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Il direttore, coreografo e maître David Jonathan “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Lyric Theatre di Brisbane, in Australia. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? The Charioteer. E quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Il sesto senso. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Un costume realizzato con materiali e colori naturali da India Flint per il balletto Debris di Francis Rings. Quale colore associ alla danza? Tutti i colori, perché abbiamo bisogno di tutti. Che odore ha la danza? Sudore. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per il balletto? Sono troppi per poterne scegliere uno. Quale film sulla danza consideri imperdibile? Billy Elliot. Chi sono le tue due leggende della danza del passato — un uomo e una donna? Rudolf Nureyev e Marcia Haydée. Qual è il tuo passo o movimento di balletto preferito? La pirouette en dedans. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Nessuno di loro. Chi consideri il più grande genio della ...

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Il Senior Soloist e coreografo Mario Gaglione “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Lago dei cigni. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Minus 16. Il teatro a cui sei più legato? Teatro San Carlo di Napoli. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? I Promessi Sposi. Quale film trasformeresti in un balletto? Via col vento. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Basilio. Di che colore è la danza? Color pesca. Che profumo ha la danza? Profumo di legno, quello che senti quando sali sul palco. Qual è la musica di balletto più bella mai scritta? Passo a due dello Schiaccianoci. Un film sulla danza indispensabile? White Nights. Una leggenda della danza: un uomo e una donna. Julio Bocca e Eva Evdokimova. Qual è il tuo passo o movimento preferito? Fondu. Tra i personaggi del balletto classico, chi vorresti essere nella vita reale? Drosselmeyer dallo Schiaccianoci. Chi è il più grande genio della coreografia? Marius Petipa. Se potessi incontrare Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per il dono più bello che mi sia stato fatto. In tre parole, come descriveresti la disciplina della danza? Tenacia. Perseveranza. Rispetto. Quando oggi ti guardi allo specchio, cosa vedi? Mi vedo felice e ...

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L’Illusione della leggerezza: la danza è una disciplina per ‘duri’

Nell’immaginario collettivo è diffusa l’idea che la danza sia una disciplina delicata, fatta di tutù, scarpette di raso e leggerezza senza fatica. È una visione che confonde il risultato finale con il percorso. La realtà è molto diversa: la danza è una disciplina per gente tosta. Richiede una soglia di tolleranza alla fatica che poche altre attività domandano. Mentre in altri contesti al primo segno di disagio ci si ferma, il ballerino impara a convivere con il limite. I danzatori sono atleti d’élite che non possono permettersi di mostrare lo sforzo. Devono eseguire movimenti complessi mantenendo un’espressione serena. Questo implica sviluppare il dominio sul corpo e sulla mente. Niente e nessuno è spietato come lo specchio della sala danza. Non ha filtri, mostra ed evidenzia ogni errore, ogni imperfezione tecnica. Stare di fronte ai propri limiti, giorno dopo giorno, necessita di un coraggio smisurato. La convinzione di poter migliorare richiede un’umiltà fuori dal comune. La danza infatti distrugge l’ego fragile e forgia una resilienza che nessun’altra disciplina potrà mai insegnare. Per guadagnarsi tre minuti di palcoscenico servono mesi di sudore e sacrifici. Significa rinunciare alle uscite con gli amici per andare alle prove, ripresentarsi in sala anche quando si è ...

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La fontana di Bakhchisaraj: storia, personaggi, curiosità e trama

C’è un filo sottile e indissolubile che lega la grande letteratura russa, il romanticismo più cupo e la tecnica accademica della danza classica, un intreccio che trova la sua massima espressione in uno dei capolavori più affascinanti e meno frequentati dai cartelloni occidentali del Novecento: La fontana di Bakhchisaraj. Questo balletto drammatico in quattro atti, con un prologo e un epilogo, rappresenta una delle vette più alte del cosiddetto drambalet, il balletto-dramma di epoca sovietica in cui la recitazione, la psicologia dei personaggi e la narrazione teatrale intensa si fondono indissolubilmente con la coreografia. La genesi di quest’opera affonda le radici nella Crimea ottocentesca, passando attraverso la penna immortale di Aleksandr Puškin, che durante il suo esilio in quelle terre rimase letteralmente ipnotizzato dal mistero e dalla malinconia della celebre Fontana delle lacrime all’interno del Palazzo dei Khan. Nel 1823, Puškin tradusse quell’emozione in versi nel suo omonimo poemetto romantico, un’opera intrisa di esotismo, gelosia, conflitti culturali e passioni travolgenti che, più di un secolo dopo, avrebbe trovato la sua traduzione ideale nel linguaggio del corpo e della musica. Fu il compositore Boris Asaf’ev, insieme al librettista Nikolaj Volkov e al coreografo Rostislav Zacharov, a raccogliere la sfida, debuttando al ...

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Il Virginia National Ballet celebra gli Aerosmith a passo di danza

Il mondo della danza continua a sperimentare nuovi linguaggi e questa volta a incontrare il balletto sarà il rock degli Aerosmith. Il Virginia National Ballet ha infatti annunciato la realizzazione di Aerosmith: A Contemporary Ballet, una produzione inedita che debutterà il 2 maggio 2027 all’Hylton Performing Arts Center di Manassas, in Virginia. Lo spettacolo nasce con l’obiettivo di fondere la tecnica e l’eleganza della danza classica con l’energia dei più grandi successi della celebre band americana, dando vita a una narrazione coreografica capace di raccontare emozioni, passioni e dinamismo attraverso alcuni dei brani che hanno segnato la storia del rock. L’iniziativa si inserisce nel percorso artistico del Virginia National Ballet, compagnia che negli ultimi anni ha costruito una propria identità proponendo produzioni ispirate a grandi icone della musica contemporanea. Dopo aver portato in scena spettacoli dedicati a Led Zeppelin, Queen, Beatles ed Eagles, la scelta è ora ricaduta sugli Aerosmith, gruppo simbolo del rock internazionale e autore di un repertorio che attraversa oltre cinque decenni di carriera. Pur mantenendo il linguaggio del balletto, la nuova produzione promette di offrire una lettura moderna e coinvolgente della musica della band, trasformando i suoi brani più celebri in movimento e racconto scenico. L’intento ...

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“Il Grande Gatsby – The Show” al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano

Dal 21 al 25 ottobre 2026 arriva per la prima volta in Italia Il Grande Gatsby – The Show, al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. L’emozione di potersi esibire su questo celebre palco si amplifica, per molti, nell’emozione di un vero ritorno a casa. Tra i talenti internazionali del cast figurano infatti numerosi artisti italiani e che hanno svolto in Italia gran parte della loro formazione. A firmare lo spettacolo è Enrique Gasa Valga, coreografo e regista alla guida dell’omonima compagnia internazionale, che fonde danza, jazz e musica dal vivo in un racconto fedele alla modernità del romanzo di Fitzgerald. Credo che la storia di Gatsby si colleghi perfettamente ai nostri tempi, afferma Gasa Valga, anch’essi segnati da incertezze e dalla ricerca di un aiuto, sia monetario che affettivo. Sotto la sua direzione il cast intreccia voci internazionali e talenti italiani, cresciuti in alcune delle scuole di danza e musica più prestigiose del Paese. IL CAST Locke Venturato, Jay Gatsby Sotto la guida di Enrique Gasa Valga, questo talento australiano dà corpo e voce al tormentato protagonista del romanzo di Fitzgerald. Interpretare Jay Gatsby è un’emozione unica. Ogni sera porto in scena un personaggio affascinante, tra adrenalina, entusiasmo e ...

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L’equazione sbagliata: attenzione dinamica e movimento represso

  C’è un dogma che domina i contesti educativi e la percezione comune della disciplina: stare fermi equivale a stare attenti, muoversi invece a essere distratti. È un’equazione culturale radicata, rassicurante e utile per chi deve gestire un gruppo, ma errata sul piano scientifico, pedagogico e umano. Considerare il corpo immobile come unico recipiente idoneo all’apprendimento è un grave errore di pensiero che stiamo pagando a caro prezzo in termini di obesità, perdita di massa muscolare, rischi cardiocircolatori, apatia e depressione. Chiedere a un cervello in crescita di imparare nozioni obbligando il corpo a una stasi prolungata significa remare contro la nostra stessa biologia. Quando un individuo è costretto a stare seduto per ore, accade esattamente il contrario di ciò che ci si aspetta: la mente si affatica prima, perché una parte consistente dell’energia cognitiva viene usata per sopprimere il naturale impulso al movimento, anziché per elaborare contenuti. L’immobilità riduce l’afflusso di ossigeno al cervello, abbassa i livelli di attivazione neurologica e favorisce la disattenzione. Il movimento represso non scompare e si trasforma in ansia, tensione muscolare, micro-distrazioni continue e irrequietezza. Il cervello umano si è evoluto attraverso e per il movimento. Ogni volta che il corpo si attiva, il ...

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Vittoria Ottolenghi e la rivoluzione della sua Maratona d’Estate

Per oltre un quarantennio, l’esegesi della danza in Italia ha riconosciuto nella figura di Vittoria Ottolenghi la sua declinazione più alta, nitida e feconda. Figura d’intellettuale di rara statura, la saggista e critica romana non si è limitata a interpretare con acume e rigore le morfologie del gesto e le metamorfosi della scena coreutica: ne ha riscritto il destino sociale, restituendo all’arte del movimento la sua statura di linguaggio universale e pensiero incarnato. Il suo capolavoro d’ingegneria culturale, la celeberrima Maratona d’Estate — palinsesto ed evento corale entusiasmante diffuso dal servizio radiotelevisivo pubblico —, ha rappresentato una frattura epistemologica di portata storica. In un’epoca in cui la grande coreografia restava gelosamente custodita nei templi chiusi e talvolta aristocratici delle fondazioni liriche, Ottolenghi ha compiuto un gesto di autentica e visionaria audacia: scardinare la distanza elitaria per insediare il balletto e la danza contemporanea nel cuore vivo e pulsante del pubblico immaginario, trasformando il piccolo schermo in una grande agorà della bellezza.   Una visione oltre il tempo: la televisione come spazio sacro e popolare La Maratona d’Estate non fu un mero contenitore d’intrattenimento, bensì un manifesto di politica culturale e poetica della visione. Vittoria Ottolenghi comprese prima d’altri la potenza ...

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Sei appuntamenti per la stagione danza al Teatro Verdi di Firenze

Sei appuntamenti, alcuni dei titoli più amati del repertorio e compagnie provenienti da realtà diverse della scena italiana e internazionale: il Teatro Verdi di Firenze costruisce una nuova stagione di danza che guarda alla tradizione senza rinunciare alla varietà delle proposte. Il cartellone si apre sabato 24 ottobre con Il lago dei cigni della Roma City Ballet Company, titolo-simbolo del grande balletto ottocentesco e ancora oggi uno dei banchi di prova più affascinanti per una compagnia. A dicembre, lunedì 28, sarà ancora la Roma City Ballet Company a portare in scena Lo Schiaccianoci, appuntamento ormai inseparabile dall’atmosfera delle feste e dal rito del balletto natalizio. Il nuovo anno si apre invece con Romeo e Giulietta, in programma domenica 24 gennaio con il Russian Classical Ballet: un altro grande classico, questa volta costruito intorno alla forza narrativa della tragedia shakespeariana e alla musica di Prokof’ev. Il 5 marzo sarà la volta di Io, Don Chisciotte del Balletto di Roma, mentre il 16 aprile il Balletto di Milano porterà al Verdi Notre-Dame de Paris, rilettura danzata dell’universo di Victor Hugo. A chiudere la stagione, martedì 4 maggio, sarà Ballet 3k – Rachmaninoff del Balletto di Siena, con un appuntamento che introduce nel ...

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Il danzatore professionista Leonardo Baghin “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Season’s Canon di Crystal Pite, ballato di recente all’Opéra di Parigi e Wings of Wax di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? L’Opéra de Paris è da anni il mio sogno, anche se il Czech National Ballet di Praga rimarrà sempre nel mio cuore. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Il piccolo Principe. Quale film trasformeresti in un balletto? Spaceman con Adam Sandler. Non so se si riuscirebbe a ricavare un balletto intero, ma sicuramente mi piacerebbe tradurre in danza la profondità della solitudine così com’è trattata nel film. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Il costume di scena indossato che ho preferito sono stati quelli ideati da Margherita Palli in occasione della prima assoluta de Lo Schiaccianoci di George Balanchine al Teatro alla Scala nella stagione 2018/2019 dove ho interpretato il Giovane Principe Schiaccianoci. Di che colore è la danza? Il colore che associo alla danza è il blu. Che profumo ha la danza? Se devo pensare al profumo che possiede la danza mi viene in mente l’odore delle luci accese ...

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