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Un’intima creazione armonica

Bigonzetti ha avuto la capacità di esaltare, tramite la ricerca del movimento, la bellezza del barocco giungendo ad un equilibrio artistico, a mio avviso, di raffinata visione. L’eccellente organico del Corpo di Ballo della Scala, diretto dal neoeletto M° Frédéric Olivieri, ha adottato pienamente il linguaggio del coreografo, alternando e quasi sovrapponendo all’unisono l’accompagnamento dei brani händeliani a cura di James Vaughan, Francesco De Angelis, Fabien Thouand, Andrea Manco, Sandro Laffranchini. La produzione, in prima assoluta sulle Suites e composizioni cameristiche, si rivela colta e a tratti poco empatica nella comprensione estetica pur lasciando trasparire una limpidezza tra arte coreica e arte musicale. Dinamiche interessanti – non sempre aderenti – perlopiù consone ad un pubblico preparato. Non essendoci narrazione “i quadri” necessitano di una attenta cultura musicale nell’apprezzare appieno il crescendo di figure, pose, intrecci e incastri sulla scena nuda illuminata da Carlo Cerri con i costumi di Helena De Medeiros. Mauro Bigonzetti ha maturato l’obiettivo finale tessendo una delicata performance dove nell’ossequio ad Händel si ritrova l’essenza della sua squisita opera e a tratti si percepisce, nella visione coreografica, la matrice drammatizzata del grande compositore tedesco naturalizzato inglese. “Progetto Händel” propone agli spettatori una brillante sintesi del periodo Barocco ...

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Agnese De Donato e la sua mostra “Anni ’70: io C’ero”

Si inaugura stasera alle 18.30 la mostra realizzata grazie alle foto di Agnese De Donato, giornalista e fotoreporter, femminista e scrittrice, scomparsa a Roma lo scorso 5 marzo –che, con i suoi scatti, ha ritratto quell’irripetibile stagione di fermenti che furono gli Anni Settanta. Con passione e determinazione Agnese ha lavorato per oltre un anno, fino agli ultimi giorni, all’allestimento di questa mostra che documenta la sua speciale messa a fuoco, singolare e ravvicinata, su alcuni aspetti fra i più intensi e significativi di quegli anni: l’arte e lo spettacolo d’avanguardia, le battaglie delle donne, i protagonisti della cultura e della scena italiana e internazionale. La mostra è accolta – dal 25 maggio al 30 giugno – nelle ampie e luminose sale della galleria De Crescenzo e Viesti, creata nel 1996 alle spalle di Piazza del Popolo da Stefano De Crescenzo e Floriana Viesti e specializzata nella valorizzazione dell’arte contemporanea. Le stampe, scelte personalmente dall’autrice con la collaborazione della curatrice,  Greta Boldorini, sono – con poche eccezioni – stampe d’epoca e spesso stampe d’autore realizzate nel piccolo laboratorio di sviluppo e stampa annesso allo studio De Donato. Il che dà alla mostra un valore aggiunto di speciale testimonianza. Gli scatti ...

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Aurora Tradita: video-denuncia della situazione della danza in Italia

Aurora Tradita: video-denuncia della situazione della danza in Italia

Un video di denuncia quello lanciato in rete da “Aurora Tradita”, che esprime in termini crudi ma purtroppo realistici la difficile situazione degli enti lirici e dell’arte tersicorea nel nostro Paese. Il video, diventato virale già pochi minuti dopo la sua pubblicazione, fa parte di un più ampio progetto di diffusione di contenuti sociali “forti” in rete con l’obiettivo di raggiungere una fascia di pubblico estremamente alta per sensibilizzare le coscienze.   Aurora Tradita Redazione www.giornaledelladanza.com Photo Credits: Facebook

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Danzare è stata la fortuna più grande: intervista ad Elisabetta Terabust

Elisabetta Terabust nasce a Varese, frequenta la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta dalla scaligera Attilia Radice e, conseguito il diploma, entra a far parte del Corpo di ballo del Teatro, di cui diviene prima ballerina ed in seguito étoile. In questo periodo si perfeziona con il danese Erik Bruhn, con il quale danza nei pas de deux di “Don Chisciotte” e di “Infiorata a Genzano”; collabora col maestro Žarko Prebil di cui interpreta, tra gli altri, “Schiaccianoci” e “Cenerentola” e si esibisce in alcune creazioni del coreografo ungherese Aurel Milloss fra cui “Estri” su musiche di Goffredo Petrassi. Nel 1973 danza come prima ballerina nel “Ballet de Marseille” diretto da Roland Petit, che crea per lei “Schiaccianoci” e di cui interpreta “Le Loup”, “Carmen”, “Coppelia”, “Notre Dame de Paris”. Quindi si trasferisce a Londra dove avvia la sua collaborazione con il “London Festival Ballet”, oggi “English National Ballet”, consolidando la sua carriera internazionale e maturando la sua sensibilità di interprete contemporanea. Infatti, oltre ad affrontare i balletti del repertorio classico (da “Il lago dei cigni” a “La Sylphide”), Terabust rivela speciale duttilità esibendosi nei lavori di autori più attuali come Glen Tetley (Sphinx, Greening), Barry Moreland, ...

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Corpo, guerra e istinto di sopravvivenza nella prima nazionale di “Under the flesh” di Bassam Abou Diab

Il 26 maggio 2017, all’interno del Festival Interplay, presso Fonderie Teatrali Limone andrà in scena la prima nazionale di Under the flesh, di e con Bassam Abou Diab, musiche ed esecuzione live Samah Tarabay. Folklorista, attore e artista di danza contemporanea, Abou Diab lavora per molti anni con Maqamat Dance Theatre e recita in diverse opere teatrali in Libano, con registi come Ossama Halal, Rouaida al Ghali, Badih Abou Chakra e Malek Andary. Con Under the flesh, il giovane coreografo libanese presenta una riflessione su come il corpo reagisca in situazioni di guerra o di minaccia alla sua incolumità, dando vita a una performance che unisce danza, movimento e istinto di sopravvivenza, raccontando l’allerta costante di un uomo in pericolo e chiedendosi quanto la ripetizione di un certo tipo di violenza possa influenzare le azioni e le reazioni di chi sopravvive. In questo progetto, realizzato a sostegno del dialogo interculturale, Abou Diab sarà accompagnato da Samah Tarabay, percussionista libanese specializzato in musica tradizionale e folkloristica. ORARI & INFO 26 maggio 2017, ore 21.00 Fonderie Teatrali Limone Via Pastrengo, 88 10024 Moncalieri TO Telefono: +39 011 640 1411 Stefania Napoli www.giornaledelladanza.com

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Davide Dato al Festival Tener-a-mente nel ruolo di Don José

Si erano progressivamente ridotti fino a sparire, gli appuntamenti di danza nel cartellone del Festival Tener-a-mente a Gardone Riviera (BS) nella splendida cornice del Teatro del Vittoriale dannunziano. Per fortuna quest’anno accanto a numerosi eventi musicali o legati alla letteratura, torna la danza, con un appuntamento speciale. Domenica 30 luglio alle ore 21.15, va in scena infatti Carmen di Amedeo Amodio, che vede nei panni di Don José il primo ballerino del Wiener Staatsballett Davide Dato, affiancato dalla Carmen di Alice Firenze (collega all’opera viennese) e dall’Escamillo di Marco Lo Presti. In questa versione di Carmen, ispirata comunque al racconto di Merimée e accompagnata dall’immortale musica di Bizet, i due personaggi si incontrano dopo la fine della rappresentazione: in palcoscenico inizia lo smontaggio delle scene, ma a poco a poco il personale e quanti altri hanno assistito allo spettacolo da dietro le quinte, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena trascorso e un gesto, una frase, uno sguardo li spinge ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi, per puro caso. Sarà, dunque, per puro caso che Don José incontra Carmen, che rappresenterà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte: è tutto stabilito, meno il percorso o labirinto dei ...

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ResidenzaZERO: nuove dimensioni del movimento

Talento, vocazione e passione si uniscono in unico progetto: ResidenzaZero, un’esperienza di studio intensivo di AcroPhysicalTheatre, rivolta alla formazione del performer contemporaneo, oltre che un’opportunità di esplorare corpo e movimento da un punto di vista diverso, ponendo al centro del suo processo il recupero istintivo dell’approccio e la costruzione del movimento stesso.  Il progetto prende forma dalle competenze trasversali vissute direttamente da Paolo Benedetti, performer, acrobata, coreografo e docente di esperienza internazionale. Il linguaggio affrontato percorre i contenitori di Acrobatica Contemporanea, AcroFloorwork e PhysicalContact. Il processo didattico, infatti, è frutto di una personale sperimentazione e contaminazione delle esperienze passate, prima come atleta e poi come performer contemporaneo. Partendo dal recupero della parte più istintiva del movimento, che in fase adulta spesso viene a perdersi o a impoverirsi, Benedetti, dà avvio al processo di studio del movimento, analizzando la sua struttura attraverso i principi della biomeccanica e il recupero del concetto funzionale delle azioni. L’intento è quello di svestirsi da ogni tecnica per permettere il sincero recupero della percezione dell’azione, allontanandosi dall’approccio cerebrale e razionale per riappropriarsi dell’autonomia del movimento, fondamenta necessarie sulle quali, in seconda fase, poggiare le competenze tecniche dei vari linguaggi. Il Progetto ResidenzaZERO si articola su 3 ...

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“Saremo bellissimi e giovanissimi sempre”: il mistico Johannes Eckhart raccontato in danza

In danza e coreografia Marco Chenevier, sceglie di ripercorrere la vita e il pensiero del mistico tedesco Johannes Eckhart, uno dei più importanti del medioevo cristiano. Saremo bellissimi e giovanissimi sempre è uno spettacolo, in scena dal 26 al 28 maggio al Teatro Vascello di Roma, che trasporta il pubblico in maniera ironica e dissacrante nel pensiero del filosofo tedesco meglio noto come Meister (maestro) Eckhart, si intreccia con una riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea nella società incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo. L’interprete, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difficoltà dell’operazione quando ormai l’incarico è stato accettato. La ricerca dell’interiorità secondo il mistico domenicano, deve essere perseguita nella dissoluzione dell’egoismo cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà, dalla memoria, dai sensi e dal giudizio. Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, l’interprete riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell’autocensura dei tentativi l’analisi si perde nella vana ricerca di un’idea drammaturgica che sembra continuamente fallire. Il malessere e le riflessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale ...

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Da New York allo Zelig, una carriera per il waacking e il voguing. Intervista a Barbara “La B. Fujiko” Pedrazzi

Da New York allo Zelig, una carriera per il waacking e il voguing. Intervista a Barbara “La B. Fujiko” Pedrazzi

  Di origini modenesi, Barbara Pedrazzi, in arte La B. Fujiko, si approccia alla danza in modo del tutto eterogeneo, sperimentando e curiosando tra gli stili coreografici più disparati che altalenano tra la ginnastica ritmica e il balletto classico, tra la danza contemporanea e l’hip hop, fino a scoprire il waacking e il voguing in un viaggio a New York City nel 2008. Da quel momento, dedica tutta la sua carriera professionale a tali stili, perpetuandone lo studio e l’insegnamento della tecnica e dell’espressività, come anche l’approfondimento culturale e storico delle origini degli anni ‘70 e ‘80. I frutti di tale passione sono resi manifesti dalle tre realtà performative nate lungo il corso della sua carriera, ossia le Wawas, i Vambicj e il progetto artistico collettivo B-fuji, col quale irrompe nella scena artistica italiana e internazionale a pieno titolo e lustro, fino a raggiungere il grande schermo all’interno del cast del programma TV Zelig. La tua primigenia formazione da ballerina si radica a Modena, tua città natale, dove hai la possibilità di approcciarti a svariate discipline coreutiche e artistiche, tra cui anche l’hip hop. Come sono stati questi primi passi nella danza e, soprattutto, nella cultura underground? Come hai già ...

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