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Home / Rubriche / Allo Specchio / Il Demi-Soloist Daniele Silingardi dello Stuttgart Ballet “allo specchio”

Il Demi-Soloist Daniele Silingardi dello Stuttgart Ballet “allo specchio”

Il balletto classico preferito?
Onegin e Mayerling.

Il balletto contemporaneo prediletto?
Petite Mort di Jiří Kylián, Grosse Fuge di Van Manen e Spring and Fall di Neumeier.

Il Teatro del cuore?
Royal Opera House di Londra.

Un romanzo da trasformare in balletto?
Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.

Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Notting Hill.

Il costume di scena indossato che hai preferito?
Ufficiali di Mayerling.

Quale colore associ alla danza?
Bianco perché chiunque può metterci del suo ed è proprio quello che differenzia ogni artista.

Che profumo ha la danza?
L’erba estiva appena tagliata dato che quando ero giovane andavo a scuola di danza in bici circondato dai prati italiani.

La musica più bella scritta per balletto?
Onegin ultimo passo a due, Seven Symphony di Uwe Scholz, Petite Mort di Jiří Kylián, passo a due di Concerto di Kenneth MacMillan con musica di Shostakovich.

Il film di danza irrinunciabile?
White Nights con Baryshnikov.

Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Mikhail Baryshnikov e Sylvie Guillem.

Il tuo “passo di danza” preferito?
Tour en l’air.

Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Armand da La Dame aux camélias di John Neumeier.

Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Jiří Kylián.

Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Grazie per aver condiviso con tutti una forma d’espressione unica al mondo.

Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Impegno, disciplina e artisticità.

Come ti vedi oggi “allo specchio”?
Mi vedo imperfetto, perché nella danza la perfezione è un traguardo irraggiungibile. Ed è proprio questa consapevolezza che mi spinge, ogni giorno, a entrare in sala, mettermi alla prova e dare il massimo per crescere e migliorare costantemente.

Michele Olivieri

 Foto di Roman Novitzky

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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