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Nicoletta Manni: l’amore e il coraggio sono gli ingredienti della mia vita [INTERVISTA]

Sabato 24 Febbraio a Danzainfiera a Firenze, presso l’area incontri gremita di appassionati, piccole ballerine e amici, Nicoletta Manni étoile del Teatro alla Scala ha presentato il suo libro “La Gioia di Danzare” e per l’occasione si è raccontata, gli esordi al Teatro alla Scala, i successi e l’incontro con il danzatore Timofej Andrijashenko partener e marito.

Nicoletta Manni nata in provincia di Lecce, a 13 anni viene ammessa alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. Nel 2009, dopo essersi diplomata, entra a far parte dello Staatsballett di Berlino, dove rimane per tre stagioni danzando in Les Sylphides, Il Lago dei cigni e Lo schiaccianoci di Patrice Bart; Tchaikovsky di Boris Eifman, La Esmeralda di Petipa e Yuri Burlaka; Caravaggio di Mauro Bigonzetti, Peer Gynt di Heinz Spoerli; Onegin e Romeo e Giulietta di John Cranko; prende parte anche a La Peri, La Bayadère, Cenerentola e Spring di Vladimir Malakhov.

Nella primavera 2013 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e debutta nel ruolo di “Myrtha” in Giselle, di “Odette/Odile” ne Il Lago dei cigni di Rudolf Nureyev e danza in “Jewels” di George Balanchine debuttando nella coppia principale di “Diamonds” e come ballerina Solista di “Rubies”. In “Serata Ratmansky” è interprete di Russian Seasons (coppia in blu) e di Concerto DSCH (coppia principale).

Dall’aprile 2014 è Prima Ballerina del Teatro alla Scala dove ha interpretato il ruolo di protagonista in Lo Schiaccianoci di Nacho Duato, Giselle ed Excelsior. È tra gli interpreti principali di Cello Suites di Heinz Spoerli (2015). Nel corso del Gala per il 23° Festival Internazionale di Balletto di Lodz presenta Gran Pas Classique e il passo a due da Don Chisciotte. Dal 2015 al 2017 si è inoltre esibita in Manon, in Cenerentola, ne Il Giardino degli Amanti e in La Dama delle Camelie. Da allora ha ballato tutti i ruoli principali interpretando anche nuove creazioni oltre ai numerosi capolavori del repertorio classico.

Partecipa come ballerina ospite in gala nazionali ed internazionali. L’8 novembre del 2023 è stata nominata sul palcoscenico Étoile del Teatro alla Scala dal Sovrintendente e Direttore Artistico Dominique Meyer insieme al Direttore del Ballo scaligero Manuel Legris.

Nicoletta, da poco nominata étoile del Teatro alla Scala di Milano ci racconti il momento e l’emozione?

È stata un’emozione incredibile perché la nomina era veramente inaspettata. Tutto ha dell’incredibile perché erano 37 anni che non veniva nominata una étoile interna alla compagnia, e poi a scena aperta dopo la replica del Balletto. E’ stato per me come vivere un sogno.  

In libreria da poco la tua autobiografia dal titolo “La gioia di danzare”. Come nasce l’idea di scrivere un libro? È una cosa che ti è stata proposta?

L’idea di scrivere un libro è arrivata da una proposta che non ho subito accolto in modo positivo. Questo perché non volevo che fosse una biografia in ordine cronologico di tutte le cose che ho fatto nella mia vita e che farò, ma volevo trovare un modo diverso di proporre questo racconto. Innanzitutto, volevo che uscisse fuori la danza, perché parlare di danza non è mai abbastanza, poi ho pensato a come impostarlo e mi è venuto in mente l’idea dei ruoli che ho interpretato sul palcoscenico. 

In quale dei tanti ruoli che hai interpretato ti rappresenta?

Chiaramente non ho potuto inserire tutti i ruoli che ho interpretato nel corso della mia carriera, ma sicuramente il titolo del capitolo è dato dal personaggio che più rappresentava lo stato d’animo, la parola o l’emozione che volevo venisse fuori in quella situazione. 

E tra tutti, qual è il tuo preferito?

In molti me lo domandano spesso, ma non c’è una risposta precisa perché li amo tutti. Dieci anni fa avrei detto Odette/Odile e oggi forse direi Tatiana, domani non lo so.

Nel libro c’è una foto di te da piccola. Quanto è rimasto di quella bambina nella grande étoile che sei oggi?

In quella foto avevo due anni e mezzo ed era il mio primo saggio dopo soli due mesi di danza nella scuola di mia madre.  Ora che sono passati un  po di anni spesso i miei genitori e mio marito, mi dicono: “Hai la faccia da bambina monella”, proprio come in quella foto. Quindi direi che di lei in me è rimasto tutto.

Tu hai incontrato tanti maestri, ma nel tuo cuore ce n’è una in particolare: Carla Fracci, con cui hai preparato la Giselle. Ci racconti quei momenti?

 Da quando c’è stato l’incontro alla Scala per preparare Giselle con Carla Fracci tutto è cambiato. Averla con noi in sala da ballo ad insegnarci il ruolo per cui lei è diventata un’icona è stato un regalo enorme. Lei non interpretava il personaggio, lei era veramente Giselle. Ho guardato tante volte quel video di quando Carla danzava quel ruolo e tutto è perfetto. Mi emoziona ancora solo pensarci.

Nicoletta, tornando al libro, con quale occhio consigli ai piccoli ballerini e alle piccole ballerine di leggerlo?

Secondo me con curiosità, perché nessuno ci insegna come affrontare questo percorso e mi auguro che la mia storia possa ispirare qualcuno ad avere ancora più voglia di affrontare questa meravigliosa vita.

Sara Zuccari

Foto di Daniele Benenati

www.giornaledelladanza.com

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