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Lo Schiaccianoci e la sua storia: il balletto cult di Natale

Lo Schiaccianoci di Petr Ilic Cajkovskij è una delle composizioni più eseguite nel periodo delle festività di Natale. Non a caso innumerevoli sono state le trasposizioni teatrali e cinematografiche di questo famoso balletto. Ma qual è la vera storia dell’opera Lo Schiaccianoci? Scopriamola insieme.

Lo Schiaccianoci e la sua storia 

E’ considerato tra i maggiori capolavori del balletto dell’Ottocento, testamento artistico di Marius PetipaTuttavia dell’originale storia de Lo Schiaccianoci rimane più che altro l’intreccio della vicenda. Petipa infatti decise di adattare la storia per il libretto utilizzando come base anche Il Racconto dello Schiaccianoci di Alexandre Dumas. La versione più poetica della storia di Hoffmann, in quanto stemperava gli elementi più inquietanti del racconto rendendo il tutto una deliziosa favola. Petipa aveva dunque trovato la giusta formula affinché il racconto di Dumas divenisse uno spettacolo di grande incanto. Elaborava un libretto in cui la vicenda rimaneva in secondo piano rispetto all’atmosfera fiabesca del Natale nella quale esaltare i sentimenti d’amore e gioia nostalgica.

Per completare il progetto Petipa si rivolse a Petr Ilic Cajkovskij.  Tuttavia non sfuggiva a Petipa la raffinatezza timbrica e la suggestione ritmica del grande musicista ed infatti il secondo balletto, La bella addormentata, si rivelò un trionfo e convinse il musicista a tentare una terza avventura con Lo schiaccianoci.

Il debutto de Lo Schiaccianoci di Petr Ilic Cajkovskij

L’opera fu ultimata nel luglio del 1891 ma prima l’autore decise di estrapolarne alcuni numeri per la Suite sinfonica che diresse il 7 marzo 1892 a San Pietroburgo con esito trionfale. Con questo lancio e il successo del precedente balletto il duo Cajkovskij-Petipa si avviava verso un’altra straordinaria avventura da lasciare indelebile nella storia del balletto. Lo Schiaccanoci debuttò al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo il 18 dicembre 1892 incontrando il favore dello Zar Alessandro III.

Tra gli interpreti di questa prima esecuzione diretta dal compositore Riccardo Drigo spiccano l’italiana Antonietta Dell’Era, nel ruolo della Fata Confetto. Ma anche il russo Pavel Gerdt, Olga Preobrajenska e il giovane Nicolaj Legat.

Lo Schiaccianoci storia: la versione attuale

 

 

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Benché inizialmente la critica non sia stata benevola con quest’opera, oggi si ritiene giustamente che Lo Schiaccianoci sia invece ai vertici della produzione ballettistica russa per la sua modernità. L’attuale popolarità de Lo Schiaccianoci è in parte dovuta a Willam Christensen, fondatore della compagnia San Francisco Ballet. Il successo del balletto e la coreografia di George Balanchine creò una vera e propria tradizione invernale nelle rappresentazioni dell’opera negli Stati Uniti. Questa versione infatti è ancora messa in scena dal New York City Ballet e viene riproposta ogni anno in occasione del Natale.

Lo Schiaccianoci: La trama

E’ la vigilia di Natale in casa Stalhbaum, i genitori dei piccoli Clara-Marie e Fritz stanno organizzando una festa in attesa di riunirsi con tutta la famiglia intorno ad uno splendido abete. Il quadretto è animato dall’arrivo di Drosselmayer, padrino dei bambini, che porta alcuni doni stravaganti, tra cui le straordinarie bambole meccaniche che danzano per la gioia di tutti gli invitati ed un misterioso schiaccianoci a forma di ussaro che affascina moltissimo la piccola Clara prima di essere danneggiato e perduto tra gli altri giocattoli dal dispettoso Fritz.

Al termine della festa i bambini vanno a letto, ma Clara cerca ancora il suo schiaccianoci. Alla mezzanotte nella stanza cominciano ad apparire dei topolini che ben presto assumono un aspetto minaccioso; allora anche i soldatini escono dalle loro scatole, e danno vita ad una feroce battaglia.

La Storia de Lo Schiaccianoci, grazie a Drosselmayer, fa sì che lo schiaccianoci prendesse vita per affrontare in duello con il Re dei topi che riesce a sconfiggere anche con l’affettuoso aiuto di Clara volgendo la battaglia a favore dei soldatini. Il vincitore, sul finale, trasformatosi in Principe, si inginocchia davanti a Clara e la invita tra i rami del magico albero di Natale.

Clara lo segue, il quadro cambia e, nella notte di luna piena, entrano in una foresta innevata, con tanti alberi addobbati a festa. L’Atto si chiude con lo splendido Valzer dei fiocchi di neve, in cui i fiocchi di neve cadono a tempo di valzer e accompagnano i due viandanti.

Il balletto si conclude con un ultimo Valzer, che pone fine al sogno di Clara che si risveglia felice ripensando alle straordinarie avventure vissute mentre stringe al cuore il suo amato schiaccianoci.

La struttura del balletto de Lo Schiaccianoci

Innumerevoli sono i temi che restano nella memoria provenienti dalla penna di Cajkovskij che aveva una facilità di invenzione melodica come pochi nella storia della musica così come suggestive sono le continue invenzioni timbriche. Se nei grandi balli e nelle scene-tableaux il racconto assume connotazioni di alto respiro fitte di mistero sono invece altre circostanze come le apparizioni degli automi di Drosselmayer; brillanti infine i pezzi di colore nel divertissement dove finemente vengono recepiti temi e inflessioni popolari.

 

Elena Parmegiani

www.giornaledelladanza.com 

 

 

 

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