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Allo Specchio

Il maître de ballet Marc-Emmanuel Zanoli “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? The Dream di Sir Frederick Ashton. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Sleight of Hand di Sol León e Paul Lightfoot. Il teatro del cuore? Il Grand-Théâtre di Bordeaux… Senza alcuna esitazione! Un romanzo da trasformare in un balletto? La Venere d’Ille di Prosper Mérimée. E un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Bolero, un film francese di Anne Fontaine. Racconta la storia della vita di Maurice Ravel. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Il mio costume preferito è quello di Carabosse nella versione di Charles Jude. A quale colore associ la danza? A tutti i colori. Che profumo ha la danza? Un mix di pece (colofonia), polvere e qualcosa di straordinario. La musica più bella mai scritta per un balletto? Sono indeciso tra il quarto atto de Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta di Prokof’ev. Il film sulla danza da non perdere?Cantando sotto la pioggia… oppure Dirty Dancing. Due leggende della danza del passato, una donna e un uomo? Zizi Jeanmaire e Pierre Lacotte. Mi hanno sempre affascinato. Il tuo passo di danza preferito? Il grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico, ...

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Il danzatore di OKC Ballet Federico Ginetti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta in tutte le sue versioni. Simboleggia una storia di amore, unione e amicizia. Nonostante il finale tragico, può benissimo rappresentare una scena quotidiana ancora attuale. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle, somewhat elevated di William Forsythe. Dove porta la tecnica e la figura del ballerino ad esplorare oltre i canoni di dinamicità, fisicità e virtuosità. Il Teatro del cuore? Da Milanese cresciuto e formato a Milano, non posso che dire il Teatro alla Scala. È sempre magico tornarci. Un romanzo da trasformare in balletto? Essendo un amante di libri gialli, sarebbe interessante poterne rappresentare uno sotto forma di balletto. Magari un bel romanzo di Agatha Christie. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella di Roberto Benigni. Un film che ci ricorda quanto siano potenti l’amore e l’ironia nel proteggerci dalle difficoltà della vita. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Hans quando si trasforma in un principe nello Schiaccianoci. Prezioso ed elegante. Quale colore associ alla danza? Il bianco è il colore simbolo di eleganza e purezza in questa disciplina. Rappresenta anche l’unione di tutti i colori dello spettro, a simboleggiare ...

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Il danzatore professionista Alessandro Cascioli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Sylphide. Adoro lo stile di Bournonville. In generale il balletto romantico mi emoziona molto, Giselle ne è un esempio, un altro balletto che amo fortemente. Il balletto contemporaneo prediletto? Domanda veramente difficile. Jiří Kylián è un grande mito per me, non saprei scegliere quale tra i suoi meravigliosi capolavori. Lo stesso vale per Crystal Pite, coreografa con un movimento che adoro. Poi farei due nomi di due balletti che ho danzato e che reputo due gioielli: Nijinski di Marco Goecke e Les Noces di Andonis Foniadakis. Il Teatro del cuore? Per la mia stabilità lavorativa e di vita sono legato al Teatro Massimo di Palermo, per la mia trasformazione da allievo a professionista e per tutto il percorso di crescita che ho vissuto, il mio cuore è a Firenze, al Maggio Fiorentino. Un romanzo da trasformare in balletto? Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, mi ha sempre affascinato il concetto di maschera. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Mine Vaganti o Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek, ma anche Sette Anime di Gabriele Muccino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Walkind Mad di Johan Inger, amavo il taglio ...

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Il Demi-Soloist Daniele Silingardi dello Stuttgart Ballet “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin e Mayerling. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián, Grosse Fuge di Van Manen e Spring and Fall di Neumeier. Il Teatro del cuore? Royal Opera House di Londra. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Notting Hill. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ufficiali di Mayerling. Quale colore associ alla danza? Bianco perché chiunque può metterci del suo ed è proprio quello che differenzia ogni artista. Che profumo ha la danza? L’erba estiva appena tagliata dato che quando ero giovane andavo a scuola di danza in bici circondato dai prati italiani. La musica più bella scritta per balletto? Onegin ultimo passo a due, Seven Symphony di Uwe Scholz, Petite Mort di Jiří Kylián, passo a due di Concerto di Kenneth MacMillan con musica di Shostakovich. Il film di danza irrinunciabile? White Nights con Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Armand da La ...

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Paloma Carrera (Jonathan Méndez) “allo specchio”

Jonathan Méndez è un ballerino classico colombiano, formatosi all’Incolballet di Cali e successivamente alla Scuola Jacqueline Kennedy Onassis dell’American Ballet Theatre di New York. È direttore artistico presso la Jonathan Mendez Dance Academy. Ha danzato con diverse compagnie ed è attualmente Principal Dancer della compagnia Ballet Eloelle / Grandiva. Paloma Carrera è il suo personaggio scenico femminile, una sorta di alter ego creato all’interno di Ballet Eloelle-Grandiva. Il balletto classico preferito? Il Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle somewhat elevated di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Il MET. Un romanzo da trasformare in balletto? Cent’anni di solitudine. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Memorie di una Geisha. Il costume di scena indossato che hai preferito? Dying Swan. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Una miscela di legno e resina. La musica più bella scritta per balletto? La Bella Addormentata nel Bosco. Il film di danza irrinunciabile? Center stage. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Lupe Serrano. Il tuo “passo di danza” preferito? Frappé. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Giselle. ...

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La Coryphée Emma Mardegan “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il Lago dei cigni che trovo sia il balletto classico per eccellenza ma adoro anche Giselle e Manon per la loro drammaticità. Il balletto contemporaneo prediletto? Bella Figura di Jiří Kylián e The Four Seasons di David Dawson anche se è più neo classico. Il Teatro del cuore? Il mio, dove ballo da già 7 anni, il Dutch National Ballet. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio, un grande tributo all’amore a lieto fine. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Shape of Water, un amore impossibile e complesso. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ne ho diversi, ho adorato i costumi di Diamonds in Jewels e i tutú di Henriette della nuova produzione di Raymonda di Rachel Beaujean. Quale colore associ alla danza? Non credo di riuscire ad associare solo un colore alla danza dato che i sentimenti e le emozioni che sa trasmettere vanno oltre lo spettro dei colori. Che profumo ha la danza? La danza per me ha il profumo del backstage: sudore, pece e sipario di velluto. La musica più bella scritta per balletto? Penso Il lago dei cigni di Tchaikovsky: varia dalla musica ...

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Il danzatore professionista Francesco Mezzoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è da sempre Lo Schiaccianoci. Mi affascinano la sua trama e la sua straordinaria musica. Inoltre, è stato uno dei primi balletti che ho interpretato appena entrato alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala ed è stato anche il primo balletto che ho danzato da professionista, una volta entrato in compagnia. Per questo motivo ho un legame molto forte e speciale con quest’opera. Il balletto contemporaneo prediletto? Attualmente non saprei indicarne uno in particolare. Fin da piccolo sono sempre stato maggiormente affascinato dal balletto classico e ho dedicato gran parte della mia attenzione a questo repertorio. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala di Milano. Fin da bambino ho sempre sognato di danzare su quel prestigioso palcoscenico e ho avuto la fortuna di poterlo fare quando ero allievo dell’Accademia. È stata una delle emozioni più belle della mia vita. In futuro mi piacerebbe tornare ad esibirmi alla Scala come ballerino professionista e non più come allievo. Un romanzo da trasformare in balletto? Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un romanzo che possiede tutti gli elementi ideali per essere trasformato in balletto: passione, tradimento, grandi emozioni, scene di forte impatto ...

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Il danzatore Tommaso Spadaccino “allo specchio”

Balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Balletto contemporaneo preferito? Dante Project di Wayne McGregor. Il teatro del cuore? Teatro alla Scala di Milano, Opéra de Paris, Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Odissea. E invece un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Il favoloso mondo di Amélie. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Season’s Canon. A quale colore associ la danza? Rosso. Che profumo ha la danza? La danza ha un profumo unico e inconfondibile, quello che ogni ballerino riconosce all’istante: il profumo delle sale di danza, fatto di impegno, passione, emozioni e sogni condivisi. La musica più bella mai scritta per un balletto? Romeo e Giulietta, motivo per cui è il mio preferito. Il film sulla danza imperdibile? Billy Elliot. Due leggende della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza della coreografia? Jiří Kylián. Guardandoti indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per aver abbellito il mondo con la sua arte ...

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La ballerina della State Opera Stara Zagora Alessia Bacchin “allo specchio”

Balletto classico preferito? Il mio balletto classico preferito, anche se difficile scegliere, credo che sia La bella addormentata, proprio perché riesce secondo me a rappresentare al meglio la danza classica con la sua eleganza, precisione dei movimenti e musicalità. Mi piace il fatto che ci siano molti ruoli molto diversi tra loro, dove in ognuno di essi puoi sperimentare nuovi modi per interpretarli, sia a livello tecnico che artistico. Balletto contemporaneo preferito? Minus 16 coreografato da Ohad Naharin è sempre stato uno dei balletti di contemporaneo che mi ha sempre affascinato, ha questa energia travolgente che ti cattura sin dall’inizio fino alla fine. A me personalmente esprime la ricerca della libertà, perché molte volte ci sentiamo intrappolati o giudicati dagli altri o anche da noi stessi e nel balletto, attraverso i movimenti grandi e improvvisi, riesce proprio a dare questa sensazione a chi sta guardando. Il teatro del cuore? Il mio teatro del cuore credo che sia sempre stato il Teatro Mariinskij, che rappresenta per me la grande tradizione e cultura del balletto e dove si sono esibiti tra i più importanti ballerini della storia. Un romanzo da trasformare in balletto? Un romanzo che trasformerei in balletto sarebbe Oliver Twist, ...

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Il solista principale Artemiy Pyzhov “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus e Il Corsaro. Il balletto contemporaneo prediletto? I fratelli Karamazov di Boris Eifman. Il Teatro del cuore? Bolshoi. Un romanzo da trasformare in balletto? Penso a Il Signore degli Anelli. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Ancora Il Signore degli Anelli. Il costume di scena indossato che hai preferito? L’idolo d’oro. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Sudore e profumo dolce. La musica più bella scritta per balletto? Lo Schiaccianoci (adagio) oppure l’adagio di Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Le notti bianche. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Nijinsky, Pavlova. Il tuo “passo di danza” preferito? Jeté en tournant. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Lascia che il palcoscenico prenda vita sotto i miei passi. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Coraggio, sincerità, perseveranza. Come ti vedi oggi allo specchio? Ancora bene! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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