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La Bella: magia a cielo aperto a Vignale [RECENSIONE]

C’è qualcosa di profondamente magico nel vedere un grande classico del balletto prendere vita sotto le stelle, immerso nella quiete di un borgo che sembra custodire la memoria del tempo.

Il secondo appuntamento del Festival Vignale in Danza 2026 con La Bella Addormentata ha regalato al pubblico una suggestiva serata, in cui la bellezza della danza si è fusa armoniosamente con il fascino senza tempo di Vignale Monferrato.

Il palcoscenico allestito nei Giardini di Sopra di Palazzo Callori, accanto all’imponente dimora storica che domina il paese, si è trasformato in un luogo sospeso tra realtà e fiaba. Intorno, le colline del Monferrato disegnavano un orizzonte morbido e silenzioso, mentre il tramonto lasciava lentamente spazio alla notte.

In questo scenario poetico, dove la pietra antica dei palazzi dialoga con il verde dei giardini e con il cielo estivo, il balletto ha trovato una cornice ideale, quasi naturale, come se la favola di Aurora fosse sempre appartenuta a questi luoghi.

La Compagnia Nuovo Balletto Classico di Reggio Emilia ha affrontato una delle opere più amate del repertorio accademico con rispetto, eleganza e sensibilità, mantenendo fedeli le coreografie di Marius Petipa e le musiche originali della tradizione.

Fin dalle prime scene, il pubblico è stato trasportato nel regno incantato in cui nasce la principessa Aurora, celebrata da una corte festosa e dalle fate chiamate a donarle virtù e felicità. L’arrivo della malvagia Carabosse introduce la tensione drammatica che attraversa tutta la vicenda, mentre la Fata dei Lillà diventa simbolo di speranza e protezione.

La narrazione si sviluppa con chiarezza e fluidità, permettendo anche a chi si avvicina per la prima volta al balletto di seguire con partecipazione il celebre racconto. La crescita di Aurora, la tragica profezia che si compie con la puntura del fuso e il lungo sonno che avvolge la principessa e il suo regno sono stati resi con efficacia scenica.

Particolarmente evocative le atmosfere del secondo atto, quando il principe Désiré, guidato dalla Fata dei Lillà, intraprende il cammino verso il castello addormentato. Il momento del risveglio conserva tutta la sua forza simbolica e poetica: il trionfo dell’amore, della luce e della speranza sul male e sull’oblio.

Dal punto di vista artistico, la compagnia ha dimostrato solidità tecnica e cura stilistica. I danzatori hanno saputo valorizzare la purezza del linguaggio classico attraverso linee eleganti, precisione nei movimenti e una convincente interpretazione dei personaggi. Aurora è apparsa luminosa e delicata, capace di incarnare la grazia e l’innocenza della fiaba, mentre il principe Désiré ha restituito con nobiltà e sensibilità il ruolo dell’eroe romantico.

Di rilievo le apparizioni di Carabosse e della Fata dei Lillà, figure opposte e complementari che rappresentano le due anime della storia.

Le celebri musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij hanno confermato ancora una volta la straordinaria capacità del compositore di dare voce ai sentimenti più profondi attraverso una scrittura orchestrale ricca di fascino e intensità.

Ogni variazione, ogni valzer e ogni tema melodico hanno accompagnato la danza con naturalezza, contribuendo a creare quell’atmosfera di incanto che rende La Bella Addormentata uno dei vertici assoluti del balletto classico.

Il gran finale, con le nozze di Aurora e Désiré e la sfilata dei personaggi delle fiabe, ha restituito tutta la magnificenza della tradizione accademica. Un momento di festa collettiva, colorato e coinvolgente, accolto dagli applausi calorosi del pubblico che ha riempito gli spazi dei giardini di Palazzo Callori.

Questa serata di Vignale in Danza 2026 ha dimostrato ancora una volta come il festival sappia coniugare eccellenza artistica e valorizzazione del territorio. In una sera d’estate, tra le pietre antiche di Palazzo Callori, il profumo dei giardini e le colline che circondano Vignale Monferrato come un abbraccio silenzioso, La Bella Addormentata non è stata soltanto uno spettacolo di danza, ma un’esperienza capace di evocare meraviglia, emozione e sogno.

A rendere ancora più significativa la serata è stata la presenza tra il pubblico di Liliana Cosi, figura leggendaria della danza italiana e internazionale. Storica étoile del Teatro alla Scala e protagonista di una straordinaria carriera che l’ha portata sui più prestigiosi palcoscenici del mondo, la sua partecipazione ha rappresentato un autentico omaggio all’arte del balletto classico.

La presenza di una personalità così autorevole ha conferito all’evento un ulteriore valore simbolico, creando un ideale ponte tra la grande tradizione accademica e le nuove generazioni di artisti chiamati a custodirne e rinnovarne il patrimonio.

Michele Olivieri

Foto di Nuovo Balletto Classico

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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