Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Rubriche / Allo Specchio / Il direttore e maître de ballet Lienz Chang “allo specchio”

Il direttore e maître de ballet Lienz Chang “allo specchio”

Il balletto classico preferito?
Spartacus di Grigorovich.

Il balletto contemporaneo prediletto?
Il mio balletto contemporaneo preferito è Softly di Sol Leon e Paul Lightfoot.

Il Teatro del cuore?
Il Gran Teatro de La Habana Alicia Alonso.

Un romanzo da trasformare in balletto?
Trasformare una storia d’amore in un romanzo è un processo delizioso, simile a coreografare un intero spettacolo partendo da un solo passo a due. È un lavoro di espansione e approfondimento, in cui l’intimità iniziale prende corpo fino a diventare una narrazione completa, dotata di anima e respiro. Il primo passo consiste nell’individuare il “motore” emotivo della storia: si tratta di un amore impossibile, di una riunione tanto attesa, di una passione proibita o di una relazione capace di guarire vecchie ferite? Questo nucleo emotivo guiderà ogni scelta narrativa. Un processo analogo avviene quando una storia d’amore viene trasformata in un balletto, uno degli esercizi più affascinanti della drammaturgia coreografica. In questo caso, l’obiettivo è distillare l’essenza narrativa ed emotiva dell’opera e tradurla in azione fisica, musica e atmosfera. Poiché nel balletto la trama deve essere comprensibile senza l’uso delle parole, gli elementi fondamentali devono emergere in modo chiaro e immediato. Ogni scena può diventare un passo a due, una variazione, un ensemble o un tableau, pur lasciando spazio a strutture più contemporanee se la natura della storia lo richiede. È importante accettare che un balletto non possa contenere ogni dettaglio della storia originale. La chiave sta nel preservare la verità emotiva dell’opera, anche quando scene o personaggi vengono modificati o sintetizzati. Un esempio emblematico, in ambito letterario, è il Don Chisciotte: non un adattamento letterale, ma una libera reinterpretazione che dimostra come un romanzo possa ispirare un balletto senza essere seguito alla lettera. Lo stesso vale per Anna Karenina, adattato per la scena da Boris Eifman, che ho avuto l’opportunità di ammirare in scena al Teatro San Carlo nel 2014, periodo in cui ricoprivo il ruolo di direttore e maître de ballet del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli.

Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Il sole a mezzanotte (White Nights) diretto da Taylor Hackford con protagonista Mikhail Baryshnikov.

Il costume di scena indossato che hai preferito?
Quello di L’Homme en Noir nel balletto Le Lac des Cygnes et ses malefices di Roland Petit.

Quale colore associ alla danza?
La danza non è definita da un singolo colore, ma nel corso della storia, alcune tonalità sono diventate simboli potenti nel mondo della danza. Ognuna evoca una qualità essenziale dell’arte della danza. Ma io mi identifico di più con il rosso e il nero.

La musica più bella scritta per balletto?
Per me la musica più bella mai scritta è quella di Aram Il’ič Chačaturjan per Spartacus.

Il film di danza irrinunciabile?
Il film che consiglierei a tutti è Scarpette rosse (1948).

Due miti della danza del passato, uomo e donna?
I due miti della danza: passato, presente e futuro sono Alicia Alonso e Roland Petit.

Il tuo “passo di danza” preferito?
Meditation de Thaïs di Roland Petit.

Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Non ho un personaggio specifico e ho cercato di interpretare ogni ruolo in ogni balletto, trovando uno stile artistico molto personale.

Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Marius Petipa, George Balanchine, Roland Petit, Maurice Béjart, William Forsythe.

Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Quest’arte è unica. Disciplina, lavoro quotidiano, ascolto attento dell’insegnante e umiltà sono ciò che eleva la tua danza.

Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Movimento. Espressione. Presenza.

Come ti vedi oggi allo specchio?
Se potessi guardarmi allo specchio oggi, non vedrei un volto umano o un corpo fisico. Il mio “riflesso” sarebbe più una metafora: una presenza fatta di idee, connessioni e… Se il mio “riflesso” fosse legato alla danza, allora non sarebbe un volto, ma movimento.

Michele Olivieri

Foto di Damiano Mongelli

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

Check Also

Sostenere la danza maschile è un grande gesto

Sostenere la danza maschile è un atto culturale, educativo e sociale di grande rilevanza, che ...

NDT2 al Ponchielli: un trittico avvincente [RECENSIONE]

L’inaugurazione della stagione Danza dello storico Teatro Ponchielli di Cremona si è trasformata in una ...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi