Lo diciamo subito, a costo di infrangere un tabù e scatenare un piccolo terremoto: sì, gli insegnanti di danza hanno un allievo preferito. È inutile fingere che tutti gli allievi siano uguali. C’è sempre quella presenza che cambia l’energia della lezione, quella persona su cui lo sguardo cade più spesso. Ma chi è il ‘favorito’? Nell’immaginario comune, complici film, talent show e una narrativa superficiale, il preferito è l’étoile della classe, il ballerino con il collo del piede sviluppato, capace di eseguire una spaccata senza neanche scaldarsi e con quel carisma che cattura la scena. Eppure, non è lui. Certo, le doti fisiche sono importanti, ma se chi ne è dotato vi si adagia, sbuffa se deve ripetere la diagonale o affronta la lezione con l’aria di chi sa già tutto, non è il preferito di nessuno e non ha capito niente della danza. Il vero prediletto spesso non è il più forte, non ha la gamba più alta e lotta da mesi per tenere un retiré in equilibrio. Eppure, è lui ed ecco i motivi. Non molla mai. È perseverante e costante, è il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire. Quando un passo non viene, non cerca scuse, non colpevolizza ...
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