anno dal progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta). Lunga la sequela di collaborazioni, tra le quali si annoverano il duo performativo Sigourney Weaver, nonché i coreografi Cristina Rizzo e Fabrizio Favale nell’ambito della creazione della Piattaforma della Danza Balinese al Festival di Santarcangelo. Tra i suoi ultimi progetti vi sono Robinson, Il giro del mondo in 80 giorni, Quattro danze coloniali viste da vicino e Grand Tour. La compagnia MK è una delle cinque formazioni internazionali inserite nel libro Corpo sottile. Uno sguardo sulla nuova coreografia europea (Ubulibri, 2003). Michele Di Stefano è stato vincitore nel 2014 del Leone d’argento per la Danza alla Biennale Danza di Venezia. Dalla sua biografia si deduce che lei, dopo gli studi universitari, sia approdato nella scena musicale punk/new wave per poi sfociare nel progetto/compagnia MK. Quali sono state le tappe di questa evoluzione del percorso? Gli studi sono venuti dopo ...

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Oriella Dorella, la luce e la bellezza della danza

Oriella Dorella nasce a Milano, dove inizia a frequentare la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Diplomatasi nel 1969, entra a far parte del Corpo di Ballo dell’Ente Lirico Scaligero, divenendo dapprima Solista nel 1972, poi Prima Ballerina nel 1977 ed infine Étoile nel 1986. Tra gli altri, ha preso parte ad alcuni dei più celebri balletti: Giselle, Coppelia, Lo Schiaccianoci, Miss Julie di Birgit Cullberg, La bisbetica domata di John Cranko, La strada di Mario Pistoni, L’Histoire de Manon di Kenneth McMillan, Onegin, Afternoon of a Faun di Jerome Robbins, Adamo ed Eva ecc. Ha partecipato a produzioni di altri teatri italiani, tra le quali si ricordano: “Il diario di Anna Frank” coreografia di Roberto Fascilla a Verona e le “Tre sorelle” coreografie di Gheorghe Iancu a Bologna. Ha preso parte a numerosi varietà televisivi di successo, quali “Fantastico” e “Sotto le Stelle” acquistando grande popolarità. Lasciato il Teatro alla Scala nel 1994, torna in scena nel 1996 con “La Marchesa Von O.” di Vittorio Biagi, cui fa seguito “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepùlveda, presso il Piccolo Teatro di Milano con la regia di Walter Pagliaro e le ...

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Marco Pierin dal palcoscenico all’insegnamento con vocazione e dedizione

Marco Pierin nasce a Milano. Da giovanissimo viene ammesso alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, dove si diploma nel 1977. Immediatamente dopo, entra a far parte del Corpo di ballo dello stesso teatro, che lo nomina solista nel 1980 e nel 1981 primo ballerino. Nel 1985, inizia il suo percorso come guest star internazionale, e in questo ruolo, danza nei maggiori Teatri del mondo, avendo come partner, molte tra le più prestigiose interpreti del balletto. Dopo un’importante, e lunga carriera, si dedica oggi, all’insegnamento di alto livello; è infatti, guest theacher in numerose compagnie internazionali, tra le quali, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Municipal de Rio de Janeiro, il National Ballet of Canada a Toronto, il Royal Swedish Ballet a Stoccolma, Les Ballets de Montecarlo e molte altre. Si dedica inoltre con passione, al coaching e alla preparazione dei giovani talenti futuri della danza.   Carissimo Marco, hai sempre sognato, fin da piccolo, di diventare un danzatore?   All’età di 6 anni, vidi in televisione dai miei nonni materni, un “Lago dei Cigni” dal Bolshoi di Mosca, nel quale danzavano Maja Plisesckaja e Nikolai Fodeyechev, che mi folgorò. Da ...

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Viaggio con la Danza

Cristina Scimè: “il Tango è stata la mia salvezza”

Laureata in Business Communication, Cristina Scimè appende le scarpette di danzatrice classica per innamorarsi del tango. Da 10 anni vive e insegna a Milano ed è vicepresidente dell’associazione “Tangodoble Milano”, una delle prime realtà milanesi per l’insegnamento del Tango. Si è esibita in festival mondiali sia in Italia sia in Ungheria, in Germania, in Marocco, in Afghanistan e in Uzbekistan. Viaggia spesso per lunghi periodi alla volta di Buenos Aires dove si è perfezionata.   Come inizia questo tuo lungo percorso di ballerina? Già dall’età di 4 anni intrattenevo parenti e vicini con i miei assoli; ho iniziato con la danza classica più tardi, a 9 anni, e ho continuato per 10 anni. Sognavo di diventare étoile all’Opera e di viaggiare molto. Purtroppo la mia famiglia non ha mai preso troppo sul serio i miei sogni, probabilmente anche perché a scuola avevo ottimi voti. Dopo essere stata rifiutata alla Scala di Milano, ho letteralmente appeso le punte al chiodo e non ho voluto più saperne, come quando un grande amore finisce. Fino a che per caso, in un momento buio di molti anni dopo, non mi sono imbattuta nel tango. Cosa rappresenta per te il Tango? Il tango per me ...

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Massimiliano Volpini: “La danza, amore a prima vista”

Massimiliano Volpini entra nel Corpo di Ballo del Teatro alla Scala nel 1991 dove rimane fino al 2014, dedicandosi poi completamente alla coreografia. È stato uno dei quattro coreografi scelti per l’International Choreography Showcase 2000 in Virginia dove ha creato “Due”; sempre nel 2000 ha creato “Sinfonia in quattro colori” per la Scuola di Ballo della Scala. Nel 2001 ha iniziato la collaborazione con Roberto Bolle, per il quale ha creato un assolo per il “Premio Barocco 2001”; una coreografia per “Notte di duelli e di magia” (trasmissione Rai ideata da Vittoria Ottolenghi); una coreografia per Roberto Bolle e Greta Hodgkinson per Ferragamo e il balletto “Antonio e Cleopatra”. Ha realizzato le coreografie per “Traviata” al Todi Arte Festival. Ha creato svariate coreografie per i danzatori scaligeri, tra cui Lettera ritrovata, Bolero, File not found, Ludwig Dances, Darkness is about to pass, Aria. Dal 2007 al 2010, in qualità di coreografo residente, ha realizzato nove coreografie per la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. È stato invitato da Peter Martins a partecipare alla Fall Session 2007 e alla Summer Session 2008 del “New York Choreographic Insitute”. Per il “Tulsa Ballet”, in Oklahoma, realizza nel 2009 “Amadè”. Ha creato ...

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Viaggio con la Danza

La danza Sportiva secondo il maestro Maurizio Vescovo

Secondo posto ai campionati del mondo WDC Professional Latin del 2015, competizioni Internazionali quali Blackpool nel Regno Unito, Toronto Open Dance Championship, Korea Open Professional Latin e molti altri Maurizio Vescovo è tra i grandi nomi della Danza Sportiva in Italia. Che opinione ti sei fatto sul mondo delle competizioni? E’ difficile parlare di questa disciplina della danza cosiddetta sportiva. Molto dipende sempre dai fattori più disparati, dai risultati che si fanno, dalle varie componenti agonistiche in gioco. Ma una cosa che posso è dire che le gare di una volta erano migliori. Ricordo, ad esempio, i campionati italiani dove i più grandi campioni e insegnanti giudicavano le competizioni. E i risultati erano più coerenti. Ma non si può fare di tutta un’erba un fascio, ci sono ancora delle belle gare in giro per il mondo. Che novità ci sono dal mondo della danza di coppia? Le novità stanno solo nel migliorarsi e rendere più pura possibile la danza. Il contemporaneo delle gestualità e dei movimenti sono le chiavi dell’innovazione. Il ballo è più vero e realistico con il proprio partner se fondato su una bella relazione di coppia e con precisi movimenti armonici. I traguardi si manifestano sulle emozioni ...

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M° Marinel Stefanescu: l’arte nella verità della creazione

Marinel Stefanescu, nativo di Bucarest, viene iscritto, su indicazione di suo zio, il noto primo ballerino Gabriel Popescu, alla Scuola di ballo dell’Opera di Bucarest dove si diploma nel 1966 col massimo dei voti. Ancora allievo della scuola ricopre in teatro ruoli di solista e primo ballerino. Viene inviato a Mosca per un corso di perfezionamento al Teatro Bolshoi sotto la guida di Messerer e Iermolaiev e poi al Kirov di Leningrado con il famoso M° Pushkin. Nel 1968 riceve il primo premio e la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Danza a Varna a pari merito con Mihail Barishnikov, e viene nominato primo ballerino all’Opera di Bucarest. Nel 1969 riceve il premio per la miglior interpretazione al 1° Concorso Internazionale di balletto a Mosca. Accanto alla sua passione per il balletto scopre giovanissimo, la sua vocazione alla coreografia che già si esprime in creazioni personali in occasione della partecipazione ai Concorsi di balletto, con ‘a soli’ originali come quella su musica di Bach: “Ascolta le Voci”. Dal ’69 comincia la sua carriera internazionale, è ripetutamente invitato come artista-ospite protagonista di tutto il repertorio classico-romantico e moderno nei maggiori Teatri dell’Europa, dell’Unione Sovietica e dell’Asia. Da un punto di vista ...

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La vita di una ballerina, tra tutù e tacchi a spillo. Intervista a Beatrice Restelli

La vita di una ballerina, tra tutù e tacchi a spillo. Intervista a Beatrice Restelli

  Originaria di Bergamo, classe 1992, Beatrice Restelli è la ballerina classica componente la crew dei Mnai’s. Formatasi in terra natia tra l’Istituto per la Formazione Coreutica e l’Accademia di Danza Pavlova, Beatrice percorre una carriera esperienziale e professionale che abbraccia il palcoscenico e la passerella, lavorando sia per compagnie di danza sia per agenzie di moda. Nel 2013 entra a far parte del cast dello show Around, regia di Marco Silvestri, dove avviene ufficialmente l’ingresso nella “famiglia” Mnai’s. Sfila per eventi mondani quali convention, dinner show e persino all’interno della Milano Fashion Week, in cui si fa “bandiera” di una fetta di moda italiana emergente ed ecosolidale. La tua formazione ha inizio nel 1997 a Bergamo tra l’Istituto per la Formazione Coreutica e l’Accademia di Danza Pavlova. Ci racconti un po’ di questo percorso degli esordi e di quanto l’impianto disciplinare ha influito sulla tua carriera futura? Ho iniziato a ballare all’età di 4 anni presso l’Istituto Coreutico di Bergamo, in particolare in una delle sue tante sedi provinciali, quella cioè del mio paese natio, Curno. Mi ricordo che alla prima cosiddetta “lezione di prova” partecipai con la mia migliore amica Silvia. Entrambe entusiaste, entrammo a far parte di ...

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Martina Dalla Mora: un nuovo talento in scena

Martina Dalla Mora, recentemente diplomata con successo alla Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala di Milano diretta da Fréderic Olivieri è in procinto di partire, con destinazione Monaco di Baviera, per entrare nell’organico della Compagnia del Bayerische Staatsballett guidata dal Direttore Igor Zelensky. Unica danzatrice al mondo, dopo Luciana Savignano e Sylvie Guillem ad aver danzato, sul prestigioso palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano, il celebre assolo “La Luna” del balletto “Heliogabale” creato per la stessa Savignano nel 1976 dal grande coreografo Maurice Béjart, costruito sull’Adagio dal Concerto per violino in mi maggiore di Johann Sebastian Bach, divenuto poi successivamente un “titolo a sé” grazie alla sua compiutezza coreografica compositiva e creativa. Carissima Martina, come ti sei innamorata della danza e qual è stato il percorso artistico che hai intrapreso? Sei entrata subito nella Scuola di Ballo scaligera? Sono entrata a contatto con la danza grazie alle mie sorelle maggiori, Alessandra e Francesca. Entrambe hanno seguito corsi di danza quando io ero molto piccola, Alessandra ha poi smesso mentre Francesca ha continuato. Probabilmente il forte desiderio di ballare è nato da qui, nel vedere i saggi di mia sorella. Non ricordo bene com’è iniziato il tutto, non ricordo ...

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Joseph Fontano: “Il prossimo Direttore dell’Accademia riporti l’attenzione sulla danza” [ESCLUSIVA]

Come documentato dal Giornale della danza la scorsa settimana, il Maestro Joseph Fontano, docente di danza contemporanea all’Accademia Nazionale di Danza, ha vinto il ricorso contro Bruno Carioti, attuale direttore dell’istituzione coreutica capitolina. Secondo il Consiglio di Stato, che a sua volta si è basato sul regolamento dell’Istituto, Carioti non ha i requisiti per guidare l’AND. I giudici hanno riconosciuto la validità della legge istitutiva del 1948, secondo la quale “la direttrice o il direttore dell’accademia deve essere compositore di danza di riconosciuto valore”. Il Giornale della Danza ha parlato con Joseph Fontano pochi giorni dopo la sentenza. Maestro Fontano, un lungo viaggio sembra essere, finalmente, arrivato al capolinea. È soddisfatto del risultato raggiunto? Un lungo percorso, certo, talvolta difficile e molto impegnativo. Ma che alla fine si è concluso bene. Sono molto soddisfatto:la giustizia ha fatto il suo corso, la legalità ha vinto. Sono veramente felice e, ad essere sincero, non mi aspettavo che andasse a finire così. Il giudice ha, infatti, riconosciuto due aspetti molto importanti che, a mio parere, devono far riflettere tutti noi: come prima cosa, Carioti non era in possesso dei requisiti per dirigere l’Accademia. E poi, ancora più importante, gli è stato riconosciuto il ...

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