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Storia e Cultura

Maria Taglioni: la prima ballerina romantica per la quale fu creato il tutù

Maria Taglioni nasce a Stoccolma nel 1804. E’ considerata la prima grande ballerina romantica di tutti i tempi. Maria è la protagonista indiscussa del balletto romantico e per lei il pittore Eugene Lamy crea il tutù, un costume leggero e vaporoso, con il sottogonna bianco, che sarebbe poi diventato l’emblema della ballerina romantica. Maria Taglioni riscuote un successo mondiale grazie alla sua enfasi sentimentale e il tecnicismo che ne accentua la componente emotiva. Lo stile romantico infatti è caratterizzato da movimenti dolci, braccia curve ed un’accentuata inclinazione in avanti del busto. Questo dona alla danzatrice un aspetto morbido e leggero. Il movimento delle gambe diviene più elaborato, elevando il livello tecnico. Il periodo romantico nel balletto inizia intorno al 1830, seguendo di poco il movimento romantico nell’arte e nella letteratura. Come in questi due movimenti, anche nel balletto romantico è presente una forte caratteristica conflittuale tra uomo e natura. I balletti romantici sono generalmente suddivisi in due atti. Il primo rappresentato alla luce del giorno e associato alla realtà; il secondo invece ha luogo di notte, in un mondo sovrannaturale, dove solitamente si svolge un finale tragico. L’epoca romantica ha accentuato il ruolo della ballerina. La protagonista femminile è divenuta la componente ...

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Darcey Bussell: vita e successi della grande ballerina inglese

Marnie Mercedes Darcey Pemberton Crittle, questo il nome completo di Darcey Bussell, nasce a Londra il 27 aprile 1969. E’ considerata una delle più famose ballerine britanniche della sua generazione. Durante i suoi quasi vent’anni come direttrice della compagnia Royal Ballet School, ottiene la fama per la sua combinazione unica, data da un fisico alto e atletico coadiuvato da un lirismo morbido. Il suo vasto lavoro televisivo include l’apparizione come giudice nel reality della BBC “Strictly Come Dancing” e la presentazione di simulcast cinematografici del Royal Ballet, trasmessi in tutto il mondo. Darcey Bussell: la vita Darcey nasce da John Crittle, uomo d’affari australiano, e da Andrea Williams, britannica. I genitori divorziano prestissimo, quando lei ha solo tre anni. Piccolissima viene adottata da Philip Bussell, che diventa il nuovo marito della madre. La famiglia trascorre alcuni anni in Australia prima di fare ritorno a Londra per dar seguito all’educazione di Darcey presso la Fox Primary School. Darcey Bussell, ballerina principale della Royal Ballet a soli vent’anni Darcey si forma  presso l’Arts Educational School e la Royal Ballet School, e inizia la sua carriera professionale al Sadlers Wells Royal Ballet. In seguito si trasferisce alla Royal Ballet , dove diventa una ballerina ...

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La danza è l’espressione profonda dell’anima

“La danza è il linguaggio nascosto dell’anima”. L’emblematica frase della danzatrice e coreografa americana Martha Graham, considerata da molti la “madre della danza moderna” , ci fa capire come la danza sia l’espressione profonda dell’anima. L’atto di danzare ci permette di rilevare il nostro io più profondo e recondito, esprimendo al meglio ciò che sentiamo. Questa  disciplina è in grado non solo di plasmare e modellare il nostro fisico, ma soprattutto i nostri pensieri. Quando danziamo possiamo entrare in un’altra dimensione. Ci liberiamo delle nostre paure per esprimere al meglio la nostra vera identità. Non servono schemi o impalcature, quando balliamo esprimiamo noi stessi, sveliamo la nostra vera natura.   La danza è libertà, apertura mentale, verso un mondo differente da quello in cui viviamo. Come abili e navigati attori possiamo, di volta in volta, andare ad interpretare personaggi diversi tra loro. Nel balletto è impossibile fingere, poichè sveliamo i nostri veri sentimenti. Possiamo finalmente ribellarci alla nostra vita e alle sue rigide regole, per abbracciare un universo costituito da incantevoli sogni e da infinita bellezza. La danza è una vera e propria forma di comunicazione. Il corpo è solo uno strumento, ma grazie alla gestualità e all’espressione del nostro viso, liberiamo ...

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Scarpette da punta, croce e delizia dei ballerini: manutenzione e uso intelligente

Le scarpette da punta richiedono di elevata manutenzione e necessitano di molto tempo per raggiungere la morbidezza che le rende funzionali, quindi non sorprende che numerosi danzatori ne prolunghino la naturale durata. Tuttavia, ballare con le scarpe rovinate può aumentare seriamente il rischio di alcuni tipi di lesioni. Le scarpe da punta sono formate da cinque elementi principali: la tomaia che ricopre il piede ed è solitamente in raso; la mascherina realizzata in tela o carta imbevute di resine speciali; la soletta che sostiene il piede e presenta varie consistenze, quella esterna è in cuoio, mentre quella interna è frutto della combinazione di cartone pressato e altri materiali; i nastri in raso o nylon che trattengono la caviglia limitando il rischio di infortuni; l’elastico il cui compito è evitare che la calzatura scivoli via dal tallone ed quindi è cucito in corrispondenza del tendine d’Achille. Ballare sulle punte non è un’attività naturale e richiede un indirizzamento del peso corporeo sui piedi, ragion per cui è importante cercare di trasmettere il più uniformemente possibile la forza necessaria a eseguire i passi attraverso le ossa, le articolazioni e i tessuti molli. Il piede è composto di ventisei ossa, trentatré articolazioni e oltre ...

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La danza è sport, arte o entrambi?

E’ il dibattito del secolo: la danza può essere considerata una disciplina sportiva oppure si annovera esclusivamente tra le arti? Albert Einstein affermava che i ballerini sono gli atleti di Dio, eppure numerosi danzatori ed esperti del settore si sono espressi proponendo pareri contrastanti sulla questione. C’è chi sostiene categoricamente che la danza non sia assimilabile allo sport perché, esattamente come la pittura o la musica, rappresenta una forma d’arte. Altri invece sostengono che la danza rientri appieno tra le discipline sportive, in quanto ne ricalca il modello basato sull’allenamento e sul potenziamento fisico. Vediamo quali canoni avvicinano la danza allo sport e per quali motivi invece se ne discosta. Come le varie discipline sportive, danzare richiede una rigorosa preparazione tecnica e fisica e una notevole resistenza, i ballerini devono sostenere prove spossanti e uno spettacolo che spesso dura almeno quanto una partita di calcio. Quindi, anche nella danza la forza è la chiave vincente nelle performance e va adeguatamente stimolata. Il danzatore ha bisogno di anni di studio per migliorarsi, processo che richiede determinazione, passione, dedizione, sacrificio e disciplina e, come l’atleta, è soggetto a lesioni e infortuni, quindi deve allenarsi in modo tale da ridurre al minimo il ...

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Soluzioni a quattro errori che frenano il danzatore dal trasformarsi in artista

L’apprendimento della danza richiede ripetizioni di passi ed esercizi al fine di padroneggiare la disciplina e avvicinarsi alla tanto agognata perfezione del movimento e del gesto. Tuttavia, spesso ci troviamo a ripetere più volte anche errori che limitano le nostre potenzialità di performance in sala e quindi sulla scena. Analizziamo nel dettaglio quattro errori che impediscono al danzatore di migliorarsi e le relative soluzioni che ci permetteranno di crescere e progredire nella danza. 1. Numerosi danzatori concentrano il loro lavoro quasi esclusivamente allo specchio copiando figure e movimenti a scapito della naturalezza gestuale che crea realmente la danza. E’ necessario, invece, essere incuriositi nel passaggio da una forma all’altra ed è ancor più indispensabile interiorizzare il movimento, vivendolo e lasciandolo fluire. Tutto ciò è possibile solo grazie a un’approfondita conoscenza del corpo che deriva da un ascolto sincero e profondo. Dobbiamo quindi conoscere gli strumenti di cui siamo dotati, non semplicemente saperli controllare, e dobbiamo esplorare ritmo e dinamica. Comprendere come si sviluppa il movimento e da dove proviene è prezioso quanto riprodurre i passi ed è questo salto di qualità a trasformare il danzatore in un artista interessante da guardare. 2. Alcuni ballerini non riescono a sfruttare al meglio ...

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Presentazione del volume Storia della danza e del balletto di Di Tondo, Pappacena e Pontremoli

libriANDance è un’iniziativa promossa dalla Biblioteca dell’Accademia Nazionale di Danza con la partecipazione dell’ufficio comunicazione social media AND dell’Accademia, sotto l’egida della Direzione. Il ciclo di incontri previsto presso il Teatro Ruskaja dell’Accademia Nazionale di Danza, a causa del drammatico momento che stiamo vivendo, è stato mantenuto grazie alle possibilità del web. Per non abbandonare l’iniziativa il “luogo” d’incontro è stato adattato ai social: le presentazioni di libri, le discussioni e gli eventi sulla danza e non solo, infatti, saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dell’AND, in modo da rimanere «connessi seppur a distanza». La puntata di LUNEDÌ 25 maggio alle ore 19.00 è intitolata: Per una Storia della Danza su FaceBook Presentazione del volume Storia della danza e del balletto di Ornella Di Tondo, Flavia Pappacena, Alessandro Pontremoli Seconda appuntamento dedicato alla Storia della Danza sul web: come raccontarla attraverso un social network come FaceBook. In diretta: Enrica Palmieri, Direttore dell’AND; Ornella Di Tondo, autrice del volume; Flavia Pappacena, autrice del volume; Alessandro Pontremoli, autore del volume; Roberta Albano, docente di Storia della Danza AND; Clauda Celi, già docente di Storia della Danza AND; Vito Di Bernardi, professore di Storia della Danza “Sapienza” Università di Roma; Valerio Basciano, ...

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Danzare rende più intelligenti e più a lungo, un dato scientifico

Partiamo dalla definizione scientifica di intelligenza: capacità di affrontare e risolvere con successo situazioni e problemi nuovi o sconosciuti, e complesso delle facoltà cognitivo- emotive che concorrono a tale abilità. L’intelligenza quindi è strettamente connessa alla nostra capacità cognitiva ed è molto indagata dalla comunità scientifica. Numerosi studi hanno dimostrato i benefici per la salute della danza sul nostro stato psicofisico, grazie alla riduzione dello stress e all’aumento del livello di serotonina. Di recente, però, è emerso un altro fondamentale vantaggio: se praticata frequentemente, la danza aumenta la capacità cognitiva a tutte le età. L’Albert Einstein College of Medicine di New York ha condotto uno studio su ventuno anziani dai 75 anni in su e ha analizzato l’effetto sul cervello di attività quali lettura, scrittura, l’uso si strumenti musicali, giocare a tennis, a golf, nuotare, ballare, e via dicendo. Una delle sorprese emerse da tale lavoro è stata che, pur apportando rilevanti benefici cardiovascolari, quasi nessuna delle attività fisiche offriva protezione contro la demenza senile e l’Alzheimer, a eccezione del ballo che, effettuato con regolarità, comporta la più rilevante riduzione del rischio di degenerazione cognitiva e fisica. Il neurologo Robert Katzman di UC San Diego School of Medicine ha dimostrato ...

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I molteplici benefici sociali della danza

Siamo ormai tutti consapevoli dei benefici personali apportati dalla danza in termini di creatività, pensiero critico, disciplina, salute mentale e del corpo, tuttavia è altrettanto importante conoscere i modi in cui la danza influisce sulla comunità, trasformandola in una società felice e sana. Come le altre forme d’arte, anche la danza è portatrice di un messaggio di grande ispirazione, essa dimostra come sia possibile affrontare un dolore e affrontare una malattia senza scoraggiarsi. Danzatori disabili hanno dimostrato di poter superare i limiti legati alle disabilità fisiche, provando che niente può fermare un essere umano determinato che si spinge oltre le sue difficoltà. Questi messaggi positivi incoraggiano e rafforzano non solo il singolo, ma l’intera comunità cui appartiene, la elevano e la rendono migliore. Per moltissimi di noi, la sala di danza è un posto in cui possiamo sfuggire ai problemi quotidiani legati al lavoro, alla scuola o a questioni familiari. Per tutta la durata della lezione, infatti, distogliamo la mente dagli eventi stressanti e ci ricarichiamo di energia fisica e mentale. Inevitabilmente trasmettiamo tale effetto positivo a tutti coloro che ci circondano, contribuendo, spesso inconsapevolmente, a migliorare anche la loro salute emotiva e psichica, creando un effetto positivo a cascata ...

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Cinque modi in cui la danza può arginare la depressione e riportare vitalità

La depressione è uno dei disturbi psichici più comuni e invalidanti che colpisce oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo. Può essere attivato da un evento specifico della vita o può arrivare senza preavviso, privando di entusiasmo e allegria e lasciando un senso di vuoto e di apatia. Le donne hanno una probabilità 2-3 volte superiore di svilupparla rispetto agli uomini per la maggiore sensibilità che contraddistingue il genere femminile e la sua sintomatologia è varia e diffusa: perdita di energie, senso di affaticamento, difficoltà di concentrazione e memoria, agitazione e nervosismo, disturbi del sonno, difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, autosvalutazione e pessimismo. Tali meccanismi mentali producono ripercussioni sociali, in quando generano isolamento, comportamenti passivi e addirittura tentativi di suicidio. Per alcune persone che ne sono affette la psicoterapia o la prescrizione di farmaci può aiutare ad alleviare i sintomi, tuttavia numerosi studi dimostrano che anche seguire una lezione di danza può fornire un valido supporto nella lotta alla depressione, in quanto distoglie la mente dai problemi e dalle ansie generati dalla malattia. Ecco i cinque modi in cui partecipare a una lezione di danza in maniera regolare può aiutare ad arginare la depressione ...

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