Uscito nel 1987, Dancers è un oggetto cinematografico curioso, quasi ibrido, che vive in equilibrio tra racconto filmico e linguaggio coreografico. Non si limita a usare la danza come sfondo decorativo, ma la trasforma nel vero motore narrativo: ogni movimento, ogni prova, ogni esitazione diventa parte integrante della costruzione dei personaggi e delle loro relazioni. Al centro della storia c’è una compagnia impegnata nell’allestimento di Giselle, balletto simbolo di un romanticismo tragico che sembra riflettersi nelle vite dei protagonisti. In tale contesto si muove Tony, interpretato da Mikhail Baryshnikov, figura carismatica e insieme tormentata, coreografo capace di visioni potenti ma anche uomo segnato da un’esigenza di controllo che sfiora l’ossessione. Tony non vive la danza come semplice arte: per lui è una necessità assoluta, una forma di ordine da imporre a un mondo interiore instabile. Accanto a lui emerge Lisa, cui dà corpo Alessandra Ferri, presenza delicata ma tutt’altro che fragile. La sua interpretazione si distingue per una qualità quasi trasparente: la tecnica si scioglie in un’espressività immediata, come se ogni gesto nascesse da un’urgenza autentica. Lisa non è soltanto un’interprete di Giselle, ma una giovane artista in bilico tra bisogno di affermazione e desiderio di non smarrire sé stessa ...
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