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I grandi coreografi nella storia della danza: Ben Stevenson

Esistono coreografi che rivoluzionano il linguaggio della danza attraverso la sperimentazione e altri che riescono a rinnovare la tradizione senza tradirne l’essenza. Ben Stevenson appartiene a questa seconda, preziosa categoria. La sua arte è la dimostrazione che il balletto classico può continuare a parlare al presente quando viene attraversato da una sensibilità autentica, capace di coniugare rigore tecnico, intensità narrativa ed emozione. Nelle sue creazioni la danza non si limita a essere una successione di passi perfettamente eseguiti, ma diventa una forma di racconto in cui il movimento sostituisce le parole e ogni gesto acquista il valore di un pensiero. Stevenson ha costruito un linguaggio raffinato, fondato sulla purezza della linea classica, senza mai rinunciare alla profondità psicologica dei personaggi. La tecnica è sempre al servizio dell’espressione, e l’equilibrio tra virtuosismo e sentimento rappresenta una delle cifre più riconoscibili della sua poetica. Il suo teatro è permeato da una sensibilità lirica che restituisce centralità all’essere umano. Le grandi storie del repertorio diventano così occasioni per esplorare emozioni universali: l’amore, la perdita, il sacrificio, la speranza. Ogni balletto è costruito con una straordinaria attenzione al ritmo drammatico, dove la musica e la coreografia si fondono in un dialogo continuo, capace di ...

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Divinamente Diva, Tamara Karsavina

Vi sono artiste che attraversano la scena come un lampo, lasciando dietro di sé una scia di stupore, e altre che, con passo più lieve, insinuano la loro presenza nella memoria fino a diventarne parte silenziosa e persistente. Tamara Karsavina apparteneva a questa seconda, rarissima specie: non conquistava, ma avvolgeva; non abbagliava, ma illuminava. La sua danza non era mai un’esibizione, bensì una rivelazione. In lei, ogni gesto si compiva con una naturalezza tanto perfetta da sembrare inevitabile, come se il movimento non fosse stato scelto, ma semplicemente accaduto. Era un’arte priva di attrito, dove la tecnica — pur rigorosa e impeccabile — si dissolverà in una grazia che appariva spontanea, quasi inconsapevole. Non vi era nulla di forzato nel suo modo di abitare la scena: ella non imponeva una presenza, ma la lasciava emergere, con una delicatezza che aveva qualcosa di profondamente aristocratico. Il suo corpo parlava una lingua fatta di sfumature, di pause eloquenti, di silenzi che avevano il peso di un’intera frase. E proprio in quelle sospensioni si percepiva il segreto della sua arte: la capacità di suggerire più di quanto mostrasse. A differenza di chi cerca il culmine nell’apice del virtuosismo, Tamara Karsavina sembrava trovare la ...

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Mackenzie Brown

Mackenzie Brown dice addio al palcoscenico a soli 24 anni

A soli 24 anni, Mackenzie Brown sceglie di chiudere una carriera che sembrava destinata a segnare il balletto internazionale ancora per molti anni. La prima ballerina americana, rivelazione del Balletto di Stoccarda negli ultimi anni, saluterà il pubblico in questi giorni, mettendo fine alla sua attività sulle scene dopo una rapida e brillante ascesa. Nata in Virginia e formatasi all’Académie Princesse Grace di Montecarlo, Brown aveva conquistato l’attenzione del mondo della danza con la vittoria del Prix de Lausanne 2019 e, successivamente, con l’Erik Bruhn Prize nel 2023. Entrata nello Stuttgarter Ballett nel 2020, in appena tre stagioni era arrivata al rango di prima ballerina dopo il folgorante debutto come Giulietta nel Romeo e Giulietta di John Cranko, imponendosi come una delle interpreti più promettenti della sua generazione. La scelta di lasciare il palcoscenico arriva però da una convinzione maturata lontano dai riflettori. In un’intervista alla stampa tedesca, Brown ha spiegato di voler iniziare una nuova vita in Ohio per dedicarsi agli studi e diventare insegnante. «Sono molto più di una ballerina», ha dichiarato, sottolineando come la danza resterà parte della sua identità, ma non più della sua professione. Un addio sorprendente, che priva il panorama internazionale di un talento ...

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Alessandra Ferri conquista Vienna: il Wiener Staatsballett cresce anche nei numeri

Non è soltanto una vittoria artistica. Per Alessandra Ferri, il primo anno alla guida del Wiener Staatsballett si sta rivelando anche un successo misurabile nei risultati economici e nella risposta del pubblico, un aspetto che nel mondo della danza, oggi più che mai, rappresenta un indicatore fondamentale della solidità di un progetto culturale. Secondo quanto riportato dal quotidiano austriaco Der Standard, la stagione appena conclusa ha fatto registrare risultati di assoluto rilievo. Gli spettacoli ospitati alla Wiener Staatsoper hanno raggiunto il tutto esaurito, con un tasso di occupazione del 100%, mentre le rappresentazioni alla Volksoper hanno toccato circa il 94% dei posti disponibili. Complessivamente il Wiener Staatsballett ha accolto circa 150.000 spettatori, superando gli otto milioni di euro di incassi. Numeri che raccontano molto più di un semplice successo al botteghino. Rivelano infatti la capacità di Ferri di conquistare un pubblico tradizionalmente molto esigente come quello viennese, da sempre abituato a confrontarsi con alcune delle istituzioni musicali e coreutiche più prestigiose al mondo. Quando, nel 2025, l’étoile italiana fu chiamata a succedere a Martin Schläpfer, l’incarico venne accolto con grande interesse ma anche con inevitabili interrogativi. Ferri rappresentava una delle ballerine più amate della storia recente del balletto internazionale, ma ...

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Le Gala des Excellences – Prix Danse Côte d’Azur 2026

  Sabato 25 luglio 2026, alle ore 21:30, il suggestivo Théâtre de Verdure della Citadelle di Villefranche-sur-Mer ospiterà la seconda edizione del Le Gala des Excellences – Prix Danse Côte d’Azur, un appuntamento che si conferma tra gli eventi culturali più prestigiosi dell’estate sulla Costa Azzurra. Dopo il grande successo della prima edizione, il gala torna con un programma ancora più ricco, proponendosi come una celebrazione dell’eccellenza artistica, della creatività e del valore universale della danza. Inserito nel cartellone delle Nuits Musicales de la Citadelle, l’evento offrirà al pubblico una serata all’insegna dell’arte, dell’emozione e della condivisione. Il Gala des Excellences nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio coreutico contemporaneo e classico, offrendo uno spazio di prestigio a ballerini professionisti, coreografi e artisti provenienti da differenti percorsi e tradizioni artistiche. La serata vedrà alternarsi sul palco: performance di danza classica; creazioni coreografiche contemporanee; interpretazioni artistiche di elevato livello tecnico ed espressivo; momenti dedicati alla valorizzazione del talento e della ricerca coreografica. L’evento rappresenta un’importante occasione d’incontro tra artisti, istituzioni culturali e pubblico, contribuendo alla diffusione della cultura della danza in un contesto internazionale. Cuore della manifestazione sarà la consegna del Prix Danse Côte d’Azur, riconoscimento attribuito a personalità che, attraverso ...

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Lo studio della danza classica è la vera rivoluzione pedagogica del nostro tempo: allena i bambini contro la cultura della violenza

Lo sviluppo psicologico dei bambini è condizionato dall’isolamento degli schermi dei computer o dei telefonini e da una controcultura divisiva. In questo scenario, la danza, in particolare quella classica, emerge come avamposto pedagogico rivoluzionario che offre ai bambini un alfabeto emotivo unico. Andando oltre i cliché che vorrebbero il balletto come un’attività femminile, questa disciplina si rivela uno dei più potenti strumenti di crescita per l’infanzia. Il pregiudizio che associa la danza classica esclusivamente al mondo femminile è un paradosso storico e culturale, oltre che un enorme abbaglio neuro-motorio. L’idea della danza classica come disciplina ‘da ragazze’ è un’invenzione relativamente recente, risalente all’Ottocento Romantico, l’epoca del tutù e delle scarpette di raso. Prima di allora, la storia racconta il contrario. Fino all’epoca del Re Sole, danzare era un dovere riservato quasi esclusivamente agli uomini nobili che si sfidavano a colpi di passi di danza per dimostrare vigore, destrezza e lo status politico. Ballare era considerato un esercizio di potere e virilità. Successivamente il balletto è stato associato alla grazia, alla bellezza e alla leggiadria femminili. Nella realtà, la danza classica non ha nulla di lezioso. Richiede una preparazione atletica di altissimo livello, sviluppa forza, controllo e resistenza, nei bambini quanto ...

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Edimburgo capitale della danza: tra Fringe e International Festival

Nel mese di agosto Edimburgo torna a essere uno dei principali centri mondiali delle arti performative grazie alla contemporanea presenza dell’Edinburgh Festival Fringe, in programma dal 7 al 31 agosto 2026, e dell’Edinburgh International Festival, che richiama alcune delle più prestigiose compagnie internazionali di danza, teatro e musica. In questo ricco calendario di eventi, la danza contemporanea e il balletto saranno tra i grandi protagonisti, con produzioni che affrontano temi come l’inclusione, l’intelligenza artificiale e le nuove frontiere della ricerca coreografica. Tra gli appuntamenti più attesi spicca la prima europea di Mere Mortals del San Francisco Ballet, in scena dal 28 al 30 agosto all’Edinburgh Playhouse nell’ambito dell’Edinburgh International Festival. Lo spettacolo, ideato dalla coreografa Aszure Barton con musiche originali del compositore e produttore britannico Floating Points, propone una rilettura contemporanea del mito di Pandora, esplorando il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale attraverso un linguaggio che fonde balletto, danza contemporanea, musica elettronica e scenografie immersive. L’opera rappresenta uno degli esempi più significativi di come la danza possa dialogare con le tecnologie emergenti senza perdere la propria forza espressiva. Coreografie, effetti visivi e partitura musicale contribuiscono a costruire un’esperienza coinvolgente che invita il pubblico a riflettere sulle implicazioni etiche ...

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“Sogno di una notte di mezza estate” al Teatro di San Carlo

Il Teatro di San Carlo saluta il pubblico prima della pausa estiva con Sogno di una notte di mezza estate per la Stagione di Danza 2025/2026. La creazione di Paul Chalmer, su musica di Felix Mendelssohn Bartholdy, torna al Lirico di Napoli dopo sette anni dall’ultima rappresentazione. La prima è in programma sabato 25 luglio (ore 20:00), con cinque recite fino a venerdì 31 luglio. Protagonisti saranno il Balletto e la Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo, sotto la direzione di Renato Zanella che, 30 minuti prima di ogni rappresentazione, accoglierà il pubblico per l’Incontro agli specchi: un’introduzione allo spettacolo, nel Salone degli Specchi, con ospiti a sorpresa e musica dal vivo. Philippe Béran guida l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. L’assistente alla coreografia è Duilio Ingraffia con Guido Sarno in qualità di Maître de Ballet. In questa produzione del Lirico di Napoli Pasqualino Marino firma le scene, con i costumi di Elena Mannini e le luci di Nunzio Perrella. Fabio Marroncelli è aiuto scenografo. Le voci soliste sono del soprano Juliette Di Bello e del mezzosoprano Gabriela Korzystka. Favola estiva per eccellenza, Sogno di una notte di mezza estate occupa ...

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Piazza Duomo a Lecce accoglie ‘La Gioia di Danzare’

Per la prima volta nella sua storia, venerdì 24 luglio, Piazza Duomo a Lecce si trasforma in un grande teatro a cielo aperto per accogliere La Gioia di Danzare, il gala ideato e interpretato da Nicoletta Manni, Étoile del Teatro alla Scala, e Timofej Andrijashenko, Primo Ballerino del Teatro alla Scala. Un appuntamento speciale che assume un significato ancora più profondo perché si svolge nella terra di Nicoletta Manni, étoile salentina nata a Galatina, che torna nella sua Puglia per condividere con il pubblico uno spettacolo capace di unire eccellenza artistica, emozione e senso di appartenenza. Nella straordinaria cornice barocca di Piazza Duomo, uno dei luoghi più iconici del Paese, il pubblico assisterà a un viaggio attraverso i grandi capolavori del repertorio classico e le creazioni della danza contemporanea, interpretati da alcuni dei migliori artisti del Teatro alla Scala e non solo. Insieme a Manni e Andrijashenko si esibiranno Darius Gramada del Teatro alla Scala, e i solisti scaligeri Agnese Di Clemente, Mattia Semperboni, Maria Celeste Losa, Christian Fagetti e Camilla Cerulli, protagonisti di una compagnia che riunisce alcune delle più brillanti eccellenze della danza italiana. A rendere ancora più unica questa serata saranno tre ospiti d’eccezione che condividono con ...

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Hugo Marchand protagonista al “New York City Center”

Quando un grande interprete sale sul palcoscenico, il pubblico non assiste soltanto a uno spettacolo: entra in contatto con una storia fatta di disciplina, emozione e ricerca artistica. È questa la dimensione che accompagna Hugo Marchand, étoile dell’Opéra di Parigi, protagonista di una nuova avventura internazionale al New York City Center. Il suo debutto nella prestigiosa istituzione americana rappresenta molto più di una semplice tournée. È l’incontro tra due grandi tradizioni culturali che condividono la stessa convinzione: la danza è un linguaggio capace di superare confini geografici, differenze linguistiche e barriere culturali. Secondo il programma annunciato dal New York City Center, Hugo Marchand sarà protagonista di quattro rappresentazioni, dal 23 al 26 luglio 2026. In scena presenterà un gala da lui ideato e interpretato, con artisti del Balletto dell’Opéra di Parigi e del Béjart Ballet Lausanne. Il programma include, tra gli altri: Boléro di Maurice Béjart (con Hugo Marchand nel ruolo principale); il passo a due da Le Parc di Angelin Preljocaj, con Dorothée Gilbert; Sonatine di George Balanchine; Trois gnossiennes di Hans van Manen; L’esprit du Bleu di Carolyn Carlson. Negli ultimi anni Marchand si è imposto come uno degli interpreti più raffinati della scena internazionale. La sua tecnica ...

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