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La danza entra nei percorsi di cura all’Ospedale Isola Tiberina

Un progetto pilota di dieci incontri di danza dedicati a pazienti oncologici e dializzati, ma anche a operatori e professionisti sanitari: è questo il cuore del nuovo percorso di umanizzazione delle cure promosso dall’Ospedale Isola Tiberina in collaborazione con il Centro coreografico Nazionale / Aterballetto. Un ciclo di laboratori che mette al centro la persona, integrando la dimensione artistica nei processi terapeutici e aprendo nuovi scenari nella relazione tra medicina, corpo e benessere.

Il progetto si inserisce nel più ampio programma dedicato alla bellezza che cura e nasce all’interno di un accordo triennale tra le due istituzioni, finalizzato alla ricerca e allo sviluppo della danza come strumento riabilitativo e parte integrante dei percorsi clinici. A guidare i laboratori è la coreografa Lara Guidetti, che accompagna i partecipanti in un’esperienza condivisa di movimento, ascolto e relazione, dove il gesto diventa possibilità espressiva e spazio di connessione.

Il progetto coinvolge figure chiave dell’ambito medico e organizzativo dell’ospedale, tra cui il professor Vincenzo Valentini, Direttore del Centro di Eccellenza di Oncologia Radioterapica, Medica e Diagnostica per Immagini, il professor Emilio Bria, Direttore della Unità Operativa di Oncologia Medica e il professor Francesco Pesce, Direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia. Insieme a loro e la dottoressa Laura Monti, responsabile della Unità Operativa di Psicologia Clinica, contribuiscono a costruire un approccio multidisciplinare che integra competenze sanitarie, psicologiche e culturali.

Attraverso il linguaggio della danza, i laboratori offrono uno spazio protetto e al tempo stesso aperto, in cui il corpo – spesso segnato dalla malattia e dalle terapie – può ritrovare una dimensione di libertà, dignità e presenza. Il movimento diventa così uno strumento per migliorare la qualità della vita, favorire il benessere psicofisico e rafforzare la relazione tra pazienti e personale sanitario.

«Questo progetto rappresenta in modo concreto la direzione che vogliamo dare al nostro Ospedale: una sanità capace di prendersi cura della persona nella sua interezza. Integrare la danza nei percorsi terapeutici – afferma Giovanni Arcuri, Direttore Generale dell’Ospedale Isola Tiberina – significa riconoscere che la cura non è solo intervento clinico, ma anche relazione, ascolto e qualità della vita. L’incontro tra medicina e arte apre prospettive nuove, rendendo i luoghi di cura spazi sempre più umani, in cui il paziente non è definito dalla malattia ma accompagnato in un percorso di dignità e benessere. In questo senso, la collaborazione con il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto rappresenta un esempio virtuoso di innovazione, pienamente in linea con il nostro Piano di rilancio e con la visione di un Ospedale che continua a innovare, rimanendo fedele alla propria storia».

Un ospedale in fondo non è molto diverso da una sala prove: si lavora a lungo e duramente per costruire il migliore dei corpi possibili, si sfida il corpo a essere nostro alleato, a sentirsi profondamente e a conoscersi, a guardare verso il buio come verso la luce, con il coraggio della ribalta. Come in teatro, c’è chi è chiamato a indossare una maschera e un ruolo e chi a mettersi completamente nudo: in entrambi i casi si danza attraverso spazio, tempo, relazione e comunicazione. In questo laboratorio ho incontrato danzatori straordinari in grado di muovere la paura così come la speranza. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo danzato il tempo di tutti e ne abbiamo inventato un altro possibile” ha dichiarato Laura Guidetti, coreografa. 

Il percorso pilota di dieci incontri si è concluso il 29 aprile 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Danza. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di welfare culturale applicato alla sanità, dove arte e medicina dialogano per costruire percorsi innovativi e più umani. Un’esperienza che non si limita a “portare” la cultura nei luoghi di cura, ma che riconosce nella cultura stessa – e nella danza in particolare – una risorsa attiva, capace di generare benessere, relazione e nuove forme di consapevolezza.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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